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Sporchi segreti

***Seguito di Baci sporchi – Dirty Kiss
Un’indagine di Cole McGinnis* **
Per Cole McGinnis, ex poliziotto diventato investigatore privato, amare Kim Jae-Min non e sempre facile, perche Jae e riluttante a mostrare apertamente il suo orientamento sessuale. Al contrario, Cole non sa vivere in un altro modo, anche se capisce come si sente Jae. Gli uomini coreani che seguono la tradizione, infatti, non sono gay, perlomeno non quando possono essere scoperti.
Ma Cole non puo dedicare troppo tempo a sbrogliare i problemi del suo ragazzo. Ha un incarico da portare a termine. Quando una cantante di nome Scarlet chiede il suo aiuto per trovare Park Dae-Hoon, un coreano gay che e sparito quasi vent’anni prima, Cole si ritrova immerso nel mondo intricato delle ricche famiglie coreane, dove il dovere e la politica significano sacrificare la felicita per conservare imperi aziendali. Ben presto i cadaveri iniziano ad accumularsi senza un’apparente logica. A ogni passo che Cole fa verso il ritrovamento di Park Dae-Hoon, un’altra persona va incontro alla morte, e proprio qualcuno che Cole ama potrebbe essere la prossima vittima dell’assassino.

Riccardin dal ciuffo

“…in quella guerra sanguinosa e piena di pericoli che è l’amore a volte è possibile anche assaporare un trionfo.” Due esistenze sembrano condannate alla solitudine, fin quando per caso il destino non le farà incontrare: il famoso ornitologo Deodato ha un aspetto repellente ma è provvisto di un’intelligenza fuori dal comune. Altea, al contrario, stupisce chiunque per la sua incantevole bellezza, che però sembra unirsi a un ingegno limitato e a una totale mancanza di interessi… Amélie Nothomb gioca ancora una volta con la fiaba popolare, come già in Attentato e Barbablù, offrendo al lettore un romanzo sui misteri dell’amore e della natura umana.

Redenzione

Mi sono fatta strada nel cuore di Jeremy, proprio come mi ero ripromessa.
Ma mentre prima volevo arrivarci per colpirlo… ora, non ne sono più così sicura.
La mia vita è ancora condizionata dai segreti. Segreti che non posso rivelare a nessun altro essere vivente.
Fey e Robin vogliono sapere. Vogliono sapere cosa mi sta succedendo.
Devo dir loro di no. Devo allontanarli perché solo Jeremy può unirsi a me in questo viaggio.
Lui c’è sempre. Lui è la mia unica costante. Le nostre vite sono irrevocabilmente intrecciate.
Non mi lascerà andare.
Desidero la pace. Ma voglio che sia reale, non la semplice quiete prima della tempesta.
Posso raggiungerla con Jeremy Stonehart?
È una strada impervia, ma in questo momento… sono disposta a provare.

Quello che rimane

«La prima volta che ho letto Quello che rimane me ne sono immediatamente innamorato… mi è subito sembrato assolutamente superiore a qualsiasi romanzo di scrittori come John Updike, Philip Roth e Saul Bellow, contemporanei a Paula Fox. A più di dieci anni di distanza, e dopo averlo letto ormai decine di volte, lo amo ancora di più».
Jonathan Franzen
New York, fine anni Sessanta. Otto e Sophie Bentwood sono una tranquilla coppia di mezza età della borghesia americana. Un pomeriggio, mentre sono nel salotto di casa, fa l’ingresso nella loro vita un gatto randagio al quale Sophie, contro il parere del marito, dà del latte. Da questa scena iniziale, e dalla apparentemente trascurabile ferita inferta dal gatto a Sophie, si dipana quella che pagina dopo pagina, minuto dopo minuto, diventerà per i Bentwood una sorta di piccola e misteriosa tragedia che metterà in discussione il senso stesso del loro matrimonio e dell’intera loro vita. Come scrive nell’introduzione Jonathan Franzen, al quale si deve la riscoperta in America del grandissimo talento narrativo e stilistico di Paula Fox, a una prima lettura Quello che rimane è un romanzo di suspense, che però si trasforma in altro a ogni successiva lettura, riuscendo sempre a sorprendere il lettore e a catturarlo in uno straordinario meccanismo letterario che si svolge nell’arco di un weekend e che include un tragicomico party, la degenerazione della ferita di Sophie e il litigio tra Otto e il suo vecchio socio d’affari. Quello che rimane, originariamente pubblicato in America nel 1971 con il titolo Desperate Characters e dimenticato per anni, è oggi finalmente considerato uno dei capolavori assoluti della narrativa americana degli ultimi decenni: la riscoperta di Paula Fox è diventato un clamoroso caso editoriale non solo in America ma anche in Europa (in Germania Quello che rimane è stato a lungo nelle classifiche dei bestseller) e scrittori come David Foster Wallace, Jonathan Lethem e lo stesso Jonathan Franzen hanno riconosciuto esplicitamente in lei una delle grandi voci del Novecento americano. Del romanzo fu realizzata negli Usa una versione cinematografica nel 1971 dal titolo Desperate characters diretta da Frank D. Gilroy con Shirley McLaine.

Prima esecuzione

Domenico Stasi è un anziano ex insegnante, uomo colto, sollecito, impegnato e di apparente pacatezza, ‟invecchiato facendo non quello che gli andava di fare ma quello che gli sembrava coerente col sentimento che aveva di sé”. Quando apprende che Nina, una sua vecchia alunna, è indagata per partecipazione a banda armata, decide di incontrarla per essere rassicurato della sua innocenza. Ma Nina si proclama colpevole e affida a Stasi un incarico delicato: dovrà recarsi in un appartamento abbandonato, cercare una copia della *Morte di Virgilio* di Hermann Broch, trascrivere una frase sottolineata a pagina 46 e farla avere a un non meglio precisato ‟contatto”. Con leggerezza, quasi per gioco, Stasi esegue gli ordini. Apparentemente, però, non si tratta affatto di un gioco. Stasi viene convocato dalla polizia, che segue ogni sua mossa; il contatto non si accontenta del messaggio e gli fa recapitare una pistola con la quale dovrà sparare a un importante bersaglio… Un meccanismo inesorabile si è messo in moto. Ma è realmente così?
Chi è il professor Stasi? È un assassino? È una vittima? È un innocuo zimbello? Di fatto, lo scrittore è il demiurgo della storia e ne è a sua volta in balia – spaventato, deriso, risucchiato da un’oscura minaccia? L’unica cosa certa è che nessuno può dirsi innocente, che in ognuno di noi è in agguato il ‟guizzo improvviso di rettile”.

Poche parole, moltissime cose

[Leggi un estratto ][Leggi un estratto](http://www.einaudi.it/content/download/11318/75631/version/1/file/Milone.pdf) *** A volte l’amore arriva dopo una vita intera spesa a rincorrere ciò che si credeva fosse davvero importante. E quando si riesce finalmente ad acciuffare il diritto a essere felici, c’è il rischio che gli altri non capiscano – come se tanta gioia di vivere fosse quasi scandalosa. Così succede a Olga e Sergio, una coppia di vecchi innamorati che spiazzando tutti scappa senza lasciare tracce. E soltanto la piccola Nanà, l’unica custode del loro segreto, sembra comprendere fino in fondo la forza dirompente di quel gesto. Un romanzo sulla tenacia dei sentimenti, sulle risorse che ciascuno di noi neppure immagina di avere. Finché il destino non viene a chiedere il conto. Nanà è appena tornata dalle vacanze estive. Mentre i suoi genitori sono indaffarati a disfare i bagagli, lei è la prima a dare l’allarme: nonna Olga è fuggita con Sergio.
La coppia viveva una complicità silenziosa e tenace che nessuno – nemmeno i rispettivi figli, che infatti mal sopportavano quell’amore senile – riusciva a comprendere fino in fondo. Ora che i due se ne sono andati senza dire una parola, senza lasciare un biglietto, quell’ingombrante assenza sembra accusare chi è rimasto. Sulle loro tracce provano a mettersi Ivan e Albertine – il figlio di Sergio con la fidanzata franco-palestinese -, insieme a Pietro e Bruna, genitori di Nanà, in una ricerca che coinvolge persino Abramo, il cucciolo che la bambina ha appena adottato.
Interrogarsi sul perché di quella fuga finirà per mettere in scacco le apparenti certezze di tutti loro, inchiodandoli al momento presente. Perché adesso che Olga e Sergio sono chissà dove, di fronte a tanta incauta intraprendenza ogni cosa sembra essere improvvisamente finita sotto la lente d’ingrandimento, mostrando le crepe che minacciano il crollo.
Con una scrittura calda e decisa, capace di indagare in profondità le sfumature dei legami affettivi, Rossella Milone restituisce sulla pagina l’amore, le bugie, la ricerca delle radici, i non detti e tutte le complessità che si annidano in ogni famiglia. Tenendo lo sguardo fisso sui personaggi senza mai rinunciare alla forza espressiva del suo stile – con quell’istinto che è proprio dei narratori – l’autrice compone una storia di straordinario impatto emotivo. Fino a mostrare al lettore che, anche quando sembra troppo tardi per ribaltare un’esistenza – e le parole non bastano più -, l’unica cosa che possiamo fare è ricominciare da capo.

Lo spazio del tempo

A quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare una grande impresa letteraria: celebri autori contemporanei riscrivono le maggiori opere del grande drammaturgo. Un progetto internazionale di cui Rizzoli è in esclusiva l’editore italiano. Luogo dell’azione: Nuova Boemia, sud degli Stati Uniti. In una notte di pioggia battente e superluna, un pianista nero di nome Shep è testimone dell’assassinio di un anziano messicano; pochi minuti dopo, abbandonata nella ruota per bambini di un ospedale, trova una neonata bianca e, accanto a lei, una ventiquattrore. L’uomo solleva la bambina, “leggera come una stella”, e decide di tenerla con sé. Luogo dell’azione: oltreoceano, Londra. Leo Kaiser è un disinvolto uomo d’affari che con i soldi ci sa fare, molto meno con i sentimenti. Se, come crede, la sua amata moglie lo tradisce con il suo migliore amico, cosa diavolo dovrebbe farsene della bambina che lei ha appena dato alla luce? Diciassette anni dopo, questa bambina di nome Perdita chiederà conto del proprio passato, “ci vuole così poco tempo per cambiare una vita e ci vuole tutta una vita per comprendere il cambiamento”. La cover version di Jeanette Winterson del Racconto d’inverno di William Shakespeare è una brillante prova d’autore. Vibra dell’eco dell’opera originale, abilmente sospesa fra tragedia e commedia, ma è una storia tutta contemporanea di amicizia, paranoia e redenzione, che si muove fra parcheggi sotterranei, videogiochi di ultima generazione, musei dell’automobile, angeli caduti. Sulla scena si fronteggiano, nell’ampio spazio del tempo, la gelosia devastante di un marito e l’amore duraturo di una figlia. E come già nell’originale shakespeariano è proprio il tempo il protagonista del romanzo, la sua natura ellittica ed elastica; il tempo capace, a sipario ancora alzato, di ridare un posto a qualcosa che si credeva perduto.

Lo schiaffo

È un delizioso pomeriggio di fine estate a Melbourne, un tempo perfetto per i numerosi familiari, amici e colleghi accorsi al barbecue di fine settimana di Aisha e Hector. Affascinante indiana con la carnagione scura liscia e intatta, e grandi occhi che brillano su un viso affilato e scarno, Aisha si aggira per il giardino di casa dispensando sorrisi agli ospiti e occhiate preoccupate ai tavoli imbanditi di samosa, melanzane e semi di aneto. Hector, suo marito, un quarantenne di origine greca con un po’ di grigio sulle tempie, la barba incolta sul mento, le rughe agli angoli della bocca, la mascella volitiva e i capelli folti, si guarda furtivo in giro con in mano una birra sottratta alla montagna di bottiglie immerse nel ghiaccio nella vasca da bagno. I suoi occhi sono alla disperata ricerca di una ragazza con una sfilza di brufoli sotto il labbro inferiore, le lentiggini sul naso, folti capelli biondi e gambe lunghe tornite nei jeans neri attillati. Si chiama Connie, e lavora nell’ambulatorio di veterinaria di sua moglie. In un angolo del giardino, Bilal, un aborigeno appena convertito all’islam, cerca cortesemente di rifiutare una birra portagli da Manoli, il padre di Hector. Harry, il cugino che ha fatto fortuna con le sue imprese, incede invece con aria appagata tra gli ospiti del barbecue, seguito da Rocco, suo figlio, e da Sandi, sua moglie, una serba con un corpo da fotomodella unito a uno stile da donna provocante, i capelli tinti e cotonati, le lunghe unghie dipinte, il trucco vistoso. Anouk, la sceneggiatrice di soap che si è vestita come se dovesse andare a un cocktail party e non a una festicciola in giardino, con la gonna che lascia scoperto uno squarcio di pelle perlacea sopra gli stivali neri, presenta a tutti il suo ultimo trofeo: Rhys, un giovane attore con non grandi prospettive. Rosie, intanto, amica di lunga data di Aisha, deve già badare a Hugo, il suo piccolo di tre anni, bello come un putto, con i capelli color paglia e gli occhi azzurri quasi spettrali, e impertinente come pochi, e al marito Gary, un chiacchierone che voleva fare l’artista e che invece si ubriaca puntualmente, come uno di quegli Australezi, come dice la mamma di Hector, che ce l’hanno nel sangue la sbornia. Insomma, il barbecue sarebbe un normale barbecue della Melbourne cosmopolita dei nostri giorni se… se non accadesse l’impensabile. Hugo, il putto tanto bello quanto pestifero, forse perché ancora allattato dalla mamma ed educato secondo i nefasti principi della più sfrenata anarchia, con grande disgusto di Hector e dei suoi, sferra un calcione negli stinchi di Harry. E il cugino Harry platealmente, lentamente, leva in alto il braccio a fendere l’aria e poi a colpire il bambino con uno schiaffo che echeggia nell’aria e incrina il crepuscolo. Da quel momento l’esile equilibrio di quella piccola comunità, fatta di culture e mondi differenti, crolla. E i risentimenti, i pregiudizi sociali e razziali, le differenze di sesso e di età, riaffiorano prepotentemente, a scavare abissi incolmabili.

Liberazione

Malvagio.
Questo è davvero il modo migliore per descrivere Jeremy Stonehart. Quando era Stonehart.
Lo è ancora? Non lo so. Man mano che mi rivela qualcosa in più su di sé, comincio a vedere un barlume dell’uomo sotto la superficie. Comincio a capire, in qualche modo, che perfino il male deriva da una fonte, da qualche seme iniziale che è germogliato e si è impossessato dell’anima di una persona.
Jeremy Stonehart era malvagio. Ma continuerà ad esserlo?
Lo scoprirò solo rimanendogli vicina fino alla fine. È la mia unica possibilità. È la mia unica alternativa. È l’unico modo per ottenere risposte, e l’unico modo per ottenere…
Vendetta.

Le donne del signor Nakano

La bottega del signor Nakano è un po’ speciale. Innanzitutto, come tiene a specificare il proprietario, «non è un negozio di antiquariato ma di roba vecchia»: soprammobili fuorimoda, ciotole usate, manifesti di epoche dimenticate, malinconici reperti di vite sconosciute che potete comprare per pochi spiccioli, oggetti particolari e scompagnati come, in fondo, sono gli uomini e le donne che girano intorno al negozio. A cominciare dal signor Nakano: eccolo lí, dietro la cassa, magrissimo, un berretto di lana calato sulla fronte e una certa qual debolezza per il fascino femminile. A dargli una mano ci sono due ragazzi, Takeo, tanto laconico da apparire misterioso, e Hitomi, una ragazza allegra e inquieta. I due giovani si studiano, s’innamorano, nasce un legame toccante e maldestro che sembra destinato a inciampare su ogni incomprensione. Ma anche Nakano e la sua romantica sorella Masayo devono affrontare le impreviste complicazioni che nascono dal desiderio. Sarà proprio Hitomi, e il suo sguardo curioso e sensibile, ad accompagnare il lettore attraverso la girandola di incontri e personaggi che ruotano intorno alla piccola, vivace bottega del signor Nakano. Sono vicende comuni quelle che ci racconta Kawakami Hiromi, con una delicatezza che nulla toglie alla profondità dei sentimenti, all’intensità di relazioni umane che iniziano quasi per caso e si sciupano senza che sia colpa di nessuno. Una scrittura soave e luminosa, pervasa da un sottile rimpianto per quello che poteva essere e invece non è stato, e al tempo stesso da un confortante calore umano. Perché tutti, almeno una volta, ci siamo detti: «Che cosa complicata è l’amore!» *** «Era ora che, accanto ai mondi interiori di Ogawa Yoko e a quelli surreali di Murakami Haruki, vi fosse spazio per la sublime leggerezza di Kawakami Hiromi». «L’Indice dei libri del mese»

La catilinarie

Juliette ed Émile hanno finalmente acquistato la casa dei loro sogni: spaziosa, coperta di glicine, isolata. Ma non abbastanza, tenuto conto delle quotidiane, irritanti e indesiderate visite dell’unico ingombrante vicino, che riesce a trasformare in assillante tortura la pacifica esistenza della coppia. E il paradiso si popola di incubi con l’apparizione dell’ancora più grassa consorte dell’uomo. Inatteso finale dalle sfumature noir.

L’educazione sentimentale di AK-47

« *Un romanzo che non vuole raccontare esattamente una storia, ma creare il ritratto di una mente che si muove tra una cultura nuova, di sua scelta, e quella che si è lasciato alle spalle.* »
**The New Yorker** « *Un divertimento solido e sicuro.* »
**The New York Times Book Review** « *Una contro-narrazione audace e provocatoria… questo romanzo smaschera coraggiosamente una serie di uomini famosi, obbligando politici e rivoluzionari a scendere dal piedistallo.* »
**The Guardian** Il narratore di questo romanzo si chiama Kailash, è indiano e arriva dal Bihar a New York nel 1990, con una prestigiosa borsa di studio di dottorato. I primi amici che si fa storpiano subito il suo nome in Kalashnikov, e poi, per brevità, in AK-47.
Kailash non sembra preoccupato da questa accoglienza, che pure contribuisce senza dubbio al senso di spaesamento di chi arriva da straniero in America. La sua preoccupazione, e il senso di straniamento, sono dovuti a un’altra scoperta. Nel Bihar, gli adolescenti e i giovani uomini possono parlare di sesso soltanto tra di loro, e gli amici di Kailash sono tutti vergini. Tranne uno, ovviamente tempestato di domande alle quali può rispondere soltanto a modo suo. La parola sesso è bandita dalla vita pubblica, non compare nelle strade, nei cartelli pubblicitari, nei giornali…
Grande è dunque la sorpresa di Kailash quando si rende conto che a New York se ne può parlare, certo, e si possono anche sfiorare, accompagnare, interpellare, addirittura abbracciare le amiche. E che in TV compare regolarmente una signora di mezza età, piccolina, con un accento straniero «simile a quello di Henry Kissinger», la dottoressa Ruth, che parla di sesso, non solo liberamente, ma nei dettagli, dando a ciascuna «cosa» il suo nome scientifico.
Da questa scoperta partono tutte le altre, tutte quelle necessarie per restare in un paese straniero senza sentirsi estraneo, cose difficili da individuare, studiare, capire. Non solo per star meglio, ma per evitare di sbagliare, di offendere la sensibilità altrui. 
AK-47 è uno studente, non ha grossi problemi di denaro o alloggio, di isolamento, deve soltanto imparare a interagire. Ma non rinnega la cultura di origine, e i suoi costumi. In parte romanzo, in parte memoir, la narrazione va avanti e indietro nel tempo e nello spazio alla ricerca di episodi, storici o privati o intimi, che aiutino a mettere in relazione l’India e l’America.
Sospeso tra *L’ultima favola russa* di Francis Spufford, i libri di W.G. Sebald e Teju Cole, e l’umorismo di Peter Sellers in *Hollywood Party* , il lettore troverà in Kailash un personaggio in cui identificarsi nonostante le differenze, e con cui ridere di gusto.

Il gatto venuto dal cielo

Nell’ampio giardino di un’antica dimora, protetta dall’ombra di un grande olmo, un giorno appare una nuvola, un minuscolo lembo di cielo bianco caduto sulla terra: è un piccolo gatto, anzi una gatta. Anzi è Chibi: sí, perché Chibi ha un carattere tutto suo, indipendente, curioso, vivace. A volte sa essere anche brusca, soprattutto quando vuole afferrare quel pesce che le state cucinando, e può mordere se provate a prenderla in braccio, ma sa anche essere affettuosa e riempire di dolcezza i suoi silenzi (nessuno l’ha mai sentita miagolare!) Ecco, Chibi è cosí, prendere o lasciare. Giorno dopo giorno la sua testolina spunta alla finestra della coppia che da poco si è trasferita nella dépendance dell’antica dimora. Chibi deve passare per la loro casa prima di lanciarsi nei suoi rocamboleschi inseguimenti e misteriose esplorazioni nel magnifico giardino della villa. Marito e moglie sono giovani, ma sembra che già non abbiano piú nulla da dirsi: forse è l’abitudine, forse è qualcosa di oscuro che serpeggia tra loro, ma sono piú i silenzi quelli che si scambiano che non i gesti d’affetto. Ma le visite di Chibi costruiscono nuove abitudini, piccoli riti capaci di riavvicinare marito e moglie. Pur non facendosi mai adottare dalla coppia – fiera della sua autonomia, rimarrà sempre «il gatto ospite» – Chibi, come un piccolo spirito celeste, saprà cambiare per sempre la vita di chi l’ha conosciuta. Hiraide Takashi è riuscito come pochi altri a fare di un animale un personaggio a tutto tondo, sorprendente, assolutamente indimenticabile. Con una sensibilità tutta giapponese, l’osservazione di Chibi e della sua saggezza è capace di rasserenare i cuori, di illuminare anche la malinconia piú buia. Di donare nuova vita a un amore ritrovato. *** «Quello di Hiraide è uno di quei libri che ti fanno dire “Come c’è riuscito?” mentre ti asciughi gli occhi e lo sguardo si perde malinconicamente in lontananza». «The Guardian» «Il gatto venuto dal cielo è una gemma rara: che voi siate amanti dei gatti o no, non fatevelo scappare». National Public Radio

Giorni senza fame

Opera d’esordio di Delphine de Vigan, pubblicato in Francia nel 2001 con lo pseudonimo di Lou Delvig, Giorni senza fame è un lungo racconto autobiografico che narra l’esperienza di Laure, una giovane donna anoressica. È il controcanto ideale del doloroso, bellissimo Niente si oppone alla notte: là una madre, qui una figlia, entrambe gravate di pesanti eredità familiari, entrambe in lotta contro un male oscuro, nato all’interno del loro corpo e della loro mente. Con lo stile sobrio e preciso che le è proprio, asciutto quanto emozionante e vivo, Delphine de Vigan rievoca i tre difficili mesi di ospedale durante la fase più acuta dell’anoressia, fino alla guarigione, facendo rivivere con lucidità e a tratti con feroce ironia i personaggi incontrati nei corridoi e nelle corsie, i malati, i medici, gli amici in visita. Fino a rendere un tema così scottante, e così privato, protagonista non di un saggio socio-psicologico, non di un diario intimo, ma di un capolavoro letterario.

Worthy

**Dopo tanta solitudine, entrambi meritano qualcosa di più dalla vita** Virginia culla da tempo la speranza che Aaron e il figlio Buddy la accolgano nella loro vita. Quando Aaron finalmente la bacia, il sogno di formare una famiglia comincia a non sembrarle così irrealizzabile. Ma sulla loro felicità incombe una tragedia. Diciannove anni dopo Virginia continua a pensare a quel giorno lontano in cui Aaron e il piccolo Buddy le sono stati strappati. La vita però continua, e lei ha accettato la proposta di matrimonio di Lloyd. Fino a quando il suo cane scompare e Virginia scopre che ad abbandonarlo è stato il fidanzato. Non le resta che buttarlo fuori di casa e rassegnarsi alla solitudine. A ritrovare il cane è stato Jody, un ragazzo timido e solitario con cui la vita non è stata generosa. Virginia e Jody si incontrano, imparano a conoscersi e ad affrontare il loro passato. Forse le loro esistenze potranno cambiare per sempre. **
### Sinossi
**Dopo tanta solitudine, entrambi meritano qualcosa di più dalla vita** Virginia culla da tempo la speranza che Aaron e il figlio Buddy la accolgano nella loro vita. Quando Aaron finalmente la bacia, il sogno di formare una famiglia comincia a non sembrarle così irrealizzabile. Ma sulla loro felicità incombe una tragedia. Diciannove anni dopo Virginia continua a pensare a quel giorno lontano in cui Aaron e il piccolo Buddy le sono stati strappati. La vita però continua, e lei ha accettato la proposta di matrimonio di Lloyd. Fino a quando il suo cane scompare e Virginia scopre che ad abbandonarlo è stato il fidanzato. Non le resta che buttarlo fuori di casa e rassegnarsi alla solitudine. A ritrovare il cane è stato Jody, un ragazzo timido e solitario con cui la vita non è stata generosa. Virginia e Jody si incontrano, imparano a conoscersi e ad affrontare il loro passato. Forse le loro esistenze potranno cambiare per sempre.
### L’autore
Catherine Ryan Hyde ha pubblicato numerosi romanzi e raccolte di racconti che nel corso degli anni hanno sempre conquistato il favore dei lettori americani ed europei e ricevuto i massimi riconoscimenti della critica e delle giurie dei premi letterari. Appassionata viaggiatrice ed escursionista, fotografa di talento, il suo romanzo più celebre, *La formula del cuore* (Piemme 2000), è stato tradotto in oltre 23 lingue e da esso è stato tratto un film con Kevin Spacey ( *Un sogno per domani* ). Il talento letterario e la sensibilità psicologica di Catherine Ryan Hyde si esprimono spesso attraverso uno sguardo partecipe e affettuoso per il mondo dei più giovani. Per AmazonCrossing ha pubblicato *Affetti straordinari* , *In viaggio con August* e *Il cammino verso casa*.

La via dei pianeti minori

Nel 1965 un gruppo di astronomi si ritrova su una piccola isola del Pacifico per assistere al passaggio di una cometa. Ma quando un bambino muore durante la pioggia di meteore, la vita di tutti i presenti, e dei loro affetti, subirà un cambiamento radicale e silenzioso, che si rivelerà pienamente solo molti anni dopo. Denise, carica dei ricordi di un’infanzia molto particolare, combatte per ottenere il rispetto che merita nel suo lavoro; il suo amico Eli, sposato con una donna che adora ma impenetrabile, è sempre più attratto da Denise e dalla sua mente imprevedibile; la giovane Lydia cerca un modo per sfuggire alle ombre inquietanti che si allungano sul gruppo di scienziati. Dall’autore premio Pulitzer 2018, La via dei pianeti minori è una storia intensa che esplora le occasioni colte e quelle sfuggite, un romanzo sui nuovi amori, sui legami perduti e sulla forza invisibile che il tempo esercita sulle nostre vite.
“Andrew Sean Greer è uno degli scrittori di maggior talento in circolazione.”
Michael Chabon
“Uno dei migliori scrittori del nostro tempo.”
Khaled Hosseini
“Greer sa cogliere la ‘piccola follia nascosta nelle
cose ordinarie’ con ineguagliabile maestria.”
The New Yorker