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Vite difficili

In America, negli anni Quaranta, nelle edicole e nei drugstore, negli autogrill e nelle stazioni appaiono i paperback, libri non rilegati, stampati su una carta scadente. Il successo è immediato: le alte tirature e la possibilità di un guadagno finiscono per attirare nel mondo del paperback gli scrittori respinti dalle redazioni. Tra questi ci sono Jim Thompson, David Goodis, Chester Himes. Tre scrittori in preda al Grande Incubo Americano, ovvero l’Insuccesso. Tre vite difficili, tre uomini divorati da quella tristezza irredimiabile che viene dal vedere il proprio lavoro rifiutato, e che all’improvviso trovano uno sbocco al loro scrivere. Tre scrittori che hanno dato corpo alla letteratura naturalista americana. **

Una Tempesta Di Piombo: La Biografia Di John Woo

Il volume del critico cinematografico Christopher Heard è la prima biografia del grande maestro di Hong Kong a essere pubblicata in Italia. Lo spirito del libro è quello di svolgere un’analisi dei temi e dello stile dell’autore e, al contempo, di offrire un ritratto il più possibile avvincente dell’uomo John Woo. Il viaggio nel mondo del cineasta prende le mosse dalla giovinezza trascorsa nei bassifondi sordidi e violenti della città e, attraverso i primi lavori realizzati negli anni settanta come assistente alla regia (uno di questi, Four Assassins/Marco Polo, del 1972, era un action movie che raccontava l’impresa dell’esploratore veneziano dal punto di vista dei cinesi), arriva al lungometraggio che nel 1973 lanciò Woo come regista : Kung-fu Movies, The Young Dragons.
Il percorso biografico prosegue poi, lungo gli anni ottanta, con una serie di opere (tra cui i famosissimi A Better Tomorrow I e II e The Killer, da molti considerato il suo capolavoro) che rivelano definitivamente tutto il suo talento visivo, in quello che è ormai diventato (per lui che è stato anche regista di commedie) il suo genere di riferimento: il gangster movie caratterizzato da lunghe sequenze d’azione e da un’attenzione particolare dedicata alla dimensione morale ed emozionale dei personaggi. Amato e citato da giovani registi come Quentin Tarantino, negli anni novanta Woo sbarca a Hollywood, dove nel 1993 gira Hard Target con Jean-Claude Van Damme, realizzando nel contempo a Hong Kong ancora opere importanti come Bullet in the Head e Hard Boiled. Di lì in poi dirigerà una serie di film che incideranno profondamente, soprattutto a livello stilistico, sul cinema americano degli ultimi dieci anni: Broken Arrow, Face/Off, Mission Impossible 2, Windtalkers (in quest’ultimo si misura con il genere per lui inedito del war movie).
Proprio in relazione al filo rosso che lega questo imprescindibile autore del cinema orientale contemporaneo al cinema americano, nella prefazione del suo volume Heard sottolinea la presenza di un’unica fonte ispirativa che da Tarantino risale appunto a John Woo e, prima ancora, ai film di Sam Peckinpah (amato assai dal regista di Hong Kong), e prima ancora all’estetica di certi film di Akira Kurosawa. Un matrimonio obbligato, dunque, quello di Woo con il cinema made in Usa, che si arricchisce tuttavia anche di specifiche influenze europee, vista la grande passione dell’autore per i gangster di ispirazione nouvelle vague di Jean-Pierre Melville.
Ed è proprio questa avvincente ricognizione attraverso le influenze ricevute e restituite da John Woo l’ingrediente più stimolante dell’opera di Heard, che ricostruisce la complicata mappa di segni dell’immaginario dell’artista, avvalendosi di una ricca serie di testimonianze, tra cui spicca quella di uno dei più stretti collaboratori, l’attore e suo alter-ego cinematografico Cho Yun-fat, cui viene dedicato un capitolo specifico e un’intervista originale.

Un ballo ancora

Le quattro giovani donne protagoniste di questo romanzo sono cresciute in un anonimo sobborgo parigino negli anni Settanta e hanno condiviso l’infanzia e l’adolescenza, poi ognuna ha seguito la propria strada. Ma non si sono mai perse di vista e si ritrovano spesso: per confidarsi, ricordare il passato e ridere insieme. Quattro donne di oggi, alle prese con la solitudine, il sesso, la fedeltà e il tradimento, i figli, il lavoro. E soprattutto l’amore. Cinica e dura in apparenza, ma in realtà fragile e insicura, Clara è legata a un giornalista, che non ama e vuole lasciare. Non riesce a dimenticare Rapha, il compagno della sua gioventù, diventato un artista geniale, con il quale ha vissuto un amore tempestoso e passionale. Figlia di panettieri, Joséphine si è rifugiata fra le braccia di Ambroise, uno stimato chirurgo, conquistando un’elevata posizione sociale. Ma un’insoddisfacente vita amorosa la spinge, nonostante i tre figli, ad abbuffate di sesso con sconosciuti. Lucille, la più raffinata e affascinante del gruppo, frequenta il jetset con il marito ricchissimo ma vanesio, che preferisce le battute di caccia in Scozia a lei, spingendola così a tradirlo. Madre di due figli, casalinga e saggia, Agnès sembra la più tranquilla: in realtà è tormentata da inquietudini che hanno profonde radici nel passato. Una sconvolgente rivelazione fa esplodere il dramma. E l’amicizia che da anni regna fra queste quattro donne rischia di spezzarsi per sempre.

Ti dedico una canzone

Owen non ama la musica, Owen vive per la musica. Lavora con la musica, cammina con la musica, parla attraverso la musica. E dopo la musica, nella “religione” di Owen, c’è la verità: lui crede che negarla o semplicemente nasconderla non serva a nulla. Annabel invece è una di quelle ragazze che apparentemente hanno tutto: bellezza, bravura, popolarità, amicizia. Ma a lei sembra di non avere più niente da quando la sua migliore amica la evita. E il perché è una verità scomoda che non ha il coraggio di tirare fuori. Una verità sepolta come i desideri che non riesce a esprimere, le decisioni che non riesce a prendere. Fino a quando in questo mondo ovattato e triste, pieno di bugie di cristallo, arriva Owen, per insegnarle a non giudicare, ma solo ad ascoltare: ad ascoltare la musica, ad ascoltare se stessa, a far esplodere il suo cuore. Età di lettura: da 14 anni.

Thoreau

**Criticare l’utilità mercantile, disobbedire all’autorità: i due grandi insegnamenti di Thoreau.**
È ancora possibile distinguersi dai più e plasmare la propria vita secondo le proprie convinzioni? Si possono ignorare vie precostituite, norme sociali e religiose, giudizio degli altri, per costruire la propria esistenza in accordo con le proprie e più intime esigenze? Con i propri ideali?
La risposta di **Michel Onfray** è in questo breve e felice libro, in cui ci presenta – e ci indica come modello – la vita e le opere di **Henry David Thoreau** , ecologista *ante litteram* , apostolo della disobbedienza civile che avrà per continuatori Tolstoj, Gandhi, Martin Luther King, e soprattutto autore del celeberrimo *Walden. La vita nei boschi*.
La vita dello scrittore americano, percorsa istintivamente e intimamente dal desiderio di ritrovare una «relazione originale con l’universo», di eliminare tutto il superfluo dall’esistenza – all’insegna di un individualismo del tutto opposto all’egoismo cui viene comunemente equiparato – diviene così ispirazione esistenziale ma anche politica; in Thoreau il pensiero diventò azione e creò le condizioni di una vita autenticamente filosofica.
Se i grandi uomini e le personalità eccezionali sembrano essere davvero passati di moda in un’epoca di solitarie folle livorose, Onfray ci ricorda che è proprio la loro perenne inattualità a costituirne la forza, e soprattutto il valore di esempio duraturo.

Teresa Degli Oracoli

Teresa custodisce da sempre un segreto di cui è ormai l’unica depositaria. È vecchia, ostinata, e quando intuisce che la sua mente e la sua memoria si sono fatte labili, decide di non mettere a repentaglio ciò che ha tenuto nascosto per una vita intera. Così una sera si sdraia nel letto e non si alza più: per dieci anni, “zitta e immobile, fissava quello che gli altri chiamavano vuoto e che lei aveva imparato a interpretare”.
La sua famiglia però, ostinata, porta il letto al centro del salotto e dell’esuberante vita della casa, che è tutta al femminile: oltre a Teresa, ci sono le figlie, Irene e Flora, la cugina Rusì, la badante peruviana Pilar e Nina, la nipote. È lei a raccontare la loro storia, che inizia nel momento in cui la nonna si sta spegnendo e le cinque donne le si stringono intorno per vegliarla. Prima di andarsene, Teresa regala loro quattro oracoli – uno portato dal vento (come quello che indicò a Ulisse la via del ritorno), uno scritto sulla sua pelle (come la tradizione tramanda sia avvenuto a Epimenide), uno fatto di nebbia e di poesia (come al cospetto della Pizia di Delfi), uno che diventa fulmine (secondo la tradizione della Sibilla Eritrea)… Sono oracoli che sciolgono il nodo che blocca le loro esistenze, liberandole dalle paure, dal senso di colpa, dal passato, dall’incapacità di affacciarsi sul proprio futuro. E, liberando le loro esistenze, Teresa libera finalmente se stessa.
Soltanto un’antropologa come Arianna Cecconi, che studia i sogni notturni e le pratiche rituali, poteva raccontare questa storia di cose invisibili e oracoli casalinghi, con la sua scrittura e il suo immaginario al contempo realistici e magici. **
### Sinossi
Teresa custodisce da sempre un segreto di cui è ormai l’unica depositaria. È vecchia, ostinata, e quando intuisce che la sua mente e la sua memoria si sono fatte labili, decide di non mettere a repentaglio ciò che ha tenuto nascosto per una vita intera. Così una sera si sdraia nel letto e non si alza più: per dieci anni, “zitta e immobile, fissava quello che gli altri chiamavano vuoto e che lei aveva imparato a interpretare”.
La sua famiglia però, ostinata, porta il letto al centro del salotto e dell’esuberante vita della casa, che è tutta al femminile: oltre a Teresa, ci sono le figlie, Irene e Flora, la cugina Rusì, la badante peruviana Pilar e Nina, la nipote. È lei a raccontare la loro storia, che inizia nel momento in cui la nonna si sta spegnendo e le cinque donne le si stringono intorno per vegliarla. Prima di andarsene, Teresa regala loro quattro oracoli – uno portato dal vento (come quello che indicò a Ulisse la via del ritorno), uno scritto sulla sua pelle (come la tradizione tramanda sia avvenuto a Epimenide), uno fatto di nebbia e di poesia (come al cospetto della Pizia di Delfi), uno che diventa fulmine (secondo la tradizione della Sibilla Eritrea)… Sono oracoli che sciolgono il nodo che blocca le loro esistenze, liberandole dalle paure, dal senso di colpa, dal passato, dall’incapacità di affacciarsi sul proprio futuro. E, liberando le loro esistenze, Teresa libera finalmente se stessa.
Soltanto un’antropologa come Arianna Cecconi, che studia i sogni notturni e le pratiche rituali, poteva raccontare questa storia di cose invisibili e oracoli casalinghi, con la sua scrittura e il suo immaginario al contempo realistici e magici.

Sei cappelli per pensare

Quante volte abbiamo partecipato a lunghe riunioni inconcludenti, o ci siamo chiesti come rendere più produttivo il nostro pensiero e quello delle persone con cui ci confrontiamo? Spesso a ostacolarci è la confusione: come un giocoliere che usa troppe palle, in noi si sovrappongono intuizioni, logica, aspettative ed emozioni che non sappiamo gestire. Il sistema inventato da Edward de Bono, padre del pensiero laterale che ha segnato una svolta nel campo della creatività, consente di organizzare il nostro modo di pensare in maniera più produttiva, affrontando un aspetto alla volta. Si tratta di interpretare ruoli fissi (i cappelli) che incarnano diversi punti di vista, anche quello più lontano dalla nostra indole; questo ci libera dagli schemi creati dalla posizione o dal carattere, permettendo agli ottimisti di esprimere pensieri negativi o ai razionali di provare a essere creativi. Un metodo pratico, semplice, che consente di ottimizzare tempo e risorse, e magari di divertirsi nel farlo.

Preferisco il rumore del mare

**I grandi classici della poesia di tutti i tempi con testo a fronte.** **A cura di Maria Grazia Calandrone.**
Fabbricare fabbricare fabbricare Preferisco il rumore del mare Che dice fabbricare fare e disfare Fare e disfare è tutto un lavorare Ecco quello che so fare **
### Sinossi
**I grandi classici della poesia di tutti i tempi con testo a fronte.** **A cura di Maria Grazia Calandrone.**
Fabbricare fabbricare fabbricare Preferisco il rumore del mare Che dice fabbricare fare e disfare Fare e disfare è tutto un lavorare Ecco quello che so fare

Poesie

“Io che nulla amo più dello scontento per le cose mutabili, così nulla odio più del profondo scontento per le cose che non possono cambiare.” Un Brecht più individuale e personale, che si misura con i grandi temi della natura, dell’amore, del tempo nel suo scorrere impietoso. **

Oriana Fallaci intervista sé stessa – L’Apocalisse

Autointervista di una donna che ha il coraggio di scrivere la verità sugli altri e su sé stessa. Temi: il cancro morale che divora l’Occidente e quello fisico che divora lei. L’antioccidentalismo, il filoislamismo, il parallelo tra l’Europa del 1938 e l’Eurabia d’oggi, il nuovo nazifascismo che avanza vestito da nazi-islamismo. In questa edizione, oltre ai numerosi inserti, ha aggiunto un post-scriptum: *L’Apocalisse*. Praticamente un nuovo libro (oltre 100 pagine) col quale, rifacendosi all’Apocalisse dell’evangelista Giovanni e sempre intervistando sé stessa, completa e conclude il suo lavoro.

O-Zone

La O-Zone è un’oasi contaminata, avvelenata da fughe di scorie nucleari in anni lontani. Abitata da strani esseri giudicati alieni e temuti dagli uomini, rappresenta una meta proibita per chi abita nelle città ridotte a vere e proprie prigioni. In questo luogo, disabitato da molti anni, Paul Theroux ambienta il capodanno di sette coppie non colpite da radiazioni e in cerca della pace che ormai a New York è un lontano ricordo. Lontani dalle torri-prigioni della metropoli i personaggi scoprono un mondo in cui la natura violentata e calpestata si vendica.

Montmartre & Montparnasse: La favolosa Parigi di inizio secolo

Franck racconta con piglio da romanziere le irripetibili vicende di personalità straordinarie come Apollinaire e i cubisti, Braque e Picasso, Utrillo e Valadon, Jarry e i primi surrealisti, Modigliani e Kandinskij, Gertrude Stein e Hemingway, Man Ray e Cocteau…, al tempo in cui Parigi era lo scenario di incontri e scontri che hanno segnato la cultura del XX secolo. Solo nella favolosa Parigi dei primi trent’anni del Novecento, infatti, è stato possibile incontrare una tale varietà di artisti di genio. Ad attrarli sulle due rive della Senna, nei mitici quartieri di Montmartre e Montparnasse, era la sete di vita e di libertà, erano il vino e le belle ragazze, le amicizie e il sogno della fama e della gloria, il sapore eccitante delle polemiche e delle rivalità.

Metodo Universitario

L’università dovrebbe essere il momento culminante della formazione, quello in cui ognuno può dedicarsi a studiare ciò che gli interessa veramente, e prepararsi per realizzare i propri sogni. Tutto bello e tutto vero, ma… c’è un ma: gli esami. Mesi rinchiusi a studiare sui libri, ore e ore trascorse evidenziando, rileggendo e ripetendo, per poi arrivare al giorno fatidico con la netta sensazione, nonostante gli sforzi, di avere ancora la testa vuota e il terrore di trovarsi davanti al professore senza riuscire a dire una parola. Come fare allora per uscire da questa prigione di evidenziatori e liberarsi dell’ansia e dalla paura? Con Metodo Universitario, un vero e proprio sistema di studio pensato appositamente per gli studenti universitari da Andrea Acconcia e Giuseppe Moriello, oggi formatori e creatori di metodouniversitario.it. Dividendo la preparazione degli esami in quattro fasi chiave – organizzazione, comprensione, memorizzazione, esposizione – e fornendo per ogni fase consigli e indicazioni pratiche per essere pronti su ogni aspetto, i due autori spiegano come, indipendentemente dalla facoltà frequentata, sia possibile organizzarsi per preparare i propri esami in tempi rapidi senza rinunciare a un ottimo livello di preparazione. Il primo metodo di studio nato dagli studenti universitari per gli studenti universitari, uno strumento sorprendentemente efficace per dare una svolta alla propria vita accademica e diventare studenti, e professionisti, di successo.

Mastodon

Sullo sfondo di un Impero Romano mai visto, creature arcane e uomini, dèi e demoni, lottano perché il loro destino si riveli.
“Mastodon” è un fantastico storico-mitologico ambientato in un’ucronia ai tempi del Basso Impero Romano.
Roma, anno 222 d.C.
Proprio quando l’Impero è sull’orlo del baratro, giunge un prodigio a segnare per sempre il destino di Roma: i Dodici Dèi dell’Olimpo tornano a camminare fra gli uomini e si rivelano attraverso l’imperatore Adriano Severo, il primo “rivelato”, cioè un mortale toccato dagli dèi in modo eclatante e comprovato.
Adriano Severo rifonda l’Impero e crea il Collegio della Rivelazione, che con gli anni diventerà l’organizzazione religiosa dominante, i cui membri, chiamati consacrati, possono invocare a comando il tocco degli dèi, acquisendo grandi poteri per la gloria di Roma.
100 anni dopo, Branwen di Caledonia, un consacrato di Apollo disprezzato dai propri confratelli, è coinvolto dal suo dio in una strana storia che fatica a comprendere, fatta di omicidi rituali, culti dionisiaci proibiti e intrighi di palazzo. Attraversando l’Impero da Bisanzio a Delfi, da Alessandria d’Egitto alla Siria, dovrà lottare contro uomini e creature immortali, affrontando anche il suo avversario più grande: se stesso e il suo passato.
Lo accompagnano alcuni soldati dei Vessilli della Rivelazione: Juba il Numida, ex-schiavo abbandonato dal suo dio; Lucio, un rampollo patrizio in disgrazia, con un segreto e molti vizi; Egle, madre tormentata e vessillaria, aiutata da un cavallo prodigioso; Domizio, un giovane di umili condizioni con un grande talento musicale.

Lezioni sulla storia della filosofia

Le lezioni di Hegel sulla storia della filosofia costituiscono il laboratorio concettuale e terminologico del suo sistema di pensiero e delineano lo svolgimento storico che ad esso ha condotto. Tuttavia Hegel non ha mai dato alle stampe i testi dei suoi corsi, di cui resta traccia solo grazie a manoscritti, quaderni, appunti e annotazioni, autografe o dovute agli uditori. La sola traduzione italiana delle lezioni sulla storia della filosofia fino a oggi disponibile riproduceva l’edizione del 1840-44, curata da Karl Ludwig Michelet dopo la morte di Hegel. In linea con la più recente ricerca, a quel testo si è qui preferita l’edizione del corso berlinese del 1825-1826 pubblicata in Germania tra il 1986 e il 1996, a cura di Pierre Garniron e Walter Jaeschke. Il volume è corredato di un apparato di note e di un’introduzione a firma del curatore Roberto Bordoli. In appendice è data la traduzione dei manoscritti hegeliani relativi alle introduzioni ai corsi del 1820 e del 1823. **

LEZIONI DI SESSO: esercizi di felicità

Il libro si rivolge unicamente ai viziosi; voi che siete puri e casti non apritelo nemmeno: sareste capaci non solo di turbarvi ma di prenderci, come tutti gli apologeti della castità, addirittura gusto. Queste lezioni d’amore sono un piccolo vademecum sui godimenti della vita, un indispensabile breviaro ad uso di chi ha deciso di convertirsi dal basso, nei sentieri profilattici delle voluttà. Chi avverte tali mistici pruriti apra e legga senza timore. Ognuno affronti il suo toro per le corna e che Pasifae lo accompagni nella discesa agli inferi; con buona pace dei moralisti di turno (che altri chiamano rompiballe).
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### Sinossi
Il libro si rivolge unicamente ai viziosi; voi che siete puri e casti non apritelo nemmeno: sareste capaci non solo di turbarvi ma di prenderci, come tutti gli apologeti della castità, addirittura gusto. Queste lezioni d’amore sono un piccolo vademecum sui godimenti della vita, un indispensabile breviaro ad uso di chi ha deciso di convertirsi dal basso, nei sentieri profilattici delle voluttà. Chi avverte tali mistici pruriti apra e legga senza timore. Ognuno affronti il suo toro per le corna e che Pasifae lo accompagni nella discesa agli inferi; con buona pace dei moralisti di turno (che altri chiamano rompiballe).