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Portami Dove Sei Nata

**Questo libro è una saga familiare narrata con humour e partecipazione. È un reportage su una terra fiera, che nonostante tutto conserva la fiducia nella possibilità dei miracoli. Ma soprattutto è la lunga lettera d’amore di una donna che fa ritorno nella terra che ha lasciato da giovane e, cercando le parole per raccontarla, ritrova se stessa e il senso profondo dei giorni.**
La campagna, le sue stagioni. Un grande clan familiare: uomini di poche parole, donne custodi di sapienze e sapori, e un segreto taciuto per anni. Mille racconti, tra memoria e magia: la bomba di Zì ’Ntonio, i soldati tedeschi davanti a Pasqualino neonato la notte di Natale, le ragazze con le guance arrossate durante lo svestimento delle pannocchie, il vitello di Cesarino a cui togliere l’ammidia, il destino di Celestina e del suo bimbo “sbagliato”.
Roberta Scorranese parte dalle radici per raccontare il suo Abruzzo e tesse una tela che unisce passato e presente: perché il terremoto non cancelli la memoria, perché nemmeno il futuro è pensabile se non si guarda indietro. Così assistiamo al miracolo della Madonna cinquecentesca di terracotta, perduta, ritrovata, frantumata dal sisma e poi rinata grazie alla tenacia degli abitanti di un borgo; conosciamo Peppe e Rosa, che si giocano tutto ai tavoli verdi; scopriamo che c’è chi alle ipnotiche serpi di Cocullo deve la vita; e ci sembra difficile non credere a san Gabriele, che sa perdonare il “peccato grosso” finalmente svelato.

Variazioni in rosso

«Conoscere Rodolfo Walsh», scrive Massimo Carlotto nella prefazione, «è, per un lettore, un’avventura straordinaria. E questi tre racconti sono il miglior modo per entrare in sintonia con il suo universo narrativo». Tre storie poliziesche, con lo stesso protagonista: Daniel Hernández, un semplice correttore di bozze che si improvvisa detective e, grazie alla meticolosità e alla precisione che caratterizzano il suo lavoro, riesce a risolvere tutti gli enigmi nei quali si trova coinvolto. Hernández è una di quelle figure marginali amate da Walsh, che incarnano l’aspirazione alla verità. Variazioni in rosso è un piccolo gioiello stilistico: animato da una scrittura coinvolgente e godibile, racchiude l’elemento chiave dell’intera opera – e vita – dell’autore: la difesa della giustizia a ogni costo. Prefazione di Massimo Carlotto.

Il passeggiatore solitario: in ricordo di Robert Walser

Nato in Germania, W. G. Sebald (1944-2001) è vissuto dal 1970 in Inghilterra, dove ha insegnato Letteratura tedesca contemporanea presso la University of East Anglia a Norwich. Tra le sue opere sono da ricordare: “Vertigini”, “Storia naturale della distruzione”, “Austerlitz”. “Il passeggiatore solitario” è apparso per la prima volta nel volume “Logis in einen Landhaus”.

Opere mondo

Vi sono monumenti letterari, “testi sacri”, che l’Occidente moderno ha a lungo scrutato senza che la storia letteraria sapesse come classificarli. La dimensione sovranazionale di queste opere è così rilevante da suggerire il titolo e il concetto di Opere mondo. Insomma, ogni cultura nazionale dell’Occidente produce un autore enciclopedico la cui opera copre l’intero spettro sociale e linguistico della sua terra, che fa uso di tutti gli stili e le convenzioni note ai suoi lettori e che diventa oggetto di una attività esegetica così ampia ed insistente da poter essere paragonata a quella condotta sulla Bibbia. **

Il grado zero della scrittura-Nuovi saggi critici

In questo libro Barthes intende affermare l’esistenza di una realtà della forma indipendente dalla lingua e dallo stile, cercare di mostrare come questa terza dimensione formale leghi lo scrittore alla sua società e di far risaltare che non vi è letteratura senza morale del linguaggio. Al fine di individuare questi aspetti, egli studia le trasformazioni del linguaggio letterario lungo un percorso che muove dalla scrittura trasparente dei classici, passa per quella sempre piú torbida del XIX secolo sino a giungere alla scrittura d’oggi, priva di qualsiasi segno. Ed è appunto questa scrittura neutra, quella bianca di Camus e di Blanchot o quella parlata di Queneau, a essere definita «grado zero della scrittura».
Completano il volume gli otto Nuovi saggi critici, raccolti da Roland Barthes in volume nel 1972.

Il drago come realtà: I significati storici e metaforici della letteratura fantastica

Da tempo immemorabile la narrazione fantastica ha sempre toccato, in tutte le sue forme, corde profonde dell’uomo. Dalla fiaba tramandata per generazioni e raccontata alla famiglia riunita davanti al focolare al poema epico, lontana eco di gloriose battaglie e indimenticabili eroi, alla letteratura fantasy del Signore degli Anelli o di Harry Potter, con le sue metafore sfuggenti e le sue suggestioni cangianti e multiformi, il fantastico si è sempre posto come infinito e prezioso deposto di archetipi dell’immaginario. Silvana De Mari, che si è imposta a livello internazionale tra i grandi scrittori di fantasy con L’Ultimo Elfo, ma che è anche psicoterapeuta e medico di professione, adoperando con successo gli strumenti propri del suo mestiere prova ad analizzare il perché dell’impatto sempre più crescente della letteratura fantastica sulle società: attraverso la neurobiologia, la psicologia, l’antropologia e, perché no, la politica, l’autrice traccia infatti una mappa ideale della storia dell’Uomo e della cultura, realizzando una guida originale e definitiva sul passaggio tra fiaba, fantasy e realtà attuale.

L’arte dissente

In questi dieci saggi brillanti e provocatori Jeanette Winterson, una delle più stimate e anticonformiste narratrici contemporanee, rivela il suo personale e imprevedibile talento come critica d’arte e di letteratura. Le sue riflessioni sugli argomenti più eterogenei – dalla *Gioconda* all’autobiografia di Gertrude Stein, dalla ghettizzazione degli scrittori omosessuali alla nascita della sua passione per la lingua, dalla pittura moderna a Virginia Woolf – ci presentano una nuova prospettiva sul mondo e sulla creatività: la Winterson offre infatti una risposta all’eterno interrogativo su cosa sia l’arte e libera i capolavori di ogni genere dai preconcetti, per restituirceli con tutta la loro forza nel colpire, stupire, emozionare, trasformare. Tutta la loro forza nel generare l’estasi con la loro invereconda sfrontatezza.

Mimesis. Vol. I. Il realismo nella letteratura occidentale

Anthology containing:
**Mimesis. Vol. I. Il realismo nella letteratura occidentale**

Mimesis è un’indagine condotta sul realismo letterario, dagli antichi tempi biblici e omerici sino al Medioevo cristiano, al Rinascimento, al Sei e Settecento e che si estende quindi, attraverso il nodo centrale del realismo moderno ottocentesco, fino agli scrittori del Novecento, in particolare Marcel Proust e Virginia Woolf. L’autore ha inteso accertare la presenza e la validità della teoria classica dei livelli di stile nella rappresentazione letteraria, pervenendo a una storia del realismo per mezzo di una metodologia stilistica. È nato cosí un capolavoro della critica letteraria in cui si può cogliere all’opera l’acutezza di uno studioso che si rivela anche scrittore impegnato sugli autori piú famosi e sulle opere principali della civiltà europea.
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**Mimesis. Vol. II**

Una storia naturale della curiosità

“Sono curioso della curiosità”: così inizia questo testo in cui Alberto Manguel, guidato da una galleria di pensatori, scrittori e artisti, indaga quel che dalla notte dei tempi è stato lo stimolo che spinge la conoscenza. Una delle prime parole che pronunciamo quando siamo bambini è “perché?”. Una volta imparata la domanda, non smettiamo mai di formularla, anche se presto scopriamo che la curiosità è raramente ricompensata con risposte rivelatrici. In “Una storia naturale della curiosità” confluiscono molti anni di letture, scrittura e pensieri incoraggiati da una passione e una vivacità travolgenti: nulla che possa interessare alla curiosità umana gli è estraneo. In diciassette capitoli, dove i riferimenti letterari dialogano con le ultime scoperte scientifiche, Manguel traccia un percorso suggestivo e, come Dante decise di avere una guida per i suoi viaggi, Manguel ha voluto scegliere Dante come guida per il suo, e permettere che le domande che il poeta formula nella sua “Commedia” lo aiutino a tracciare la rotta delle sue.

Geografia e storia della letteratura italiana

Dionisotti definisce questa raccolta “un’inchiesta condotta con scrupolo di verità, ma con passione politica, sulla storia tutta della letteratura italiana nel quadro generale della storia d’Italia” e quello che realmente colpisce, in questi saggi, oltre all’ampiezza delle prospettive storiche, è il respiro di un metodo in cui si fondono con sorprendente naturalezza l’esigenza erudita, il rigore filologico, un’acuta sensibilità civile, una straordinaria abilità nel ridare senso e concretezza a schieramenti, tramiti, polemiche di secoli passati, il cui valore rischia altrimenti di perdersi in astratte categorie storiografiche.

Egloghe di Giovanni del Virgilio e di Dante Alighieri: annotate da anonimo contemporaneo

This is an EXACT reproduction of a book published before 1923. This IS NOT an OCR’d book with strange characters, introduced typographical errors, and jumbled words. This book may have occasional imperfections such as missing or blurred pages, poor pictures, errant marks, etc. that were either part of the original artifact, or were introduced by the scanning process. We believe this work is culturally important, and despite the imperfections, have elected to bring it back into print as part of our continuing commitment to the preservation of printed works worldwide. We appreciate your understanding of the imperfections in the preservation process, and hope you enjoy this valuable book.

Tocaia grande

In questo romanzo-ballata, Jorge Amado racconta una storia tanto strana che potrebbe essere vera. È la storia di una valle fertilissima, attraversata da un limpido fiume, ricca di fiori e frutti dal dolce profumo. Questa terra benedetta da Dio viene battezzata dagli uomini Tocaia Grande (Grande Imboscata) perché insanguinata dalle lotte di truci cacicchi che si contendono terra e potere. Gli abitanti che giungono via via a popolarla sono mercanti arabi e negri fuggiaschi, avventurieri e reduci, zingari e prostitute, immigrati europei e meticci senza terra. Manca solo una cosa, di cui gli abitanti non sentono affatto il bisogno: la Legge, lo Stato. Ma a questo pensano i “grandi”: le multinazionali del cacao, i militari, i preti fanatici venuti da lontano. Tocaia Grande, conquistata con l’inganno e con la forza, perderà persino il suo nome insolito e sconveniente per quello pomposo di Irisópolis.
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Leonardo da Vinci. Il Rinascimento dei morti

Solo il più grande genio di tutti i tempi può salvare il mondo Una minaccia infernale su Firenze: i morti tornano in vita Milano, settembre 1493. Leonardo da Vinci è chiamato a indagare su un cadavere sospetto. Durante l’autopsia, però, accade qualcosa di sconvolgente: la salma si rianima e assale lo studioso e gli assistenti. Scampato all’attacco, Leonardo viene convocato da Ludovico il Moro. Il potente signore di Milano lo mette a parte di notizie agghiaccianti: ciò a cui ha assistito non è che l’ultimo di una serie di casi che stanno terrorizzando l’Europa. Il duca gli affida allora una missione: andare a Roma per informare papa Borgia e coordinare le forze per contrastare ciò che sembra essere una feroce e letale pestilenza. Leonardo intraprende così un viaggio durante il quale dovrà fare i conti con una realtà deformata: i morti sono tornati sulla terra e hanno fame, fame di carne umana. A Firenze subirà gli assalti della follia di Savonarola e stringerà amicizia con Michelangelo, prima di ripartire per la Città Eterna, dove altre difficili prove lo attendono. Per risalire alla inconfessabile verità e porre rimedio all’inferno scatenato. C’è un modo per salvare Firenze, la città eterna e i capolavori del rinascimento dall’insaziabile fame dei morti viventi? Il genio di Leonardo è alle prese con una terribile minaccia sovrannaturale: i morti tornano in vita…

Scienza e filosofia

La storia del pensiero occidentale nasce con il connubio di scienza e filosofia. Un’avventura intellettuale che ha il suo inizio nella Grecia antica, quando le riflessioni di Talete inaugurano il lungo e articolato cammino della ricerca umana verso una spiegazione razionale della realtà. In questa conferenza pronunciata nel marzo 1932, Alfred North Whitehead ripercorre alcuni passaggi fondamentali dello sviluppo filosofico-scientifico dell’Occidente. Alla ricerca di una filosofia ‘organica’, Whitehead si sofferma in particolare sulla teoria delle idee di Platone e sul sistema della natura di Newton, che condividono l’ambizione di offrire una descrizione definitiva dell’esistenza. In questo sforzo costante e mai compiuto di elaborare un’immagine coerente del mondo naturale, l’ultimo passo dovrà, per Whitehead, essere realizzato dalla filosofia, con un’ultima, illuminante intuizione.

(source: Bol.com)