1–16 di 1591 risultati

Il Tempo ritrovato

‘Il tempo ritrovato’ è il settimo e ultimo volume della ‘Recherche’. Scoppia la prima guerra mondiale e anche in mezzo ai bombardamenti l’ascesa degli arrivisti non ha limiti. Ritornato a Parigi, dopo un soggiorno in una casa di cura, Marcel ritrova gli amici del passato quasi irriconoscibili per l’opera devastatrice del tempo. Durante un ricevimento a casa dei Guermantes circostanze fortuite destano in lui un vivo ricordo del passato, che gli procura sensazioni d’improvvisa felicità. Guidato da questa memoria involontaria Marcel decide di scrivere per ritrovare se stesso e il tempo perduto. La letteratura, che egli aveva considerato sin dalla giovinezza meta della sua esistenza, diventa dunque quel luogo privilegiato nel quale dare senso alla propria vita salvandola dell’oblio: sarà la vittoria dell’arte sul tempo e sulla morte. All’interno – come in tutti i volumi Fermento – gli “Indicatori” per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro.

Fughe in prigione

Pubblicate in varie edizioni, nel 1936, nel 1943 e, infine, nel 1954 (quella qui riproposta), queste “Fughe in prigione” sono state scritte durante i periodi trascorsi da Malaparte nel carcere romano di Regina Coeli e al confino di Lipari, dove venne inviato per i suoi atteggiamenti liberi, provocatori, non allineati al regime fascista, che anzi attaccò violentemente. A queste pagine del tempo di prigionia Malaparte volle aggiungere alcuni testi scritti in Francia e in Inghilterra poco prima dell’arresto. Si tratta di memorie, riflessioni di carattere culturale, studi letterari nei quali l’autore sembra cercare un rifugio e una via di fuga per lo spirito.

Tradimento

Un giovane in difficoltà economiche, e che poco prima si era imbattutto direttamente nel ritrovamento di un cadavere, trova impiego come segretario presso un diplomatico attivo nell’ambito dei servizi segreti, scoprendo però ben presto la vera ragione per cui era stato scelto per quella posizione… Sinossi a cura di Paolo Alberti
Dall’incipit del libro:
*Come un colpo di tuono, il vento del nord, scagliandosi verso il mare, parve ad un tratto voler distruggere l’antica casetta. Le invetriate delle finestre scricchiolarono, le travi che sostenevano il soffitto gemettero, le lampade a petrolio appese al soffitto dondolarono pericolosamente. Una fila di carte geografiche destinate ad istruire i ragazzi (la stanza era un’aula scolastica) cominciarono una danza demoniaca contro la parete. Fuori, nella strada, s’udì il tonfo d’un comignolo che rovinava al suolo. Gli unici quattro uditori presenti alla mia conferenza si alzarono timidamente in piedi, e io, contento della scusa, piegai le mie note e scesi dalla cattedra.*

Chi ha riportato Doruntina?

La tranquillità di un borgo dell’Albania medievale viene turbata improvvisamente da un fatto terribile: Doruntina e sua madre, sole superstiti di quella che era un tempo la grande famiglia dei Vranaj, si ritrovano dopo alcuni anni di separazione, e quell’incontro suscita in entrambe un’emozione così forte da risultare di lì a poco fatale per madre e figlia.
Il capitano Stres è incaricato di far luce sull’evento che subito rivela risvolti macabri: Doruntina ha detto alla madre di essere stata riportata a casa – dal lontano paese in cui è andata sposa – dal fratello Costantino.
Solo che costui (e la ragazza manca da troppo tempo per saperlo) è morto e sepolto con tutti gli altri figli maschi della casata. Possibile che sia uscito dalla tomba, come tutto congiura a far credere? Può, una promessa fatta alla madre, vincere le leggi di natura? O forse una passione, per quanto colpevole, è in grado di rivelarsi più potente della morte? E se Doruntina si fosse inventata tutto? Se fosse vero il racconto del venditore di icone, che ha confessato sotto tortura di avere accompagnato la ragazza per godere dei suoi favori lungo il cammino? Quale ruolo svolge nel racconto lo stesso Stres, che un tempo ha amato Doruntina?
Attingendo al patrimonio leggendario del suo Paese, Kadaré ci offre un thriller fuori del tempo, pieno di brume, di cavalcate notturne, di pietre tombali spostate, ma da cui traspare in filigrana una profonda riflessione sullo scontro fra generazioni.

A proposito del «Géant»

Questo breve articolo apparve nel 1863 sul «Musée des familles», una rivista sulla quale Verne pubblicava frequentemente racconti o romanzi a puntate. Quello stesso anno, pochi mesi prima, Verne aveva pubblicato il suo primo romanzo di successo, “Cinque settimane in pallone”. L’autore coglie l’occasione fornitagli dal volo del “Géant”, il gigantesco aerostato costruito da Nadar, per fare un confronto tra il più leggero ed il più pesante dell’aria ed illustrare una previsione sul futuro dell’aeronautica. Nadar, pseudonimo di Félix Tournachon, era un pioniere del volo in aerostato e della fotografia, passioni che condivideva con Verne stesso. Il “Géant” è stato uno dei più grandi aerostati mai costruiti, con i suoi 40 metri di diametro e 6000 metri cubi di capacità poteva portare fino a 15 persone. Il 4 ottobre 1863 avvenne il primo volo di questo gigante dei cieli; ma le difficoltà di manovra erano notevoli. In un volo successivo, il 18 ottobre, in fase di atterraggio il “Géant” venne trascinato a terra dal vento per 16 chilometri, e Nadar stesso subì delle gravi lesioni e il pallone finì distrutto.

Sotto la neve

È la vigilia di Natale e durante una tempesta di neve un treno viene bloccato in aperta campagna. Alcuni passeggeri, stanchi di aspettare, decidono di raggiungere a piedi la stazione più vicina, ma smarriscono la strada e solo dopo molto girovagare, e ormai allo stremo delle forze, trovano rifugio in una villa isolata. Al suo interno non c’è nessuno, eppure il camino è acceso e la tavola è apparecchiata per il tè. In cucina il bollitore è sul fuoco e, curiosamente, c’è un coltello sul pavimento. Mentre i nuovi arrivati cercano di organizzarsi, alla villa giungono un anziano passeggero del treno, che mostrerà di possedere straordinarie capacità deduttive, e uno strano figuro che si fa chiamare Smith e che ha tutta l’aria di essere un avanzo di galera. Ma le sorprese non sono finite: viene trovata una lettera dal significato oscuro, la porta di una camera – che non può che essere vuota – si apre e si chiude come se dentro ci fosse qualcuno, e durante una spedizione esplorativa all’esterno, sotto la neve che continua a cadere sempre più fitta, viene rinvenuto… Giallo, orrore e mistero si rincorrono e si passano di continuo la mano in questo affascinante romanzo del 1937, finora inedito in Italia, che mostra in pieno tutte le straordinarie capacità narrative dell’autore.

Romeo e Giulietta

Romeo e Giulietta – Dramma in cinque atti.
Musica di Charles Gounod su libretto Jules Barbier e Michel Carré (tratto dalla tragedia di Shakespeare)
Riassunto dei cinque atti, personaggi e testo completo **
### Sinossi
Romeo e Giulietta – Dramma in cinque atti.
Musica di Charles Gounod su libretto Jules Barbier e Michel Carré (tratto dalla tragedia di Shakespeare)
Riassunto dei cinque atti, personaggi e testo completo

La rotta verde

E’ un terrestre, si chiama Green ed è naufragato su un pianeta completamente ricoperto d’erba. Qui gli oceani sono fruscianti maree vegetali e le antiche genti da cui il pianeta è abitato sono stirpi marinare che attraversano la prateria su enormi navi a ruote. Ma c’e una razza, più antica di tutte, che detiene un segreto di morte.
Copertina di Marco Patrito

The Blue Hotel – L’albergo azzurro

In una remota contrada del Nebraska, spesso sferzata da lunghe tormente di neve, spicca un albergo dipinto di uno squillante blu, che contrasta con le poco più che baracche dell’insediamento vicino.
E L’albergo blu è appunto il titolo del racconto di Stephen Crane qui proposto, datato 1896: un racconto fatto di solitudini e di violenze improvvise, nonostante la presunzione di mitezza e di civiltà dei pochi abitanti.
Fra i quali spicca Pat Scully, proprietario dell’albergo e volenteroso maestro di cerimonie, che va a cercarsi i clienti direttamente alla stazione, fra i viaggiatori che scendono dal treno.
Un giorno è particolarmente fortunato, perché di clienti ne trova ben tre: un cowboy, un signore proveniente dall’Est degli States e uno svedese alquanto taciturno.

Carnacki: L’indagatore dell’occulto

Fra camere stregate e manieri infestati da spettri, dove si odono sibili sinistri e presenze d’oltretomba, Thomas Carnacki conduce le sue indagini al confine fra l’ *étrange* e il *merveilleux*. Senza mai tralasciare un approccio razionale ai casi che gli vengono affidati, e senza celare le proprie paure, Carnacki si avvale di strumenti stravaganti come il *pentacolo elettrico* o le formule arcane del *Rituale Saamaa*. Ed è, ogni volta, in grado di sciogliere il mistero, liberando antiche dimore da infestazioni e uomini terrorizzati da possessioni animalesche, oppure, più semplicemente, svelando astuti inganni orditi da bibliofili cleptomani o spasimanti delusi.
Dotato di un intuito alla Sherlock Holmes (con cui è letterariamente imparentato), Thomas Carnacki appartiene alla schiera di *ghost hunters* e *occult detectives* nati in area anglofona tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, prosecuzione romanzesca delle mode spiritistiche *fin de siècle*.
Nove racconti in cui l’indagatore dell’occulto, conversatore instancabile, raccoglie nello studio del quartiere londinese di Chelsea i quattro soliti amici, per narrare dopo cena, tra una boccata di pipa e l’altra, le sue appassionanti avventure.

I turbamenti del giovane Törless

Törless frequenta l’accademia militare ed è ammaliato da istinti primordiali: forza, desiderio di sopraffazione dei più deboli, istinti omosessuali. Ma questa vita è per lui solo fonte d’infelicità e dunque desidera cambiare e comincia l’investigazione su se stesso. Törless attua un processo di cambiamento e di maturazione personale che lo porterà a ripudiare i suoi comportamenti precedenti attraverso un’analisi psicologica e morale lenta e travagliata. All’interno – come in tutti i volumi Fermento – gli “Indicatori” per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro.

La scena dell’inferno e altri racconti (1915-1920)

Fiabe, antiche leggende, miniature del Giappone che fu e istantanee della società del suo tempo. I racconti di Akutagawa Ryūnosuke rappresentano qualcosa di unico nella letteratura giapponese del Novecento. In un panorama intellettuale dominato dal naturalismo e dal romanzo dell io , l opera di Akutagawa è un oasi in mezzo al deserto, un manifesto di come l arte non possa essere piegata ad alcuna omologazione. Tra i racconti figura Rashōmon, un ex servo che conoscerà gli egoismi e l ipocrisia umana. I racconti di Akutagawa, sebbene intrisi di tutte le contraddizioni del periodo storico a cui appartengono, sono fuori dallo spazio e dal tempo, e tra le loro pagine è possibile cogliere quello stupore che credevamo aver dimenticato nelle fiabe che hanno accompagnato la nostra infanzia.

Orley farm

Il libro contiene 2 volumi indivisibili.
Lady Mason, splendida aristocratica di amabile superiorità, possiede a nome del figlio una ricca tenuta vicino Londra, Orley Farm, ereditata dal marito. Un sospetto scende su di lei, e ne offusca la preziosa reputazione sociale: aver falsificato il testamento, per assicurare al bravo figlio e a se stessa una vita all’altezza del loro buon merito. Il lettore, guidato da una voce narrante così vittorianamente presente e onnisciente, capisce subito che la bella e nobile Lady è formalmente colpevole. Infatti lo scopo del romanzo è scoprire come alla fine l’accusata potrà cavarsela: seguendo la trama dell’accusa e la strategia della difesa, il ruolo dei testimoni, gli effetti dell’ambiente, l’influenza del carattere dei protagonisti, l’anatomia delle loro intenzioni, il tutto analizzato con precisione accanita e appassionante. Questa la giustizia. L’amore, non meno importante, splende invece in una serie di storie che affiancano la causa legale: e sono storie di elevato sentire, trascinante passione e scandalo sociale. Al di sotto sia del linguaggio della giustizia sia del linguaggio dell’amore c’è la descrizione del dilemma morale tra la giustizia dell’ambiente comune e il sentimento sincero di ciascun animo nobile. E al di sotto ancora sta la volontà di allargare lo sguardo a tutta la prospettiva sociale, tessendo intorno alla vicenda principale mille e una situazioni, persone e destini minori. Con una nota di Remo Ceserani.
Descrizione del’autore:
Anthony Trollope (1815-1882), autore di quarantasette romanzi, dei grandi della letteratura inglese dell’Ottocento è il meno conosciuto in Italia, nonostante lo straordinario successo tra i lettori di lingua inglese e la fortuna più recente tra i critici. Questa casa editrice di Trollope ha pubblicato: Orley Farm (1999, 2013), Lady Anna (2003, 2011), Un’autobiografia (2008), La vita oggi (2010) e tutti i romanzi del «ciclo del Barsetshire»: L’amministratore (2003), Le torri di Barchester (2004), Il Dottor Thorne (2005), La Canonica di Framley (2001, 2006) e Le ultime cronache del Barset (2009).
**

Il meglio della vita

In una gelida mattina del 1952 a New York, Caroline Bender, completo grigio di tweed, borsetta di cuoio con miseri cinque dollari all’interno, varca la soglia della casa editrice Fabian – cinque piani ad aria condizionata, poltrone di cuoio e interni dalle geometrie déco – per il suo primo giorno di lavoro. Nella casa editrice, altre due ragazze condividono con lei l’emozione del debutto: April Morrison, una texana col viso così bello da togliere il respiro, e Gregg Adams, una bocca che fa sembrare peccaminoso persino fumare una sigaretta. Tra dirigenti sadici e feroci e colleghi ambiziosi e affascinanti, le tre ragazze svolgono con distratta grazia il loro lavoro, sognando di conquistare tutto quello che ogni giovane donna può desiderare, all’alba degli anni Cinquanta, a New York: the best of everything, il meglio della vita, il meglio di ogni cosa.
«Un classico nel suo genere. Dialoghi reali, personaggi reali. Le ragazze in carriera di ogni epoca non possono non riconoscersi».
Saturday Review
«Rona Jaffe ci fa credere che cose incredibili accadono nei bar e negli appartamenti newyorchesi».
The Cleveland Press
«Chiunque lavori in un ufficio, leggendo questo libro non può fare a meno di chiedersi che cosa facciano le ragazze del suo ufficio all’ora di pranzo e, soprattutto, con chi».
New York Post
«Avvincente, divertente e, in alcune circostanze, tragico. Ha lasciato senza parole generazioni intere».
The Houston Press **
### Sinossi
In una gelida mattina del 1952 a New York, Caroline Bender, completo grigio di tweed, borsetta di cuoio con miseri cinque dollari all’interno, varca la soglia della casa editrice Fabian – cinque piani ad aria condizionata, poltrone di cuoio e interni dalle geometrie déco – per il suo primo giorno di lavoro. Nella casa editrice, altre due ragazze condividono con lei l’emozione del debutto: April Morrison, una texana col viso così bello da togliere il respiro, e Gregg Adams, una bocca che fa sembrare peccaminoso persino fumare una sigaretta. Tra dirigenti sadici e feroci e colleghi ambiziosi e affascinanti, le tre ragazze svolgono con distratta grazia il loro lavoro, sognando di conquistare tutto quello che ogni giovane donna può desiderare, all’alba degli anni Cinquanta, a New York: the best of everything, il meglio della vita, il meglio di ogni cosa.
«Un classico nel suo genere. Dialoghi reali, personaggi reali. Le ragazze in carriera di ogni epoca non possono non riconoscersi».
Saturday Review
«Rona Jaffe ci fa credere che cose incredibili accadono nei bar e negli appartamenti newyorchesi».
The Cleveland Press
«Chiunque lavori in un ufficio, leggendo questo libro non può fare a meno di chiedersi che cosa facciano le ragazze del suo ufficio all’ora di pranzo e, soprattutto, con chi».
New York Post
«Avvincente, divertente e, in alcune circostanze, tragico. Ha lasciato senza parole generazioni intere».
The Houston Press