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Scuola media. Dalle stelle alle stalle

STO PER ANDARE ALLA GITA SCOLATICA DELLA MIA VITA!
Cosa potrebbe mai andare storto?
Innanzitutto, che ne dite di:
· provocare una catastrofe vomitatoria durante un viaggio aereo di dieci ore
· rubare accidentalmente un inestimabile tesoro nazionale
· ritrovarsi completamente sperduto in un’immensa città senza né soldi né telefono
· uscire insieme alla tipa che mi piace e al suo ragazzo perfettino
Ma la cosa peggiore in assoluto?
Ho passato tutte le scuole medie a nascondermi da Miller il Killer,
ma in questa gita non c’è
NESSUN POSTO IN CUI SCAPPARE!

Scuola media. Dalle stelle alle stalle

STO PER ANDARE ALLA GITA SCOLATICA DELLA MIA VITA!
Cosa potrebbe mai andare storto?
Innanzitutto, che ne dite di:
· provocare una catastrofe vomitatoria durante un viaggio aereo di dieci ore
· rubare accidentalmente un inestimabile tesoro nazionale
· ritrovarsi completamente sperduto in un’immensa città senza né soldi né telefono
· uscire insieme alla tipa che mi piace e al suo ragazzo perfettino
Ma la cosa peggiore in assoluto?
Ho passato tutte le scuole medie a nascondermi da Miller il Killer,
ma in questa gita non c’è
NESSUN POSTO IN CUI SCAPPARE!

Rumo E I Prodigi Dell’oscurità

«Ci sono miracoli che devono avvenire nell’oscurità».
Prof. Dott. Abdul Noctambulotti
Dove esistono ancora eroi veri? Dove si trovano la grande avventura e autentici prodigi?
Solo a Zamonia, immenso continente della fantasia, popolato dalle forme di vita più bizzarre e pericolose, dai satanici ciclopi delle diavorocce vaganti ai tenebroni dai molti cervelli, dai malvagi cittadini dell’oscura e mefitica Tartaro ai muscoli inesistenti, che abitano la dimensione dell’infinitamente piccolo. Qui un piccolo croccamauro è destinato a diventare un giorno il più grande eroe di Zamonia: seguendo un luccicante filo d’argento, traccia olfattiva che soltanto il suo naso sa cogliere, Rumo comincia l’avventuroso viaggio nel mondo di sopra e nel mondo di sotto, diventa adulto, impara a lottare, rischia la vita, incontra personaggi indimenticabili, ma soprattutto Rala, croccamaura bella e coraggiosa al punto da sfidare la morte e il suo più sfegatato seguace, l’invincibile generale delle facce di bronzo . Walter Moers trasforma l’avventura in poesia: non gli importa la realtà, e paradossalmente racconta la vita. Quella più profonda. Merita il premio per la bugia più vera.

Tutti pazzi per me! Una storia di scuola media

Tutti sanno che è divertentissimo, è provato che possa essere persino superfantastico, ma riuscirà a fare in modo che impazziscano tutti per lui? La notizia è stratosferica, pazzesca, incredibilmente formidabile, e sono diventato l’eroe di tutti i miei compagni di scuola media! Non ci posso ancora credere, ma io, Jamie Grimm, sono stato ammesso a Hollywood alle finali del concorso per il Giovane Comico più divertente del pianeta! La scalata sarà piuttosto ardua ma, con l’aiuto dei miei migliori amici – e della mia nuova valanga di fan, naturalmente – potrei forse, spero, non morire sul palco in mondovisione… Bene, c’è una sola cosa che mi resta da fare: alzarmi (metaforicamente) in piedi e far diventare i miei spettatori tutti pazzi per me! Età di lettura: da 11 anni.

Mi sono iscritto nel registro degli indagati

“Sono andato al Palazzo di Giustizia e su una scrivania c’era un registro. Tipo scuola. Non c’era nessuno… Io ho scritto il mio nome, cognome, nato a… Vado via. Passa Gian Antonio Stella, anche lui è curioso, guarda e pubblica tutto l’elenco. Il magistrato mi chiama: «Ma lei non è indagato, chi l’ha scritto?». Potevo dire non lo so. Ho detto la verità e mi hanno indagato per falso in atto pubblico, mi hanno iscritto sul registro. Tra una roba e l’altra ho passato la giornata. Il mio problema infatti è far passare il tempo e trovare il modo di essere compatito. Quando lavoravo per Greenpeace ero sempre preso, ma sono rimasto un po’ deluso perché non mi hanno versato i bollini per la pensione. Ho assaltato baleniere e dovrei avere trentadue anni di bollini perché ho iniziato presto. Invece sono coperti solo gli otto mesi che ho lavorato in regola al McDonald’s dove facevo andare carne di balena. Nemmeno degli anni come addetto alla piazzetta ecologica del mio paese hanno tenuto conto. Non ho mai avuto problemi: conosco tutti i materiali in commercio e so come vanno «differenziati». Però un giorno mi hanno portato un banco di calzolaio completo (trenta metri): sagome di alluminio per infilare le scarpe, basamenti in plastica. Una complessità tale che mi sono confuso. Alla fine l’ho buttato nel Lambro, ma per quello non mi hanno ancora indagato.” Maurizio Milani ci parla della crisi, dei mutui subprime, di ecologia e giustizia offrendo una nuova prova da narratore “completo” (come direbbe lui), espressione di uno scrittore vero in grado di dare vita a un mondo e a una lingua originali. Cinico e poetico, tragico eppure esilarante, crudele e insieme voltairianamente candido, l’autore di Codogno ci offre il suo sguardo sghembo sulla nostra povera realtà quotidiana. Nessuno meglio del critico Aldo Grasso ha descritto la “poetica milaniana”: “bagliori di scrittura, lampi d’intelligenza, folgori sull’incongruenza del nostro relazionarci: (…) Milani pennella episodi che sono contrari alla razionalità, al senso comune, all’evidenza, i suoi eroi seguono una labile ed effimera traccia (uno stato d’animo o un’emozione) apparentemente senza alcun significato. Questa la sua grandezza, questa la sua unicità”.

Le Indagini Del Commissario Ponzetti

Il volume raccoglie *I gatti lo sapranno* , *Ci saranno altre voci* e *Il silenzio degli occhi*.
**I gatti lo sapranno**
«Chiamatemi pure sbirro. Sono vecchio del mestiere, per queste cose non mi offendo più». Così si presenta ai lettori il commissario Ottavio Ponzetti in occasione di questa prima indagine. Niente di complicato, almeno all’apparenza: nel quartiere Esquilino hanno investito una gattara, lasciandola in fin di vita; la faccenda però è destinata a ingarbugliarsi nel più classico dei “pasticciacci”. Un poliziesco vibrante dei colori e delle atmosfere del centro storico di Roma, per la prima volta un commissario insolito, dal passo stanco e dal pensiero veloce.
**Ci saranno altre voci**
La sparizione di un uomo dipinto da tutti come tranquillo, all’antica, solo un po’ misantropo, è al centro della seconda indagine del commissario Ponzetti. Un caso che finirà addirittura in TV, scatenando un putiferio tra i ragazzi del liceo Mameli (dove lo scomparso insegnava) e le loro famiglie. Tra i silenzi ovattati del quartiere Parioli, affiancato dal simpatico ispettore Iannotta, il commissario dovrà vedersela con ben tre donne, implicate a vario titolo nel mistero inscenato.
**Il silenzio degli occhi**
Dicembre 2008. Mentre Roma è percorsa da un’ansia febbrile per l’eccezionale piena del Tevere, il commissario Ponzetti ritrova nella sua auto un bambino di circa quattro anni, scalzo e sordomuto. Una faccenda non da poco, cui si aggiungono le iniziative della famigerata “banda dei SUV”, che lascia la sua firma squarciando le gomme a decine di auto. La terza indagine di Ponzetti inizia coi toni di una farsa per assumere presto le tinte di un intrigo che lo obbligherà a fare i conti persino con i servizi segreti.

Una notte di passione

L’inguaribile romantico Thaddeus Middleton sta cercando moglie. Spera di trovare una donna attratta più da lui che dal denaro. Invece, si ritrova accattivato da una ragazza tutta pepe che non prova il minimo interesse nei suoi confronti! O almeno, questo è ciò che dice lei quando non lo sta baciando sotto le stelle…
La signorina Priscilla Weatherby è destinata a ereditare una fortuna… purché rimanga nubile e libera da scandali. Il che è abbastanza facile, fino a quando Priscilla non conosce un uomo più pericoloso dei lord sprezzanti e dei libertini senza cuore. Thad è una gioia sexy e dolce, i cui abbracci appassionati rovineranno tutto… lei compresa! Priscilla è disposta a sacrificare ogni cosa per l’indipendenza. Anche l’amore…
**Ecco a voi gli indimenticabili frequentatori della più famosa taverna di Londra, Il Duca Malandrino. Belli e seducenti, con fascino e arguzia da vendere, una notte con questi libertini e farabutti non basterà mai…**

Una giornata da cane

«Che strazio farsi fare il bagnetto, e quella terribile sensazione che ti lascia addosso, alla quale può porre rimedio solo una bella rotolata nel fango! Quella gattaccia spocchiosa e arrogante, ma chi si crede di essere? E Miss Brown, come la adoro! Mi fa sempre tante coccole e mi dà gli zuccherini. Le voglio così bene e la perdono per quella volta che mi ha messo quel nastro rosa al collo che mi faceva sembrare così ridicolo e che tra l’altro aveva un sapore schifoso». Raccontata in prima persona dal suo peloso protagonista, Una giornata da cane ci fa vivere un’avventura fuori dagli schemi. Osserveremo il mondo dal punto di vista di un cagnolino un po’ bricconcello, che ne combina veramente tante ma a cui tutti vogliono un gran bene. Un testo divertente accompagnato dalle splendide illustrazioni di Cecil Aldin; una lettura per gli amanti dei nostri amici a quattro zampe e delle storie ricche di sense of humour, anche in versione canina.

Sono stata spiegata?

Il libro raccoglie il meglio dei monologhi di Sconsolata, il personaggio creato dalla comica Annamaria Barbera, e delle battute che l’hanno resa famosa attraverso Zelig. A queste si aggiungono velate concessioni al sentimento e alla femminilità che l’autrice ha voluto regalare ai lettori e alla lettrici.

La Sicilia spiegata agli eschimesi

Vi siete mai accorti che la Sicilia e il Giappone hanno molto in comune?
Sono entrambe isole dominate da un vulcano, ad esempio. Siciliani e giapponesi adorano il pesce crudo, le lame, siano katana o serramanico, i rituali religiosi o familiari. Qui e là il senso dell’onore e il vincolo dell’amicizia sono sacri. E poi, se fate caso, il sushi non è forse un arancino di design?
Questa e molte altre osservazioni sono contenute nell’ultimo, sorprendente libro di Ottavio Cappellani, autore tra i più brillanti e caustici della nostra letteratura.
Una “guida” irriverente sulla Sicilia, isola magnifica e “incomprensibile”, ma anche l’atto d’amore di un grande scrittore per la sua terra.

Breve storia triste (del mondo)

Breve storia triste (o BST, sempre per obbedire all’esigenza di sintesi) non è più solo il tormentone che impazza sul web ma, come scrive Ivan Cotroneo nella Prefazione, «una specie di esercizio filosofico che in maniera brutale e diretta toglie fronzoli e orpelli e ti mette di fronte l’essenza possibile della storia, a volerla guardare con il filtro dell’ironia». Una chiave narrativa che mescola brevitas e levitas per raccontare non solo le proprie piccole-grandi sfighe del quotidiano, ma che ora si applica a tutto lo scibile umano: perché se ci si impegna, in fondo, anche la situazione più complicata, l’evento storico più aggrovigliato, il romanzo più arzigogolato può essere ridotto a un distico fulminante. Ma serve un metodo. E così Nina Verdelli, in sette capitoli, seleziona i film che hanno fatto la storia del cinema, le serie tv diventate cult, i cartoni animati che hanno colorato l’infanzia dei Millennials (e hanno fatto ringiovanire i genitori), i libri che tutti ci proponiamo di leggere prima di morire, i periodi e personaggi storici più iconici, la vita quotidiana e le abitudini social. Frizzante, leggero e condito da un pizzico di cattiveria, Breve storia triste (del mondo) si può leggere come una sintetica enciclopedia umoristica, ma si propone anche di diventare un intelligente gioco di società da godersi con gli amici, o dopo una cena dai suoceri: perché tutto può diventare divertente, se ridotto a BST… Breve storia triste Mi piacevi. Poi hai applaudito quando è atterrato l’aereo. Breve storia allegra Il libro fa ridere, l’autrice è brava e sa che non deve guardare in faccia a nessuno, vi divertirete molto. Buona lettura. Ivan Cotroneo, dalla Prefazione

Povera piccina

Se siete fra quanti ritengono che la partenza di zia Mame per l’India abbia ingiustamente sottratto alla vostra vita l’indispensabile correttivo di gag, frasi celebri e alzate d’ingegno, allora siete pronti per incontrare una sua sorella immaginaria, una ragazza di cui persino Mame – accusabile di tutto, ma non di ossequio al comune senso del pudore – avrebbe parlato con imbarazzo: Belle Schlumpfert. Belle nasce a Venezuela, nell’Illinois, da una madre troppo impegnata a far carriera presso la casa di Madam Louise per mettere su una famiglia come si deve. Che cosa veramente sia quella «casa», il lettore è libero di immaginarlo, ma nell’inattendibile, incontenibile, travolgente racconto di Belle è solo una dimora di artiste dove la piccina scoprirà una precoce, ma non per questo meno temibile, vocazione per lo spettacolo in ogni sua forma conosciuta. Una vocazione che Belle porterà alle sue estreme conseguenze, demolendo con la coerenza stilistica del suo coetaneo Ed Wood, e la grazia imperdonabile di Hrundi V. Bakshi in Hollywood Party, ogni commedia, film o varietà televisivo in cui le capiterà di comparire. Pensato inizialmente come la parodia definitiva di un genere – la biografia autorizzata, e per ciò stesso apocrifa, della grande star – e assemblato in mesi di lavoro, insieme al fotografo Cris Alexander, su un vero e proprio set, *Povera piccina* è una meravigliosa macchina comica a cielo aperto, che suscita anche solo in chi lo sfoglia le reazioni migliori, cioè le più sgangherate, mentre a chi lo legge istilla una strana tentazione, cui lo stesso Dennis finì per cedere: quella di passare al di là dello specchio e intrufolarsi, pazienza se in un ruolo di contorno, in una pagina qualsiasi del racconto.

Perché i maschi hanno i capezzoli?

“Dottore, le ostriche sono afrodisiache?” Oddio, ci risiamo. Se sei un medico, le feste possono rivelarsi un vero tormento. Cose sfiziose da mangiare e magari un martini fatto a regola d’arte, ma… quando si alza il tasso alcolico si abbassano le inibizioni e c’è sempre qualcuno che ti parla della flatulenza del cognato (non della propria, certo). E non è finita qui. Mentre cerchi di scivolare al pari di un’anguilla verso il buffet, dove già vedi agitare lo shaker come un miraggio, eccoti la via sbarrata da qualcun altro che ti fa quelle domande, intriganti, d’accordo, a cui proprio non sai rispondere. Tipo: “È vero che lo sperma fa ingrassare?” o “È pericoloso mangiare carne umana?” A questo punto, mentre cerchi di capire che razza di dieta seguano questi individui, ne arrivano subito altri con dubbi ancora più balordi. “Si può sballare leccando un rospo?” “È igienico farsi urinare addosso?” Ragazzi, quel barman deve fare dei martini davvero fantastici. Comunque, se anche voi avete l’abitudine di massacrare internisti e dermatologi ai party, eccovi qui un libro che risparmierà a loro un mal di stomaco e a voi una brutta figura. Una raccolta di curiosità scientifiche da sfoggiare alla prossima festa. Per spiegare finalmente, con nonchalance, “perché i maschi hanno i capezzoli”.
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Nel bene, nel male e nel così così

Diventata famosa con il video “The Arcore’s nights” (parodia di “Grease” sulle vicende del premier), che ha registrato più di due milioni di visualizzazioni nei soli primi due giorni in rete, la Sora Cesira oggi è una vera e propria divinità del web. I suoi video sono attesissimi e fanno notizia ormai anche sui quotidiani. Il suo blog è un vero culto. Chi si nasconda dietro alla Sora Cesira – casalinga sovrappeso, tifosa della Lazio, sposata con Plinio, romanista incallito, e madre di due ragazzi meravigliosi: Fausto Kevin e Jolanda Sue Ellen – nessuno lo sa e forse poco importa. Quel che conta è che la sua visione dell’Italia, della politica ma anche delle nostre manie e abitudini, colga sempre nel segno e ci faccia divertire, consapevoli che stiamo ridendo di noi. Questo libro raccoglie tutto il meglio della Sora Cesira. E quindi tutto il meglio di noi italiani che facciamo la spesa al discount, dove l’acqua minerale è in damigiane da Oktoberfest, tentiamo di dimagrire facendo spinning per poi, dopo aver rischiato l’infarto, passare al “Ponzio Pilates, che dicono manco fa sudare”, e compriamo solo gialli svedesi che poi usiamo come fermaporte.

Lavoratori di tutto il mondo, ridete. La rivoluzione umoristica del comunismo

Rivoluzione, comunismo, utopia, tragedia, ma anche risate e satira. Dopo l’umorismo ebraico, Moni Ovadia racconta la grande epopea comunista attingendo al tesoro della diceria popolare, della canzonatura, dell’aneddoto, della storiella autodelatoria. La gigantesca macchina della retorica di regime mostra qui il suo volto irrimediabilmente patetico di fronte alla scheletrica guizzante intelligenza del motto di spirito.
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E l’alluce fu. Monologhi e gag

Marco Giusti ha scelto e montato dagli spettacoli di Benigni degli ultimi dieci anni il meglio della sua scatenata comicità, quell’inconfondibile misto di allegra ferocia giullaresca, irriverenti provocazioni, estri linguistici, gusto del nonsense, che è arrivato ad una surreale riscrittura della Bibbia. E’ la prima volta che Benigni accetta di raccogliere in volume il meglio del suo lavoro teatrale e televisivo, in cui ha dato voce satirica alle rabbie e alle frustrazioni degli italiani, prendendo di mira il lungo crepuscolo della prima repubblica, con la sua fauna di incredibili personaggi.
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Due pinte di birra

Due amici si incontrano regolarmente in un pub di Dublino per condividere la tradizionale, consolatoria pinta di birra, e commentare con disincantata ironia le novità del giorno: la riconferma di Obama, le Olimpiadi di Londra, la storica visita della regina in Irlanda. Ma non mancano le incursioni nel privato, le mogli, i nipoti, in particolare il piccolo Damien con il suo amore smodato per gli animali, che lo porta ad adottare prima una iena e poi un orso polare. I due non sono affatto dei provinciali: si preoccupano del debito della Grecia, o delle mosse degli investitori internazionali (chiunque essi siano o chiunque credano di essere), ammirano le gesta di un tal Francesco Schettino e si interrogano sulle cause reali delle dimissioni di Berlusconi, o sulla fuga del colonnello Gheddafi (che uno dei due è convinto di aver visto al Terminal 2 dell’aeroporto, travestito da addetto alle pulizie), piangono la morte di star come Whitney Houston e Robin Gibb, si esaltano per le gesta dei loro idoli del calcio (salvo poi temere che la passione per Fernando Torres o Andrij Sevcenko possa essere segno di scarsa mascolinità). E fanno pace con se stessi quando finalmente scoprono una ragione valida per ricominciare a odiare gli inglesi.
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Una donna di troppo

Joey ha una missione: vendicarsi di Chaz, il marito che l’ha uccisa. O meglio, che ci ha provato, scaraventandola tra gli squali nel mezzo dell’oceano. La Corrente del Golfo l’ha portata, aggrappata a trenta chili di marjuana abbandonati dai contrabbandieri, nelle acque blu di un isolotto dell’Atlantico. Lì vive Mick Stranahan, ex sbirro, un duro dal cuore d’oro, sopravvissuto a sei mogli.
Insieme a Mick, Joey orchestra un imprevedibile piano per portare il marito alla follia e Chaz, che non riesce più a controllare i nervi e la sua impetuosa amante, chiede aiuto a Red, il boss per cui lavora, che gli affianca un tirapiedi pronto a sparare per uccidere. Eppure, nonostante la protezione della sua villosa guardia del corpo, Chaz finirà in una serie di trappole che lo manderanno lentamente a fondo.
Amori, spari, tradimenti e pallottole, sullo sfondo del brillante scenario della Florida, minacciato dai morsi della politica corrotta e dall’avidità di capitani d’impresa senza scrupoli. La comicità travolgente di Hiaasen dà il suo meglio quando i nervi di Chaz cominciano ad andare in pezzi e il suo “delitto perfetto” si sgretola in una serie di fatali errori.

Il Disoccupato Doc: Narrativa

Il Disoccupato Doc: Narrativa by Raffaele Crispino
Enzo,il professore, vive a Belriposo con la mamma e le sue due sorelle. E’ disoccupato , non ha una laurea né l’abilitazione all’insegnamento. Per sbarcare il lunario fa delle ripetizioni (a malincuore) in cambio di mozzarelle e patate e qualche stoffa di cotone ma la maggior parte del tempo lo passa con Pasquale ‘o sfessato anche lui disoccupato. Giulia , la sua fidanzata, preme perché Enzo si sistemi, magari occupandosi in qualche grossa società statale. Così si rivolgono ad un noto faccendiere locale,Michele ‘o bit , capace di procurare un qualsiasi posto di lavoro in cambio di un consistente contributo in denaro. La cosa non va a buon fine perché ,nonostante l’aiuto economico delle sorelle, non si riesce a raggiungere la cifra pattuita. La sua vita continua tra serate danzanti a casa di amici facoltosi o al bar Genny , tipico ritrovo degli intellettuali del paese. Finalmente , dopo vari incarichi di supplenza di due o tre giorni , arriva la chiamata al Nord. Farà l’insegnante. Ora non è più un disoccupato. Ma lì al Nord ci sarà da combattere. Tutti temono per la sua salute: lontano dal sole e nella fredda e gelida Milano. E poi ci sono le tentazioni delle donne del Nord. Giulia teme di perderlo e vorrebbe partire con lui. La signora Folea , da sempre innamorata di lui , ne approfitta per far visita ad una sua lontana parente milanese. Riuscirà il nostro professore a tornare indenne dal nord ed a riscaldarsi al sole di Napoli?

Diario di una schiappa. Vita da cani

Finalmente le nuove avventure di Greg!
Sono arrivate le vacanze estive! Lunghe giornate di sole, vagonate di tempo libero, la scuola un incubo lontano… Ma dov’è Greg? In casa, naturalmente. A mettere in pratica il suo concetto di estate ideale: tende tirate, videogame, zero compiti e zero problemi. Peccato che la mamma abbia altri progetti… Passando da un orrore all’altro – dal club di lettura alle docce della piscina comunale, fino alle vacanze con il migliore amico Rowley – riuscirà Greg a sopravvivere a un’estate da cani?

Cronache del Mondo Strambo

Tra principesse, ladri gentiluomini, stregoni cattivi e draghi sputafuoco, Laura Schirru ci racconta due storie che sono una panoramica ironica e coinvolgente sugli stereotipi del Fantasy classico.
Una lettura leggera e divertente ma anche un manuale di sopravvivenza nel mondo fantastico, consigliato a tutti!

Col cavolo

In principio furono le single frollate, sole come i gambi di sedano; poi le principesse sul pisello, rassegnate a principi azzurri sbiaditi. Adesso, con un volume che chiude la «trilogia vegetale», tocca alle coppie in crisi. Ai lui e alle lei che, innamorati sull’onda di un cavallone ormonale, poi si spannano gli occhiali e si scoprono vicendevolmente insopportabili.
*Col cavolo* è una nuova esilarante rassegna di tipi e situazioni della vita quotidiana, infilzati dalla penna mordace di una Littizzetto più scatenata che mai. L’ultimo, irresistibile capitolo della sua divina commedia della femminilità.

Cinquanta vacanze orrende

Dopo il successo di Cento lavori orrendi, Dan Kieran ci accompagna attraverso cinquanta storie tragicomiche per raccontare le peggiori esperienze in tema di vacanze. Dagli anni sessanta al duemila, crociere alle Bahamas, viaggi d’affari in Costa Azzurra, soggiorni in Indonesia, scambi culturali in Svezia, piramidi egiziane, isole greche, Waikiki beach, Stonehenge, Las Vegas, Cipro, la spiaggia di Paolem, Bucarest, per fare solo qualche esempio; il tutto condito con uragani, piogge torrenziali, paludi, hotel imbarazzanti, malattie esotiche, cibi immangiabili, intossicazioni, liti, infortuni e non solo. Insomma: quando una vacanza desiderata e attesa si trasforma in un incubo.
Il volume propone altresí tre inserti curati da Tourism Concern sulle cinque destinazioni ecologicamente piú devastanti al mondo, le cinque piú pericolose e le cinque piú immorali.
Completano ciascun itinerario curiosità e informazioni utili e divertenti.

Cinquanta smagliature di Gina

In ogni donna ci sono almeno cinquanta (mila) sfumature, sbavature, smagliature, che la rendono tanto ricca interiormente quanto incomprensibile all’altra metà del cielo. In questo libro, di smagliature femminili ne racconteremo soltanto cinquanta, un numero che va molto di moda in questo momento. Ma cosa si intende per smagliature? Be’, si intende quel po’ di sovrappeso emotivo che tutte noi abbiamo, quelle bislacche imperfezioni che ci rendono così ipersensibili, complicate, esperte di film dell’orrore che proiettiamo dentro di noi ogni volta che per esempio un fidanzato non risponde subito ai nostri sms (non mi ama più e/o sta scrivendo a un’altra), un’amica ci trova un po’ stanche (stanca? Vuol dire brutta?), la bilancia segna un etto in più (ecco, sono obesa). ”Cinquanta smagliature di Gina” vi propone un rimedio naturale al cento per cento, consigliatissimo contro le smagliature interiori. Si chiama autoironia. Che, combinazione, oltre a far più bella la pelle come ogni sorriso, è l’arma di seduzione più efficace che ci sia. Meglio del botox. Le più coraggiose, o le più sfacciatamente ottimiste, potrebbero far leggere questo libro anche ai propri uomini, così magari (magari, eh) loro capirebbero qualcosa sulle donne. Ché la speranza è l’ultima a smagliarsi. Ah, ancora una cosa, Gine: è ufficiale, la perfezione è un’immensa cazzata.
(source: Bol.com)

Avviso di chiamata

**Dopo *Siracusa* , arriva nelle librerie italiane il romanzo d’esordio di Delia Ephron, sorella della famosa Nora e insieme a lei autrice di film indimenticabili come *C’è posta per te*.**
Eve Mozell è un’organizzatrice di eventi quarantaquattrenne che vive a Los Angeles. Quella da cui proviene è una famiglia di eccentrici artisti. Da tempo la madre ha lasciato il padre per un altro uomo e, ora che lui è divenuto anziano, tocca a lei farsene carico, insieme alle sue sorelle: la maggiore, Georgia, estrosa e brillante, è la direttrice di un’importante rivista e trasforma in moda qualsiasi cosa indossi o dica; la minore, Maddy, è un’attrice stralunata alle prese con una gravidanza imprevista e il conseguente licenziamento dalla soap opera in cui lavora. Il padre, con il suo alcolismo, i suoi episodi maniaco-depressivi, i suoi tentativi di suicidio e le sue assurde storie d’amore e di sesso, è un disastro. Ma Eve ha anche altri problemi: gli impegni lavorativi, le preoccupazioni per il figlio adolescente, l’angoscia per il proprio declino fisico. Per questo esistono le sorelle: nonostante le gelosie e le incomprensioni, basta alzare la cornetta del telefono per trovare un po’ di sollievo…
Le carriere, gli amori e le rivalità di tre sorelle fra New York e Los Angeles: in *Avviso di chiamata* , romanzo che ha molto di autobiografico, l’autrice svela una serie di squisiti retroscena sulla famiglia Ephron, a partire dall’indimenticabile Nora. Da questo romanzo è stato tratto il film omonimo con Meg Ryan e Diane Keaton (anche regista).
**«Il tempismo comico di Ephron è perfetto. *Avviso di chiamata* è pieno di vita e, in fin dei conti, di amore».
«The New York Times Book Review»**
**«Ci sono dentro tutte le dinamiche familiari: la rivalità fra sorelle, la tristezza, la malattia mentale, le risate»
«Vogue»**
**«Affettuoso, toccante e vivace: è come ritrovare un’amica».
«Elle»** **
### Sinossi
**Dopo *Siracusa* , arriva nelle librerie italiane il romanzo d’esordio di Delia Ephron, sorella della famosa Nora e insieme a lei autrice di film indimenticabili come *C’è posta per te*.**
Eve Mozell è un’organizzatrice di eventi quarantaquattrenne che vive a Los Angeles. Quella da cui proviene è una famiglia di eccentrici artisti. Da tempo la madre ha lasciato il padre per un altro uomo e, ora che lui è divenuto anziano, tocca a lei farsene carico, insieme alle sue sorelle: la maggiore, Georgia, estrosa e brillante, è la direttrice di un’importante rivista e trasforma in moda qualsiasi cosa indossi o dica; la minore, Maddy, è un’attrice stralunata alle prese con una gravidanza imprevista e il conseguente licenziamento dalla soap opera in cui lavora. Il padre, con il suo alcolismo, i suoi episodi maniaco-depressivi, i suoi tentativi di suicidio e le sue assurde storie d’amore e di sesso, è un disastro. Ma Eve ha anche altri problemi: gli impegni lavorativi, le preoccupazioni per il figlio adolescente, l’angoscia per il proprio declino fisico. Per questo esistono le sorelle: nonostante le gelosie e le incomprensioni, basta alzare la cornetta del telefono per trovare un po’ di sollievo…
Le carriere, gli amori e le rivalità di tre sorelle fra New York e Los Angeles: in *Avviso di chiamata* , romanzo che ha molto di autobiografico, l’autrice svela una serie di squisiti retroscena sulla famiglia Ephron, a partire dall’indimenticabile Nora. Da questo romanzo è stato tratto il film omonimo con Meg Ryan e Diane Keaton (anche regista).
**«Il tempismo comico di Ephron è perfetto. *Avviso di chiamata* è pieno di vita e, in fin dei conti, di amore».
«The New York Times Book Review»**
**«Ci sono dentro tutte le dinamiche familiari: la rivalità fra sorelle, la tristezza, la malattia mentale, le risate»
«Vogue»**
**«Affettuoso, toccante e vivace: è come ritrovare un’amica».
«Elle»**

Un inaspettato benefattore

Jerusha è un’orfana che a diciotto anni ancora vive in istituto perché nessuno ha mai voluto adottarla. È intelligente e dotata di un talento fuori dal comune per la parola scritta. Da sempre sola, al contrario delle sue coetanee, non vede la vita attraverso un paio di lenti rosa e romantiche ma nel suo reale cinismo e disincanto che ha sviluppato in lei un’ironia pungente e una sagacia al vetriolo.
Ormai arresa a dover lasciare l’orfanotrofio per superati limiti di età si prepara ad abbandonare il suo sogno più grande: quello di diventare una brillante giornalista. Sola, giovane e senza denaro non può certo permettersi di frequentare un buon corso universitario. Ma il destino le riserva una sorpresa inaspettata… o meglio un inaspettato benefattore che, improvvisamente, decide di prendersi in carico lei e la sua istruzione.
Un regalo piovuto dal cielo che richiede solamente un obbligo: quello di inviare settimanalmente al suo benefattore, tramite uno sconosciuto indirizzo e-mail, una lettera sotto forma di articolo giornalistico dove lo informa dei suoi progressi scolastici ed educativi. Unico limite: lei non dovrà mai cercare di scoprire chi sia in realtà il suo inaspettato benefattore di cui non conosce nemmeno il nome.
Una proposta che per un’orfana sola al mondo e con poche speranze di ambire a una vita migliore non può essere rifiutata. Forse la possibilità di realizzare il suo sogno più grande, forse la possibilità di avere una rivalsa sull’ingratitudine del fato.
Jerusha si ritrova così a frequentare una prestigiosa e costosa università e si impegna a rispettare le regole fissate anche se in lei è forte il desiderio di poter ringraziare colui che le ha concesso una chance di cambiare la sua esistenza.
Riconoscente alla buona sorte e al suo inaspettato benefattore, le lettere che avrebbero dovuto essere a cadenza settimanale aumentano sia di numero che di intensità cominciando a narrare tutti gli aspetti della sua vita, oltre ai progressi scolastici. Un rapporto epistolare che dura mesi ma che è a senso unico. Jerusha scrive ma non riceve mai nemmeno un cenno di risposta. Così una sera, poco lucida per la stanchezza e la febbre alta, la ragazza invia una lettera al suo benefattore dai toni accusatori e polemici oltre che pregna di tristezza e frustrazione. Una lettera che, lei si aspetta, come tutte le precedenti non avrà mai una risposta. Invece, inaspettatamente, arriva una risposta dal suo benefattore, una risposta che cambia tutti gli equilibri del loro rapporto…
AVVISO AI LETTORI. Questo romanzo è un omaggio alla scrittrice Jean Webster e, anche se la vicenda è frutto della fantasia dell’autrice, è doveroso avvisare che il libro è una rivisitazione di uno dei grandi successi di questa scrittrice, precisamente la storia è liberamente tratta da Daddy-Long-Legs (conosciuto in Italia con il titolo di Papà Gambalunga) di cui l’autrice ha volutamente mantenuto i nomi delle persone, dei luoghi e delle istituzioni oltre all’idea originale della trama anche se riadattata e modificata.
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### Sinossi
Jerusha è un’orfana che a diciotto anni ancora vive in istituto perché nessuno ha mai voluto adottarla. È intelligente e dotata di un talento fuori dal comune per la parola scritta. Da sempre sola, al contrario delle sue coetanee, non vede la vita attraverso un paio di lenti rosa e romantiche ma nel suo reale cinismo e disincanto che ha sviluppato in lei un’ironia pungente e una sagacia al vetriolo.
Ormai arresa a dover lasciare l’orfanotrofio per superati limiti di età si prepara ad abbandonare il suo sogno più grande: quello di diventare una brillante giornalista. Sola, giovane e senza denaro non può certo permettersi di frequentare un buon corso universitario. Ma il destino le riserva una sorpresa inaspettata… o meglio un inaspettato benefattore che, improvvisamente, decide di prendersi in carico lei e la sua istruzione.
Un regalo piovuto dal cielo che richiede solamente un obbligo: quello di inviare settimanalmente al suo benefattore, tramite uno sconosciuto indirizzo e-mail, una lettera sotto forma di articolo giornalistico dove lo informa dei suoi progressi scolastici ed educativi. Unico limite: lei non dovrà mai cercare di scoprire chi sia in realtà il suo inaspettato benefattore di cui non conosce nemmeno il nome.
Una proposta che per un’orfana sola al mondo e con poche speranze di ambire a una vita migliore non può essere rifiutata. Forse la possibilità di realizzare il suo sogno più grande, forse la possibilità di avere una rivalsa sull’ingratitudine del fato.
Jerusha si ritrova così a frequentare una prestigiosa e costosa università e si impegna a rispettare le regole fissate anche se in lei è forte il desiderio di poter ringraziare colui che le ha concesso una chance di cambiare la sua esistenza.
Riconoscente alla buona sorte e al suo inaspettato benefattore, le lettere che avrebbero dovuto essere a cadenza settimanale aumentano sia di numero che di intensità cominciando a narrare tutti gli aspetti della sua vita, oltre ai progressi scolastici. Un rapporto epistolare che dura mesi ma che è a senso unico. Jerusha scrive ma non riceve mai nemmeno un cenno di risposta. Così una sera, poco lucida per la stanchezza e la febbre alta, la ragazza invia una lettera al suo benefattore dai toni accusatori e polemici oltre che pregna di tristezza e frustrazione. Una lettera che, lei si aspetta, come tutte le precedenti non avrà mai una risposta. Invece, inaspettatamente, arriva una risposta dal suo benefattore, una risposta che cambia tutti gli equilibri del loro rapporto…
AVVISO AI LETTORI. Questo romanzo è un omaggio alla scrittrice Jean Webster e, anche se la vicenda è frutto della fantasia dell’autrice, è doveroso avvisare che il libro è una rivisitazione di uno dei grandi successi di questa scrittrice, precisamente la storia è liberamente tratta da Daddy-Long-Legs (conosciuto in Italia con il titolo di Papà Gambalunga) di cui l’autrice ha volutamente mantenuto i nomi delle persone, dei luoghi e delle istituzioni oltre all’idea originale della trama anche se riadattata e modificata.

Sognando Babilonia

È difficile immaginare un detective più scalcinato e improbabile di C. Card. Perennemente a corto di quattrini, a caccia di prestiti ma anche di un’arma e dei proiettili con cui caricarla, ha per giunta la perniciosa tendenza ad abbandonarsi a un sogno a occhi aperti, così ricorrente da diventare quasi una vita parallela. In questo sogno, Card si ritrova nella Babilonia di Nabucodonosor, dove, naturalmente, è il re degli investigatori privati, e risolve i casi più complessi con facilità irrisoria. Questo sistema di vita, pigro e sognante, viene sconvolto dall’entrata in scena della più classica dark lady da film noir: una cliente piena di soldi, una sventola dagli occhi azzurri che gli propone di trafugare dall’obitorio un cadavere che scotta. Brautigan rende omaggio all’hard boiled e al noir americano degli anni Trenta e Quaranta, ma lo fa ovviamente a modo suo, alternando con miracoloso equilibrio la parodia più scatenata e l’elogio della marginalità e della timida follia sul quale ha costruito la sua fama di scrittore. **
### Sinossi
È difficile immaginare un detective più scalcinato e improbabile di C. Card. Perennemente a corto di quattrini, a caccia di prestiti ma anche di un’arma e dei proiettili con cui caricarla, ha per giunta la perniciosa tendenza ad abbandonarsi a un sogno a occhi aperti, così ricorrente da diventare quasi una vita parallela. In questo sogno, Card si ritrova nella Babilonia di Nabucodonosor, dove, naturalmente, è il re degli investigatori privati, e risolve i casi più complessi con facilità irrisoria. Questo sistema di vita, pigro e sognante, viene sconvolto dall’entrata in scena della più classica dark lady da film noir: una cliente piena di soldi, una sventola dagli occhi azzurri che gli propone di trafugare dall’obitorio un cadavere che scotta. Brautigan rende omaggio all’hard boiled e al noir americano degli anni Trenta e Quaranta, ma lo fa ovviamente a modo suo, alternando con miracoloso equilibrio la parodia più scatenata e l’elogio della marginalità e della timida follia sul quale ha costruito la sua fama di scrittore.