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Pinocchio. Sogni D’Oro

In questa collana le più belle storie Classiche Disney, magiche e dolcissime, per viaggiare nel mondo dei sogni in compagnia dei personaggi più amati. Il falegname Geppetto scopre con sorpresa che il burattino che ha costruito è vivo e animato. Pinocchio – questo il nome della “creatura” – è però discolo e disubbidiente, e contravvenendo ai consigli del suo “patrigno” e della Fata Turchina marina la scuola per seguire il carrozzone del malvagio Mangiafuoco. Imprigionato, riesce a scappare ma si ritrova inghiottito da un’enorme balena. Nel ventre dell’animale incontra di nuovo Geppetto al quale salverà la vita durante la fuga: per la sua buona azione verrà premiato e trasformato in un bambino vero.

Psycho killer: Omicidi in fa maggiore (Italian Edition)

Estate del 2011. Nel giorno in cui a Londra muore Amy Winehouse, a Milano la polizia trova il corpo senza vita del più noto e potente ufficio stampa dello show business: si è impiccato nella cucina di casa mentre dal suo stereo uscivano le note di un brano di Iggy Pop. Dopo di lui, muoiono in circostanze misteriose altri personaggi importanti del mondo della musica: le loro fini – si capisce presto – ricordano quelle di leggendarie rockstar del passato. Dopo ogni omicidio, qualcuno manda a Radio Popolare un file mp3 con una cover di Bob Dylan che, secondo la mente contorta di chi lo spedisce, indica una traccia. L’ispettore Marco Molteni, romano trasferito da pochi giorni a Milano, è a capo delle indagini. Tifosissimo del Milan, vero o presunto tombeur de femmes, Molteni odia il rock e i suoi protagonisti. Ma, coadiuvato dal fido assistente Carlucci, dal medico legale dottor D’Errico, dal musicista di strada Sunflower e da altri esperti musicofili, prova a dare un senso all’intricato puzzle. Intanto però la striscia di sangue si allunga, e Molteni, oltre al misterioso assassino, si troverà suo malgrado a mettere in discussione anche se stesso e le proprie convinzioni più profonde. In Psycho Killer Ezio Guaitamacchi, una delle firme più note del nostro giornalismo musicale, mette in scena un ingegnoso rock thriller, ricco di aneddoti musicali e inquietanti tracce nascoste, che appassiona e diverte.

Sex & Rage : consigli a giovani donne che hanno voglia di divertirsi

**Con una prosa che riesce a essere insieme onirica e carnale Eve Babitz descrive la vita e gli amori di una donna che (forse) le assomiglia al ritmo incalzante di tango, un ballo che è “un abbraccio popolare tra seminatori di erbacce senza rimpianti”.**
Jacaranda Leven è nata e cresciuta a Los Angeles e non c’è un’altra città al mondo in cui immagina di poter vivere. Fin da piccola ha imparato a solcare le onde su una tavola da surf, l’oceano come compagno di giochi e maestro nell’arte di trovare un equilibrio quando tutto intorno è in costante movimento. Si mantiene proprio dipingendo tavole da surf, ma la sua vitalità sfacciata le permette di salire sulla “chiatta”, un’isola di ricchezza a cui appartengono solo persone bellissime, dedite al divertimento. Quando compie ventotto anni però Jacaranda comincia a sentire il peso della precarietà e decide di sfidare se stessa dedicandosi alla scrittura. La conseguenza è una proposta di pubblicazione e dunque un temutissimo viaggio a New York, lontano dal mare, tra persone che vivono per lavorare. **
### Recensione
**[Praise for *Eve’s Hollywood* ]**
***One of* Flavorwire’s* 33 Must-Read Books for Fall 2015***
“Sharp and funny throughout, she offers an almost cinematic portrait of Los Angeles: gritty, glamorous, toxic and intoxicating.” — *New York Times*
“ *Eve’s Hollywood* has become a classic of L.A. life. The names in the dedication, Jim Morrison, David Geffen, Andy Warhol, Stephen Stills, and more, indicate the era and depth of this important book.” —Steve Martin
“ *Eve’s Hollywood* is less a straightforward story or tell-all than a sure-footed collection of elliptical yet incisive vignettes and essays about love, longing, beauty, sex, friendship, art, artifice, and above all, Los Angeles. . . . Reading West (and Fante and Chandler and Cain and the like) made me want to go to Los Angeles. Babitz makes me feel like I’m there.” —Deborah Shapiro, *The Second Pass*
“Eve Babitz is to prose what Chet Baker, with his light, airy style, lyrical but also rhythmic, detached but also sensuous, is to jazz, or what Larry Bell, with his glass confections, the lines so clean and fresh and buoyant, is to sculpture. She’s a natural. Or gives every appearance of being one, her writing elevated yet slangy, bright, bouncy, cheerfully hedonistic—L.A. in it purest, most idealized form.” —Lili Anolik, *Vanity Fair*
“Sharp and funny throughout, [Babitz] offers an almost cinematic portrait of Los Angeles: gritty, glamorous, toxic and intoxicating.” — *New York Times*
“Her writing took multiple forms, from romans à clef to essayistic cultural commentaries to reviews to urban-life vignettes to short stories. But in the center was always Babitz and her sensibility—fun and hot and smart, a Henry James-loving party girl… The joy of Babitz’s writing is in her ability to suggest that an experience is very nearly out of language while still articulating its force within it.” — *New Republic*
“Eve Babitz has a provocative and sassy voice, and an intelligent one too. She can seem self-involved but seduces us with her originality… Babitz writes about California and particularly Los Angeles the way Woody Allen writes about New York. She is crazy about it; all of it.” — *Jewish Journal*
“Her voice on the page is no less mesmerizing than her presence in a room…The singular spectrum of her adventures, her friends, and her tastes reveal themselves in her unconventional and delightful dedication page(s).”—Nicole Jones, *Vanity Fair*
“Eve Babitz, whose autobiographical vignettes of LA had an easygoing Mediterranean warmth and acceptance (she didn’t billboard over the dark side of LA and Hollywood, she just didn’t elevate it into a noir nihilism) that was the antithesis of Joan Didion’s desert vision of bleached bones beneath numbed nerves. The pleasure principle still prevailed in Eve’s writing, whatever the setbacks and heartbreaks.” —James Wolcott, *Vanity Fair*
“Her voice manages to be both serious and happy, with a run-on syntax that feels like a friend on her second glass of wine. Relentlessly unsentimental, she sees people for who they are, regardless of who she wants them to be…In *Eve’s Hollywood* , she writes with the aching immediacy of adolescence and the wide-angle perspective of a woman much older — and she’s only in her 20s.” —Holly Brubach, *The New York Times*
“What truly sets Babitz apart from L.A. writers like Didion or Nathanael West […] is that no matter what cruel realities she might face, a part of her still buys the Hollywood fantasy, feels its magnetic pull as much as that Midwestern hopeful who heads to the coast in pursuit of ‘movie dreams.'” —Steffie Nelson, *L.A. Review of Books*
“Eve Babitz is a little like Madame de Sevigne, that inveterate letter-writer of Louis XIV’s time, transposed to the Chateau Marmont in the late 20th-Century–lunching, chatting, dressing, loving and crying in Hollywood, that latter-day Versailles.” —Mollie Gregory, *L.A. Times*
“As the cynosure of the counterculture, Eve Babitz knew everybody worth knowing; slept with everybody worth sleeping with and better still, made herself felt in every encounter.” —Daniel Bernardi, *PopMatters*
“Her romp through ’70s L.A. winkingly fulfills the promises of pleasure and delight so often scorched to nil by writers like Joan Didion.”—Ian Epstein, *Vulture*
### Sinossi
**Con una prosa che riesce a essere insieme onirica e carnale Eve Babitz descrive la vita e gli amori di una donna che (forse) le assomiglia al ritmo incalzante di tango, un ballo che è “un abbraccio popolare tra seminatori di erbacce senza rimpianti”.**
Jacaranda Leven è nata e cresciuta a Los Angeles e non c’è un’altra città al mondo in cui immagina di poter vivere. Fin da piccola ha imparato a solcare le onde su una tavola da surf, l’oceano come compagno di giochi e maestro nell’arte di trovare un equilibrio quando tutto intorno è in costante movimento. Si mantiene proprio dipingendo tavole da surf, ma la sua vitalità sfacciata le permette di salire sulla “chiatta”, un’isola di ricchezza a cui appartengono solo persone bellissime, dedite al divertimento. Quando compie ventotto anni però Jacaranda comincia a sentire il peso della precarietà e decide di sfidare se stessa dedicandosi alla scrittura. La conseguenza è una proposta di pubblicazione e dunque un temutissimo viaggio a New York, lontano dal mare, tra persone che vivono per lavorare.

Trigger Warning – Leggere attentamente le avvertenze

Trigger Warning è un’espressione che si incontra a volte navigando in Internet e che segnala la presenza di un contenuto difficile da maneggiare, immagini o concetti che potrebbero turbare i visitatori. Da qualche parte nel mondo, alcune università stanno valutando l’ipotesi di mettere un trigger warning anche su opere letterarie e artistiche che potrebbero spaventare o inquietare gli studenti.Ma le storie, ci suggerisce Neil Gaiman, non avrebbero forse sempre bisogno di questa avvertenza? Attenzione, c’è un grilletto ed è pronto a sparare! Le storie infatti molto spesso turbano le nostre certezze, aprono porte che volevamo sigillate, ci tolgono il terreno sotto i piedi e ci scaraventano in luoghi oscuri e poco accoglienti. Il cuore inizia a battere più forte, manca il respiro, il passato ritorna con tutti i suoi mostri chiusi nell’armadio.In questa raccolta di racconti c’è il meglio di Neil Gaiman, e quindi ci sono storie che potrebbero turbarvi. “In questo libro, come nella vita, ci sono morte e dolore, lacrime e disagio, violenza di tutti i tipi. C’è anche bontà, qualche volta. Persino qualche lieto fine. Ci sono mostri, in queste pagine, e dove c’è un mostro c’è anche un miracolo.” Ci sono racconti lunghi e altri brevi, qualche poesia. Ma una cosa è sicura: ogni pagina di questo libro è un piccolo grilletto, e ogni volta che viene premuto nel buio, noi impariamo qualcosa di noi stessi e delle nostre vite.

La colpa

Naoki, uno studente delle scuole superiori, vive con suo fratello maggiore Tsuyoshi, che si prende cura di lui dopo la morte dei genitori. Tsuyoshi, che non ha studiato, ha un sogno: permettere a Naoki di frequentare l’università e laurearsi, nella speranza che lui possa condurre una vita migliore della sua. Nel disperato tentativo di sottrarle una piccola somma di denaro, Tsuyoshi finisce con l’uccidere un’anziana signora ed è condannato a quindici anni di carcere, mentre Naoki comincia una nuova, tormentata vita: etichettato come “il fratello minore di un rapinatore e assassino”, incontra enormi difficoltà nel trovare una collocazione nella società. Perde il lavoro, il sogno di diventare un cantante e la possibilità di sposare la fidanzata. Si sforza in tutti i modi di nascondere la verità, ma ogni mese ritrova un segno tangibile dell’esistenza di suo fratello ad aspettarlo nella cassetta della posta: una lettera dal carcere. La situazione disperata cambia gradualmente grazie a Yumiko, una sua ex collega che si innamora di lui.

Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu

Le avventure del capitano Orso Blu, nato (forse) dalla schiuma di un’onda, in un mondo in cui tutto è possibile, tranne la noia: nel continente di Zamonia, dove l’intelligenza è una malattia contagiosa e le tempeste di sabbia sono quadrate, dove in ogni situazione idilliaca è in agguato un pericolo, dove abitano tutti quegli esseri solitamente banditi dalla vita d’ogni giorno. E dove il prof. dott. Abdul Noctambulotti può aprire una scatola di sardine con la sola forza del cervello. Un “fantasy” che fonde immaginazione straripante e ironia demenziale con profondità e raffinatezza di stile. Età di lettura: da 10 anni.

Sozaboy

«Hanno ammazzato ken saro-wiwa, ken saro-wiwa è vivo. vivo grazie a sozaboy, il suo capolavoro, incantato come una fiaba, terribile come il più atroce dei reportage, profondo come un canto.»
Immaginate un villaggio ai confini del mondo, Dukana: una chiesa, i vecchi che snocciolano storie, le donne che fanno i lavori pesanti. A Dukana vive Mene, aspirante autista di pulmini, con la madre. A Dukana nessuno sa niente: tutti sentono alla radio di un governo che è cambiato e di cui conoscono solo funzionari e poliziotti corrotti, che si pappano mazzette per ogni cosa. Tutto scorre lento e lieto. Mene conosce Agnes, con più tette che anima, e la vuole sposare, e tutto sembra andar bene finché non si comincia a parlare di nemico, di casini nella nazione, finché non arrivano sozasoldati a requisire cibo e reclutare gente. Per un giovane fare la guerra è una gran cosa, bisogna cacciare il nemico perché nel Paese manca il sale, e lui deve proteggere la moglie. E così Mene diventa Sozaboy, veste l’uniforme, prende ordini senza capire perché fa quello che fa, e va al fronte. Ma la guerra è un brutto affare, ci sono sozacapitani che ti fanno bere la piscia, aerei che cagano bombe che uccidono. E così Mene scappa, conosce la prigionia, passa nelle file del nemico, lascia tutto per cercare la mamma e la sposa, per tornare a Dukana, perché ha capito che la guerra è una cosa senza senso… Questo è un assaggio del mondo che Saro-Wiwa tratteggia in questo romanzo del 1985, ispirato alla guerra del Biafra che devastò la Nigeria dal 1967 al 1970. La forza della scrittura e della narrazione trasforma ogni personaggio in archetipo (della corruzione e dei mali endemici che ancora oggi affliggono la Nigeria) e riveste i luoghi e le gesta dell’alone del mito. L’idea geniale è raccontare la perdita di innocenza di un mondo e lo scardinamento di gerarchie e ordini naturali attraverso gli occhi e le parole di un ragazzo che crede che la follia che lo investe abbia un senso, fino a scoprire dolorosamente il contrario: la lingua perciò ricalca la logica elementare e lo stupore primigenio di Mene, ha formule di antica oralità piena di rispetto per il mondo e le cose. Non stupisca quindi se il sorriso per il suo ingenuo romanticismo diventa amaro di tragedia, perché questo antieroe ha molto da dire sui nostri tempi di barbarie, a ogni latitudine. Ken Saro-Wiwa, nato nel 1941, intellettuale e scrittore, fu anche uomo di teatro e regista televisivo. Politico di rango, Saro-Wiwa apparteneva alla popolazione ogoni, insediatasi nel delta del Niger, un tempo dedita alla pesca e all’agricoltura, costretta all’emigrazione, alla miseria, e addirittura alla morte a causa dell’inquinamento del territorio a opera delle multinazionali del petrolio, complice la classe dirigente politica e militare del Paese. Fu proprio per difendere i diritti degli ogoni che Saro-Wiwa intraprese la battaglia civile e politica che gli costò la vita: arrestato dal regime militare fu impiccato dopo un processo farsa, il 10 novembre 1995, insieme ad altri militanti del Mosop. «toccare questo libro, odorarne le pagine, guardarlo, significa far sì che continui a essere un’arma pacifica e potentissima contro ogni tipo di potere.» roberto saviano «Così, da quella volta, in qualsiasi posto vado, tutti mi chiamano “Sozaboy”, “Sozaboy”. Anzi, sono diventato proprio famoso a Dukana. Tutti i ragazzi dicono che sono un tipo in gamba. Sposando, come niente fosse, una bella ragazza di Lagos e poi preparandomi per andare ad arruolarmi nell’esercito. Dicono che, dopo un po’ di tempo, mi daranno un ruolo veramente importante nell’esercito. Per conto mio, ero molto orgoglioso. Quando mi chiamano “Sozaboy”, rispondo all’istante. E addirittura dico in giro, perfino, che Sozaboy è il mio nome. Se vado a casa di qualcuno e busso alla porta e chiedono chi è, rispondo “Sozaboy”. Quel nome mi piace proprio.»

Sex and the Physics

Un mito greco racconta che l’indovino Tiresia, passeggiando su un sentiero di montagna, vide due serpenti attorcigliati nell’atto della copula e, infastidito dalla scena, uccise il serpente femmina, trasformandosi all’istante in donna. Per sette anni Tiresia vagò per il mondo, provando tutte le emozioni di un corpo femminile (compreso il piacere sessuale), finché un giorno si ritrovò di fronte alla stessa scena, uccise il serpente maschio e tornò a essere uomo. Molto tempo dopo, interrogato da Zeus ed Era su chi, fra uomo e donna, provasse maggiore soddisfazione nell’atto sessuale, l’indovino affermò che il piacere era un cerchio composto di dieci parti. L’uomo poteva gustare solo la prima, mentre era la donna ad avere il privilegio di sentire un piacere nove volte più intenso. Il cerchio del piacere raccontato da Tiresia è ancor oggi avvolto nel mistero, ma nel frattempo la Fisica ci ha permesso di scoprire molte cose che i nostri antenati ignoravano. Questo libro racconta il sesso come nessuno ha mai fatto prima: alternando divertenti aneddoti e curiosità scientifiche, Monica Marelli e Emiliano Ricci ci svelano cosa succede nei nostri corpi e nelle nostre menti quando il sangue viene dirottato dal cervello ai “paesi bassi”, aiutandoci a trarre il massimo dai nostri convegni amorosi e a fare “gol” in entrambe le reti

Pro patria

Il punto di partenza è la Repubblica Romana del 1849: un’avventura durata pochi mesi, capace di gettare i semi di quella che, cento anni dopo, sarebbe diventata la Costituzione italiana.
Il protagonista è un detenuto dei giorni nostri. Nella solitudine della prigione, gli unici esseri umani con cui si rapporta sono un secondino detto «l’intoccabile» e un immigrato africano che dorme cinque minuti ogni ora. Ma il detenuto ha un piano: preparare un discorso usando i pochi libri che l’istituzione carceraria gli ha permesso di consultare.
Le parole di Pisacane, Cattaneo, Mazzini e Mameli – credute innocue dai suoi carcerieri -, diverranno nelle sue mani il grimaldello col quale tentare di evadere, anche solo mentalmente. Perché quel Risorgimento era «storia di lotta armata e galera», e ci sono due tipi di terroristi: quelli che finiscono in prigione, e quelli che finiscono in Parlamento.
«Quand’è che il furto di una mela diventa un reato? C’è un limite? C’entra con la qualità della mela? La statua della giustizia davanti al tribunale ha una bilancia in mano, ma entrambi i piatti sono vuoti. Non è una bilancia per pesare la frutta».
Ascanio Celestini rilegge la storia dell’unità d’Italia in chiave anarchica e rivoluzionaria stando «in equilibrio sulla Storia come il gatto sul cornicione», e conduce il lettore in un viaggio vertiginoso dove i martiri e gli eroi non hanno neanche trent’anni, e pagano con la vita la capacità di sognare.

Il nascondiglio segreto di Parigi

**Commovente come Il diario di Anne Frank
Indimenticabile come Schindler’s List Parigi durante l’occupazione nazista, 1942.**
L’architetto Lucien Bernard accetta un incarico dal compenso strabiliante, e dai rischi altrettanto spaventosi. Deve progettare un nascondiglio per un ebreo in una splendida casa, un rifugio che neppure il colonnello Schlegal, il più scaltro e determinato dei nazisti a caccia di ebrei sia in grado di trovare. Lucien sa benissimo di rischiare la morte o peggio l’arresto da parte della Gestapo, ma se farà un buon lavoro potrà arricchirsi e farla franca. E poi, lui degli ebrei non si è mai interessato granché, li considera gente da cui è meglio stare lontano, per evitare di condividerne il destino. Insieme alla sua tecnica crescono gli incarichi e i rifugi diventano decine. Finché, un brutto giorno, uno di questi viene scoperto per caso. E tutto cambia: Lucien dovrà lottare con il suo ingegno per se stesso e per le persone che ama. La loro vita è ormai la posta in gioco…
Con straordinaria ricchezza di dettagli architettonici e storici, un libro straordinario sul sottile confine tra il Male e il Bene. **Durante l’occupazione nazista di Parigi un architetto costruisce decine di ingegnosi nascondigli per gli ebrei. Ma ora potrebbe perdere tutto ciò che ama.** «Lo stile asciutto e scorrevole e i personaggi memorabili fanno di questo autore il nuovo Ken Follett.»
**Booklist Da leggere assolutamente per il «New York Post»
Un esordio eccellente per «USA Today»** **Charles Belfoure** Formatosi al Pratt Institute e alla Columbia University, è architetto di professione. Ha pubblicato diversi saggi, uno dei quali ha ricevuto il Graham Foundation per le ricerche in campo architettonico. Ha collaborato con il «Baltimore Sun» e il «New York Times». Vive nel Maryland. *Il nascondiglio segreto di Parigi* è il suo primo romanzo.

La Mia Vita È Un Paese Straniero

Nel 2003 il sergente Brian Turner è a capo di un convoglio di soldati nel deserto iracheno. Dieci anni dopo, a casa, accanto alla moglie addormentata ha una visione: come un drone sulla mappa del mondo, sorvola Bosnia e Vietnam, Iraq, Europa e Cambogia.Figlio e nipote di soldati, le sue esperienze si fondono con quelle del padre e del nonno, con i giochi da bambino e le vite degli amici caduti in battaglia.Così, tutti i conflitti si dispiegano sotto di lui in un unico, immenso, territorio di guerra e violenza.Nel 2003 il sergente Brian Turner diventa un poeta e quando, dieci anni dopo, la visione torna nella sue notti insonni, grazie alla poesia riesce a raccontarlacosì da accettarne la memoria – una memoria tanto grande che l’America non basterebbe a contenerla, e che sfrega l’anima fino a scorticarla.Liberata la nostalgia, la compassione e il desiderio di verità, La mia vita è un paese straniero racconta in diretta le azioni, le esercitazioni, i vuoti e i rumori, la paura e il coraggio, la tragedia e la gioia dei ritorni. E riconnettendo vita e poesia, orrore e morte, riesce a dire della guerra le parole che mancano, quelle capaci di riallacciare il filo del senso a quello del silenzio.

Blue Moon

Quando Ever scopre di avere delle nuove capacità straordinarie, il suo obiettivo fondamentale diventa quello di imparare a conoscerle e gestirle. Intenzionata a mettercela tutta, intraprende il viaggio nel regno tenebroso e seducente degli Immortali guidata dal fidanzato Damen, che la introduce all’esplorazione dell’ignoto. Ma mentre i poteri della ragazza si accrescono eccezionalmente, al giovane sta capitando qualcosa di oscuro che si manifesta sotto forma di una misteriosa malattia, in seguito alla quale i suoi poteri cominciano piano piano a scomparire. L’ignota minaccia incombe su Damen sempre più malignamente mettendo a repentaglio la sua memoria, la sua identità e addirittura la sua stessa vita. Decisa a salvarlo a ogni costo, Ever si addentra nella mistica dimensione di Summerland, dove tra inaspettate rivelazioni e terrificanti ombre che si annidano nel passato di Damen, scopre un antichissimo testo in cui vengono rivelate le formule del funzionamento del tempo. Il conto alla rovescia inizia con l’avvicinamento della luna blu: è giunto per Ever il momento di scegliere tra la possibilità di riportare indietro l’orologio e sottrarre all’incidente mortale la sua famiglia, oppure restare nel presente e mettere in salvo Damen, che ogni giorno diventa sempre più debole…

Vento in scatola

«Ho conosciuto Glay Ghammouri durante il corso di scrittura creativa tenuto nella Casa Circondariale Don Bosco di Pisa nel 2012-2013. In seguito, Ghammouri mi ha detto di aver pensato a una storia, una specie di romanzo di formazione ambientato in carcere, e me l’ha raccontata. Mi è sembrato un ottimo spunto e abbiamo cominciato a lavorarci». Nasce così questo romanzo a quattro mani con cui Marco Malvaldi senza abbandonare l’ironia, il gusto del paradosso, l’esuberante inventiva, ha voluto regalarci, insieme a Glay Ghammouri, l’opportunità di guardare al carcere dall’altro lato delle sbarre. **
### Sinossi
«Ho conosciuto Glay Ghammouri durante il corso di scrittura creativa tenuto nella Casa Circondariale Don Bosco di Pisa nel 2012-2013. In seguito, Ghammouri mi ha detto di aver pensato a una storia, una specie di romanzo di formazione ambientato in carcere, e me l’ha raccontata. Mi è sembrato un ottimo spunto e abbiamo cominciato a lavorarci». Nasce così questo romanzo a quattro mani con cui Marco Malvaldi senza abbandonare l’ironia, il gusto del paradosso, l’esuberante inventiva, ha voluto regalarci, insieme a Glay Ghammouri, l’opportunità di guardare al carcere dall’altro lato delle sbarre.

Un’altra vita – Il vecchio

L’opera di Jurij Trifonov è ormai al centro, anche in Occidente, di un “caso” letterario che fa definitivamente giustizia di un vecchio equivoco: quello secondo cui tutta la letteratura regolarmente pubblicata in Unione Sovietica sarebbe “ufficiale” e conformistica. Nell’analisi sottile e inquietante che Trifonov compie della vita quotidiana e della storia recente del suo paese, vivono infatti elementi attivi di critica e denuncia che inducono alla riflessione in modo non meno pressante, e spesso anzi più persuasivo, della cosiddetta letteratura “del dissenso”.
Tra i romanzi dedicati da Trifonov all’ambiente e ai problemi della media intellighentsija cittadina, UN’ALTRA VITA costituisce forse il risultato più intenso e perfetto. Lancinante parabola della vita di coppia, esso si impone al lettore sia per il magistrale equilibrio tra cronaca e incubo, sia per l’implacabile messa a fuoco di alcune contraddizioni interne alla società sovietica attuale: l’arrivismo, il mito del benessere, il compromesso, la mancanza di ideali. Nell’intreccio tra passato e presente si snoda anche la vicenda de IL VECCHIO, dove la figura di Pavel Evgrafovič, un vecchio bolscevico tormentato dal ricordo dell’ingiusta fucilazione di un suo compagno di lotta, diventa punto focale di un confronto tra la tempesta rivoluzionaria di ieri e la drammatica banalità di oggi. Alle lotte del febbraio del ’17, alle rivolte dei “bianchi”, alle epurazioni e ai processi per tradimenti spesso solo supposti, fa da contrappunto l’irrompere continuo della realtà contemporanea: le difficoltà nel lavoro, l’alcolismo, l’arrangiarsi a spese degli altri, l’eterna ricerca di una casa.
Tra storia e quotidianità, tra dimensione collettiva e individuale, ritornano in questi due capolavori i temi più cari a Trifonov, che li affronta con la forza e il coraggio delle sue pagine migliori, confermandosi uno dei più rilevanti e “scomodi” autori sovietici dei nostri giorni.

Underworlds. Echi dal lato oscuro. Tutti i racconti

“Underworlds” raccoglie sette storie che esplorano il lato più oscuro e ai confini del soprannaturale dell’universo narrativo di Alan D. Altieri, il “Maestro italiano dell’Apocalisse”, capace ogni volta di stupirci e di spostare ancora più avanti i confini della sua affilata e potente immaginazione. Il volume si apre con una versione completamente rinnovata di “Scarecrow”, lo spaventa-corvi sentinella della tenebra, una delle storie più amate (e introvabili) di Altieri, e soprattutto è arricchito da ben due inediti. “L’ultimo rogo della Morte Rossa”, cupa visione finale di un mondo che cavalca verso l’estinzione accompagnato dalla voce dolente e già ultraterrena del vecchio Johnny Cash; e “Totentanz”, la danza della morte, che racconta in presa diretta le micidiali conseguenze di un reality show fuori controllo: quell’estrema spettacolarizzazione della violenza in cui già siamo immersi, anche se spesso preferiamo voltare lo sguardo dall’altra parte.