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Affari Di Famiglia

Da sempre al centro della riflessione antropologica, lo studio delle forme della parentela consente di illuminare – come dimostrano queste pagine – il cuore stesso di una società. Le regole in base alle quali si stabiliscono filiazione e matrimonio, parentela paterna e parentela materna, il modo in cui si acquisiscono gli affini, e soprattutto il modo in cui ci si comporta nei confronti dei numerosi membri di un gruppo di parentela, costituiscono altrettante manifestazioni di “umanità”. Questo volume illustra al lettore d’oggi la concezione antica, romana in particolare, della famiglia: dalla terminologia di parentela ai divieti matrimoniali, al contesto religioso, infine al ricorrere di temi parentali nella letteratura (Seneca, Ovidio, Virgilio, Sofocle), a riprova di come la parentela prenda forma, e nello stesso tempo funga da stimolo creativo, all’interno della cultura antica.

Barbari

Questo non è solo un bel libro di storia. Cè la zampata dello studioso di genio.Franco CardiniÈ noto che, come diceva Croce, si fa sempre storia del presente. In questo buon uso del passato Alessandro Barbero è un campione sempre pronto allo scatto. Barbari è un libro affascinante.Silvia Ronchey, Tuttolibri«Un mondo che si considera prospero e civile, segnato da disuguaglianze e squilibri al suo interno, ma forte di unamministrazione stabile e di uneconomia integrata; allesterno, popoli costretti a sopravvivere, minacciati dalla fame e dalla guerra, e che sempre più spesso chiedono di entrare; una frontiera militarizzata per filtrare profughi e immigrati; e autorità di governo che debbono decidere volta per volta il comportamento da tenere verso queste emergenze. Potrebbe sembrare una descrizione del nostro mondo, e invece è la situazione in cui si trovò per secoli limpero romano di fronte ai barbari.»

La vita, l’Universo e tutto quanto (Guida galattica per gli autostoppisti Vol. 3)

Gli abitanti meccanici del pianeta Krikkit sono stufi di guardare il cielo stellato sopra le loro teste, con tutto quell’inutile, monotono scintillio. Così decidono, semplicemente, di distruggerlo, facendo scomparire l’intero universo. Solo cinque individui possono opporsi ai loro folli piani: il terrestre Arthur Dent, viaggiatore dello spazio e del tempo, con il suo inseparabile amico alieno Ford Prefect, che, giusto per provare una nuova esperienza, decide di andare fuori di testa; insieme a loro l’indomabile Slartibartfast, vicepresidente della campagna per il Tempo Reale che viaggia su un’astronave alimentata dal comportamento irrazionale; il mostruoso Zaphod Beeblebrox, dotato di due teste e tre braccia, e la sensualissima Trillian. Per la strana brigata inizia così un’altra pazzesca avventura…
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### Sinossi
Gli abitanti meccanici del pianeta Krikkit sono stufi di guardare il cielo stellato sopra le loro teste, con tutto quell’inutile, monotono scintillio. Così decidono, semplicemente, di distruggerlo, facendo scomparire l’intero universo. Solo cinque individui possono opporsi ai loro folli piani: il terrestre Arthur Dent, viaggiatore dello spazio e del tempo, con il suo inseparabile amico alieno Ford Prefect, che, giusto per provare una nuova esperienza, decide di andare fuori di testa; insieme a loro l’indomabile Slartibartfast, vicepresidente della campagna per il Tempo Reale che viaggia su un’astronave alimentata dal comportamento irrazionale; il mostruoso Zaphod Beeblebrox, dotato di due teste e tre braccia, e la sensualissima Trillian. Per la strana brigata inizia così un’altra pazzesca avventura…

Guida Allo Studio Della Storia Greca

Questo libro si affianca alle altre analoghe guide storiche la cui comune griglia di base (Concetto, periodizzazione, problemi – Le grandi questioni – Le Fonti – Come lavora lo storico) è stata pensata ed elaborata in funzione della nuova didattica universitaria. Oggi che il vecchio corso monografico è morto per sempre, l’ambizione di questa Guida allo studio della storia greca è quella di offrire –non senza originalità– allo studente spunti per una riflessione sulla disciplina e al docente argomenti di discussione e di ulteriore approfondimento.

Gli uomini che fecero grande Roma antica

I sette re di Roma, i condottieri, gli imperatori. Nomi a noi ormai familiari, resi immortali attraverso millenni di storia e di leggendeI sette re di Roma, i condottieri, gli imperatori: nomi immortali che hanno attraversato millenni di storia e di leggende, di letteratura e di poesia. Chi erano, in realtà, i grandi personaggi della Roma antica? Scipione, Vespasiano, Marco Antonio: come hanno contribuito alla gloria della città, e come alla sua disfatta? Con quali grandi sfide si sono misurati, come e quanto hanno contribuito ad ampliare l’impero, a quali leggi hanno legato il proprio nome, come hanno cambiato l’architettura dell’antica Roma? In sostanza: come hanno modificato, ognuno a modo suo, il corso della nostra storia? Questo saggio, puntuale nei contenuti e di agile consultazione, si propone in tal senso come un contributo importante, che arricchisce la biografia ufficiale dei grandi uomini di Roma antica con aneddoti particolari che li renderanno più familiari di quanto non siano mai stati. Giuseppe Antonellistudioso del mondo antico, ha pubblicato con la Newton Compton Crasso; Lucullo (finalista al premio Strega); Roma tra Repubblica e Impero; Mitridate; Storia di Roma dalle origini alla fine della Repubblica; Gaio Mario; Clodia; Terenzia e Fulvia; Catilina; Scipione l’Africano; Roma alla conquista del mondo antico; Caligola; Silla; Pompeo; Giulio Cesare, Gli uomini che fecero grande Roma antica e Il libro nero di Roma antica. (source: Bol.com)

La scoperta di Troia

Meravigliosa e affascinante è la vita di Heinrich Schliemann, uomo d’affari e sognatore romantico, che lascia la sua attività commerciale e decide di tuffarsi nello studio del mondo antico per riportare alla luce la Troia di Omero. Una scoperta sensazionale che aprì orizzonti storici vastissimi: la leggenda omerica poggiava finalmente su supporti scientifici, seppure molto discussi. Dai primi anni di studio e di viaggi agli scavi risolutivi e ai ritrovamenti di tesori di enorme importanza e valore, Schliemann racconta in questo diario la sua avventura di primo archeologo moderno. In appendice altre notizie sugli scavi successivi e la cronologia della vita di Schliemann.

La scienza sacra dei faraoni

Quindici anni di ricerche e di meditazioni nella cittadina di Luxor, nell’alto Egitto, hanno permesso all’autore di ritrovare la saggezza sacra della quale il tempio è e rimane depositario per coloro i quali sanno leggere nella pietra. Questo volume, oltre a comprendere testi inediti dell’autore che preparano alla comprensione della scienza egiziana e pitagorica, raccoglie la filosofia essenziale delle conoscenze faraoniche.

Il mistero dei Maya

Arricchito di foto, diagrammi, disegni e cartine, il testo traccia la storia di un grande popolo scomparso nell’arco di un millennio, che ha dato vita a una delle più sorprendenti civiltà dell’America precolombiana. Il libro descrive i reperti archeologici trovati negli scavi, fornendo i particolari di una vita dedicata all’architettura, al commercio, ai riti religiosi, alle conquiste intellettuali e culturali di una popolazione così evoluta.

Il linguaggio dimenticato. La natura dei miti e dei sogni

Con la chiarezza e il rigore tipici della saggistica di Fromm , il filosofo e psicoanalista tedesco intraprende in quest’opera l’esplorazione nella storia dell’interpretazione dei sogni e dei miti, dalle letterature primitive alle intuizioni di Freud e Jung. Conducendoci nella selva dell’inconscio e spostando gradualmente la sua attenzione dall’individuo alle società, attraverso la lettura di miti e leggende di tutti i tempi, Fromm ci introduce ai problemi delle simbolizzazioni collettive. Una guida alla comprensione del linguaggio simbolico che è “una lingua vera e propria, e in effetti l’unico linguaggio universale che la razza umana abbia mai creato”.

I Greci d’Occidente

La colonnizzazione greca dell’Adriatico, dello Ionio e del Tirreno fino a Gibilterra sotto tutti i suoi aspetti: i motivi del viaggio, i pericoli, le navi, la fondazione delle colonie, l’arte, l’economia, ecc. Un saggio sui “greci fuori dalla Grecia” e sulla grecità del Mediterraneo. industriale. Nell’attività di progettazione troviamo design di oggetti per l’ambiente domestico, edifici di grandi dimensioni, allestimenti museali ed espositivi, restauri, interventi e ristrutturazioni nei centri storici, nuove costruzioni industriali e commerciali.

I grandi generali di Roma antica. Gli uomini che impressero il loro marchio sulle conquiste, sulle battaglie e sulle guerre della repubblica e dell’impero

La ricchezza di Roma antica è costituita dai grandi uomini che la sua storia ha saputo produrre. Questo volume racconta la carriera e le campagne, le imprese e i fallimenti, descrive le tattiche e le strategie, riporta le dichiarazioni e le arringhe, di ventidue tra consoli, dittatori, magistrati in genere e imperatori che più seppero imprimere il loro marchio sulle conquiste e sugli episodi bellici salienti della storia romana. **

Le grandi donne di Roma antica

Le diciannove donne che hanno avuto un ruolo al centro del potere nell’antica città eternaStorie di donne di Roma antica in diciannove ritratti, da Rea Silvia a Galla Placidia. Storie di passioni e di letti, non di rado determinanti nella lotta per il potere, al pari di battaglie e congiure o colpi di Stato. O di madri e mogli che hanno determinato la gloria dei loro figli e mariti. Come nei casi, diversissimi, di Cornelia, madre dei Gracchi, e di Messalina, giovane sposa dell’imperatore Claudio. Esempio luminoso per le donne della sua epoca, l’una; paradigma di lussuria, l’altra, specchio deformante di una società che toccava il limite della depravazione. Fra le due corrono duecento anni, e il periodo prodigioso e irripetibile di Roma: dalla città dei sette colli alla magnificenza dell’epoca imperiale, fino all’avvento del Cristianesimo, con la moralizzazione della vita pubblica, e il conseguente dilagare di una certa ipocrisia nei costumi. Elena, madre di Costantino, era una stabularia, ragazza di taverna. E Fausta, la moglie di Costantino, fu soffocata nei bagni di palazzo quando si scoprì che “si concedeva a ogni persona”.Furio Sampoliè un autore specializzato nella storia della Roma antica. Ha scritto Lo specchio nero; Il daimon; Ventitré pugnalate; Il demone di Silla e Nerone. Con la Newton Compton ha pubblicato Agrippina, la donna dei Cesari; Marco Antonio, l’antagonista di Ottaviano; Costantino il grande e la sua dinastia e Le grandi donne di Roma antica. (source: Bol.com)

I grandi condottieri di Roma antica

Gli uomini che impressero il loro marchio sulle conquiste, sulle battaglie e sulle guerre dagli albori di Roma alla caduta dell’impero romano d’OccidenteIn ogni periodo dell’epopea di Roma antica, dagli albori al crollo finale, grandi generali hanno scritto pagine memorabili e avvincenti, pur con intenti e motivazioni diverse. Così, nella prima fase della repubblica troviamo personaggi disinteressati, consacrati alla maggior gloria della loro patria, come Furio Camillo, Fabio Massimo, Scipione l’Africano. Nell’epoca delle guerre civili, figure come Mario, Silla, Pompeo e Cesare, pur contribuendo in ampia misura all’espansione del mondo romano, agiscono principalmente sulla spinta dell’ambizione personale. Con l’impero, i grandi generali, spesso gli stessi imperatori, sono sì mossi dalla brama di potere, ma si considerano anche gli individui della provvidenza, i più adatti dapprima a espandere, come Germanico o Traiano, poi a difendere i confini di Roma, come Settimio Severo e Costantino. Dopo il primo imperatore cristiano inizia una nuova fase, con imperatori sempre più inetti e un esercito sempre più barbarizzato. I nuovi condottieri sono i magistri militum, romani di scuola barbarica, come Ezio e Oreste, mezzosangue, come Stilicone, o addirittura barbari, come Ricimero e Odoacre. Costoro instaurano delle vere e proprie dittature militari, dando luogo al più straordinario dei paradossi che contraddistinguono l’epoca della caduta dell’impero romano d’Occidente: un barbaro a capo e a difesa di un impero assediato da barbari.Andrea Fredianiè nato a Roma nel 1963. Laureato in Storia medievale, ha collaborato con numerose riviste specializzate, tra cui ‘Storia e Dossier’, ‘Medioevo’ e ‘Focus Storia’. Attualmente è consulente scientifico della rivista ‘Focus Wars’. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra gli altri, i saggi Gli assedi di Roma, vincitore nel 1998 del premio Orient Express quale miglior opera di Romanistica; Le grandi battaglie di Roma antica; I grandi generali di Roma antica; Le grandi battaglie di Giulio Cesare; Le grandi battaglie del Medioevo; I grandi condottieri che hanno cambiato la storia; Guerre, battaglie e rivolte nel mondo arabo e L’ultima battaglia dell’impero romano. Ha scritto i libri 101 segreti che hanno fatto grande l’impero romano e 101 battaglie che hanno fatto l’Italia unita, e i romanzi storici 300 guerrieri; Jerusalem (tradotti in varie lingue); Un eroe per l’impero romano; la trilogia Dictator (L’ombra di Cesare, Il nemico di Cesare e Il trionfo di Cesare – quest’ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011) e Marathon. (source: Bol.com)

La caduta di Roma e la fine della civiltà

Roma non è caduta. O almeno cosi dicono le più recenti teorie storiografiche. La transizione al dominio germanico sarebbe stata graduale e pacifica, risultato di una progressiva integrazione delle popolazioni del nord, vitali ma primitive, nel grande organismo imperiale, raffinato e ormai prossimo all’esaurimento. II loro mescolarsi avrebbe dato vita a una nuova era di positive trasformazioni culturali. Niente affatto, sostiene Bryan Ward-Perkins. Ma quale integrazione, quale proficua sistemazione delle popolazioni esterne entro i confini dell’impero! “I Germani che invasero l’impero d’Occidente occuparono o estorsero con la minaccia della forza la massima parte dei territori in cui si stabilirono, senza alcun accordo formale sulla divisione delle risorse con i loro nuovi sudditi romani. Dovunque si abbiano testimonianze di una certa ampiezza, la norma era indubbiamente la conquista o la resa alla minaccia della forza, e non un accordo pacifico”.

Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell’impero romano

“Un mondo che si considera prospero e civile, segnato da disuguaglianze e squilibri al suo interno, ma forte di un’amministrazione stabile e di un’economia integrata; all’esterno, popoli costretti a sopravvivere con risorse insufficienti, minacciati dalla fame e dalla guerra, e che sempre più spesso chiedono di entrare; una frontiera militarizzata per filtrare profughi e immigrati; e autorità di governo che debbono decidere volta per volta il comportamento da tenere verso queste emergenze, con una gamma di opzioni che va dall’allontanamento forzato all’accoglienza in massa, dalla fissazione di quote d’ingresso all’offerta di aiuti umanitari e posti di lavoro. Potrebbe sembrare una descrizione del nostro mondo, e invece è la situazione in cui si trovò per secoli l’impero romano di fronte ai barbari.” Per molto tempo la gestione di questo flusso di popoli attraverso i confini dell’Impero produce un equilibrio instabile ma funzionale, che garantisce ai Romani l’approvvigionamento di nuove leve per l’esercito e per la coltivazione dei campi, in cambio dell’assimilazione nei più grande “Stato” del pianeta. **

Gli architetti del Partenone

Indicato e accettato per secoli come il capolavoro, il modello della perfezione calcolata, delle armonie prestabilite nell’arte architettonica, il Partenone appare in tutt’altra luce nell’indagine di Rhys Carpenter. Un esame minuzioso delle fonti e soprattutto delle strutture del tempio che si erge sull’acropoli ateniese permette allo studioso americano di individuarvi la “ricostruzione”, su scala più ampia, di un tempio precedente, già in parte ultimato ad opera di un altro architetto. Due furono infatti gli architetti del Partenone e due furono i Partenoni stessi; il prototipo dell’architettura apollinea è così in realtà frutto dell’improvvisazione empirica, in cui entrarono materiali, persino alcune colonne concepite per un’opera anteriore, profondamente diversa. Non solo, ma nella costruzione del Partenone si fronteggiano, coi due architetti rivali, due fazioni politiche opposte nella Atene del V secolo avanti Cristo, capeggiati da due statisti quali Cimone e Pericle. La storia, la descrizione, l’analisi di un edificio entrano qui nella storia di una città e si allargano in una discussione generale sull’architettura dei templi greci nel loro contesto storico.