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I tempi nuovi

Uno studente modello ucciso con un colpo alla tempia e un uomo svanito nel nulla. Iniziano le indagini e le strade dei rudi e onesti sovrintendenti di polizia Carella e Ghezzi sono ancora una volta destinate a intersecarsi con quelle dei segugi dilettanti Carlo Monterossi e l’amico Oscar Falcone. È ancora Milano, questa volta quella fuori dalla prima cintura, la protagonista del romanzo di Robecchi, una metropoli avvelenata dai tempi nuovi a cui tutti si adeguano.

Il Resuscitatore

*Quale legge può permettere a un uomo di sostituirsi a Dio?* La notte del 4 novembre 1803, mentre contempla le acque del Mare del Nord infrangersi contro i legni del Victoire, il veliero battente bandiera francese su cui si è imbarcato per approdare a Londra, il fisico Giovanni Aldini ignora la portata degli eventi in cui verrà coinvolto nella capitale del regno inglese, ma sa perfettamente cosa va cercando: un cadavere fresco e non mutilato. Con un’adeguata stimolazione elettrica, opportunamente distribuita fra le membra, è possibile restituire la vita a chi l’ha perduta: è questa la convinzione su cui lo scienziato bolognese ha fondato i suoi recenti studi e le spettacolari, quanto chiacchierate, dimostrazioni eseguite in Italia e in Francia sui corpi di animali. Ma l’Inghilterra, che non conosce la ghigliottina, significa altro. Significa pene capitali inflitte tramite impiccagione, la possibilità di avere a disposizione corpi integri di reietti appena deceduti. Sbarcato in una Londra sordida, traboccante di miseria e disperazione, che la penna di Beccati ricostruisce con la vividezza che solo i maestri del genere sanno regalare, Aldini si getta a capofitto nel suo progetto visionario. Ma l’ambizione folle e la cieca fede nel progresso lo porteranno presto a fare i conti con le paure e i dilemmi morali che da sempre si annidano nel cuore dell’essere umano. «Lorenzo Beccati è tra i migliori autori del giallo storico italiani» – Fabrizio D’Esposito, *Il fatto quotidiano*

Umani

La razza umana fa schifo. E Dio ha deciso che quel che è troppo è troppo. Cominciano dunque i preparativi per un nuovo Diluvio Universale: ma se con Noè il Creatore aveva peccato di indulgenza, ora l’imperativo è categorico. Niente arche, niente superstiti pronti a inquinare per l’ennesima volta la Terra: stavolta l’Onnipotente fa sul serio.
Per realizzare questo proposito si serve di uno dei Suoi angeli più fidati, Ananayel. A lui conferisce l’incarico di contattare un gruppetto di esseri umani raccolti da ogni parte del mondo: un umorista russo proveniente da Chernobyl, un ex eroe di Piazza Tienanmen, una diva brasiliana i cui giorni di gloria sono ormai trascorsi, un truffatore americano e una prostituta keniota. I cinque dovranno offrire la loro disponibilità a innescare il meccanismo che condurrà, passo dopo passo e complicazione dopo complicazione, alla fine del mondo.
Mettete insieme questo campionario di umanità e una centrale in cui si sta studiando un nuovo tipo di materia estremamente instabile, e la miscela risultante è già esplosiva quanto basta. Aggiungete poi un diavolo fermamente deciso a contrastare il piano divino e a salvare il mondo, e davvero l’esito diventa imprevedibile.
A metà tra fantasy e thriller, il nuovo romanzo di Donald E. Westlake è una satira multicolore e spietata – ma soprattutto di una comicità irresistibile – che lo conferma fra gli scrittori più raffinati e appassionanti della letteratura contemporanea.

New York 1941. Forse

“ *New York 1941. Forse* non è un libro. È un viaggio attraverso lo specchio che inganna il lettore, conducendolo lungo una spirale fatta di suspense e continui colpi di scena, fino a una verità sconcertante. 
In apparenza, Frank Logan è un giornalista di denuncia che sta conducendo la sua indagine più complessa e pericolosa, all’indirizzo dell’uomo più potente di New York, sindaco e probabile futuro presidente degli Stati Uniti. Lo fa con l’aiuto della sua compagna Dorothy e del detective Jim Ross, il suo migliore amico. Un romanzo *noir* , sapientemente *hard boiled* , parrebbe al lettore. Ma qualcosa non va, qualcosa di oscuro, inquietante, terribile. Tutto parte dagli interrogativi. Perché il passato dei protagonisti sembra essere legato da un comune tratto di avvenimenti tragici? Come mai i ricordi di ognuno dei personaggi mostrano delle inspiegabili lacune? Dove sono finiti i momenti più rilevanti del passato di Frank, Dorothy, Jim, come a dire che in questo romanzo *nulla è mai come sembra*?
Il lettore si troverà a seguire la vicenda improvvisamente in più direzioni, fino al momento in cui non sarà più in grado di orientarsi, né di staccare lo sguardo dalla storia, fino all’ultima, attesissima pagina.
*Come si chiamava tua madre, Frank?* ”

Il cuoco dell’Alcyon

“Tutto è indecidibile, sogno e realtà, vero e falso, maschera e volto, farsa e tragedia, allucinazione e organizzata teatralità di mosse e contromosse beffarde, in questo thriller che impone al lettore, tallonato dal dubbio e portato per mano dentro la luce fosca e i gomiti angustiosi dell’orrore, una lettura lenta del ritmo accanito dell’azione. Tutti si acconciano a recitare, nel romanzo: che si apre drammaticamente con i licenziamenti degli impiegati e degli operai di una fabbrica di scafi gestita da un padroncino vizioso e senza ritegno, detto Giogiò; e con il suicidio, nello squallore di un capannone, di un padre di famiglia disperato. Da qui partono e si inanellano le trame macchinose e la madornalità di una vicenda che comprende, per «stazioni», lo smantellamento del commissariato di Vigàta, la solitudine scontrosa e iraconda del sopraffatto Montalbano, lo sgomento di Augello e di Fazio (e persino dello sgangherato Catarella), l’inspiegabile complotto del Federal Bureau of Investigation, l’apparizione nebbiosa di «’na granni navi a vela», Alcyon, una goletta, un vascello fantasma, che non si sa cosa nasconda nel suo ventre di cetaceo (una bisca? Un postribolo animato da escort procaci? Un segreto più inquietante?) e che evoca tutta una letteratura e una cinematografia di bucanieri dietro ai quali incalza la mente gelida di un corsaro, ovvero di un più aggiornato capufficio dell’inferno e gestore del delitto e del disgusto. «L’Alcyon (…) aviva la bella bitudini di ristari dintra a un porto il minimo ‘ndispensabili e po’ scompariri». Il romanzo ha, nella suggestione di un sogno, una sinistra eclisse di luna che incombe (detto alla Bernanos) su «grandi cimiteri». La tortuosità della narrazione è febbrile. Prende il lettore alla gola. Lo disorienta con le angolazioni laterali; e, soprattutto, con il tragicomico dei mascheramenti e degli equivoci tra furibondi mimi truccati da un mago della manipolazione facciale. Sorprendente è il duo Montalbano-Fazio. Il commissario e l’ispettore capo recitano come due «comici» esperti. «Contami quello che capitò», dice a un certo punto Montalbano a Fazio. E in quel «contami» si sente risuonare un antico ed epico «cantami»: «Cantami, o Diva, del pelide Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei (…)». Il cuoco dell’Alcyon è «una Iliade di guai».” (Salvatore Silvano Nigro)

Bugie sepolte

« *Kristina Ohlsson è l’astro nascente del crime scandinavo* »
**Sunday Times** « *Tra i migliori autori svedesi* »
**Los Angeles Times Magazine** « *Kristina Ohlsson affiancherà Jo Nesbø nella lista degli autori imperdibili* »
**Booklist** « *Uno dei migliori crime dell’anno* »
**Dagens Nyheter** « *Un thriller che arriva nei più oscuri meandri della società* »
**The Telegraph** A **Martin Benner** non manca nulla. È un **avvocato in carriera** , le donne fanno la fila per lui, la sua vita è una scalata verso il successo. Ma più in cima si sale, più vertiginosa è la caduta e Benner fa il primo passo nel precipizio quando Bobby T varca la soglia del suo ufficio. Quell’uomo dall’aspetto inquietante vuole ingaggiare Martin per scagionare sua sorella Sara: un’assassina che ha confessato cinque efferati omicidi.
**Ma come si fa a riabilitare un serial killer?** Soprattutto quando l’assassina in questione, Sara, si è uccisa buttandosi da un ponte? Benner ha un debole per le sfide e accetta di lavorare sul caso, che da Stoccolma lo porta fino all’arido Texas. L’indagine condurrà Martin in un gioco malvagio dove nessuno sembra volere – o potere – dire la verità, un gioco da cui non può più ritirarsi perché la posta è la sua stessa vita.
**Kristina Ohlsson** scava nel mondo patinato e venefico dei soldi e del potere con un protagonista insolito, cinico e irriverente. ***Bugie sepolte* è il primo volume di un dittico thriller che ha conquistato il Nord Europa ed è in corso di traduzione in sedici Paesi.**

Una vergine di troppo

Ad aprire la nuova avventura investigativa di Marco Didio Falco, l’infallibile e scapestrato investigatore di Vespasiano, è una richiesta d’aiuto davvero insolita: Gaia Lelia, una bambina di soli sei anni, si rivolge a lui terrorizzata perché qualcuno avrebbe intenzione di ucciderla.
Gaia appartiene a un’illustre famiglia romana e lei stessa è candidata a entrare a far parte dell’ambito collegio delle vergini vestali.
Nessuno crede alla storia della bambina, a cominciare da Falco, che, reduce dalla sua ultima indagine in terra africana, è completamente assorbito da ben altri pensieri.
Per premiare i suoi servigi, l’imperatore lo ha infatti investito di una carica cerimoniale che lo eleva alla tanto agognata classe media.
Peccato che la carica in questione sia quella di Procuratore del Sacro Pollame, responsabile delle oche sacre del Campidoglio. Falco sta ancora riflettendo sul presunto carattere onorifico delle sue nuove mansioni bucoliche, quando gli eventi precipitano: Gaia Lelia scompare misteriosamente e il suo caso è forse collegato a un enigmatico omicidio con occultamento di cadavere che ha luogo nel bosco sacro dei fratelli arvali. In preda ai sensi di colpa, l’investigatore è presto chiamato a gettare luce sulla vicenda, che questa volta gli svela i retroscena degli impenetrabili ambienti sacerdotali.
Ma ritrovare Gaia si rivelerà una delicata lotta contro il tempo e una pericolosa partita con l’ignoto, che condurrà Falco a mettere a repentaglio la sua stessa vita.

Calda Follia (eLit)

**DEPARTMENT 6 – Vol. 1**
Una notte di passione, un ti amo caduto nel vuoto… Tra Rachel Jessop e Nate Ferrentino, agenti dell’organizzazione di sicurezza Department 6, c’è un muro di disagio eretto dopo un episodio del passato. Questa barriera invisibile dev’essere abbattuta per forza quando ai due viene affidata una missione delicata: fingersi sposati per infiltrarsi in una setta di fanatici e assicurare alla giustizia Ethan Wycliff, che si fa chiamare il Santo, ma si comporta come un demonio. Nel torrido deserto dell’Arizona, fra oscuri segreti, riti scabrosi, misteriose scomparse, divampa nuovamente la passione fra Rachel e Nate. Ma quando il Santo mette gli occhi su Rachel, la situazione si complica… Bisogna fermare Ethan prima che altre persone muoiano, e la prossima vittima potrebbe essere proprio lei, Rachel.

Zefira

Chi sono i buoni? Chi sono i cattivi? A leggere i dossier, custoditi in un archivio segreto del commissariato di Zefira, c’è da restare impietriti. I ruoli si ribaltano e prende forma quella zona d’ombra che sta intorno e sopra la ’ndrangheta. Il vero sistema di potere, che tiene in pugno la Calabria, emerge in tutta la sua dimensione; escono dal buio i volti dei presunti eroi, strateghi di luttuose trame. Ogni morte e ogni crimine nascondono una verità diversa da quella che appare, poiché a quelle latitudini nulla è come sembra. A percorrere i viali di Zefira, colmi di sole e di oleandri, si avverte il peso di un destino nero forgiato da una stirpe antica che incombe sulla città. Ma dopo l’ultimo agguato si apprende con sorpresa, fuori dal cimitero, che a Zefira, la vita ha sempre il sopravvento. Un sindaco assassinato, un vecchio soldato nazista vissuto in Aspromonte e un latitante mafioso porteranno il commissario Luca Rustici a un passo dalla verità. O forse soltanto davanti a una scelta.

L’uso sapiente delle buone maniere

« *Con Il Club dei filosofi dilettanti McCall Smith compie un salto di qualità narrativa, avvicinandosi allo spessore di Agatha Christie.* »
**Il Sole 24 Ore**
« *Uno scrittore meraviglioso, da leggere assolutamente.* »
**The Guardian**
« *Un indiscusso maestro del romanzo.* »
**Publishers Weekly**
Isabel Dalhousie, riflessiva ma tutt’altro che prudente direttrice della «Rivista di etica applicata», non rinuncia a intervenire nella vita degli altri anche ora che è diventata madre del piccolo Charlie. Da esponente di una fetta della società edimburghese benestante, le sue avventure hanno come teatro per lo più magioni secolari di ricchi possidenti o, come stavolta, gallerie d’arte, frequentate da collezionisti e pittori. Capita infatti che, durante un’asta per l’acquisto di un dipinto, Isabel fiuti odor di bruciato. Prima un collezionista le strappa l’oggetto del desiderio a suon di quattrini, poi decide di cederglielo senza colpo ferire. Strano quel quadro non rifinito, ancor più strano il soggetto: raffigura il punto in cui pare che un gorgo spaventoso abbia ingoiato il suo autore. O forse si è trattato di suicidio? E poi quel suo giovane fidanzato, bello come un adone, amabilmente gentile, nonché padre amorevole di Charlie, sarà ancora nel cuore della bella nipote di Isabel, la gastronoma Cat, o quest’ultima avrà perdonato l’evoluta zia?

Tabù

Sebastian von Eschburg è solo un ragazzino quando nella sua famiglia si consuma, davanti ai suoi occhi, un’indicibile tragedia. Cresciuto sopportando il peso di un dolore terribile, da adulto Sebastian si dedica con inaspettato e rapido successo alla fotografia. La sua fama giunge all’apice grazie a mostre e installazioni che rappresentano soprattutto il nudo femminile, il sesso, la solitudine dell’essere umano. Ma i fantasmi che da sempre lo inseguono si fanno ogni giorno più aggressivi, trascinandolo verso un destino che sembra inesorabilmente drammatico. Quando viene accusato dell’omicidio di una giovane donna, Sebastian sceglie come difensore l’avvocato Konrad Biegler. L’anziano penalista intraprende un viaggio nel dolore profondo che il suo assistito nasconde dentro di sé, affrontando insieme al giovane artista le questioni cruciali che hanno sempre accompagnato la sua vita personale e professionale: il significato della colpa, i limiti della giustizia, l’abisso di contraddizioni nascoste dietro ogni cosiddetta verità.

Il Ponte dei Sospiri

È il 1948 e in un Paese dell’Europa dell’est, passato da poco sotto il controllo sovietico, Emil Brod, ventidue anni di cui un paio trascorsi in guerra sul fronte finlandese, decide di entrare nella polizia criminale per sbarcare il lunario. In breve tempo si trova a dover affrontare un caso davvero complicato: un celebre cantante legato alle alte sfere del regime è stato ucciso e Brod si rende conto presto che dietro l’omicidio ci sono oscure e inconfessabili ragioni politiche. Il libro fa parte di una serie di volumi ambientati nel mondo comunista con Emil Brod come protagonista. L’autore Olen Steinhauer ha trentaquattro anni ed è nato in Virginia.

L’indagine interrotta

Milano, una fresca domenica mattina di marzo. Passeggiando all’alba con il cane nel parco Ravizza, nella zona Sud della città, l’ingegner Benni scopre il cadavere di un uomo. È Walter Merisi, di professione giornalista. Uno scippo finito male, così sembra. Ma il vice commissario Ambrosio non si ferma alla prima impressione. Scopre che la sera prima di morire il reporter si trovava in un albergo in compagnia della moglie di un suo ex direttore, di un colonnello già membro del servizio di intelligence militare e di due diplomatici sovietici. Inoltre, scavando nel passato della vittima, trova diverse altre cose di cui insospettirsi. Soprattutto quando molti, compreso il suo superiore, continuano a pensare che stia esagerando negli scrupoli e che si tratti soltanto di un banale e tragico caso di rapina.

Fondazione Paradiso

Al porto di Stoccolma, tra le macerie rimaste sulle banchine dopo che un violento uragano si è abbattuto sulla Svezia, vengono ritrovati i corpi di due uomini assassinati con un colpo di pistola alla testa. Sembra trattarsi di una vera e propria esecuzione, e Annika Bengtzon fiuta lo scoop che potrebbe finalmente dare slancio alla sua carriera; è da tempo che alla redazione della Stampa della sera è relegata a correggere bozze durante il turno di notte, e il posto le va stretto. Le indagini parlano di contrabbando, in particolare sigarette, un traffico che punta all’Europa dell’Est e incrocia la strada di Aida Begovic, una giovane disperata e in fuga. Alla sua richiesta di aiuto, Annika le consiglia di rivolgersi alla Fondazione Paradiso, un’istituzione – su cui medita di scrivere un articolo – che promette di cancellare il passato delle persone minacciate offrendo loro una nuova identità. Quello che ci vuole per una donna che ha visto troppo ed è braccata da una brutale organizzazione criminale. Mentre una nuova serie di omicidi scuote un’inchiesta che si fa sempre più intricata, Annika, divisa tra l’amore per la sua professione e una vita privata che è ordinata e tranquilla solo nei suoi desideri, segue il suo istinto di giovane reporter e si avvicina alla verità, rendendosi conto che né Aida né la misteriosa Fondazione Paradiso sono davvero ciò che sembrano.

La figlia del boia e il re dei mendicanti

Un giorno del 1662 Jacob Kuisl, boia di Schongau, svuota la farmacia di casa, mette nella sacca oppio, arnica e iperico, e sale sulla prima zattera diretta a Ratisbona. La navigazione sul Danubio si rivela un autentico tormento per Kuisl, abituato ad avere la terraferma sotto i piedi. Il fiume, ingrossato dai temporali, inonda i banchi di ghiaia lungo le rive. Rami e alberi sradicati vorticano nella schiuma bianca, e gorghi e strettoie, tra gole cinte da rocce imponenti, ricordano che i tronchi della zattera possono essere stritolati in un niente. Il boia di Schongau, però, non demorde. Raggiungere Ratisbona è una questione di vita e di morte. Sua sorella minore Lisbeth, che da anni vive nella lontana città imperiale dopo avere sposato un balneatore – Andreas Hofmann, proprietario, appunto, di un bagno pubblico –, è gravemente malata. Stando al marito la protuberanza sull’addome, i dolori atroci e la secrezione nera di cui soffre non concedono di stabilire con certezza quanto tempo le resta. Dopo mille traversie Kuisl giunge a Ratisbona e, con la netta sensazione di essere osservato, si avventura per le strade della città imperiale fino ad arrivare nella dimora del balneatore, dove ha sede anche il suo bagno pubblico. Ciò in cui si imbatte è agghiacciante anche per il cuore duro di un boia. Nell’ultimo cubicolo del bagno, Elisabeth Hofmann e consorte giacciono in una tinozza. Hanno entrambi la testa reclinata all’indietro e gli occhi sgranati; il braccio destro di Lisbeth penzola oltre il bordo della tinozza e qualcosa di denso gocciola come cera sul pavimento dal suo dito indice. Sembrano immersi nel loro stesso sangue, Lisbeth con un taglio alla gola che gli sorride come una seconda bocca, Andreas Hofmann con una ferita al collo così profonda chela testa è quasi staccata dal busto. Kuisl non ha nemmeno il tempo di piangere, che si ritrova circondato da un drappello di cinque guardie comandate da un uomo che gli sguaina la spada contro, si arriccia i baffi e, indicando i due cadaveri, gli dice: «A quanto pare sei proprio nei guai, bavarese». Alla figlia del boia, Magdalena, e a Simon Fronwieser, il suo impavido compagno, spetterà naturalmente il compito di tirare Kuisl fuori dai guai, con l’aiuto di Nathan il Saggio, il re dei mendicanti di Ratisbona, il signore del regno della notte dai denti d’oro. Terzo capitolo di una delle saghe moderne più amate e lette nel mondo, La figlia del boia e il re dei mendicanti è un thriller «ricco di dettagli sul tessuto sociale e sulla struttura del potere politico nella Baviera del XVII secolo» (Publishers Weekly) che parla d’amore, tradimento e vendetta. E che consegna ai lettori un’altra, esaltante avventura dell’impavido boia Jakob Kuisl. «Della Figlia del boia ho amato ogni pagina e ogni colpo di scena. Un romanzo storico di magnifica inventiva e con un protagonista sorprendente: un boia fornito di anima che lotta contro i pregiudizi e i tornaconti politici». Scott Turow «Un romanzo storico magnifico che conduce il lettore in un’altra dimensione, tra superstizioni e follie collettive». Vogue

Estate Assassina

Agosto 2003. Mentre i romani cercano una via di fuga dalla calura della Capitale, l’ispettore Mariella De Luca resta a Roma con la sua nuova fiamma, un giovane archeologo. Molto presto, però, l’idillio viene interrotto e Mariella si trova al centro di un’indagine a dir poco sorprendente: le teste di alcuni sessantenni vengono ritrovate in diversi luoghi della città. Tra loro anche quella di un famoso cineasta, che è stata abbandonata nelle catacombe che si celano nel sottosuolo di Roma. Il nuovo compagno di Mirella, Paolo, coglie un legame tra i delitti e il mito di Giuditta che, per vendicarsi del suo nemico, gli taglia la testa. Ed ecco insinuarsi il dubbio: che il colpevole possa essere una donna? E quando il commissario D’Innocenzo si ammala, Mariella prende in mano le redini del caso e cerca di trovare un legame tra le vittime. Il suo istinto le dice di scavare nel passato del cineasta e della sua giovane amante, ma anche su una singolare rappresentazione in cui erano state coinvolte le vittime negli anni Settanta.