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Viaggio In Inghilterra E Scozia

A trentun anni, Verne parte da Nantes per sbarcare a Liverpool ma, costretto a passare per Bordeaux, dovrà compiere un viaggio a ritroso. Solo l’acquisizione delle carte e dei suoi taccuini da parte della municipalità di Nantes ha consentito di recuperare un manoscritto ricco di malizia e di ironia, di immagini fantasiose e dettagli veri, che contiene già tutta la futura opera verniana.

Vestivamo Alla Marinara

Gli Agnelli. I principi dell’industria italiana. Una famiglia in cui non è facile essere bimbi, adolescenti, giovani. Lo ricorda bene Susanna Agnelli in questo vivacissimo libro di memorie, che è, a un tempo, una suggestiva raccolta di memorie famigliari e un brillante affresco dell’alta società negli anni Trenta e Quaranta.

Vendere tutto: Jeff Bezos e l’era di Amazon

LA STORIA DEFINITIVA DI AMAZON E DEL SUO AMBIZIOSO, INTRAPRENDENTE, CONTROVERSO FONDATORE: JEFF BEZOS
AMAZON.COM è nata inviando libri per posta e ha cavalcato la prima ondata dell’isteria dot-com. Ma il suo visionario fondatore Jeff Bezos non si accontentava di essere un libraio alla moda; voleva che Amazon offrisse un assortimento illimitato e una comodità senza pari, a prezzi più bassi di chiunque altro: voleva che diventasse il “negozio globale”. Per realizzare la sua grandiosa visione, ha sviluppato una cultura aziendale improntata a un’ambizione sfrenata e a segreti mai rivelati. Almeno fino a oggi.
Per la prima volta, il reporter di Bloomberg Businessweek Brad Stone intervista dipendenti ed ex dipendenti di Amazon, i familiari di Bezos, e presenta ai lettori la vera storia di Amazon, arricchita da testimonianze dirette.
Rispetto agli altri grandi innovatori della tecnologia – Jobs, Gates, Zuckerberg – Bezos è un uomo estremamente riservato. Ma la sua incessante ricerca di nuovi mercati sospinge Amazon in avventure emozionanti e rischiose, come il Kindle e il cloud computing, per trasformare il commercio come Henry Ford trasformò l’industria: con una temerarietà pari solo al suo impegno per offrire la customer experience perfetta. Vendere tutto è la biografia completa e definitiva dell’Internet company che ha piazzato una delle prime e più grandi scommesse sul Web e che ha cambiato per sempre il nostro modo di leggere e di fare shopping. È la vera e attesissima storia dell’azienda che incarna la nostra epoca e un ritratto intimo e profondo dell’iconico imprenditore che l’ha fondata. **

Un’area di tenebra

Per Naipaul, nato a Trinidad da famiglia indiana, l’India è una ferita profonda, mai rimarginata, un luogo che rimescola tutto il suo essere. E nessuno dei vari libri che all’India ha dedicato lo testimonia come *Un’area di tenebra* , vero itinerario nella caligine dove le sensazioni, gli incontri, le riflessioni si mescolano in un amalgama di cui Naipaul sembra possedere il segreto. È un viaggio dolorante, ma qui – come ha scritto John Wain – «la sofferenza è diventata creativa invece che ottundente».
*Un’area di tenebra* è stato pubblicato per la prima volta nel 1964.

Un’estate con Baudelaire

**DOPO *UN’ESTATE CON MONTAIGNE** *
**«A Parigi, davanti al Collège de France, quando Antoine Compagnon fa lezione, si formano le code come a un concerto rock.»**
*Cristina de Stefano*
Baudelaire fu il poeta del crepuscolo, dell’ombra, del rimpianto, in una parola: dell’autunno. Cosa c’è di più strambo della decisione di trascorrere un’estate in sua compagnia? Eppure, con la grande libertà di stile e lo stesso spirito utilizzati nelle lezioni dedicate a Montaigne, Antoine Compagnon riesce a raccontare la vitalità e il fascino di uno degli autori più suggestivi della modernità facendo emergere sia il classicismo e il lirismo del poeta dell’amore, sia l’immagine del dandy in lotta con il mondo, amante della provocazione, del vino e dei paradisi artificiali. Facendosi strada nella sua opera varia e composita, attraverso versi e prosa, critica d’arte e letteraria, frammenti intimi e pamphlet, Compagnon ci fa scoprire un Baudelaire per molti versi nostro contemporaneo: un uomo ricco di contraddizioni, inclassificabile, scomodo e scandaloso, e proprio per questo straordinariamente seducente. E riesce a insegnarci come possa essere universale e immediato il linguaggio della poesia. **
### Sinossi
**DOPO *UN’ESTATE CON MONTAIGNE** *
**«A Parigi, davanti al Collège de France, quando Antoine Compagnon fa lezione, si formano le code come a un concerto rock.»**
*Cristina de Stefano*
Baudelaire fu il poeta del crepuscolo, dell’ombra, del rimpianto, in una parola: dell’autunno. Cosa c’è di più strambo della decisione di trascorrere un’estate in sua compagnia? Eppure, con la grande libertà di stile e lo stesso spirito utilizzati nelle lezioni dedicate a Montaigne, Antoine Compagnon riesce a raccontare la vitalità e il fascino di uno degli autori più suggestivi della modernità facendo emergere sia il classicismo e il lirismo del poeta dell’amore, sia l’immagine del dandy in lotta con il mondo, amante della provocazione, del vino e dei paradisi artificiali. Facendosi strada nella sua opera varia e composita, attraverso versi e prosa, critica d’arte e letteraria, frammenti intimi e pamphlet, Compagnon ci fa scoprire un Baudelaire per molti versi nostro contemporaneo: un uomo ricco di contraddizioni, inclassificabile, scomodo e scandaloso, e proprio per questo straordinariamente seducente. E riesce a insegnarci come possa essere universale e immediato il linguaggio della poesia.

Un po’ di compassione

Nel carcere di Breslavia, pochi mesi prima di venire trucidata, Rosa Luxemburg assiste a una scena di inusitata violenza nei confronti di un bufalo, e la descrive in una lettera alla sua amica Sonja Liebknecht. Da quel breve, stupefacente testo si dipartirà nel tempo una serie di cerchi concentrici, come se una stessa goccia di esperienza non potesse non far scaturire, per vie imprevedibili, altre parole illuminanti. Un piccolo libro polifonico, fondato sull’affinità delle voci e convergente verso uno stesso punto: la muta sofferenza dell’animale.

Tutto su di me

Che cosa ha portato un bambino gracile e solitario, cresciuto nella provincia parmense, a trasformarsi da Mauro in Platinette, personaggio, maschera, schermo che cela una convivenza ormai consolidata tra le parti maschile e femminile? Qual è stato il primo segnale di questa metamorfosi? Forse il fatto di avere ereditato il corredino (e persino il nome) da sua sorella Maura, o quelle prime esperienze, da ragazzino, assieme a Roberto, detto la Bambi? In un’autoanalisi lucida e schietta, Mauro ricerca l’origine della sua costante sensazione di disagio e inadeguatezza, e lo fa passando in rassegna le persone fondamentali e gli aspetti importanti della sua vita. L’infanzia con una madre idealizzata e un padre assente e depresso, il concerto di Mina a cui ha assistito come se fosse un furto essere felici. Il desiderio di riscatto personale attraverso la cultura e l’interruzione degli studi per lavorare in radio. E quel primo amore deluso, che l’ha portato a ingrassare di cinquanta chili in un anno, a crearsi una corazza con la consapevolezza che il suo rifiuto dell’altro dipende dal terrore di essere rifiutato e dall’incapacità di farsi amare. E soprattutto, la continua ricerca dell’eccesso per paura di fallire nella normalità. Mauro, però, non parla unicamente del passato. Prende anche posizione su tematiche attuali come l’incomprensibile necessità dell’outing a tutti i costi da parte dei giovani omosessuali e svela un suo possibile futuro impegno in politica e un probabile abbandono della scena televisiva. Tutto questo è Platinette. È persona e personaggio pubblico che qui si racconta senza filtri né veli. Insomma, Tutto di me dice proprio tutto.

Trump: e la fine dell’American Dream

L’uomo che ha vinto le elezioni presidenziali americane del novembre 2016 è più vecchio di tutti i suoi predecessori. Ma è anche un presidente post-moderno, capace di usare con grande destrezza le tecniche di un mondo digitale, le seduzioni della televisione e tutti gli strumenti più raffinati della finanza moderna. Trump è stato un industriale, ma ha creato soprattutto lusso e svago. Pochi uomini politici sono stati altrettanto detestati dall’opinione pubblica liberal e democratica del suo Paese. Ma pochi uomini sono stati altrettanto osannati dalle folle deliranti dei sostenitori. Ha condotto una campagna elettorale piena di minacce e promesse, ma ha spesso rovesciato da un giorno all’altro le sue posizioni.
Può un tale uomo dimenticare i suoi personali interessi per consacrarsi a quelli della nazione? Può guidare una grande potenza mondiale e preservare la sua autorità nel mondo? O è destinato ad accelerarne il declino? **
### Sinossi
L’uomo che ha vinto le elezioni presidenziali americane del novembre 2016 è più vecchio di tutti i suoi predecessori. Ma è anche un presidente post-moderno, capace di usare con grande destrezza le tecniche di un mondo digitale, le seduzioni della televisione e tutti gli strumenti più raffinati della finanza moderna. Trump è stato un industriale, ma ha creato soprattutto lusso e svago. Pochi uomini politici sono stati altrettanto detestati dall’opinione pubblica liberal e democratica del suo Paese. Ma pochi uomini sono stati altrettanto osannati dalle folle deliranti dei sostenitori. Ha condotto una campagna elettorale piena di minacce e promesse, ma ha spesso rovesciato da un giorno all’altro le sue posizioni.
Può un tale uomo dimenticare i suoi personali interessi per consacrarsi a quelli della nazione? Può guidare una grande potenza mondiale e preservare la sua autorità nel mondo? O è destinato ad accelerarne il declino?

Tempi Da Raccontare

“L’atto creativo non è puro. Lo dimostra la storia. Lo pretende l’ideologia. Lo esige la società. Lo scrittore perde il suo Eden, scrive per essere letto e capisce di dover rendere conto. Lo scrittore è ritenuto responsabile.” Nadine Gordimer non è solo una grande artista e scrittrice, ma anche una donna che si è sempre spesa per le cause della giustizia. Se scrivere e vivere restano per lei due esperienze indissolubilmente legate, né l’una né l’altra possono prescindere dall’impegno etico e dall’assunzione di responsabilità. Nella sua vita si riconosce lo spirito autentico dello scrittore che parla e agisce in prima persona in nome della giustizia, denunciandone le violazioni ovunque esse si manifestino nel mondo. In questa raccolta, che comprende saggi, articoli, conferenze che spaziano nell’arco di mezzo secolo, da metà degli anni cinquanta a metà dei duemila, se ne dà una ricca testimonianza. Gordimer vi si svela narrando di sé, delle sue passioni, delle sue convinzioni, delle sue letture, del suo fare i conti con la storia, passando dalla lunga lotta contro il regime dell’apartheid in Sudafrica a quella condotta contro i pericoli rappresentati dalla minaccia alla libertà di espressione, dalle violenze etniche, dalle discriminazioni, da una globalizzazione disumana. Il volume si apre con il primo articolo da lei scritto per “The New Yorker”, nel 1954, dove racconta come è diventata una giovane scrittrice in un paese razzista. Da questa esperienza discende la sua personalità artistica, politica e civile, nonché la coraggiosa presa di posizione a favore di Nelson Mandela e di altri membri dell’African National Congress negli anni della loro prigionia. Questo libro costituisce insieme un importante documento della storia politica e sociale del ventesimo secolo, nel racconto di una delle più convincenti e perspicaci sue voci, e quanto di più vicino ci possa essere all’autobiografia di una illustre scrittrice.

Ricordiamoci Il Futuro

Il fondatore di Eataly torna sui grandi temi che gli stanno a cuore: in primis quelli della biodiversità e dell’eccellenza italiana nel campo agroalimentare. Lo fa con pagine che richiamano la forma delle operette morali, racconti in cui personaggi spesso appartenenti a epoche diverse – da Noè a Fabio Brescacin di NaturaSì, da Plinio il Vecchio a Tonino Guerra, da Hemingway ad Alice, “acciuga filosofa” – dialogano sulla scoperta del fuoco, ripercorrono la storia dell’agricoltura, raccontano la storia del vino, della birra, dell’olio e quella della pesca, si interrogano sul rapporto fra gli uomini e gli animali e provano a immaginare un futuro sostenibile. Farinetti condensa queste storie millenarie in sei brevi racconti vivi di un umorismo e di una spinta etica che rendono piacevole e appassionante la lettura, sicché, pagina dopo pagina, apprendiamo l’origine delle diverse colture e le scoperte che le riguardano, trattate con l’occhio attento e rispettoso di chi crede fermamente nell’innovazione così come nell’importanza della tradizione. Il racconto lungo di chiusura, invece, ci porta nel Rinascimento attraverso il dipinto Il battesimo di Cristo della bottega del Verrocchio. In un ripetuto confronto fra il presente e quel florido passato emerge la necessità di abbandonare le lamentele intorno alle storture del presente e di essere i primi protagonisti del cambiamento. Chiude il libro una sorta di “riassunto” dal Bing Bang ai giorni nostri, una riflessione che ci invita a un modello sociale ed economico basato su un nuovo rapporto con la natura e tra noi uomini, in cui la parola chiave sia “rispetto”. Chi si impegnerà in tal senso potrà essere considerato “FICO”.

Politeama

Nel Sud affannato degli anni Cinquanta, Luigino vive un’infanzia di stenti e di rabbia, che lo fanno diventare adulto troppo in fretta. Fuori da ogni legame famigliare, perché la madre giovanissima è rinchiusa in un manicomio e del padre non si è mai saputo nemmeno il nome. Luigino ha un sogno: cantare alla radio e magari nella nascente televisione. Mentre cresce resistendo impavido a ogni disavventura e accettando con candore la fragilità delle proprie pulsioni, la sua voce diventa sempre più morbida e flessuosa, come quella delle dive di Sanremo e delle grandi soubrette della rivista. Che qualcuno gli propone di imitare nelle arene dei circhi o sui palcoscenici dell’avanspettacolo. Il pubblico lo applaude e lo beffeggia, lo esalta e lo umilia, senza riuscire a scalfirne la naturale innocenza. Quando la strada dello spettacolo gli viene brutalmente preclusa, Luigi decide di partire per Roma, alla ricerca di un proprio posto nel mondo, per ritrovarsi in mezzo a un’umanità sospesa sull’orlo di un invisibile precipizio. Finché una sera incontra Elide, quindicenne cameriera sola come lui, che gli farà riassaporare per un istante la dolcezza degli affetti e, subito dopo, lo strazio dell’abbandono, trascinando la sua vita in una discesa feroce dall’esito imprevedibile. L’esordio narrativo di Gianni Amelio è uno struggente romanzo di formazione, tenero e crudele, disperato e solare, che non assomiglia a nessun altro. Sostenuto da una scrittura essenziale che punta al cuore delle cose, svela, nel filo della sua trama, un sentimento d’incrollabile fiducia nella forza della diversità, nella lucida follia che aiuta ogni essere umano a sopravvivere, anche quando sembra che stia calando una notte senza alba.

Pensa se non ci avessi provato

“La natura gli ha donato il talento, al resto ha pensato lui. Da bambino voleva diventare solo il più veloce di tutti in sella a una moto, sognava di vincere un campionato del mondo di velocità. Poi, ha fatto molto di più: ha stravolto le classifiche, ha stabilito nuovi record, ha spinto in avanti i limiti, ha ridisegnato i confini del proprio sport, ha creato nuove mode. È diventato il re del motociclismo da corsa, e ha iniziato subito a dominare il suo territorio come un sovrano assoluto: vincendo senza sosta. Nel 2002, a soli 23 anni, ha realizzato un’impresa che non è mai riuscita a nessuno: ha collezionato almeno un titolo mondiale per ognuna delle classi 125, 250, 500, MotoGP. Ha conquistato vittorie a livello internazionale con Aprilia, Honda, Yamaha. Corre e vive fuori dagli schemi, ha proposto al mondo una nuova immagine del pilota di moto. I suoi tifosi, in tutti i circuiti, in tutti i paesi, lo seguono come fosse una Rockstar. Idolo delle ragazzine e delle mamme, dei giovani e degli adulti, degli appassionati di moto e non, Valentino ha trascinato nei circuiti centinaia di migliaia di fan e ogni volta tiene incollate al televisore milioni di persone in tutto il mondo. Nel maggio del 2005 gli è stata conferita la laurea honoris causa dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Urbino. Perché, proprio grazie alle sue grandi doti di comunicatore, è riuscito a oltrepassare i confini del proprio sport.”

PASSATO E PENSIERI

Aleksandr Ivanovič Herzen occupa un posto di rilievo nello sviluppo del movimento rivoluzionario della cultura della Russia ottocentesca. *Passato e pensieri* , la sua imponente opera autobiografica, non è soltanto il « journal » di un rivoluzionario e il ritratto di un tempo e delle personalità più rilevanti che lo vissero; è anche una compiuta opera letteraria, il romanzo di un’anima e delle grandi speranze che esaltarono, dalla Russia al resto d’Europa, gli uomini che volevano un mondo diverso e migliore. Ma a parte l’alto valore di documento storico, è soprattutto in una dimensione «romanzesc » che *Passato e pensieri* va letto per scoprirne intatti il fascino e l’attualità.

Non Scrivere Di Me

“Ti proibisco di scrivere di me,” le intima Philip Roth. Per Livia Manera Sambuy dovrebbe suonare come un divieto, ma di fatto diventa uno stimolo per riattivare la memoria stratificata di tante letture. Livia Manera descrive gli incontri con i “suoi” scrittori americani, storie di complicità, amicizia, amore. Racconta la New York degli intellettuali che vi sono rimasti e la Parigi di quelli che se ne sono andati. Ed ecco venirci incontro le figure di Philip Roth, Richard Ford, Paula Fox, Judith Thurman, David Foster Wallace, Joseph Mitchell, Mavis Gallant, James Purdy, ma anche, in controluce, quelle di Raymond Carver, Mordecai Richler e Karen Blixen.

Marta che aspetta l’alba

Sola e con una figlia, Mariuccia accetta di fare domanda come infermiera all’ospedale psichiatrico di Trieste. È magliaia, non sa nulla di malati psichiatrici, decide comunque di provarci. Quello è un lavoro sicuro, e Mariuccia ha una disperata necessità di mantenersi. Ma il mondo che le si spalanca di fronte è completamente diverso da ciò che immaginava. Gli infermieri sono secondini, devono pensare a spazzare, non a prendersi cura dei pazienti. A loro si dedica la signora Pasin, la terribile caposala dagli occhi gelidi, mentre il medico è una presenza invisibile e distante. A Mariuccia si presenta una quotidianità fatta di trattamenti inumani, camicie di forza, bagni gelati, elettroshock, stanzini d’isolamento, e guai a chi fiata. Tutto le appare assurdo, anche se giorno dopo giorno vi si adatta come fosse normale: dopotutto è solo un’infermiera, e deve obbedire agli ordini.C’è anche una ragazza tra quei muri. Una ragazzina senza nome e senza diritti, come tutti lì dentro. Mariuccia scoprirà solo dopo alcuni anni che si chiama Marta.Marta è entrata all’ospedale dei matti per un’ubriacatura, una semplice sbronza, i genitori benestanti sono morti in un incidente e il cognato ha fatto di tutto per farla internare. Lo shock per la perdita dei genitori l’ha resa instabile, dice l’uomo, può essere pericolosa per sé e per gli altri. Ma la verità che traspare è del tutto diversa. Una realtà sordida. Fatta di interesse. Di cupidigia. Di brama di denaro.Quando un giovane e coraggioso medico che si chiama Franco Basaglia inizia a denunciare con forza i trattamenti a cui sono sottoposti i pazienti psichiatrici e a lottare caparbiamente per una nuova realtà, Mariuccia entra in crisi. Riuscirà a crescere, a diventare una donna consapevole, a guadagnare la propria indipendenza combattendo per l’indipendenza e la dignità dei suoi pazienti. Anche se non tutti ce la fanno. Anche se per qualcuno l’alba di una nuova era è sorta troppo tardi.

Mano Nera

Con l’invasione della Francia da parte dell’esercito di Hitler, in Alsazia vengono aperti due lager: Schirmeck e Natzweiler. Proprio lì, un medico virologo, il dottor Eugen Haagen, praticherà esperimenti medici utilizzando gli internati come cavie, alla ricerca di un vaccino contro il tifo, la febbre gialla e altre malattie infettive. Nel contempo, nei due lager verranno rinchiusi i giovani, non ancora maggiorenni, che hanno dato vita a un’organizzazione di resistenza e di opposizione al nazismo in Alsazia. Le esistenze del dottor Haagen e dei ribelli della “Mano nera”, si incrociano drammaticamente, dando luogo a due modelli di vita in contrasto tra loro: quella di un uomo che, considerandosi uno scienziato al servizio dell’umanità, coglie nella guerra l’opportunità di servire insieme la Germania nazista e la scienza; e quella di un gruppo di adolescenti, che decide di lottare a costo della vita per restituire la libertà alla loro terra. Due storie parallele, dimenticate, che ci consentono di comprendere, non solo il dramma della deportazione ma soprattutto la barbarie di una guerra che puntava a disumanizzare gli esseri umani. Due storie, ricostruite con precisione documentaria che mettono l’accento su aspetti della dominazione nazista troppo spesso trascurati. Laddove la giustizia umana non è arrivata (il dottore morirà in libertà con il massimo della considerazione, mentre il nome dei giovani martiri si è perduto nella polvere del nulla) il nuovo libro di Frediano Sessi pone rimedio, sollecitando il lettore a comprendere il passato anche attraverso fatti individuali di chi lo ha vissuto, da carnefice impunito o da combattente per la libertà.