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Saggio su Pan

Chi è Pan? E chi sono gli dèi della Grecia? Tutta la cultura moderna – basta pensare a Hölderlin e a Nietzsche – è stata traversata dal desiderio di un ‘ritorno alla Grecia’ di cui qui Hillman ci aiuta a riscoprire le motivazioni profonde e la tortuosa storia. L’immenso lavorio degli studi sull’antichità classica negli ultimi due secoli è andato di pari passo con l’erosione di quel modello monocentrico di cultura che ci ha trasmesso la tradizione giudeo-cristiana. Così la ricerca della Grecia si è collegata con la riscoperta di un modello policentrico, dove i nuclei sono i vari dèi. E quei nuclei vivono ancora in noi. Poggiando sulle tesi di Jung, ma spingendole alle loro conseguenze più radicali, Hillman ci mostra come l’immagine di Pan continua a manifestarsi nella nostra esperienza, dietro le maschere della psicopatologia. Il panico, lo stupro, la masturbazione, l’incubo, la malia delle ninfe, la sincronicità – sono tutti fatti oscuri che in qualche modo si rivelano governati dal potere di Pan, e grazie a esso possono acquistare senso, invece di continuare ad agire ciecamente. Ma perché il dio possa operare in noi, perché il dio che rende pazzi possa anche guarire la nostra follia, bisogna che ritroviamo ciò che qui Hillman, sulla scia di Corbin, chiama “l’immaginale”, un livello di percezione e di esperienza delle immagini a cui la nostra storia ha tentato in ogni modo di impedire l’accesso. Scritto con felice piglio polemico, questo saggio, che rivendica «una regressione che sia peculiarmente ‘greca’» e ne argomenta lucidamente le ragioni, ci introduce subito nel cuore dell’opera di uno degli psicoanalisti che più hanno fatto in questi anni per criticare rigorosamente dall’interno la psicoanalisi e la sua storia.

Erotico Dark

Due lunghi racconti erotici a tinte dark, che esplorano la passione e la sensualità in una cornice gotica e oscura…
Comprende: **Prigioniero Nudo** e **Edgar Allan Party**.
**Trama** di Prigioniero Nudo:
Leroy Wilder è prigioniero nei sotterranei del castello del Duca di Landkington. Ha commesso un grave reato: pubblicare un libro contro il Duca. Da giorni Leroy vive come un animale nella prigione. È stato spogliato completamente per ordine del Duca, perché sentisse di non avere più dignità, e vive quasi al buio. La vita di Leroy sembra ormai finita tra gli stenti, quando la Duchessa, giovane moglie del Duca, decide di scendere nei sotterranei per fargli visita. La Duchessa è attratta da lui e anche per Leroy è passione a prima vista; ma qualcosa che Leroy non avrebbe mai immaginato sta per accadere…
**Trama** di Edgar Allan Party:
Giada, una giovane giornalista, viene invitata a documentare la festa organizzata da un affascinante scrittore. La festa, ispirata a un racconto horror di Edgar Allan Poe, ha un unico divieto: niente elettricità, né tecnologia. Giada resta subito colpita dal carisma oscuro dello scrittore e si lascerà trasportare dal vortice dell’erotismo: ma qualcosa di impensabile sta per accadere…

La vera storia di Babbo Natale

Babbo Natale è un paradosso vivente: un paradosso? Sì, all’ennesima potenza, se si pensa che questo simpatico vecchietto ha assunto l’aspetto che ci è noto grazie alla Coca-Cola, ma affonda le sue origini nel passato più remoto. Dietro la sua figura bonaria, con la barba bianca e la lunga cappa rossa, si cela una fantastica stirpe di personaggi: dei, eroi, sciamani, che dalla notte dei tempi dispensano doni, ma anche castighi. Possono essere folli come tenebrosi, ma sono sempre animati da una straordinaria scintilla vitale, perché l’anima di questo personaggio è proprio la vita che attende di rinascere, quella vita che durante il solstizio d’inverno fa rifiorire la gioia dei bambini. Nel Terzo Millennio dobbiamo ancora credere a Babbo Natale, archetipo dell’uomo religioso, del sacerdote-sciamano delle origini? Sì, più che mai. Perché rappresenta la speranza, l’anima innocente del bambino che sopravvive nel cuore dell’adulto, e anche il simbolo di una natura addormentata pronta ad aprirsi ancora una volta alla luce. Arnaud d’Apremont guida il lettore in un sorprendente viaggio nelle nostre tradizioni, rievocando riti e segni di un tempo lontano, alla ricerca dell’autentico significato della più sentita festa cristiana, tra spiritualità religiosa e folklore mitologico e pagano.

Il padre delle ombre

In un inverno che avvolge tutto nel suo gelido sudario di neve e silenzio, un guerriero si fa strada verso una valle misteriosa, uscita da un mondo di leggende.
Ha dimenticato ormai ogni cosa di sé, arrivando a perdere perfino il suo nome. Ma l’ultimo tratto del viaggio potrebbe presentargli una scelta inattesa, conducendolo infine al cospetto dell’antica entità conosciuta come il padre delle ombre.
Una favola breve, una storia che viene da un mondo lontano, una collezione di immagini lievi come fiocchi di neve, tra divinità eterne e creature fantastiche.
Vincitore del premio speciale della giuria al concorso “Litterarum Hibernus Agon”, edizione 2012
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### Sinossi
In un inverno che avvolge tutto nel suo gelido sudario di neve e silenzio, un guerriero si fa strada verso una valle misteriosa, uscita da un mondo di leggende.
Ha dimenticato ormai ogni cosa di sé, arrivando a perdere perfino il suo nome. Ma l’ultimo tratto del viaggio potrebbe presentargli una scelta inattesa, conducendolo infine al cospetto dell’antica entità conosciuta come il padre delle ombre.
Una favola breve, una storia che viene da un mondo lontano, una collezione di immagini lievi come fiocchi di neve, tra divinità eterne e creature fantastiche.
Vincitore del premio speciale della giuria al concorso “Litterarum Hibernus Agon”, edizione 2012

Ulisse era un fico

“Perché leggere l’*Odissea*?” potrebbero chiedersi i ragazzi di oggi. Perché perdere tempo con la mitologia che racconta storie di migliaia di anni fa quando adesso abbiamo a disposizione i videogiochi, la televisione e i film in 3D?
Perché, parola di Luciano De Crescenzo, le storie degli eroi e degli dèi dell’Olimpo sono piene di colpi di scena, di amori, tradimenti, viaggi da sogno e vendette alla Rambo. Perché la mitologia è “la capostipite di tutte le telenovelas, la madre di tutti i romanzi d’avventura, il prototipo di tutti i serial”. Perché Ulisse era, più di tanti vip del nostro tempo, un vero “fico”.
Dopo *Socrate e compagnia bella*, De Crescenzo dedica al nipote e a tutte le nuove generazioni questo atto d’amore per Ulisse e tutti i miti greci, nella speranza, pagina dopo pagina, di trasmettere, come un contagio, la sua passione: “Vorrei farti travolgere dalle avventure di Ettore e Achille, farti sorridere per le bisbocce fra Zeus ed Era, commuovere per la vicenda di Orfeo ed Euridice. Tu che così tanto tempo passi davanti allo specchio, avrai da pensare leggendo il mito di Narciso, e troverai un compagno della tua voglia di ribellione nel testardo Prometeo. L’amore, che in questi anni stai scoprendo, lo troverai riflesso ed esaltato nella favola di Amore e Psiche, ma anche nei suoi aspetti meno ‘platonici’, nei ritratti di Dioniso e Afrodite. In mezzo a dèi ed eroi ritroverai pregi e difetti di noi umani, e ti sorprenderai che storie raccontate migliaia di anni fa abbiano così tanti punti in comune con la tua vita di ogni giorno”.

Il vello d’oro

Per riavere il trono che gli è stato usurpato, Giasone raccoglie una sfida a tutta prima impossibile: raggiungere la Colchide per recuperare il Vello d’Oro. A far vela con lui a bordo della nave Argo sono i grandi eroi dell’antica Grecia, tra i quali Ercole, Orfeo, i gemelli Castore e Polluce, l’indovino Linceo e la vergine Atalanta. Protetti dalla Dea Bianca, ma costantemente in lotta contro una natura avversa, mostri, dei ostili e le ancora più insidiose trappole di seducenti eroine, gli Argonauti affrontano un’impresa che rischia a ogni passo di tramutarsi in tragedia. Una spedizione leggendaria che Robert Graves ha il pregio di narrare come un’avventura estrema, appassionante e audace, nella quale i protagonisti emergono nella loro più autentica umanità, calati in un immaginario che prende vita tra le pagine e che, oggi più che mai, si rivela incredibilmente attuale.
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L’apprendista sirena

Leilah è un’orfana con un raro caso di amnesia, non ricorda nulla della sua infanzia e sta cercando il suo posto nel mondo. Non si aspetta certo di incontrare Nathair, un ragazzo difficile che lavora nel mercato nero dell’isola di Mondreside, facendo affari con loschi criminali per mantenere sua madre malata. E invece i due si conosceranno in circostanze incredibili: sono infatti stati selezionati per tornare al mondo magico da cui non sanno ancora di provenire. Lì dovranno studiare sodo per diventare Ambasciatori degli Interspecie, anello di congiunzione tra gli umani e il popolo delle Sirene. Ma niente è come sembra tra queste bizzarre creature acquatiche, e molto presto i due si ritroveranno al centro di una pericolosa avventura, in cui dovranno soccorrere la figlia del re delle Sirene, la principessa Aquanetta che è stata rapita dal famigerato Barry, e insieme a lei salvare dalla distruzione tutta Sirenilandia. Pieretta Dawn è thailandese, ha 17 anni e vive con sua madre vicino al mare, salvo quando è in giro per il mondo a scovare creature magiche da raccontare. Nel 2009 ha pubblicato il suo primo libro, che è rimasto in vetta alla classifica per un anno, ed è subito diventata una star nel suo paese, dove è stata nominata ambasciatrice della lettura tra i giovani.

Favole del tramonto

“Favole del tramonto” le ha chiamate l’autore, motivando nella nota introduttiva l’incantesimo amaro e ironico da cui provengono. Favole brevi, talora di fulminante brevità tipografica, eppur sempre lunghe concettualmente quanto il tempo che le collega a Esopo e Fedro per ricondurle in ciclico percorso – tappa obbligata, Svevo – al luogo del travaglio ove son nate, nella culla del terzo millennio.Un Camilleri “diverso”? Un Camilleri “segreto”? Non tanto, ci sembra; non tanto, almeno, quanto potrebbe a prima vista apparire. Perché anche queste sorprendenti favole non sono in fondo che indagini – impietose e commosse insieme – sulla condizione dell’uomo, medesimo oggetto delle inchieste di Montalbano. In perfetta simbiosi, questa volta, con le “immagini” geniali di Angelo Canevari che le suggestioni del testo illustrano “plasticamente” (l’avverbio qui congiunge metafora e materia) nella onirica dimensione dell’arte.

C’era una volta…: fiabe

Le fiabe, scritte in una prosa svelta, semplificata al massimo, ricche di ritornelli, cadenze e cantilene rimangono forse l’opera piu felice del Capuana. Esse non nascono da un interesse per il patrimonio folkloristico siciliano e non vengono raccolte come documenti della psicologia popolare, ma nascono dall’invenzione.

(source: Bol.com)

Il viaggio iniziatico

La mitologia di strabiliante raffinatezza del sapiente dogon nel Dio dell’acqua di Marcel Griaule e le memorie dello sciamano Alce Nero raccolte in uno dei grandi monumenti della storia spirituale dell’umanità. Il testo iniziatico più famoso di tutto il Novecento, Gli insegnamenti di don Juan di Carlos Castaneda, e le storie di Rasmussen raccolte tra le popolazioni artiche Inuit. E, ancora, lo splendido e sconcertante caos degli scritti di Antonin Artaud sugli indios Tarahumara e il rituale del peyote, e i simboli, i riti delle iniziazioni nelle società primitive o tradizionali nelle Haskell lectures di Mircea Eliade. Emanuele Trevi segue la doppia traccia geografica e iniziatico-metaforica di questi viaggi moderni che riecheggiano una dimensione antichissima e perduta, alla ricerca di quel passaggio dalla religione alla letteratura che è come il peccato originale e l’atto di fondazione della modernità.
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### Sinossi
La mitologia di strabiliante raffinatezza del sapiente dogon nel Dio dell’acqua di Marcel Griaule e le memorie dello sciamano Alce Nero raccolte in uno dei grandi monumenti della storia spirituale dell’umanità. Il testo iniziatico più famoso di tutto il Novecento, Gli insegnamenti di don Juan di Carlos Castaneda, e le storie di Rasmussen raccolte tra le popolazioni artiche Inuit. E, ancora, lo splendido e sconcertante caos degli scritti di Antonin Artaud sugli indios Tarahumara e il rituale del peyote, e i simboli, i riti delle iniziazioni nelle società primitive o tradizionali nelle Haskell lectures di Mircea Eliade. Emanuele Trevi segue la doppia traccia geografica e iniziatico-metaforica di questi viaggi moderni che riecheggiano una dimensione antichissima e perduta, alla ricerca di quel passaggio dalla religione alla letteratura che è come il peccato originale e l’atto di fondazione della modernità.

La figlia di Omero

Nel 1896 Samuel Butler, l’autore di Erewhon, avanzò l’ipotesi che l’Odissea fosse stata scritta in Sicilia, da una donna. L’affermazione non trovò molto credito negli ambienti accademici. Molti anni dopo, mentre lavorava al suo dizionario di miti greci, Robert Graves si trovò a riflettere sugli argomenti portati da Butler, e li trovò piuttosto convincenti. Ben presto decise di scrivere un romanzo, La figlia di Omero: la trasposizione narrativa di una congettura storica. Come egli stesso scrive, il libro « ricostruisce le circostanze che indussero Nausicaa » (questo il nome della protagonista del romanzo) « a scrivere l’Odissea», e mostra come la principessa, « figlia onoraria » di Omero, sia riuscita a far includere il suo poema nel canone delle opere omeriche. « È la storia », spiega ancora l’autore, « di una ragazza siciliana di forte carattere e di sentimenti religiosi, che riesce a difendere il trono del padre dagli usurpatori, a evitare un matrimonio sgradevole, e a salvare i due fratelli minori da una morte violenta. » E anche la storia di una giovane principessa che si accinge a narrare, distanziandole nel tempo, le avventure stesse che ha vissuto. E così, nella vicenda della principessa siciliana, raccontata con straordinaria grazia e lieve ironia da Graves, troveremo temi, episodi, personaggi del poema. A cominciare da Nausicaa stessa che, figlia di re Alfeide, nel romanzo,trasformerà se stessa in figlia di Alcinoo, nella sua narrazione in versi…

La rivelazione greca

L’incontro tra Simone Weil e alcuni testi della Grecia antica – innanzitutto l'”Iliade”, Platone, i Pitagorici e i tragici – ha segnato uno dei picchi del secolo scorso. Nulla di quanto la luce della sua mente ha raggiunto è rimasto immutato. In particolare i Vangeli, come se la via regale per capirli non passasse da Gerusalemme, ma da Atene. Il Verbo come mediatore, il soprannaturale e l’innaturale, la bellezza del mondo, il giusto punito, la sventura: sono alcuni dei temi che Simone Weil affronta in questi scritti, non più nella forma altamente condensata dei “Quaderni”, ma in una trattazione distesa, come chiarendo in primo luogo a se stessa le sue abbaglianti intuizioni.
(source: Bol.com)

Luce del Graal. Mito, esoterismo, storia, epica cavalleresca

Graal: termine evocativo e affascinante che esprime nello stesso tempo una leggenda e un mistero; un termine-chiave per le letture occidentali che non designa un oggetto ma un insieme di idee e di credenze, che rappresenta un simbolo venutosi a creare per un bisogno epocale di spiritualità. Oggetto di quest’opera multidisciplinare non è dunque la “coppa” in quanto tale, ma ciò che vi è contenuto, il mito da essa irradiato nei secoli. I contributi presenti nel libro spaziano a tutto campo, spostando il punto di osservazione da numerose angolazioni: l’analisi sulle origini del mito è stata condotta dall’etnografo Nelli; Guénon ha invece sviluppato il senso esoterico nel Graal, mentre Closs, studiosa di mitologia, ne dà una lettura tradizionale.
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Fiabe dell’Islam

Una raccolta di fiabe tratte dall’immenso patrimonio popolare musulmano, legate fra loro dall’elemento prodigioso, dall’irruzione sorprendente e magica del soprannaturale nella vita quotidiana: orchi, spiriti, uomini-leone, uccelli parlanti, cammelli ballerini. L’area dei racconti è vasta, dalla Palestina all’Iraq, dalla Siria all’Iran. Il volume fa parte di una collana dedicata a storie e leggende di ogni parte del mondo per riconsegnare alla ”fiaba” il suo significato più ampio: non solo letteratura infantile ma momento importante della cultura popolare.
(source: Bol.com)

Fiabe centimetropolitane

Surreale è tutto ciò che non potrebbe mai succedere. Ma se poi succedesse lo stesso? A questa domanda Elio ha sempre cercato di rispondere, con le sue canzoni e ogni altro mezzo, costruendo castelli di ipotesi in aria che acquistavano realtà via via che sollevavano pinnacoli immaginari: oggi nessuno più dubita dell’esistenza di un vitello dai piedi di balsa. Trenta secoli di buon senso ci hanno fatto credere che una fiaba con animali, da Esopo in poi, sia solo un modo cifrato di parlare della realtà: la cosiddetta allegoria. Ma c’è ben altro nel dare la parola alle bestie. Una minaccia per l’ordine delle cose, e una speranza di riscatto per tutti gli universi paralleli. Se poi la fiaba finisce nel mirino alieno di uno scrittore (e scrittore Elio lo è sempre stato, almeno da quando lo è diventato) per il quale il surreale non ha niente di irreale, allora le storie si tendono al verosimile, le bestie non spacciano più pillole di velato buon senso, ma si limitano a vivere la loro vita quietamente assurda infischiandosene di noi lettori stupiti ed esilarati, e la lettura si trasforma in una specie di iniziazione. La zoologia del pianeta Elio non contiene solo giraffe, pettirossi e grillitalpa, ma opera innesti nei regni cosiddetti naturali, e genera alberi antropomorfi, nobiluomini di cristallo e di cotone, autoarticolati ambiziosi, ammaestratori di cozze, coccodrilli idrosolubili e via surrealizzando. Si ride molto, ma anche per difendersi, giacché sotto sotto serpeggia la stessa inquietudine che circola nei capolavori di Lewis Carroll: che il surreale sia soltanto il reale di qualcun altro. Davide Tortorella
(source: Bol.com)

La favola di Amore e Psiche

Un uomo fugge via e una donna, aggrappata alla sua gamba come una “miserevole appendice”, cerca di trattenerlo. È la scena più drammatica del mito di Amore e Psiche, antica storia siriana raccontata da Apuleio nelle sue Metamorfosi. Gli ingredienti della favola ci sono tutti: un re e una regina, una figlia bellissima, Psiche, la gelosia di Venere, l’invaghimento di suo figlio Amore, un incantesimo, la disobbedienza, la fuga e poi le peripezie necessarie all’agognato ricongiungimento. Ma chi è Psiche? Una donna fragile, umiliata, che continua ad amare un uomo incapace di crescere, che la abbandona solo perché si è permessa di disobbedirgli? O piuttosto, suggerisce Eva Cantarella, un esempio di resistenza femminile? Una donna nella quale il desiderio di conoscere la verità sul proprio uomo ha il sopravvento su ogni altro desiderio? L’autrice di una disobbedienza che, alla fine, anziché distruggere la relazione, finisce per trasformarla in una storia reale? Prefazione di Eva Cantarella.
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