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Storie insolite e racconti crudeli

Originale fino alla stravaganza, disuguale e spesso potente, in questi racconti tessuti sulle più affascinanti tele d’assurdo, dove l’acuta analisi si unisce a una prestigiosa immaginazione, Villiers de l’Isle Adam è l’ultima espressione del romanticismo europeo. L’ironico e il tragico, il lirico e il satanico, la sfida al mondo borghese e il disperato sogno di sprigionare lo spirito nell’assoluto, si mescolano con un libero movimento di fantasia in un estroso temperamento di scrittore che si diverte a distinguere i casi psicologici e morali d’eccezione e mette dell’eleganza perfino nella crudeltà.

L’ospite tigre

Le storie scelte per questo libro appartengono in maggioranza al Liao-Chai di P’u Sung-ling. Risalgono al XVII secolo. Di P’u Sung-ling si sa pochissimo, salvo che fu respinto all’esame del dottorato di lettere nel 1651. A questo fortunato fallimento dobbiamo il suo consacrarsi alla letteratura, e di conseguenza la redazione del libro che lo avrebbe reso famoso. In Cina il Liao-Chai occupa il posto che in Occidente spetta alle Mille e Una Notte. Ai racconti di P’u Sung-ling ne abbiamo aggiunti altri due non meno sorprendenti che fanno parte del quasi infinito romanzo Il sogno della camera rossa. Non v’è nulla che caratterizzi un paese più delle sue fantasie. Nelle sue scarse pagine, questo libro lascia intravedere una delle culture più antiche del mondo, e nel contempo uno dei più insoliti approcci alla narrativa fantastica( dall’introduzione di Jorge Luis Borges). Il sogno della camera rossa, famoso anche come La storia della pietra, è un romanzo cinese, da paragonare in rilevanza ai più grandi lavori della letteratura occidentale del XIX secolo. Fu scritto durante il regno dell’imperatore Qianlong da Cao Xueqin (o Tsao Hsueh-chin), ma fu pubblicato solo nel 1792, a trent’anni dalla morte dello scrittore.

L’incanto del lotto 49

«Il miglior romanzo americano del dopoguerra». Così il critico inglese Frank Kermode su L’incanto del lotto 49, un libro pubblicato nel 1966 e che ancora oggi conserva intatti il fascino e il mistero che ne hanno fatto uno dei più formidabili cult-books della letteratura contemporanea. Qua! è il segreto di Pynchon, su cui dibattono da decenni eserciti di critici e lettori? Perché i suoi romanzi affascinano tanto? Che cosa significano? Sono solo musica o contengono anche un misterioso messaggio? Perché a 30 anni dalla pubblicazione, L’incanto rimane un testo a cui tornare per cercarvi nuovi significati e nuove occasioni di piacere? Oedipa Maas, la protagonista del romanzo, rimane invischiata – come in un thriller o in una spy-story -in una ragnatela di complotti, inseguimenti, pedinamenti, tentativi di omicidio. Ma non si sa chi e per quale motivo tesse questa rete micidiale. Certo, Oedipa riesce a scoprire il Trystero, un sistema di comunicazione alternativa attraverso il quale comunicano milioni di persone che riservano invece alle poste governative le loro bugie, e scopre pure le lontane origini del Trystero nelle lotte medioevali contro il sistema postale dei Thurn und Taxis; ma sarà vero, o sarà paranoia, allucinazione, complotto? Dal magma di una trama caotica e ridondante di simboli emergono un ritratto della California degli anni Sessanta e uno dei racconti più veritieri ed emozionanti sulla complessità del mondo postmoderno.

Divieto di soggiorno

A Parigi la primavera sembra traboccare da ogni angolo di strada. Simon lavora in una gioielleria, la sua vita scorre tranquilla, certo, forse un po’ mediocre, ma tranquilla. Un giorno, per caso, incontra Susy e se ne innamora. Lei è una donna straordinaria, terribilmente sexy e, allo stesso tempo, dolcissima. Basta qualche sera al chiaro di luna e i due sono travolti irrimediabilmente dal vortice della passione. Tutto sembra perfetto ma qualcosa inizia a girare per il verso sbagliato… Stretto in una duplice morsa, ricattato dalla Mala e dalla polizia, Simon si becca un divieto di soggiorno che è un chiaro invito a infrangere la legge, il suo speciale passaporto per l’infelicità. “Afferrò la sua giacca, tirò fuori il libretto con il divieto di soggiorno e lo lanciò con rabbia attraverso la stanza. «Guarda qua!» recriminò. «È peggio del fiordaliso impresso a fuoco sulla spalla dei carcerati di un tempo. A loro, nessuno chiedeva niente e, a meno che non si spogliassero in pubblico, si poteva ignorare il loro passato. Oggi per trovare lavoro ci vogliono documenti, documenti, sempre documenti! E lo chiamano riabilitare un condannato! Gli impediscono di trovarsi un lavoro onesto. Sai che bella riabilitazione!»”.

Tony Susan

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Vineland

Vineland è un’immaginaria cittadina della California. Qui, nel 1984, vive Zoyd Wheeler, un hippy degli anni Sessanta, che una volta all’anno si butta attraverso una vetrina… Frenesi, sua moglie, bellissima ex attrice underground, scompare nel nulla… Prairie, sua figlia, è un’adolescente eccentrica e sexy… Intorno a loro un universo improbabile ma reale in cui si muovono figli dei fiori (violenti e no) e agenti dell’FBI (sempre violenti e stupidi), rockers e metallari, matti (veri e presunti) e intellettuali, guru e tv, politica e nostalgia… Una straordinaria, grottesca, paradossale epopea degli anni della contestazione: il romanzo-denuncia di un autore e di una generazione.

Sorella, mio unico amore

Bix e Betsey Rampike a prima vista sono un caso di esemplare medietà suburbana: vivono non lontano eppure distantissimi dalla grande città, in un New Jersey tanto sonnacchioso quanto crudele nelle sue frammentazioni economiche e sociali; conducono un'esistenza che oscilla poco consapevolmente tra appagato conformismo e smodata ambizione; hanno due figli che, se per Bix sono l'incarnazione di un perenne senso di colpa venato di responsabilità, per Betsey rappresentano il veicolo di sogni di gloria e di riscatto, alimentati da una sottocultura della celebrità ormai del tutto pervasiva nella middle class americana. Le aspettative su Skyler, il primogenito, si sono purtroppo infrante in seguito a un incidente che lo ha lasciato claudicante. Diverso però è il caso di Edna Louise, graziosa bambina che sin dalla più tenera infanzia dimostra un talento fuori dal comune per il pattinaggio su ghiaccio che promette di lanciarla nello scintillante mondo dell'agonismo professionistico e dello show business.

Matrimonio a Bombay

Tra le strade affollate di una città magica si incontrano i destini di tre donne determinate, libere e coraggioseNell’autunno del 1928 la maestosa nave Kaiser-i-Hind salpa da Londra diretta a Bombay. In prima classe viaggiano due donne inglesi: la bella e timida Rose, che va a raggiungere il suo promesso sposo, e la sua migliore amica Tor, che la accompagna felice di liberarsi dell’opprimente madre. Sulla stessa nave viaggia anche la giovane Viva, aspirante scrittrice, che torna nel Paese della sua infanzia alla ricerca di un misterioso baule appartenuto ai suoi genitori. L’emozione è grandissima: le tre donne stanno per lasciarsi alle spalle l’Inghilterra delle odiate convenzioni sociali. Davanti a loro si prospetta l’India, la colonia felice, una terra di promesse e di libertà, brulicante di tesori meravigliosi e gente interessante, dove si può essere amate per quello che si è, con i capelli sciolti e senza corsetto… Ma non tutto andrà come previsto: un’inaspettata avventura stravolgerà completamente i romantici sogni – e gli oscuri segreti – che Ros, Tor e Viva portano con sé in questo lungo, esotico viaggio… Una storia di amicizia, di sogni, di sentimenti delicati e intensi in cui protagonista è l’India, i suoi colori, le sue contraddizioni: un mondo di travolgente bellezza che va dritto al cuore e non si può fare a meno di amare.Julia Gregson ha scritto per diverse riviste femminili in Inghilterra, negli Stati Uniti e in Oriente. È autrice di numerosi racconti, molti dei quali pubblicati anche in versione radiofonica. Vive in Galles con suo marito e sua figlia.

C’e chi spia c’è chi uccide

C’è bisogno di spiegare chi è Ellery Queen? No, senza dubbio. È troppo famoso. Ma Ellery Queen scrittore di spionaggio è una novità assoluta.
C’era da aspettarselo che prima o poi questo inimitabile scrittore si sarebbe cimentato nella spy-story.
Naturalmente si tratta di un romanzo di spionaggio sui generis: Ellery Queen non poteva rifiutare la sua tecnica di grande giallista.
La vicenda ha inizio con un enigma classico: un uomo che cade dal diciannovesimo piano di un albergo di New York, andando a sfracellarsi sul cofano di una vettura in sosta.
Suicidio o delitto? Semplice cronaca nera?
Solita «routine» per un episodio che nella vita di una metropoli ha quasi la cadenza dell’avvenimento giornaliero?
O qualcosa di più?
Le prime indagini rivelano immediatamente che l’enigma è più complesso di quanto non sembri. L’ambiente nel quale ci si muove è raffinato, oscuro, ambiguo: un grosso editore, una famiglia disgregata e incanaglita, donne bellissime e perfino intelligenti.
Può spuntarla un solo poliziotto contro questo mondo?
Ellery Queen ha l’abilità di lasciare in sospeso gli interrogativi fino in fondo.

Alamut

Alamut è l’inespugnabile fortezza dove regna il Veglio della montagna, Hasan Ibn Sabbah il Seyduna. Questa fortezza nasconde un segreto: al suo interno vi sono giardini di delizie dove bellissime fanciulle, simili alle uri descritte nel Corano, danno amore e felicità a giovani fanatici che credono di essere in paradiso e vogliono immolarsi per la Santa causa. Lì infatti il Seyduna addestra i «pugnali viventi», giovani terroristi disposti alle imprese più rischiose. Lo stratagemma usato da Hasan è l’hashish. I giovani vengono drogati e portati privi di sensi ad Alamut, che credono il paradiso degli eroi. Qui vengono addestrati e poi fatti uscire per uccidere. Solo se raggiungeranno l’obiettivo potranno ritornare al paradiso delle creature celesti. Questa è la setta degli «hashashini», che sparse la morte e il terrore nell’Iran dell’XI secolo e distrusse l’immenso impero dei Selgiuchidi.
Un romanzo storico che ci riporta a un mondo affascinante e misterioso.
Riscoperto in anni recenti, Vladimir Bartol (Trieste 1903 – Lubiana 1967) è considerato oggi uno dei più significativi scrittori sloveni.

Orlando Furioso e Cinque canti

L’Orlando ariostesco, poema nato dalla fusione dell’epica carolingia con quella bretone, esce in tre diverse edizioni, rispettivamente nel 1516, nel 1521 e nel 1532. Ogni edizione si distingue per evidenti variazioni di tipo linguistico. I Cinque Canti, invece, sono stati scritti da Ludovico Ariosto con l’idea di aggiungerli ai quaranta della prima edizione. Un’aggiunta che non è poi stata inserita in nessuna delle due versioni successive ed è rimasta quindi isolata e accantonata dall’autore.
Oggi questo poema è edito da UTET in versione digitale,impreziosita da un curatissimo apparato critico.

La Stella Di Andra E Tati

Quando anche gli ebrei italiani cominciano a essere deportati nei campi di concentramento nazisti, Andra e Tati sono solo due bambine. D’improvviso, si vedono strappare via tutto ciò che hanno; perfino la famiglia è travolta e straziata da eventi inspiegabili. Troppo piccole per capire, Andra e Tati si ritrovano sole e piene di paura. Il mondo comincia a cambiare e diventa un incubo, un’ombra minacciosa che si diffonde ovunque e a cui sembra impossibile sfuggire. Andra e Tati sono solo delle bambine, sì. Ma non smettono di sperare e di farsi coraggio a vicenda, unite e salvate dall’amore l’una per l’altra. Nell’era più buia della storia dell’umanità, la forza e la speranza sono le uniche armi per sopravvivere. Con le immagini originali del primo film d’animazione europeo sull’Olocausto, la commovente storia vera di due sorelline sopravvissute alla *Shoah*.

Il mondo sotterraneo di Athanasius Kircher

Come arrivare al mondo notturno di Athanasius Kircher, il gesuita tedesco vissuto nel Seicento, enigmatica figura di scienziato e insieme di truffatore? Per Haakman, che vorrebbe ricostruirne la vita in un lungometraggio, non sarà facile. Moderni enigmi, ambigui personaggi lo aspettano in questo mistery realista e visionario allo stesso tempo.

Il delitto di Lord Arthur Savile

Ottant’anni ci separano dalla morte di Wilde. La sua epoca, così lontana da noi, è già un pezzo da museo. Il grande irlandese dal triste destino e dall’animo avventuroso è nostro contemporaneo, e lo sarà di molte generazioni future. La sua intima, la sua invincibile felicità lo salva dal perdurare nella nostra memoria come un tragico dandy, alla maniera del principe di Danimarca.

La paziente delle quattro

Protagonista di questo romanzo è uno psicologo, che si divide tra gli appuntamenti con pazienti affetti da disturbi d’ansia, le lezioni all’università e una complicata situazione sentimentale. Di colpo, la routine della sua vita è scossa da una nuova paziente, una spogliarellista che non riesce più a esibirsi in pubblico, e che gli chiede di essere ricevuta alle quattro di pomeriggio. Poco a poco, mentre la terapia procede e la giovane rivela i propri segreti e le sofferenze, per la prima volta lo psicologo vede incrinarsi il guscio del proprio distacco e si sente suo malgrado sempre più coinvolto. E così, in un pericoloso assottigliamento dei confini tra vita personale e professionale, il protagonista si ritrova a doversi confrontare con la propria fragilità e i nodi irrisolti della sua esistenza. Al suo esordio narrativo, lo psicologo Noam Shpancer mostra il dietro le quinte di uno dei luoghi sacri dei nostri tempi, il teatro della psicoterapia, rompendo per certi versi un tabù e conducendo il lettore nel vivo delle sedute ‘segrete’ con i pazienti. Ma soprattutto, attraverso i personaggi e le vicende narrate, intraprende un affascinante scandaglio della condizione umana, con il suo fardello di sentimenti, paure, insicurezze, condizionamenti e decisioni che, nel bene e nel male, segnano l’esistenza di ciascun individuo.

L’Ispettore Generale

Siamo in una piccola cittadina persa nell’enorme distesa della Russia, improvvisamente risvegliata dalla sua quotidianità di normale e disonesta prevaricazione, dalla notizia dell’arrivo, da San Pietroburgo, di un ispettore generale, un revisore, mandato lì per fare le “bucce” ai notabili del posto. Tutti sono in fermento e impauriti. Figurarsi quando si crede che l’ispettore generale sia già arrivato, in incognito, in città. In realtà è un giovinastro squattrinato che capisce subito i benefici che può trarre dalla situazione. Derisione e mascalzonaggine, imbroglio e nessuna buona fede neppure in casa del sindaco dove il finto ispettore è ospite e si diverte con la moglie e la figlia. Una commedia degli equivoci che ha come bersaglio la corrotta burocrazia della Russia zarista, qui messa efficacemente alla berlina.