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Letteratura latina

Il ruolo della letteratura latina all’interno del più vasto mondo della cultura antica; le sue evoluzioni e i legami con le vicende politiche del tempo. Da Livio Andronico a Isidoro di Siviglia, Hubert Zehnacker e Jean-Claude Fredouille affrontano circa nove secoli di una letteratura che per la sua unità e la sua continuità, sia di lingua sia di riferimenti artistici, va ben al di là della storia politica e istituzionale di Roma e forma la matrice della nostra cultura occidentale. Questo classico degli studi letterari non si concentra sui soli autori chiave, ma affronta anche scrittori minori, testimoni di una permanenza culturale indispensabile per la nascita delle grandi opere, nel solco di una storia che si sviluppa sulla base della circolazione delle idee, delle mode estetiche e letterarie. Scandito secondo i grandi periodi della storia di Roma, il testo segue un ordine cronologico e affronta con attenzione le forme e i generi letterari così come il loro contesto, con una trattazione chiara e completa anche della letteratura latina cristiana, spesso trascurata nei manuali.

Teorie Di Genere

Ai tempi del #MeToo, di “Ni Una Menos”, dei femminicidi e dei nuovi femminismi, è necessario tornare a riflettere sul genere.Non sulla cosiddetta e inesistente teoria gender, lo spauracchio che è lecito chiamare reazionario, perché reagisce alla messa in questione degli stereotipi. Bensì è necessario riflettere sul modo in cui femminile e maschile sono culturalmente costruiti, nella lingua e dalla lingua, nei e dai diversi sistemi di significazione. Il femminismo, infatti, non è solo il movimento politico e sociale che ha già determinato importanti cambiamenti sia nella nostra vita che nella legislazione del nostro paese (mentre il costume e la politica nazionale sembrano piuttosto proporre regressioni).Il femminismo non si esaurisce nemmeno nella pur necessaria critica filosofica al cosiddetto patriarcato. Il femminismo è anche un pensiero teorico profondo e variegato sui processi attraverso cui il soggetto si costituisce in quanto sessuato.Si tratta di processi innanzitutto testuali, che interpellano perciò lo specifico sguardo della semiotica. Di tali processi questo volume offre una panoramica: riconosce ai testi (di letteratura, di cinema e tv, ma anche del web e dei social network) la rilevanza e l’attenzione di cui sono degni, per individuare e affinare gli strumenti teorici e analitici più utili per indagare le rappresentazioni di genere.Una nuova introduzione, alcuni capitoli aggiuntivi e un’accurata revisione e riscrittura integrano alla prima edizione di questo testo i necessari aggiornamenti teorici, tematici e bibliografici.

Leggere

La vita e l’opera di Lafcadio Hearn hanno affascinato generazioni di lettori. L’inclinazione per l’inconsueto e l’eccentrico, la curiosità, la capacità di calarsi in una cultura tanto lontana dalla sua – quella giapponese – e riemergerne come vi fosse appartenuto da sempre lo hanno reso una figura unica di intellettuale, dagli interessi troppo vasti per poter essere incasellato in una qualsivoglia corrente artistica. In questa raccolta sono proposte per la prima volta in traduzione italiana le sue lezioni sulla letteratura e sulla scrittura: più che una serie di dettami teorici, un prontuario pratico per ogni lettore e scrittore, annotazioni preziose scaturite dalla sua lunga esperienza di uomo di lettere.

La Mosca Nella Bottiglia + Lo Stile Dell’anatra

Il fil rouge che lega *La mosca nella bottiglia* (1996) e *Lo stile dell’anatra* (2001) – raccolte di annotazioni, elzeviri, brevi apologhi – è la riflessione sul “senso comune”, ovvero l’anticoncettualismo, la naturalezza, cioè quell’utopia personale che Raffaele La Capria ha inseguito per tutta la vita. Sono libri rapidi, vitali, percorsi da una scrittura veloce ed estremamente “naturale”. Ideale prosecuzione l’uno dell’altro, dimostrano come per La Capria saggistica letteraria e saggistica civile siano le due facce di uno stesso modo di scrivere, ispirato a un grande rigore estetico e morale. E, tra momenti di assoluta ragionevolezza e altri di paradossale ironia, raccontano idee e ideali nel segno di una grande libertà intellettuale.

Estetica

L’esperienza estetica è sempre esperienza di una scelta e implica una valutazione che ci mette in gioco.Partendo da questo presupposto è possibile riallacciare i rapporti, da troppo tempo recisi, tra estetica e critica letteraria e artistica.

Il Mio Cuore Sedizioso

**IL LIBRO CHE RACCOGLIE VENT’ANNI DI LOTTE, DI IMPEGNO, DI SCRITTURA DELL’AUTRICE DI** * **IL DIO DELLE PICCOLE COSE** *
« *Arundhati Roy è fra gli intellettuali più determinati e originali del nostro tempo.* »
**Naomi Klein**
« *La polemica di Arundhati Roy è importante e necessaria… dobbiamo esserle grati per il suo coraggio e il suo talento* »
**Salma Rushdie**
« *Arundhati Roy è una scrittrice che non conosce la paura. E in questo libro – in cui si fa appello alla giustizia, alla testimonianza, a un’umanità autentica – si esprime al meglio.* »
**Junot Diaz**
« *Arundhati Roy si domanda se le nostre democrazie, ormai avvizzite, siano ‘l’ultimo stadio della razza umana’ e spiega perché questo rischio sia da prendere molto sul serio* »
**Noam Chomsky**
*Il mio cuore sedizioso* raccoglie vent’anni dell’opera di **Arundhati Roy** , un lungo periodo in cui la scrittrice ha scelto l’inchiesta, il saggio politico, la testimonianza personale, il resoconto narrativo, come mezzi per condurre le sue battaglie per la giustizia, i diritti e la libertà in un contesto che diventava sempre più ostile. Nell’insieme, il volume traccia una parabola che comincia dalla vittoria del **Booker Prize** con ***Il dio delle piccole cose*** per finire con l’ultimo romanzo, *Il ministero della suprema felicità* : un percorso di vita e di scrittura nel segno della compassione, della solidarietà e del coraggio.
Incisiva e diretta, la voce dell’autrice si è sempre levata in difesa della collettività, dei popoli e delle loro terre, a dispetto della logica distruttiva delle potenti corporazioni finanziarie, sociali, religiose, militari e politiche.
In costante dialogo con i temi e le ambientazioni dei suoi romanzi, dei quali hanno il fascino e la ricchezza espressiva, questi scritti documentano il viaggio di Arundhati Roy in India e nel mondo, a partire da *La fine delle illusioni* , che apre la raccolta, per arrivare a *Il mio cuore sedizioso* , che la conclude.
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### Sinossi
**IL LIBRO CHE RACCOGLIE VENT’ANNI DI LOTTE, DI IMPEGNO, DI SCRITTURA DELL’AUTRICE DI** * **IL DIO DELLE PICCOLE COSE** *
« *Arundhati Roy è fra gli intellettuali più determinati e originali del nostro tempo.* »
**Naomi Klein**
« *La polemica di Arundhati Roy è importante e necessaria… dobbiamo esserle grati per il suo coraggio e il suo talento* »
**Salma Rushdie**
« *Arundhati Roy è una scrittrice che non conosce la paura. E in questo libro – in cui si fa appello alla giustizia, alla testimonianza, a un’umanità autentica – si esprime al meglio.* »
**Junot Diaz**
« *Arundhati Roy si domanda se le nostre democrazie, ormai avvizzite, siano ‘l’ultimo stadio della razza umana’ e spiega perché questo rischio sia da prendere molto sul serio* »
**Noam Chomsky**
*Il mio cuore sedizioso* raccoglie vent’anni dell’opera di **Arundhati Roy** , un lungo periodo in cui la scrittrice ha scelto l’inchiesta, il saggio politico, la testimonianza personale, il resoconto narrativo, come mezzi per condurre le sue battaglie per la giustizia, i diritti e la libertà in un contesto che diventava sempre più ostile. Nell’insieme, il volume traccia una parabola che comincia dalla vittoria del **Booker Prize** con ***Il dio delle piccole cose*** per finire con l’ultimo romanzo, *Il ministero della suprema felicità* : un percorso di vita e di scrittura nel segno della compassione, della solidarietà e del coraggio.
Incisiva e diretta, la voce dell’autrice si è sempre levata in difesa della collettività, dei popoli e delle loro terre, a dispetto della logica distruttiva delle potenti corporazioni finanziarie, sociali, religiose, militari e politiche.
In costante dialogo con i temi e le ambientazioni dei suoi romanzi, dei quali hanno il fascino e la ricchezza espressiva, questi scritti documentano il viaggio di Arundhati Roy in India e nel mondo, a partire da *La fine delle illusioni* , che apre la raccolta, per arrivare a *Il mio cuore sedizioso* , che la conclude.

La Provincia Dell’uomo

Da quasi quarant’anni Elias Canetti tiene dei ‘quaderni di appunti’ che un giorno appariranno, si può supporre, come una delle opere più sorprendenti del nostro tempo. Ma già questa scelta, fatta da Canetti stesso, e che ora pubblichiamo, è un libro che lascia tracce indelebili su chiunque gli si avvicini. Qui abbiamo davanti a noi un pensiero e un’immaginazione incandescenti e ribollenti per l’intensità, e al tempo stesso soggetti a una disciplina che li obbliga a manifestarsi soltanto quando il loro materiale ha raggiunto la durezza e la lucentezza del diamante. Canetti, questo esemplare «nemico della morte», ha sempre posto esigenze assolute allo scrivere. Dal suo unico, e imponente romanzo, “Auto da fé”, alla sua opera centrale, “Massa e potere”, ogni libro di Canetti è una sfida gettata contro un avversario strapotente, che si insinua in ogni piega delle cose: la morte. E, intrecciata a essa, è l’immagine del potere, di cui Canetti ha saputo illuminare, come nessuno oggi, i terribili segreti. Così avviene anche nella “Provincia dell’uomo”: qui però vedremo Canetti non più costretto a fissarsi su un tema, ma abbandonato a tutte le onde della sua vita più segreta, che ci si manifesta con una lussureggiante abbondanza di idee, prospettive, miniature di romanzi, ritratti, aforismi, ipotesi, paradossi, giudizi, sempre con la massima asciuttezza e densità, toccando la letteratura e l’antropologia, i libri sacri e gli animali, le donne e l’antichità, la politica e la scienza, la psicologia e i viaggi, i sogni e la società – e dove, in ogni rigo, sentiamo l’avida attenzione e l’apertura di chi vuole pensare e vivere tutti gli infiniti mondi possibili, mentre sul fondo pulsa senza tregua il conflitto inesorabile con la morte. «La storia disprezza chi la ama» dice, ad esempio, un frammento di questo libro, e sentiamo subito che quelle poche parole penetrano in noi come una scheggia che non estrarremo mai più. Così ogni lettore troverà in queste pagine qualcosa che da sempre avrebbe voluto pensare o, altre volte, avrà l’impressione di cozzare contro un avversario, ma un avversario perfettamente definito e netto, a cui essere grati più che a un amico. E alla fine sarà costretto a riconoscere che in questo libro abita qualcosa di cui ormai molto di rado si sente il bisogno di pronunciare anche solo il nome: la grandezza.

Holden, Lolita, Zivago E Gli Altri. Piccola Enciclopedia Dei Personaggi Letterari (1946-1999)

Non esistono grandi storie senza grandi personaggi: in questo personalissimo vademecum Fabio Stassi, narratore a sua volta (per minimum fax ha pubblicato “È finito il nostro carnevale” e “La rivincita di Capablanca”), ha creato duecento ritratti di protagonisti e comprimari dei migliori romanzi italiani e stranieri del secondo Novecento: ciascuno si presenta al lettore in prima persona, rituffandolo nelle pagine che ha già conosciuto e amato o invitandolo a scoprirne di nuove.

Cara Napoli

Lorenzo Marone non è solo uno scrittore di romanzi di successo, è anche un acuto osservatore di tutti i piccoli e grandi fatti di cronaca della sua città, Napoli, e un collezionista di storie e di incontri, i “Granelli” della sua rubrica settimanale su “la Repubblica” di Napoli.
Dalla leggenda della sirena Partenope alle celebrazioni in onore di Totò, passando per l’arteteca e Higuaín, una guida molto sui generis a una città che, mai come adesso, è al centro dell’interesse del grande pubblico, sul piccolo e grande schermo e in libreria. Una lettura appassionante e un regalo prezioso, per napoletani e non. Perché Napoli è una filosofia di vita, una continua e stupenda contraddizione: forse comprenderla ci aiuterà a vivere meglio. **
### Sinossi
Lorenzo Marone non è solo uno scrittore di romanzi di successo, è anche un acuto osservatore di tutti i piccoli e grandi fatti di cronaca della sua città, Napoli, e un collezionista di storie e di incontri, i “Granelli” della sua rubrica settimanale su “la Repubblica” di Napoli.
Dalla leggenda della sirena Partenope alle celebrazioni in onore di Totò, passando per l’arteteca e Higuaín, una guida molto sui generis a una città che, mai come adesso, è al centro dell’interesse del grande pubblico, sul piccolo e grande schermo e in libreria. Una lettura appassionante e un regalo prezioso, per napoletani e non. Perché Napoli è una filosofia di vita, una continua e stupenda contraddizione: forse comprenderla ci aiuterà a vivere meglio.

Ore D’Ozio

Opera più famosa della letteratura classica medievale, scritta intorno al 1330, lo Tsurezuregusa ha goduto e gode tuttora di enorme successo, sia all’estero, dove è stato tradotto in numerosissime lingue, sia nella madrepatria. In virtù del suo stile raffinato e del suo particolare genere è infatti oggi letto in tutte le scuole del Giappone come esempio più significativo della tradizione classica. All’interno del testo scorrono con suggestiva limpidezza le 243 prose che lo compongono, piccole gemme di un sapere poliedrico e di una lucida saggezza. Riflessioni personali, aforismi, appunti e ricordi si alternano in modo spontaneo e genuino tradendo la profonda sensibilità dell’autore, che fa propri i canoni della letteratura giapponese medievale e i principi estetici del pensiero buddhista nipponico. Estraniatosi dalle accese dinamiche di Corte, Kenkō Hōshi fa dell’immersione nella natura il prisma attraverso cui considerare la realtà circostante: il passato mondano, la società, ma anche la posizione dell’uomo nell’universo, l’essenza stessa della vita. Il «beato ozio» diventa allora un momento di ebbrezza che permette di acuire il proprio sguardo e di inoltrarlo prima verso la contemplazione e poi verso la stesura di queste brevi, penetranti, a volte autoironiche «quisquilie», ineguagliabili nella loro semplicità e bellezza.

Le Amiche Di Jane

Da una lettura a una vita: gli scrittori italiani raccontano del mondo e di sé partendo da un libro. Questa è “PassaParola”. Come ci si trasforma in persone adatte al mondo, capaci di capire se stesse, di capire gli altri, capaci di amare qualcuno e di essere amate? Come si sopravvive a un abbandono? E come si governa una perdita? Soprattutto, cosa significa essere liberi? Le risposte che Annalisa De Simone immagina attraverso i romanzi di Jane Austen e le sue eroine – Lizzy Bennet, Fanny Price, Anne o Emma –, attraverso gli eroi delle sue storie e gli antieroi – come Mr Darcy e George Wickham –, hanno a che fare con la misura dell’essere adulti: inciampare per poi ricredersi dei propri errori, subire lo sguardo impietoso degli altri, che sempre precede uno stato di coscienza, e imparare a cavarsela fra i pieni e i vuoti della vita. Se pure non si può ambire al “vissero felici e contenti”, che si trovi almeno un piccolo – anche fugace – rimedio al tran tran malinconico in cui vanno a immergersi i nostri giorni, perché è fra il sempre e il mai che scorre la vita di ognuno di noi. Con uno sguardo profondo, una scrittura agile e aneddoti esilaranti, Annalisa De Simone, giovane scrittrice, racconta la sua passione vecchissima per Jane Austen.

Le Storie Dei Longobardi

Quando, nel 774, Desiderio viene sconfitto da Carlomagno i Longobardi perdono la loro indipendenza ma non la loro storia. Dieci anni più tardi Paolo Diacono nella sua drammatica e autobiografica Historia Langobardorum, ne ripercorre le fasi, dalla mitica origine scandinava fino agli ultimi giorni gloriosi, in un sofferto racconto. La narrazione di Paolo, però, rappresenta solo un momento dell’evoluzione secolare della memoria etnica e storica dei Longobardi. Prima oralmente poi per iscritto essi avevano mutato e adattato la visione di se stessi e dei propri re alle diverse tappe del loro migrare, dal Nord della Germania fino alle sedi italiane, senza che la conquista franca avesse arrestato il processo di elaborazione e trasformazione delle loro Storie, oramai patrimonio del Regno d’Italia. L’analisi di tutte le fonti, dalle più antiche leggende alle tardive rielaborazioni trecentesche, suffragata dal continuo raffronto con altri popoli germanici, consente una inedita ricostruzione dei percorsi della memoria e della coscienza storica dei Longobardi. Su tutto si staglia la complessa e affascinante Historia di Paolo che, alla luce di una rinnovata lettura, si riconferma come uno dei capolavori della letteratura latina del Medioevo e uno dei testi chiave per capire come la cultura medievale di stampo classico-cristiano avesse potuto recepire ed esprimere una tematica eroica.

La Dotta Lira

Ovidio morì duemila anni fa relegato da Augusto sul Mar Nero. Non riuscì mai a comprenderne il perché. Forse Le Metamorfosi, il suo più ampio poema, spaventarono il Principe: ispirato com’è all’idea, modernissima, che nulla nell’universo è stabile, ma tutto dall’eternità muta e muterà. La materia incessantemente si trasforma, non è stata creata e non si distrugge. Gli dèi divengono uomini, gli uomini dèi, oppure animali, piante, aria, acqua: fiumi, laghi. Il poema è insieme il più grande racconto del mito, di tutti i miti, che la letteratura abbia mai tentato. Nessun poeta, nemmeno Omero e Virgilio, ha tanto ispirato la pittura e la scultura. Ma la dotta lira ha creato musica, da Poliziano a Strauss, attraverso Monteverdi, Cavalli, Scarlatti, Bach, Händel, Pergolesi, Porpora, Dittersdorf, Haydn, Cherubini, Clementi, Berlioz, Liszt, Offenbach, Massenet, e tanti altri, più di ogni altra voce poetica: voce poi echeggiata e variata per l’ultima volta nel Novecento dall’arte di D’Annunzio. Il teatro musicale nasce nel nome di Ovidio, e nei secoli Opere, Drammi Musicali, Cantate, Sinfonie e Concerti traggono alimento dalla sua poesia; poi, dai grandi ritratti di donne eroiche, innamorate, fedeli, infedeli, abbandonate presenti nelle Metamorfosi e, con i loro Lamenti, nelle Eroidi; dalle favole del calendario pagano nel poema dei Fasti. Apollo, Dafne, Orfeo, Euridice, Arianna, Medea, Teseo, Giunone, Giove, Dioniso, Venere, Amore, Mercurio, Cibele, Latona, Diana, Morfeo, Persefone, Plutone, Pan, Ercole, Fetonte, Atteone, le Baccanti, Perseo, Galatea, Polifemo, Fedra, il Minotauro, Icaro, Glauco, Pigmalione, Danae, Semele, Marsia, Ulisse, sempre rinascono in note. Con loro le favole del Caos, della Notte, degli Inferi, dell’Olimpo, dell’origine dell’universo, del diluvio. Questo libro racconta il mito nella metamorfosi della musica.

L’Attrito Del Tempo

«Scrivere è un processo fisico molto piú di quanto comunemente si pensi. Molto spesso non fai che obbedire al tuo corpo senza fiatare e senza opporre resistenza», dice Amis a proposito dell’ispirazione. E i saggi, gli articoli di cronaca e di costume, le recensioni e le riflessioni letterarie presenti in questa raccolta non possono che nascere da quello stesso impulso travolgente, da quella stessa «sensazione in fondo alla gola, come il desiderio della prima sigaretta» che anima la scrittura dei suoi romanzi. Gli omaggi agli eroi letterari Nabokov, Bellow o Larkin, gli originali auguri per i cinquant’anni di *Arancia meccanica* , i sopralluoghi nell’America Latina del mito di Maradona e dei narcos colombiani, le risposte caustiche alle domande dei lettori, la carriera di John Travolta, le spassose riflessioni sul tennis o sul gioco d’azzardo, o le inchieste sull’industria del cinema pornografico americano: se nell’ *Attrito del tempo* c’è un filo conduttore, è senza dubbio il genio intrepido e irriverente di Martin Amis. «Solo il revisore, il correttore di bozze, e naturalmente l’autore sono costretti a leggere un testo dall’inizio alla fine», dichiara Amis nella sua nota iniziale, tacendo il fatto che anche al lettore sarà riservato lo stesso destino. E non certo per vincolo imposto, ma per la seduzione fatale delle sue parole.

Democrazia: cosa può fare uno scrittore?

La parola, veicolo di conoscenza e informazione, sembra oggi aver perso il proprio potenziale critico e analitico, e la sua fondamentale funzione di sprone e stimolo. Negli ultimi vent’anni l’informazione giornalistica e la televisione l’hanno ridotta a puro strumento retorico, volto a creare consenso oppure a offrire slogan consolatori e di facile presa. Lo scrittore – sia egli letterato, giornalista o divulgatore – può ancora contribuire alla crescita di una coscienza democratica diffusa e matura? O siamo condannati a subire questo svuotamento di significato, e a rinunciare ad ogni desiderio di sapere? Antonio Pascale e Luca Rastello affrontano il difficile rapporto tra intellettuale e società, partendo da un assunto di base: l’impegno oggi più urgente è quello di allontanare la parola dalla retorica e dalla spettacolarizzazione, per fare in modo che si riappropri della propria natura di strumento descrittivo e conoscitivo. **