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Storia Della Liberazione Sessuale

L’onda di ribellione che cinquant’anni fa ha investito l’Occidente ha avuto il merito di smantellare un sistema ipocrita e repressivo la cui doppia morale comportava per le donne un costo esorbitante: essere giudicate solo per la loro condotta sessuale, reale o supposta che fosse. Scoprendo il filo conduttore che lega processi apparentemente autonomi, Lucetta Scaraffia individua il passaggio epocale tra il declino del pudore e il trionfo del corpo quale protagonista della sfera sociale; smentisce le radici pseudoscientifiche della rivoluzione sessuale – in cui confluivano eugenetica, psicoanalisi e il «falso antropologico» che promuoveva il libero amore -; riconosce le ingerenze del mercato, culminate nella promessa di una «realizzazione sessuale» per tutti; da femminista cattolica, punta il dito contro gli errori della Chiesa, immaginandone il rinnovamento a partire dal ruolo centrale della donna. L’analisi ripercorre le vicende di guru e ideologi vari, figure come William Reich e Herbert Marcuse, il cui messaggio è stato edulcorato o distorto, evidenzia il peso delle inchieste sociologiche come il Rapporto Kinsey e di un immaginario affermatosi attraverso libri, musica e cinema, fino alle perplessità avanzate dallo stesso femminismo sulle ricadute della liberazione sessuale. Con sguardo critico maturato nell’esperienza di quei giorni e nelle scelte successive di donna, madre e storica, l’autrice pone interrogativi ineludibili: quanto ha influito sulla formazione dell’identità e della libertà interiore il nuovo modo di vivere e di pensare il sesso, nucleo centrale delle relazioni fra i generi e fra le generazioni? Si è raggiunta la felicità prospettata per le donne e gli uomini del nostro tempo? **

Scritti Autobiografici

Forse in nessun autore del Novecento il rapporto fra l’opera e la vita, il «vissuto» e il «poetato» è così stretto e, insieme, inafferrabile come in Walter Benjamin. La raccolta esaustiva di tutti i suoi testi di carattere autobiografico che questo libro propone (dai curricula vitae ai diari, dagli appunti di viaggio ai testi narrativi come Cronaca berlinese) è, per questo, tanto più indispensabile quanto più sembra lasciarci inappagati, quasi che il velo che l’autore ha inteso stendere sulla sua biografia s’infittisse nella misura esatta in cui egli prova a raccontarcela nei suoi più minuti particolari. Nel prologo a Infanzia berlinese, Benjamin ci informa che, richiamando alla memoria i suoi ricordi infantili, ha voluto servirsene come una vaccinazione contro la nostalgia. I tratti biografici si ritirano così nell’ombra e lasciano il posto alle «immagini in cui l’esperienza della grande città si sedimenta in un bambino della classe media». I ricordi più intimi e personali, i sogni, la ricorrente tentazione del suicidio, le amicizie, gli amori sono così lo specchio in cui si riflette il ritratto di un’intera epoca e di un’intera società. E forse da nessuna parte Benjamin ci ha lasciato il suo autoritratto come in un appunto della metà degli anni trenta: «Soluzione dell’enigma: perché non riconosco nessuno, perché confondo tra di loro le persone? Perché io stesso non voglio essere riconosciuto, perché io stesso voglio essere confuso con altri». Giorgio Agamben

Lo spirito della liturgia. I santi segni

Lo spirito della liturgia è una classica interpretazione della spiritualità liturgica, germinata da una straordinaria potenza d’intuizione e da una perspicacia anticipatrice dei movimenti storici, quale il Guardini ha sempre testimoniate. Il volume, che uscì nel 1919 nella collezione “Ecclesia orans” promossa dall’abate Ildefons Herwegen di Maria Laach, nulla ha perduto a tutt’oggi della sua forza di penetrazione, del suo vigore di sintesi. Nei santi segni l’autore avvia ad una calda comprensione della liturgia e del suo simbolismo. Gli si apre dinanzi così, intatta, la ricchezza di allusione e di appello religioso insita nel segno della croce, nell’inginocchiarsi, nel vario atteggiarsi della mano di chi prega, nell’incedere processionale, nel battersi il petto, nel cero, nell’acqua benedetta, nella fiamma sacra, nella cenere penitenziale, nell’incenso, nella luce, emblema della verità di Dio, nel pane e nel vino, nell’altare coi suoi lini, nel calice e nella patena, nella benedizione, nelle campane. Lo spazio nelle sue direzioni, il tempo con l’avvicendarsi dei ritmi quotidiani, rivelano, essi pure, un’arcana consacrazione liturgica. Profondità cristiana e sensibilità lirica si fondono armonicamente in queste pagine. **

La Scienza Occulta

L’antica denominazione di «Scienza Occulta» viene adoperata per il contenuto di questo libro; una denominazione che produce presso uomini diversi le più opposte impressioni.
Per molti essa ha qualcosa di ripugnante; provoca l’irrisione, un sorriso di compatimento, forse anche il disprezzo.

In realtà il tentativo della scienza occulta è quello di analizzare quello che sfugge alla normale indagine del mondo sensibile. Quello che di tale mondo rimane «occulto», non manifesto, ove lo si consideri soltanto mediante i sensi e l’intelletto ad essi legato.
La scienza occulta vuole liberare l’indagine scientifica e l’attitudine scientifica (che di solito si limitano ai rapporti e al processi dei fatti sensibili) da questo loro abituale campo di applicazione, pur conservandone le caratteristiche generali di pensiero. Essa si propone di trattare di cose non sensibili allo stesso modo con cui la scienza naturale tratta di quelle sensibili. Mentre la scienza naturale si limita, con i suoi metodi e i – suoi procedimenti di pensiero, alla sfera sensibile, la scienza occulta considera il lavoro dell’anima, studia la costituzione occulta dell’uomo, il corpo eterico, il mondo astrale, l’evoluzione dell’uomo e dei mondi.

**Rudolf Joseph Lorenz Steiner—(1861-1925)**   è stato un filosofo,   pedagogista,esoterista,artista e riformista sociale austriaco. È il fondatore   dell’antroposofia, di una particolare corrente pedagogica, di un tipo medicina oltre che l’ispiratore dell’agricoltura biodinamica, di uno stile architettonico e di uno pittorico. Ha posto anche le basi dell’Euritmia, del Massaggio Ritmico Antroposofico. Si è occupato inoltre di filosofia, sociologia, antropologia, economia e musicologia.
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### Sinossi
L’antica denominazione di «Scienza Occulta» viene adoperata per il contenuto di questo libro; una denominazione che produce presso uomini diversi le più opposte impressioni.
Per molti essa ha qualcosa di ripugnante; provoca l’irrisione, un sorriso di compatimento, forse anche il disprezzo.

In realtà il tentativo della scienza occulta è quello di analizzare quello che sfugge alla normale indagine del mondo sensibile. Quello che di tale mondo rimane «occulto», non manifesto, ove lo si consideri soltanto mediante i sensi e l’intelletto ad essi legato.
La scienza occulta vuole liberare l’indagine scientifica e l’attitudine scientifica (che di solito si limitano ai rapporti e al processi dei fatti sensibili) da questo loro abituale campo di applicazione, pur conservandone le caratteristiche generali di pensiero. Essa si propone di trattare di cose non sensibili allo stesso modo con cui la scienza naturale tratta di quelle sensibili. Mentre la scienza naturale si limita, con i suoi metodi e i – suoi procedimenti di pensiero, alla sfera sensibile, la scienza occulta considera il lavoro dell’anima, studia la costituzione occulta dell’uomo, il corpo eterico, il mondo astrale, l’evoluzione dell’uomo e dei mondi.

**Rudolf Joseph Lorenz Steiner—(1861-1925)**   è stato un filosofo,   pedagogista,esoterista,artista e riformista sociale austriaco. È il fondatore   dell’antroposofia, di una particolare corrente pedagogica, di un tipo medicina oltre che l’ispiratore dell’agricoltura biodinamica, di uno stile architettonico e di uno pittorico. Ha posto anche le basi dell’Euritmia, del Massaggio Ritmico Antroposofico. Si è occupato inoltre di filosofia, sociologia, antropologia, economia e musicologia.
### Dalla quarta di copertina
«La scienza occulta è la scienza di ciò che avviene nell’occulto, in quanto non viene percepito fuori nella natura, ma là dove l’anima si orienta quando indirizza la propria interiorità allo spirito… Sebbene il libro si occupi di indagini non accessibili all’intelletto legato al mondo dei sensi, pure nulla vi è detto che non sia comprensibile alla ragione scevra da preconcetti e ad un sano senso della verità.»

L’eresia del Libro grande: storia di Giorgio Siculo e della sua setta

Nell’Italia del Cinquecento, lacerata dal dissenso protestante, un monaco benedettino, Giorgio Rioli detto Giorgio Siculo, annunciò rivelazioni straordinarie. Potenti e umili lo seguirono affascinati. Giorgio Siculo consigliava ai protestanti di adattarsi all’ortodossia cattolica, ma ai seguaci più stretti confidava una dottrina segreta, trasmessa clandestinamente, che si opponeva in maniera radicale sia al protestantesimo che al cattolicesimo. Denunciato dai protestanti all’Inquisizione cattolica, Giorgio Siculo venne condannato come eretico e morì impiccato, a Ferrara, nel 1551.

Israele E L’Islam

Israele ha inventato la religione come noi la sentiamo e il senso del sacro da cui siamo ancora oggi posseduti: il cristianesimo e l’islamismo ne sono le dirette emanazioni. Se con la Genesi e Qohèlet conosciamo l’amore e il timore per un Dio vicinissimo eppure lontano, ma anche la disperazione di fronte a un destino “fumo di fumi” che l’uomo non ha scelto, con il Libro di Tobia scopriamo la misericordia di quello stesso Dio e l’annuncio di Cristo. Mentre un altro Dio, la cui immagine si riflette in tutte le forme create, si rivela nella visione di Maometto. Dalla lettura dei testi fondatori della civiltà giudaico-cristiana e di quella islamica fino all’antisemitismo e ai tragici fatti del Novecento, Pietro Citati ci conduce, con la leggerezza del racconto, in un viaggio attraverso mari, oceani, città, deserti, re, imperatori, santi, mistici e assassini. Alla ricerca della comune eredità spirituale di Israele e dell’Islam e dell’affascinante diversità tra le diverse tradizioni.

Islam e cristianesimo. Una parentela impossibile

Islam e cristianesimo – pubblicato per la prima volta nel 2004, a dieci anni dalla morte dell’autore – riunisce due testi inediti. Il primo, intitolato I tre pilastri del conformismo, si compone di tre capitoli: «Siamo tutti figli di Abramo», «Il monoteismo » e «Le religioni del Libro», nei quali l’autore analizza e smonta, in maniera chiara ed efficace, i tre concetti utilizzati in maniera sempre più frequente per avvicinare da un punto di vista teologico le tre religioni rivelate. Secondo Jacques Ellul, la comune discendenza abramitica sulla quale si fonderebbe la parentela tra ebrei, cristiani e musulmani è del tutto priva di fondamento. Nel Vangelo, infatti, solo colui che «compie il bene» è proclamato da Gesù «Figlio di Abramo»: la filiazione dal patriarca risulta così appartenere più a un piano spirituale che carnale. L’Islam, inoltre, nega al cristianesimo lo statuto di religione monoteista: a Gesù Cristo, incarnazione di un Dio d’amore che si è fatto uomo per salvarci attraverso il dolore e la sofferenza, i musulmani contrappongono Allah, sovrano unico e inaccessibile nonché giudice implacabile delle azioni umane. L’autore, infine, nell’analizzare i testi sacri alla base delle due religioni, evidenzia alcune differenze inconciliabili: se il Corano è il libro della costrizione, della sottomissione e non offre all’uomo alcuna speranza di salvezza, la Bibbia, al contrario, contiene una promessa di libertà, e la rivelazione di un Dio che parla al credente e soffre con lui. Il secondo testo è una prefazione scritta da Ellul per il libro di Bat Ye’or The Dhimmi. Jews and Christians under Islam, in cui è affrontato il problema della dhimmitudine, cioè la condizione degli «infedeli» nelle società islamiche. L’Islam vi è presentato come una religione che non si evolve né dal punto di vista giuridico né da quello politico, e che ha stabilito uno status di inferiorità per i popoli sottomessi non dissimile da quello dei servi della gleba nel Medioevo. **

Empietà

Pakistan. Herr, adolescente di soave bellezza, riceve tramite la madre una proposta di matrimonio. Pir Sain, il Santo, uno dei capi religiosi più eminenti della comunità, un uomo di trent’anni più anziano di lei ma “ritto e alto come un albero, con in testa il turbante nero inamidato che si apre a ventaglio”, l’ha chiesta in sposa. Herr deve dimenticare in fretta Ranjha, il ragazzo col pullover rosso, per il quale il suo cuore canta ancora “canzoni mai udite prima”. Troppo grande è infatti, l’onore di quella proposta perché sua madre non si senta di colpo, e con immensa gioia, libera dallo sguardo sprezzante e indifferente dei parenti che “se la passano meglio”.

La Sacra Bibbia

La Bibbia (dal greco antico βιβλίον, plur. βιβλία “biblìa” che significa “libri”) è il testo sacro della religione ebraica e di quella cristiana. È formata da libri differenti per origine, genere, composizione, lingua e datazione, scritti in un lasso di tempo abbastanza ampio, preceduti da una tradizione orale più o meno lunga e comunque difficile da identificare, racchiusi in un canone stabilito a partire dai primi secoli della nostra era. La critica biblica si interroga ormai da più di un secolo sulla datazione delle varie opere che compongono la Bibbia. Cristiano Grottanelli, riassumendo, fa presente che: «Oggi un certo consenso è raggiunto, ma chiaramente in via provvisoria, su alcuni punti. Mentre la scomposizione della Genesi e anche di altri libri o di parti di essi, in fonti di diverse età è sempre più problematica, sembrano resistere alcuni elementi acquisiti a partire dalle ricerche di biblisti tedeschi del secolo scorso, ma non senza modifiche e ripensamenti. Fra questi spiccano: la datazione in età monarchica di alcuni Salmi e di certi libri o parti di libri profetici; l’attribuzione a età relativamente tardiva (secondo molti nettamente post-esilica) di una redazione finale del Pentateuco; la visione unitaria dei libri narrativi detti “Profeti anteriori” come opera di una personalità o scuola detta “deutoronimistica” per i suoi rapporti di impostazione ideologica con il Deuteronomio, ultimo libro del Pentateuco; la datazione post-esilica, e certo successiva a quella Deutoronimista, dei due libri delle Cronache. Tuttavia, anche questi punti fermi secondo la maggioranza degli studiosi sono posti oggi in discussione da alcuni studiosi che propongono date più basse, per esempio, per il Pentateuco, e collocano il Deuteronomio in età post-esilica con (ma in altri casi senza) un relativo abbassamento della fonte detta “deutoronimistica”» Diversamente dal Tanakh (Bibbia ebraica), il Cristianesimo ha riconosciuto nel suo canone ulteriori libri suddividendo lo stesso in: Antico Testamento (o Vecchia Alleanza), i cui testi sono stati scritti prima del “ministero” di Gesù (tranne Sapienza) e Nuovo Testamento (o Nuova Alleanza) che descrive l’avvento del Messia. La parola “Testamento” presa singolarmente significa “patto”, un’espressione utilizzata dai cristiani per indicare il patto stabilito da Dio con gli uomini per mezzo di Gesù e del suo messaggio

La chiave della teosofia

La Chiave della Teosofia è una delle opere fondamentali della letteratura teosofica, nata dall’ingegno di H. P. Blavatsky che, dopo aver raccolto le risposte da lei stessa date a molte delle domande che le erano state poste, ne decise la pubblicazione, avvenuta a Londra nel 1889. Lo scopo dell’opera era per Blavatsky da un lato quello di sintetizzare e chiarire una serie di concetti che la ricca letteratura teosofica dell’epoca, talora con definizioni e linguaggi diversi fra loro, correva il rischio di confondere, dall’altro di fornire una vera e propria “chiave” in grado di schiudere le porte di una più approfondita conoscenza della Teosofia. La formula che H.P.B. sceglie è proprio quella di un intercalare di domande e risposte fra un ipotetico e sagace intervistatore ed un teosofo con approfondite conoscenze in tema di Teosofia ed anche di vicende relative alla Società Teosofica. Le caratteristiche del libro fanno sì che sia particolarmente adatto a coloro che, dopo una prima presa di visione sui temi teosofici e sulle attività della Società Teosofica, vogliano passare ad una fase di approfondimento e di miglior orientamento sui grandi temi dell’Unità della Vita e della Fratellanza Universale senza distinzioni. Un libro unico in grado di dare forti emozioni, comunicando valori eterni.

I vangeli

Noi moderni lettori dei Vangeli siamo immensamente rozzi e limitati, se ci paragoniamo a un sacerdote ebreo o a un fedele cristiano del primo secolo. Cogliamo soltanto una minuscola parte dell’infinita ricchezza di citazioni e allusioni, rinvii interni ed esterni e sensi segreti con cui veniva composto un Vangelo. Leggere un testo è un’arte che abbiamo quasi dimenticato. Con infinita pazienza e umiltà, Pietro Citati ripercorre il cammino fatto da quei primi lettori: ricostruisce la trama di rimandi e riferimenti nascosti, legge gli indizi, ricompone gli intarsi, mostrandoci come la storia, gli eventi della vita di Gesù si sono compiuti con simboli immaginati molti secoli prima. Tutto il racconto evangelico – dal misterioso tema della nascita verginale di Gesù fino alle parole finali sulla croce: «Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?» – è fittamente intrecciato con il testo dell’Antico Testamento, con le leggende ebraiche che formano una specie di fondale, di eco e di conferma alle verità della nuova fede. Al di là del ricchissimo tessuto della tradizione, però, Citati cerca con tutte le sue forze di cogliere la novità, il respiro profondo della rivelazione cristiana. La modestia, il candore, la dolcezza di Maria non trovano riscontro nei testi antichi. E nemmeno la misteriosa immagine del «bambino nella mangiatoia», uno dei segni fondamentali in cui si riconoscevano i nuovi fedeli. Nessuno prima di Gesù e dei suoi discepoli ha amato con tanta intensità i poveri, gli ultimi, gli estremi, che vivono sotto e oltre il limite del nostro mondo. Nessuno prima di loro ha detto che i bambini, disprezzati dal mondo antico, nella loro incompletezza e debolezza tengono aperte le strade dell’amore paterno di Dio. La spada, la tensione, i contrasti, la violenza che Gesù porta nel mondo non hanno nulla a che vedere con la religione dei farisei. Nuova è l’idea che per la salvezza dell’uomo non vi è richiesta, domanda, esigenza, requisito, se non la fede: di qui nasce il profumo della vita eterna. Citati sembra conoscere e condividere tutte le inquietudini e i dubbi che tormentavano le prime comunità cristiane. È turbato dal mistero, dalla contraddizione e dal paradosso che sono alla base del cristianesimo, questa religione che ama la leggerezza e la grazia ma culmina in modo terribile nello scandalo della croce. Però sa anche che, come accade nel Vangelo di Giovanni, ogni incertezza, ogni dubbio si può capovolgere in un glorioso trionfo. Sa che l’ultima parola, nel cristianesimo, resta futura.

Credo. La verità fondamentali della fede

Quali sono le verità della fede che un cristiano deve credere per conseguire la vita eterna? In un momento contrassegnato da dubbi, da ripensamenti e persino da confusione riguardo al patrimonio della fede, è necessario che il cristiano abbia la certezza su ciò che è necessario credere. È a partire da una chiara identità cristiana che sarà possibile una efficace testimonianza di fronte al mondo e un dialogo fruttuoso con le religioni non cristiane. Nell’esposizione del “Credo” viene illustrata, con chiarezza e semplicità, la dottrina cattolica, facendo costante riferimento alle fonti della divina Rivelazione e al Magistero vivo della Chiesa, in particolare a quello straordinario dono di Dio che sono i Documenti del Concilio Vaticano II e il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Confessioni

Le Confessioni di Agostino iniziano un’epoca nuova del pensiero filosofico. Non c’è, per imparare la sapienza, altro curriculum che l’ordine dei giorni, altra «via» che un percorso esistenziale. Quello dell’esistenza ansante e inappagata, che non si è sottratta alle comuni speranze e disperazioni, che ha corso in lungo e in largo la terra e ha voluto sperimentare ogni cosa umana, senza tenerne a distanza alcuna, assaporandole tutte o lasciandosene urtare, ferire, dominare, invece di limitarsi a esercitare il sereno potere della vista, che le domina da lontano. La metafisica non si svela veramente che nello specchio – e nell’enigma – di un destino personale.

La Differenza Cristiana

La laicità come spazio etico in cui tutte le religioni possano essere capite e rispettate. L’ascolto dello straniero come premessa per immaginare la pace. Costruire un mondo differente da quello della sorda intolleranza richiede un lungo cammino. È necessario partire ora.
È ancora possibile una chiesa che sia presidio di autentico umanesimo, spazio di dialogo e di recupero di principi condivisi, luogo di confronto tra etiche e atteggiamenti individuali e sociali diversi? E la laicità dello Stato sa essere ambito in cui tutti, anche gli stranieri, si possono sentire accolti,capiti e rispettati nella loro diversità di cultura e religione? Queste riflessioni accolgono gi stimoli che vengono da eventi ordinari, ma vorrebbero aiutare a “pensare in grande”, a cogliere nel frammento qualcosa del tutto, a ridare dignità e ampiezza di visione a prospettive troppo spesso tentate a ripiegarsi su un angusto cortile.

Il Profeta

Il profeta Almustafa è vissuto nella città di Orfaslese in solitudine e meditazione per diversi anni. Quando arriva la nave che dovrà riportarlo in patria, tutta la gente della città gli si stringe attorno, e prima dell’addio, lui risponde alle domande che le persone gli pongono, offrendo loro una visione della vita fondata sull’accettazione del sé e sulla tolleranza universale. Il lavoro, il matrimonio, l’amore, i figli, il dare e il ricevere, la bellezza, la casa, l’amicizia, il delitto e il castigo, sono alcuni dei temi ai quali il Maestro risponde al popolo di Orfalese, e a tutti coloro che sapranno accogliere il suo pensiero imperniato di spiritualità. Sono davvero suggestive le atmosfere dell’ Ebook del più celebre romanzo di Khalil Gibran, ricco sfumature rarefatte, affascinanti e di ampio respiro; certamente hanno contribuito al successo di quest’opera che è tra le più amate al mondo. Il Profeta è disponibile anche in versione Audiobook.

Il falso testamento. Creazione, miracoli, patto d’allenza: l’altra verità dietro la Bibbia

Che cosa ci rivelano gli studi di genetica sul racconto della creazione? Come si possono facilmente spiegare alcuni episodi di miracoli e guarigioni narrati nella Bibbia? Quali scenari si aprono se si scopre, da una traduzione attenta e letterale, che la “gloria” di Dio era probabilmente una vera e propria arma fisica? Perché ci sono somiglianze così sorprendenti tra i comportamenti di Yahweh e quelli degli dei dell’era classica descritti nell'”Iliade” e nell'”Odissea”? Che cosa emerge da uno studio attento del presunto patto di alleanza tra Dio e gli uomini? E quale luce getta tutto questo sui Vangeli? Questo libro è il nuovo capitolo dell’opera di rilettura che Mauro Biglino sta compiendo da anni sulle Sacre Scritture. Un cammino iniziato con le traduzioni della Bibbia compiute dallo stesso Biglino per le Edizioni San Paolo e che sta suscitando l’interesse di un numero sempre crescente di persone in Italia e all’estero. “Queste pagine proseguono il racconto di ciò che ancora non era stato evidenziato o, peggio, di ciò che è stato da sempre volutamente dimenticato o variamente interpretato dagli esegeti-teologi allo scopo di celarne i potenziali effetti dirompenti. Sono il frutto di un approccio multidisciplinare che spazia dalla genetica alla filologia classica, avvalendosi dell’apporto di diversi studiosi, e utilizzano una chiave di lettura che rivela una nuova visione di quella che potrebbe essere stata la nostra storia. **