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La nostalgia della memoria

La psicoterapia come relazione. Questo il tema di fondo del volume. Un testo che nasce dalla vasta esperienza clinica dall’autore e che ci permette di cogliere le riflessioni, gli interrogativi, i dubbi, i desideri che si celano dietro il rapporto terapeutico. È il mondo segreto di entrambi i compartecipi del processo analitico, paziente e terapeuta, che viene messo a fuoco nei suoi significati più intimi. La sofferenza e la spinta verso la conoscenza sono lo scenario in cui prende vita la domanda di analisi, ma queste sono anche lo sfondo su quale nasce la decisione di abbracciare la professione analitica. E da questa compartecipazione, che affonda le sue radici nelle ferite determinate dal rapporto primario, si struttura un nuovo rapporto dove è possibile rivivere, all’insegna dell’alleanza, della comprensione empatica, dell’accoglimento, una dimensione in cui il vero fattore curativo si situa entro il rapporto stesso. Questa visione diviene il filtro con il quale di osserva ciò che avviene nella stanza d’analisi; e il libro ci parla così della ricerca del senso e dell’interpretazione dei sogni, della struttura del setting, delle regole e del contratto analitico, del rapporto con l’inconscio e i suoi prodotti, delle resistenze e dei processi transferali e controtransferali. Ma l’autore ci parla, in uno stile piano e ricco di vivaci note, anche degli istinti e dei valori morali collettivi, dei conflitti e delle ambiguità, del potere della solitudine, della diversità e della individualità, della malattia e della guarigione.

Emozioni: istruzioni per l’uso

Da sempre le dinamiche emotive sono state al centro dell’attenzione di artisti, filosofi e uomini di fede. Gli scienziati, dal canto loro, hanno troppo spesso coltivato l’illusione di un sapere puramente razionale e oggettivo, non contaminato da passioni e sentimenti, sulla base del mito che considera i processi cognitivi come «superiori» al mondo delle emozioni. Da una prospettiva costruttivista e strategica, l’autore intende sfatare questa visione, rifiutando qualunque biologismo che intenda ridurre le emozioni a pure reazioni elettro-chimiche, così come il tentativo di analizzarle con strumenti quantitativi e statistici o di «vederle» tramite le moderne tecnologie di *neuroimaging* utilizzate dalle neuroscienze. Lo studio delle emozioni, al contrario, è un’esplorazione della complessità del reale e dell’interazione psicologica fra noi e il mondo. Quando paura e dolore, rabbia e piacere assumono forme disfunzionali o limitano le nostre prestazioni, Giorgio Nardone propone un approccio terapeutico di tipo strategico e orientato al cambiamento. È necessario prima «domare» le emozioni per poi riconoscerle o, per utilizzare una potente metafora orientale, imparare a «cavalcare la nostra tigre interiore», trasformando i limiti in risorse estremamente potenti, costruendo un’alleanza tra intelligenza e istinto, ragione e sentimento, calcolo ed emozione. **
### Sinossi
Da sempre le dinamiche emotive sono state al centro dell’attenzione di artisti, filosofi e uomini di fede. Gli scienziati, dal canto loro, hanno troppo spesso coltivato l’illusione di un sapere puramente razionale e oggettivo, non contaminato da passioni e sentimenti, sulla base del mito che considera i processi cognitivi come «superiori» al mondo delle emozioni. Da una prospettiva costruttivista e strategica, l’autore intende sfatare questa visione, rifiutando qualunque biologismo che intenda ridurre le emozioni a pure reazioni elettro-chimiche, così come il tentativo di analizzarle con strumenti quantitativi e statistici o di «vederle» tramite le moderne tecnologie di *neuroimaging* utilizzate dalle neuroscienze. Lo studio delle emozioni, al contrario, è un’esplorazione della complessità del reale e dell’interazione psicologica fra noi e il mondo. Quando paura e dolore, rabbia e piacere assumono forme disfunzionali o limitano le nostre prestazioni, Giorgio Nardone propone un approccio terapeutico di tipo strategico e orientato al cambiamento. È necessario prima «domare» le emozioni per poi riconoscerle o, per utilizzare una potente metafora orientale, imparare a «cavalcare la nostra tigre interiore», trasformando i limiti in risorse estremamente potenti, costruendo un’alleanza tra intelligenza e istinto, ragione e sentimento, calcolo ed emozione.

Creatività e pensiero laterale

Se si affronta un problema con il metodo razionale del pensiero, si ottengono risultati corretti ma limitati dalla rigidità dei modelli logici. Quando si richiede invece una soluzione veramente diversa e innovativa si deve stravolgere il ra gionamento, partire dal punto più lontano possibile, ribaltare i dati, mescolare le ipotesi, negare certe sicurezze e addirittura affidarsi ad associazioni di idee del tutto casuali. Si deve per ciò abbandonare il pensiero “verticale”, cioè quello basato sulle deduzioni logiche, per entrare nella “lateralità” del pensiero creativo. In questo volume Edward de Bono prosegue il discorso iniziato con Il pensiero laterale traducendo in esempi concreti e in esercizi pratici quello che allora era l’aspetto teorico. Un vero e proprio manuale dell’invenzione e della fantasia utile a tutti, in particolare agli insegnanti che vogliano stimolare tale capacità nei loro studenti.

Breve storia dell’inconscio

“Mistici e poeti, filosofi e scienziati hanno esplorato nei secoli l’oscuro padrone delle nostre vite: l’inconscio. Per primo ne scrisse sant’Agostino; poi fu oggetto di una disputa tra Leibniz e Locke; quindi vennero le esperienze di Coleridge e Baudelaire con l’oppio e i primi esperimenti con l’ipnosi. All’inizio del Novecento Freud lo mise al centro di ogni attività psichica, ma sul finire del secolo diventò cruciale anche per i modelli della mente proposti dalle neuroscienze cognitive.
L’inconscio appartiene a ogni concezione dell’essere umano e abita in forme infinite il nostro immaginario. Ha ispirato l’arte, la letteratura, la musica, il cinema: da Breton a Bacon, da Bataille a Burroughs, da Stravinsky ai Judas Priest, da Hitchcock a Kubrick. Non solo. La ricerca di modelli della mente non dominati dalla coscienza segna la nascita dell’informatica e le neuroscienze contemporeanee. Come insegna Damasio, il nostro cervello conserva una quantità infinita di informazioni e continua a processarle inconsciamente.
La tesi di Frank Tallis è che, pur da prospettive diverse, psicoanalisti, cognitivisti e neuroscienziati sono uniti nel sostenere che eventi che accadono al di fuori della nostra consapevolezza (compresi gli auto-inganni, le prime impressioni e le influenze subliminali) sono tra le principali determinanti del comportamento umano. Tallis si spinge ancora più in là, sostenendo che una certa idea di inconscio può unificare tradizione occidentale e sensibilità orientale, l’illusorietà della coscienza smascherata dalle neuroscienze e l’irrealtà del Sé predicata dal buddhismo.
Breve storia dell’inconscio attraversa secoli di storia facendo vivere al lettore l’avventura dell’uomo che impara a conoscere la sua «mente nascosta». Con prosa brillante e affidabilità scientifica, Tallis racconta il sorprendente viaggio delle nostre convinzioni: se i contemporanei di Freud non potevano concepire che gran parte della vita umana fosse condizionata da qualcosa di nascosto, oggi fatichiamo a credere il contrario. Perché, come scriveva lo psicoanalista viennese, «lo psichico è inconscio, e l’inconscio è il vero psichico».”

Riti E Miti Della Seduzione

‟La seduzione opera ovunque, ha molteplici sembianze e nomi, non possiamo ridurla al fenomeno dell’attrazione erotica tra due esseri, ma dobbiamo conferirle un significato molto ampio, che racchiude ogni ricerca mossa da Eros: da quella dello scienziato nel suo laboratorio, alle esplorazioni dei viaggiatori verso nuove mete, al pellegrinaggio perpetuo dei monaci, agli amorosi lamenti degli antichi trovatori.Ovunque c’è Eros, c’è seduzione. Ma, come ci ricordano gli antichi, la seduzione non è un’attrazione armoniosa del simile per il simile, un movimento di avvicinamento che corona il sogno di un’unione perfetta, che acquieta i cuori e li sospinge l’uno verso l’altro beatamente. Essa è insidiosa, subdola, pericolosa, apre ferite, scardina gli equilibri, getta l’anima nelle tenebre.Meglio non essere toccati da lei, affermavano i tragici greci, perché non lascia indenni, al contrario, rovina, porta distruzione e perdita.” Di qui, l’esigenza di meglio comprendere i più segreti meccanismi che regolano questa ‟forza sottile e imperscrutabile che attrae gli esseri l’uno verso l’altro”. Aldo Carotenuto ci guida attraverso i molteplici misteri della seduzione, in un saggio che ne affronta con grande lucidità e chiarezza tutti gli aspetti – dalla seduzione amorosa a quella analitica – esplorando i miti, i riti, i luoghi in cui ogni atto di seduzione si compie, facendosi inevitabilmente deviare dai consueti percorsi. **
### Sinossi
‟La seduzione opera ovunque, ha molteplici sembianze e nomi, non possiamo ridurla al fenomeno dell’attrazione erotica tra due esseri, ma dobbiamo conferirle un significato molto ampio, che racchiude ogni ricerca mossa da Eros: da quella dello scienziato nel suo laboratorio, alle esplorazioni dei viaggiatori verso nuove mete, al pellegrinaggio perpetuo dei monaci, agli amorosi lamenti degli antichi trovatori.Ovunque c’è Eros, c’è seduzione. Ma, come ci ricordano gli antichi, la seduzione non è un’attrazione armoniosa del simile per il simile, un movimento di avvicinamento che corona il sogno di un’unione perfetta, che acquieta i cuori e li sospinge l’uno verso l’altro beatamente. Essa è insidiosa, subdola, pericolosa, apre ferite, scardina gli equilibri, getta l’anima nelle tenebre.Meglio non essere toccati da lei, affermavano i tragici greci, perché non lascia indenni, al contrario, rovina, porta distruzione e perdita.” Di qui, l’esigenza di meglio comprendere i più segreti meccanismi che regolano questa ‟forza sottile e imperscrutabile che attrae gli esseri l’uno verso l’altro”. Aldo Carotenuto ci guida attraverso i molteplici misteri della seduzione, in un saggio che ne affronta con grande lucidità e chiarezza tutti gli aspetti – dalla seduzione amorosa a quella analitica – esplorando i miti, i riti, i luoghi in cui ogni atto di seduzione si compie, facendosi inevitabilmente deviare dai consueti percorsi.

Le radici psicologiche della disuguaglianza

Come si alimentano le disuguaglianze? Quali processi psicologici impediscono a chi è in condizione svantaggiata di ribellarsi? E chi domina, come giustifica a se stesso e agli altri il proprio privilegio? Una chiave nuova e originale per capire a fondo una delle questioni centrali del nostro tempo. Le disuguaglianze sono tra le cause principali dell’infelicità collettiva: seminano sfiducia, indeboliscono la coesione sociale e mettono a rischio la democrazia. Perché, allora, i tentativi di contrastarle sono pochi e deboli? Questo libro esamina come le disuguaglianze vengono costruite, occultate, accettate, interpretate, contrastate. Esplora il gioco dei meccanismi di assoluzione o di colpevolizzazione rispettivamente dei dominanti e dei dominati seguendo due diverse prospettive: la prima si sofferma sui processi cognitivi e motivazionali che fanno sì che i privilegiati, che della disuguaglianza beneficiano, si convincono di possedere la ‘stoffa giusta’ e di meritare i propri vantaggi. La seconda ricostruisce i processi di chi subisce la disuguaglianza e la accetta, interiorizzandola. **
### Sinossi
Come si alimentano le disuguaglianze? Quali processi psicologici impediscono a chi è in condizione svantaggiata di ribellarsi? E chi domina, come giustifica a se stesso e agli altri il proprio privilegio? Una chiave nuova e originale per capire a fondo una delle questioni centrali del nostro tempo. Le disuguaglianze sono tra le cause principali dell’infelicità collettiva: seminano sfiducia, indeboliscono la coesione sociale e mettono a rischio la democrazia. Perché, allora, i tentativi di contrastarle sono pochi e deboli? Questo libro esamina come le disuguaglianze vengono costruite, occultate, accettate, interpretate, contrastate. Esplora il gioco dei meccanismi di assoluzione o di colpevolizzazione rispettivamente dei dominanti e dei dominati seguendo due diverse prospettive: la prima si sofferma sui processi cognitivi e motivazionali che fanno sì che i privilegiati, che della disuguaglianza beneficiano, si convincono di possedere la ‘stoffa giusta’ e di meritare i propri vantaggi. La seconda ricostruisce i processi di chi subisce la disuguaglianza e la accetta, interiorizzandola.

La gelosia

Paura di essere lasciati ma soprattutto desiderio di dominare la vita dell’altro: la gelosia è una passione ambigua, devastante per alcuni e sconosciuta ad altri. L’autore ne segue l’evoluzione storica, dall’antico timore di essere traditi fino alla sua attuale svalutazione sociale, e spiega anche cosa hanno da dire su questa passione le scienze biologiche, la psicologia e la psicoanalisi. Casi tratti da letteratura, cinema e teatro, ma anche esperienze cliniche di gelosie paranoiche e ossessive completano il quadro policromo, spesso stupefacente, dei molti modi di essere gelosi.

Il Test Di Rorschach

Il libro fornisce un puntuale aggiornamento dei progressi scientifici conseguiti negli ultimi anni nel campo dell’assessment di personalità “Rorschach-based”, passando in rassegna i vari ambiti in cui il test di Rorschach viene attualmente impiegato e quelli in cui potrebbe esserlo nel prossimo futuro. In particolare sono esaminati vantaggi e criticità dell’utilizzo di questo celebre test in contesti come quello forense, ospedaliero-sanitario, di comunità e psicopatologico. Frutto della collaborazione dei maggiori esperti della materia, il testo sarà di grande utilità per tutti coloro che a vario titolo (psicoterapeuti, psicologi clinici, psicologi forensi, psichiatri) utilizzano il Rorschach nella loro professione.

Emergenza Smartphone

**Attuale, diretto e urgente: Spitzer lancia l’allarme smartphone**
La diffusione (epidemica) dello smartphone negli ultimi anni ha mutato la quotidianità di quattro miliardi di persone come nessun’altra innovazione tecnologica al mondo. Dalla mattina alla sera, al lavoro come a casa, senza smartphone ormai ci si sente perduti. E ormai persino i produttori e gli azionisti delle multinazionali che li producono ne raccomandano un uso sensato. Il capo della Apple per esempio consiglia di non portare lo smartphone a scuola, Emmanuel Macron l’ha vietato e persino il governo sudcoreano ha varato da anni dei provvedimenti per difendere i più giovani dalle conseguenze più nefaste. Lo smartphone nuoce alla salute, all’istruzione e alla società. È ora di svegliarsi.

L’Intelligenza Agonistica

«In principio era la competizione». Ogni momento della nostra vita obbedisce a questa semplice legge, di cui lo sport è solo una possibile declinazione. Atleti, manager, attori, psicologi, organizzazioni, squadre, in modi diversi affrontano tutti le medesime sfide, e ricorrono quindi a un’unica risorsa: l’Intelligenza Agonistica, ossia l’insieme delle competenze con cui ognuno di noi affronta, progetta, supera le proprie sfide con l’ambiente, con gli altri e soprattutto con se stesso. Giuseppe Vercelli, psicologo dello sport che ha lavorato, fra gli altri, con campioni di calibro internazionale, propone qui il modello SFERA, uno strumento indispensabile per interpretare il caos e riportarvi l’ordine, per trasformare la «prestazione» in un’esperienza piacevole e i cui autentici traguardi sono la crescita e la ricerca continue. Quando l’Intelligenza Agonistica entra in azione, ritroviamo l’unità di mente, corpo e ambiente: con le parole di Roger Bannister, indimenticato campione della corsa, «una cospirazione inconscia di anima e corpo che rende possibile un’esplosione di energia».

Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica

La psicoterapia cognitiva neuropsicologica ha innovato alla radice l’impianto teorico, le procedure diagnostiche e le strategie cliniche a cui si richiamavano gli altri orientamenti cognitivisti. A partire dall’oggetto di studio e di cura: non più il Sé cartesiano del primo cognitivismo, ingabbiato in un modello mentalistico che finisce per «sostituire all’esperienza il pensiero dell’esperienza», né l’Io kantiano dell’impostazione costruttivista, che categorizza il mondo secondo i propri schemi a priori, bensì l’uomo «incarnato e situato» della tradizione fenomenologica ed ermeneutica.
Solo una psicologia matura, in grado di ripensare i fondamenti dell’umano – l’unità inscindibile, in ogni individuo, di processi mentali, corpo, storia e progettualità –, può dialogare con le neuroscienze, accogliendone le risultanze in una prospettiva insieme rigorosa e interdisciplinare e articolando un intervento psicoterapeutico scientificamente attendibile e formalizzabile, ma non ridotto a mero protocollo tecnico. Un compito di integrazione dei dispositivi concettuali «bio» e «psi» che Davide Liccione si è assunto qui, per promuovere una scienza della persona che non sacrifichi nulla dell’essere umano che agisce, patisce, racconta. In questa nuova edizione rivista e ampliata, il criterio della comprensibilità storica dell’insorgenza dei disturbi emotivo-comportamentali si misura con i dati clinici aggiornati alla quinta edizione del DSM, il *Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali*.
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### Sinossi
La psicoterapia cognitiva neuropsicologica ha innovato alla radice l’impianto teorico, le procedure diagnostiche e le strategie cliniche a cui si richiamavano gli altri orientamenti cognitivisti. A partire dall’oggetto di studio e di cura: non più il Sé cartesiano del primo cognitivismo, ingabbiato in un modello mentalistico che finisce per «sostituire all’esperienza il pensiero dell’esperienza», né l’Io kantiano dell’impostazione costruttivista, che categorizza il mondo secondo i propri schemi a priori, bensì l’uomo «incarnato e situato» della tradizione fenomenologica ed ermeneutica.
Solo una psicologia matura, in grado di ripensare i fondamenti dell’umano – l’unità inscindibile, in ogni individuo, di processi mentali, corpo, storia e progettualità –, può dialogare con le neuroscienze, accogliendone le risultanze in una prospettiva insieme rigorosa e interdisciplinare e articolando un intervento psicoterapeutico scientificamente attendibile e formalizzabile, ma non ridotto a mero protocollo tecnico. Un compito di integrazione dei dispositivi concettuali «bio» e «psi» che Davide Liccione si è assunto qui, per promuovere una scienza della persona che non sacrifichi nulla dell’essere umano che agisce, patisce, racconta. In questa nuova edizione rivista e ampliata, il criterio della comprensibilità storica dell’insorgenza dei disturbi emotivo-comportamentali si misura con i dati clinici aggiornati alla quinta edizione del DSM, il *Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali*.
### Dalla seconda/terza di copertina
Davide Liccione, psicologo psicoterapeuta, è specialista in Psicoterapia cognitiva e direttore della SLOP (Scuola Lombarda di Psicoterapia Cognitiva), sedi di Pavia, Padova e Arezzo. È direttore del Mi.CAL (Milan Institute for Health Care and Advanced Learning) e presidente della Fondazione NEMES (Neuroscienze, Medicina, Salute). È docente di Psicoterapia cognitiva, Elementi di psicopatologia e Teorie e tecniche del colloquio psicologico presso l’Università di Pavia. Ha scritto Psicologia degli scacchi. Aspetti cognitivi, immaginativi e affettivi del gioco (con Wally Festini, 1998), e ha curato Argomenti di riabilitazione in geriatria (con Marco Gilardone, 2000), Casi clinici in psicoterapia cognitiva (2013) e Il primo colloquio in psicoterapia (2016, con Diego Liccione). Per Bollati Boringhieri ha curato, con Giorgio Rezzonico, Sogni e psicoterapia. L’uso del materiale onirico in psicoterapia cognitiva (2004) e ha collaborato al terzo volume del Nuovo manuale di psicoterapia cognitiva, a cura di Bruno G. Bara (2006).

Opere Vol. 4

I saggi raccolti in questo volume documentano l’evoluzione della posizione di Jung nei confronti della psicoanalisi, lungo l’arco di quasi mezzo secolo. Si va dall’adesione aperta degli inizi al delinearsi delle prime riserve, che divengono esplicite con le conferenze americane del 1912. Qui la critica junghiana investe alcuni capisaldi delle teorie freudiane, quali la concezione della sessualità infantile come perverso-polimorta, la definizione sessuale della libido, l’etiologia edipica della nevrosi, e in generale ogni troppo rigido causalismo. Negli anni seguenti Jung approfondisce le ragioni del suo distacco, e insieme **delinea il disegno della psicologia analitica, in particolare nei suoi fondamenti tipologici e nella struttura dell’inconscio**. Tra i saggi qui raccolti ricordiamo: *La teoria freudiana dell’isteria* (1908), *L’analisi dei sogni* (1909), *Aspetti generali della psicoanalisi* (1913) e *Il contrasto tra Freud e Jung* (1929).

Opere Vol. 18

È questo l’ultimo volume dell’edizione italiana degli scritti di Jung. Si tratta di **contributi perlopiù brevi e incisivi, in parte riscoperti dopo la morte dell’autore e raggruppati per temi** , i quali costituiscono – afferma Luigi Aurigemma nella Premessa – «come un rapido sorvolo della sua complessiva produzione; vario e tuttavia coerente, in quanto animato da una fondamentale unità d’ispirazione». Questi testi infatti « **illustrano, affrontandola dalle più disparate angolazioni, la concezione propria a Jung della vita umana, cui è specifica la ricerca di un senso e di un fine da lui individuati nel continuo allargamento della conoscenza e coscienza di sé** ». Il lettore avrà modo di trovarvi l’eco degli interessi giovanili di Jung per l’occultismo e la parapsicologia, dei suoi contributi più specificamente psichiatrici e psicologici degli anni successivi e delle speculazioni filosofiche ed etico-religiose degli ultimi anni. Scoprirà lo **Jung giovane e attento recensore dei testi scientifici dei suoi maestri** (Bleuler, Freud ecc.) alla ricerca appassionata della «sua» via personale, lo **Jung della maturità, stimato prefatore di ricerche e studi di discepoli o simpatizzanti delle sue teorie** , di Neumann, Jacobi, Harding, Adler, e di tanti altri che gli fanno corona in queste pagine. Dall’ultimo gruppo di scritti emerge infine lo **Jung pensatore e filosofo che, con l’occhio attento alle religioni del mondo, dibatte lo spinoso problema del male nella storia** e propone, a chi è ormai disilluso dal crollo delle fedi e dei valori, una forma di religiosità tutta interiore, che affida all’individuazione personale il compito di tornare a realizzare sempre da capo in ognuno di noi una nuova e più matura incarnazione del divino nell’umano.

Opere Vol. 16

Jung ha condensato in questo volume cinquant’anni di pratica psicoterapeutica: «Il mio contributo alla conoscenza della psiche si basa sull’esperienza pratica che ho dell’uomo: è stato infatti lo sforzo compiuto come medico e come psicologo per capire le sofferenze psichiche da un lato a condurmi a tutte le mie successive conoscenze e conclusioni; dall’altro a convincermi a ricontrollare e a modificare le mie intuizioni alla luce dell’esperienza diretta». La psicoterapia junghiana non privilegia la biografia personale del paziente, ma allarga la sua indagine all’ambiente, al peso della storia, all’incidenza dei miti e degli archetipi. **Il linguaggio del sogno, il simbolismo dell’incesto, la psicologia della traslazione sono i tre grandi temi della riflessione junghiana, che interpreta l’attività psicoterapeutica come un’arte umanistica, fatta di intuizione, vastissime conoscenze culturali, esperienza e totale impegno etico**. Tra i saggi raccolti in questo volume ricordiamo: *Scopi della psicoterapia* (1931), *Che cos’è la psicoterapia* (1935), *Psicoterapia e concezione del mondo* (1943), *Questioni fondamentali di psicoterapia* (1945) e *La psicologia della traslazione* (1946).

Opere Vol. 11

Nella prospettiva di Jung i dati religiosi vanno considerati come la manifestazione storica infinitamente varia di un autonomo livello di realtà; autonomo in quanto, pur rivelandosi attraverso la vita, esso non è il frutto della sublimazione di una realtà biologica, come Freud pretendeva, ma è parte costitutiva e irriducibile della condizione umana. **I dati religiosi vanno perciò compresi come la formulazione psicologica di esperienze interiori che hanno sempre, all’origine, i caratteri della rivelazione individuale, anche se subiscono poi il travaglio secolare dei tentativi di rielaborazione culturale tendenti a renderle assimilabili ai più; e che possono sempre riemergere nei materiali onirici o visionari individuali, in quanto essi hanno radice nel fondo archetipico comune**. *Psicologia e religione* (1938/1940), il *Saggio d’interpretazione psicologica del dogma della Trinità* (1942/1948), *Il simbolo della trasformazione nella messa* (1942/1954) e gli altri scritti sulla religione in Occidente sono costruiti in questa prospettiva, che l’immensa dottrina di Jung sostanzia e conferma. A questi saggi seguono quelli da Jung dedicati alla religione in Oriente: i commenti psicologici al *Libro tibetano della grande liberazione* (1954) e al *Libro tibetano dei morti* (1935/1953), la Prefazione alla *Introduzione al buddismo zen* di D.T. Suzuki (1939), *Psicologia della meditazione orientale* (1943), e così via. Essi mostrano magistralmente come i diversi metodi orientali d’introversione favoriscano il suddetto carattere individuale dell’esperienza religiosa; sottolineando tuttavia nel contempo l’estraneità di Jung, terapeuta impregnato del mito eristico della redenzione, alle tentazioni di fuga dal mondo presenti in così larghi strati della religiosità orientale.

La depressione e il corpo: La base biologica della fede e della realtà

Il fondatore dell’analisi bioenergetica propone in questo libro un nuovo approccio a una delle più controverse malattie mentali: la depressione.
La teoria e la pratica di un trattamento teso allo scioglimento dell’aggressività e dei conflitti irrisolti che bloccano la salute e la capacità di espansione del paziente depresso.