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Reality

L’inimmaginabile accade. Da Oriente a Occidente l’epidemia di Covid-19 dilaga come una peste destinata a cambiare la vita umana sul pianeta Terra. Le metropoli si spengono. I supermercati si svuotano. Le strutture del sistema collassano. Metà della popolazione mondiale è reclusa in regime di quarantena. Giuseppe Genna scivola tra le maglie del lockdown per riempire di parole l’orrore impronunciabile, restituito a malapena dalla numerologia dei morti, opaco agli sguardi che spiano il mondo desolato. Sfida la notte blindata nelle strade di Milano, Wuhan d’Europa, per indagare i giorni della pestilenza. Accede a luoghi interdetti, penetra nei reparti infetti, nei cimiteri sull’orlo delle fosse comuni, nelle case dove giacciono – insepolte – le salme. Si incunea nelle stanze del potere e nelle carceri in rivolta, nei poli logistici e nelle residenze per anziani decimate dal virus. Interroga le immagini spettacolari, e indimenticabili, dell’apocalisse: il sonno di un’infermiera che dorme per la stanchezza e il dolore, il procedere lento del convoglio militare che trasporta le bare via da Bergamo, lo sconvolgente rito celebrato dal Papa in una piazza San Pietro deserta. Attraversa l’età del disastro globale, i gironi di un inferno fisico e spirituale fino a riveder la luce di una speranza incerta. Reality narra ciò che è successo e, come nella Chernobyl di Svjatlana Aleksievič, coglie l’essenza malata di questo tempo. È resoconto di universi che crollano, tragedia classica in epoca contemporanea, diario della contaminazione, coro del disastro. E della salvezza.

La fonte della tua ricchezza: Attiva la tua capacità di attirare il denaro nella tua vita

È risaputo che i ricchi hanno nei confronti dei soldi un atteggiamento molto diverso dai poveri. Immaginate come potreste vivere meglio se abbandonaste il modo di pensare limitante che di fatto vi impedisce di attrarre il denaro nella vostra vita.
Se fin qui i vostri soldi sono sempre risicati, è perché, senza saperlo, vi portate dietro convinzioni profonde che vi impediscono di attirare la ricchezza e la prosperità.
Questo ebook vi svelerà la differenza basilare fra ciò che pensa un ricco e ciò che pensa un povero, fornendovi precise indicazioni su come scegliere nuove potenzianti convinzioni che vi porteranno a una vita più prospera e – in fin dei conti – più felice.
Andando avanti nella lettura, vi renderete sempre di più conto di quanto meravigliosamente manipolativa sia la società nella quale viviamo. Persuasori professionali ci lavorano ai fianchi mentre noi dormiamo ad occhi aperti, per farci spendere sempre di più, al di là delle nostre reali necessità.
Attenzione, quindi: questo ebook potrebbe svegliarvi! E oggi, se volete realizzare i vostri sogni, dovete essere perfettamente svegli. **

L’esercizio della democrazia

Questo volume inaugura una collaborazione tra Codice edizioni e Biennale Democrazia, progetto civile e culturale che sta compiendo un profondo lavoro di indagine sul senso e il valore della democrazia nella società contemporanea, e la cui prima edizione si è svolta a Torino nel 2009. L’esercizio della democrazia raccoglie l’intervento introduttivo alla manifestazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, unitamente alla lectio magistralis del professor Gustavo Zagrebelsky, Presidente della Biennale. Dalle loro parole emerge una lezione fondamentale, quanto mai necessaria oggi: la democrazia è un insieme di diritti e di doveri che appartengono al cittadino, e che spetta al cittadino esercitare. È prima di tutto un modo di rapportarsi con gli altri: nasce dal basso, dalla vita quotidiana, e arriva a permeare la costruzione di una società. Per questo è così importante parlare di esercizio: la democrazia non viene stabilita e progettata una volta per tutte; è una realtà viva, in continua trasformazione, che si nutre dei valori che le persone sanno trasmettere. **

Democrazia, legge e coscienza

Quello tra coscienza e legge è un rapporto complesso che regola la vita della persona all’interno della comunità e delle istituzioni, una costante tensione talvolta sfociata in tragico conflitto, interiore e sociale. Ma quando è giusto, se è giusto, ribellarsi alla legge? E in nome di quali principi? Una reale e sana democrazia, ci dicono gli autori, è la cornice che garantisce la composizione di questo rapporto; in un contesto di tolleranza e dialogo infatti la coscienza individuale, “voce collettiva di una comunità etica ideale a cui sentiamo di appartenere”, permette la comprensione e il riconoscimento delle altre persone, mentre una legge giusta offre il terreno comune su cui nutrire quel clima di confronto e di crescita. Quella stessa coscienza rappresenta quindi lo sguardo vigile che l’individuo deve esercitare anche per riconoscere, denunciare e combattere le degenerazioni della democrazia, quando essa viene svuotata del suo significato e le sue leggi piegate a un uso distorto che provoca disuguaglianze, privilegi e più o meno velate oppressioni. **

Reality

L’inimmaginabile accade. Da Oriente a Occidente l’epidemia di Covid-19 dilaga come una peste destinata a cambiare la vita umana sul pianeta Terra. Le metropoli si spengono. I supermercati si svuotano. Le strutture del sistema collassano. Metà della popolazione mondiale è reclusa in regime di quarantena. Giuseppe Genna scivola tra le maglie del lockdown per riempire di parole l’orrore impronunciabile, restituito a malapena dalla numerologia dei morti, opaco agli sguardi che spiano il mondo desolato. Sfida la notte blindata nelle strade di Milano, Wuhan d’Europa, per indagare i giorni della pestilenza. Accede a luoghi interdetti, penetra nei reparti infetti, nei cimiteri sull’orlo delle fosse comuni, nelle case dove giacciono – insepolte – le salme. Si incunea nelle stanze del potere e nelle carceri in rivolta, nei poli logistici e nelle residenze per anziani decimate dal virus. Interroga le immagini spettacolari, e indimenticabili, dell’apocalisse: il sonno di un’infermiera che dorme per la stanchezza e il dolore, il procedere lento del convoglio militare che trasporta le bare via da Bergamo, lo sconvolgente rito celebrato dal Papa in una piazza San Pietro deserta. Attraversa l’età del disastro globale, i gironi di un inferno fisico e spirituale fino a riveder la luce di una speranza incerta. Reality narra ciò che è successo e, come nella Chernobyl di Svjatlana Aleksievič, coglie l’essenza malata di questo tempo. È resoconto di universi che crollano, tragedia classica in epoca contemporanea, diario della contaminazione, coro del disastro. E della salvezza.

La fonte della tua ricchezza: Attiva la tua capacità di attirare il denaro nella tua vita

È risaputo che i ricchi hanno nei confronti dei soldi un atteggiamento molto diverso dai poveri. Immaginate come potreste vivere meglio se abbandonaste il modo di pensare limitante che di fatto vi impedisce di attrarre il denaro nella vostra vita.
Se fin qui i vostri soldi sono sempre risicati, è perché, senza saperlo, vi portate dietro convinzioni profonde che vi impediscono di attirare la ricchezza e la prosperità.
Questo ebook vi svelerà la differenza basilare fra ciò che pensa un ricco e ciò che pensa un povero, fornendovi precise indicazioni su come scegliere nuove potenzianti convinzioni che vi porteranno a una vita più prospera e – in fin dei conti – più felice.
Andando avanti nella lettura, vi renderete sempre di più conto di quanto meravigliosamente manipolativa sia la società nella quale viviamo. Persuasori professionali ci lavorano ai fianchi mentre noi dormiamo ad occhi aperti, per farci spendere sempre di più, al di là delle nostre reali necessità.
Attenzione, quindi: questo ebook potrebbe svegliarvi! E oggi, se volete realizzare i vostri sogni, dovete essere perfettamente svegli. **

L’esercizio della democrazia

Questo volume inaugura una collaborazione tra Codice edizioni e Biennale Democrazia, progetto civile e culturale che sta compiendo un profondo lavoro di indagine sul senso e il valore della democrazia nella società contemporanea, e la cui prima edizione si è svolta a Torino nel 2009. L’esercizio della democrazia raccoglie l’intervento introduttivo alla manifestazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, unitamente alla lectio magistralis del professor Gustavo Zagrebelsky, Presidente della Biennale. Dalle loro parole emerge una lezione fondamentale, quanto mai necessaria oggi: la democrazia è un insieme di diritti e di doveri che appartengono al cittadino, e che spetta al cittadino esercitare. È prima di tutto un modo di rapportarsi con gli altri: nasce dal basso, dalla vita quotidiana, e arriva a permeare la costruzione di una società. Per questo è così importante parlare di esercizio: la democrazia non viene stabilita e progettata una volta per tutte; è una realtà viva, in continua trasformazione, che si nutre dei valori che le persone sanno trasmettere. **

Democrazia, legge e coscienza

Quello tra coscienza e legge è un rapporto complesso che regola la vita della persona all’interno della comunità e delle istituzioni, una costante tensione talvolta sfociata in tragico conflitto, interiore e sociale. Ma quando è giusto, se è giusto, ribellarsi alla legge? E in nome di quali principi? Una reale e sana democrazia, ci dicono gli autori, è la cornice che garantisce la composizione di questo rapporto; in un contesto di tolleranza e dialogo infatti la coscienza individuale, “voce collettiva di una comunità etica ideale a cui sentiamo di appartenere”, permette la comprensione e il riconoscimento delle altre persone, mentre una legge giusta offre il terreno comune su cui nutrire quel clima di confronto e di crescita. Quella stessa coscienza rappresenta quindi lo sguardo vigile che l’individuo deve esercitare anche per riconoscere, denunciare e combattere le degenerazioni della democrazia, quando essa viene svuotata del suo significato e le sue leggi piegate a un uso distorto che provoca disuguaglianze, privilegi e più o meno velate oppressioni. **

Teoria Della Dittatura

**Perché non viviamo più in una società libera.**
La nostra è una società libera? Le dittature che hanno caratterizzato così duramente il secolo scorso sono davvero e per sempre scomparse?
Per rispondere a queste domande Onfray si basa sull’analisi di due straordinarie opere di George Orwell: *1984* e *La fattoria degli animali* , testi capitali per comprendere i maggiori totalitarismi del Novecento, lo stalinismo e il nazionalsocialismo. Ma l’intento di Onfray è di utilizzarli come struimenti per l’interpretazione dell’oggi: a partire da essi, l’autore descrive sette «fasi» o «comandamenti» necessari e sufficienti a far sì che il pericolo di una dittatura si realizzi concretamente: distruggere la libertà; impoverire la lingua; abolire la verità; sopprimere la storia; negare la natura; propagare l’odio; aspirare all’Impero. Ciascun comandamento viene poi analizzato in dettaglio nelle sue implicazioni, che l’autore definisce «principi», trentatré in tutto; a titolo di esempio, *Praticare una lingua nuova* , *Usare un linguaggio a doppia valenza* , *Distruggere parole* , *Piegare la lingua all’oralità* , *Parlare una lingua unica* , *Eliminare i classici* sono i principi del «comandamento» *Impoverire la lingua*.
Attraverso un’argomentazione lucida, mai pessimista ma brillante, rapida e inarrestabile, Onfray dipinge il ritratto di un’epoca, la nostra, che sembra aver smarrito ogni saldo riferimento e procede senza apparenti ostacoli verso la dittatura prossima ventura.

Salvini e/o Mussolini

Salvini e/o Mussolini

La Lega e il suo leader, Matteo Salvini, sono nientemeno il ritorno del fascismo e del suo capo, Benito Mussolini? Una parte dell’opinione pubblica è convinta di sì. In particolare la Sinistra – che per l’autore rappresenta il nucleo identificativo dell’italiano irreggimentato nei riflessi condizionati – fa infatti del Carroccio e del Capitano, che l’ha portato a diventare il primo partito, il pericolo Numero Uno della società civile. Così, prendendo spunto da un titolo di Ezra Pound – Jefferson e/o Mussolini – dove il poeta racconta in parallelo il presidente degli Stati Uniti e il Duce, la penna raffinata di Pietrangelo Buttafuoco – collaboratore del Fatto quotidiano – raffronta i due personaggi. Sotto il segno del populismo escono fuori dei ritratti formidabili, che sciolgono ogni dubbio su analogie e somiglianze. “Come fare il confronto tra Rita Hayworth e non so chi, laddove Mussolini è la femme fatale hollywoodiana e Salvini è – al più – una Elettra Lamborghini, calzante come esempio perché quest’ultima è un’irresistibile influencer”. **

Mafie e pandemia

Molti magistrati hanno lanciato l’allarme: la crisi economica che si sta già scatenando a causa della pandemia potrebbe favorire le mafie. Molti affari, dalla droga alle estorsioni, si sono fermati anche per la criminalità organizzata, che però può avvantaggiarsi di straordinarie riserve di liquidità. Se lo Stato non sarà in grado di supportare le imprese e i cittadini in difficoltà, per camorra, ‘ndrangheta e Cosa nostra si apriranno opportunità sconfinate, in termini economici ma soprattutto di potere sociale. Solo se la crisi del Coronavirus ci insegnerà il valore delle regole, e a rifiutare la logica del profitto a ogni costo, potremo sviluppare i giusti anticorpi anche contro le mafie.

Lo scisma americano

La «bomba» esplode nella notte del 25 agosto 2018, quando l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti pubblica una «testimonianza» senza precedenti contro Francesco, spingendosi a reclamarne persino le dimissioni. Di fatto, quello dell’alto prelato è un vero *pronunciamiento* , un tentativo di colpo di stato nei confronti del pontefice «venuto dalla fine del mondo».
Nicolas Senèze, vaticanista del quotidiano francese «La Croix», parte da questo fallito golpe per ricostruire la trama di intrighi e veleni che vede protagonista quel variegato fronte della destra cristiana americana impegnata a combattere le riforme avviate da Bergoglio e il suo desiderio di una Chiesa più evangelica e vicina ai poveri. Da Steve Bannon, lo stratega di Donald Trump, a Tim Busch, il fondatore del Napa Institute, la galassia formata da esponenti integralisti cattolici, movimenti pro-vita, lobby delle armi, negazionisti del cambiamento climatico e potenti quanto oscuri gruppi finanziari si sta mobilitando in forze contro papa Francesco. Il pontefice che si batte contro il capitalismo neoliberista, che si oppone alla pena di morte e alla libera circolazione delle armi, il papa «marxista» che condanna l’«idolatria del denaro», che dialoga con la Cina e contribuisce alla normalizzazione dei rapporti tra Stati Uniti e Cuba, è considerato da una influente e attiva frangia del cattolicesimo americano – come pure dai sovranisti di casa nostra – il principale responsabile dell’attuale debolezza dei cattolici, vittime mute della secolarizzazione della società e del relativismo culturale. Un papa, quindi, da sfiduciare, da intimorire, da allontanare dal soglio di san Pietro, anche a costo di promuovere un drammatico scisma all’interno della Chiesa.
Agli attacchi provenienti da oltreoceano, scrive Senèze, Francesco ha scelto di non rispondere. O meglio: ha optato per un «silenzio disorientante». Ma i suoi avversari, seppur non siano riusciti, questa volta, nell’intento di rovesciarlo, si stanno già preparando per il post-Francesco, sperando di pesare sul conclave che sceglierà il prossimo papa.

La Democrazia Del Sorteggio

La crescita recente di settori dove viene applicato il sorteggio è andata di pari passo con il declino della responsabilità politica, innanzitutto perché l’attenzione verso l’ *audience* rende i politici timorosi di scontentare con le loro decisioni una parte della popolazione; e poi perché la democrazia elettorale, partigiana e associata alla discrezionalità di giudizio, non riscuote piú fiducia. In un contesto segnato da esigenze di contrasto alla corruzione, questo calo di fiducia investe anche i livelli professionali e amministrativi, cui vengono sottratti spazi di autonoma decisione, a favore di comportamenti vincolati o di soluzioni affidate, appunto, a sorteggi. Il declino di legittimità morale dei partiti sembra poter essere interrotto grazie al sorteggio: il caso viene accettato come condizione di imparzialità e rigenerazione della politica.

Il mostro cinese

Perché il regime cinese ha mentito e nascosto il Coronavirus che ha messo in pericolo la salute e l’economia del mondo intero?
Perché il governo italiano ha reagito prima sottovalutando il pericolo poi mettendoci tutti agli arresti domiciliari?
E ora, povera Italia?

Il cerchio e l’ellisse: I fondamenti dello Stato costituzionale

L’ordine costituzionale non può avere padroni. È pertanto in pericolo ogni volta che qualcuno pretenda di appropriarsene.
Uno dei più autorevoli storici del costituzionalismo indica con chiarezza le basi costituzionali su cui si fonda la nostra democrazia. **

Il Buongoverno

Come è possibile, si chiedeva Paul Klee a proposito degli italiani, che una «marmaglia miserabile» sia stata l’artefice del Rinascimento? Ancora oggi l’Italia è piena di paradossi. Le regioni del Nord hanno un grado di sviluppo paragonabile a quello delle nazioni europee più avanzate, mentre il Mezzogiorno non riesce a stare al passo. Gli italiani, malgrado un’allarmante disaffezione nei confronti della politica, garantiscono sempre un’alta percentuale di votanti a ogni elezione. Pur vivendo una sostanziale «pace sociale», l’Italia è percorsa dalla paura. Contraddizioni che affondano le radici nella storia, e che nella perdurante crisi delle istituzioni sembrano trovare la linfa per perpetuarsi.
Sabino Cassese scrive che sono proprio le istituzioni a dettare le regole del gioco, ed è dal loro stato di salute che dipende la corretta gestione della Repubblica, vale a dire il buongoverno. Il nostro attuale assetto istituzionale soffre di alcuni difetti – l’indebolimento dei partiti come organizzazioni sociali, il deperimento del Parlamento, il corto respiro della politica – che hanno rimodellato non solo l’architettura dello Stato, la sua amministrazione e la sua burocrazia, ma anche la politica, l’economia, il costume e la morale pubblica. Il Paese è attraversato da correnti populistiche e da pulsioni autoritarie, insofferente nei confronti delle élite, illuso dalla democrazia digitale, vittima di paure imposte più dalla narrazione dei fatti che dai fatti stessi, rancoroso e scoraggiato, intimorito dalla globalizzazione.
Eppure – ricorda Cassese – alle ombre si accompagnano le luci: l’essere parte dell’Unione europea, il civismo e il volontariato sempre più diffusi, le innumerevoli iniziative sociali, la sensibilità nei riguardi delle comunità, l’attenzione – sia pure passiva – per la politica, la Costituzione con la sua ricchezza ancora inespressa.
Contraddizioni di un Paese attraversato da un profondo malessere, ma che nei momenti più difficili ha trovato l’energia e la vitalità necessarie per aprirsi alla speranza.
Sabino Cassese è professore alla School of Government della Luiss e alla Católica Global School of Law di Lisbona. È stato professore nelle università di Urbino, di Napoli, di Roma e nella Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha inoltre insegnato alla Law School della New York University e al Master of Public Affairs dell’Institut d’études politiques di Parigi. È stato ministro della Funzione pubblica nel governo Ciampi e giudice della Corte costituzionale. Tra le sue opere più recenti ricordiamo *Governare gli italiani. Storia dello Stato* (2014), *Dentro la Corte. Diario di un giudice costituzionale* (2015), *Territori e potere. Un nuovo ruolo per gli Stati?* (2016), *La democrazia e i suoi limiti* (2017) e *La svolta* (2019).

Educazione ecologica

La crisi ecologica è una delle emergenze del nostro tempo. Per affrontarla adeguatamente bisogna dare vita a un complessivo rinnovamento culturale, che chiama in causa con forza anche i processi educativi. È quanto mai urgente diffondere una pedagogia e una filosofia dell’educazione che aiutino i cittadini di domani ad affrontare questioni non più prorogabili. Se la scienza è stata al servizio di una tecnologia che ha prodotto – oltre a numerosi benefici – esiti negativi sugli ecosistemi, quali presupposti vanno cambiati? Una cultura che ha elevato il consumo a paradigma del vivere, a quali valori alternativi deve attingere? Disponiamo di un’etica capace di orientare correttamente la relazione con il mondo naturale? Questo manuale è uno strumento indispensabile per una filosofia della formazione che disegni stili autenticamente ecologici di abitare il mondo. **

Disuguaglianza. Che cosa si può fare

Disuguaglianza. Che cosa si può fare

La disuguaglianza è uno dei problemi più urgenti con cui ci confrontiamo oggi. Conosciamo la dimensione del problema, il discorso su un 99% contrapposto all’1% fa ormai parte del dibattito pubblico, ma poco si è discusso di che cosa si possa fare al riguardo, a parte disperare. Secondo l’illustre economista Anthony Atkinson, possiamo fare molto più di quanto immaginano gli scettici. Il punto non è semplicemente che i ricchi stanno diventando più ricchi, ma che non riusciamo a contrastare la povertà e che la rapida trasformazione dell’economia sta lasciando indietro la maggioranza delle persone. Se si vuole ridurre la disuguaglianza, non bastano le proposte di nuove tasse sui più abbienti per finanziare programmi già esistenti. Occorrono idee originali. Atkinson raccomanda politiche innovative in cinque campi: la tecnologia, l’occupazione, i sistemi di sicurezza sociale, la condivisione del capitale e la tassazione. E difende la validità di tali politiche a fronte degli usuali argomenti contrari e delle scuse addotte per l’inazione, ossia che un simile intervento farà contrarre l’economia, che la globalizzazione rende impossibile agire e che i costi per metterle in atto sono troppo alti. Più che un semplice programma per il cambiamento, questo libro è una voce di speranza e di consapevole ottimismo sulle possibilità dell’azione politica. Prefazione di Chiara Saraceno.

Teoria Della Dittatura

**Perché non viviamo più in una società libera.**
La nostra è una società libera? Le dittature che hanno caratterizzato così duramente il secolo scorso sono davvero e per sempre scomparse?
Per rispondere a queste domande Onfray si basa sull’analisi di due straordinarie opere di George Orwell: *1984* e *La fattoria degli animali* , testi capitali per comprendere i maggiori totalitarismi del Novecento, lo stalinismo e il nazionalsocialismo. Ma l’intento di Onfray è di utilizzarli come struimenti per l’interpretazione dell’oggi: a partire da essi, l’autore descrive sette «fasi» o «comandamenti» necessari e sufficienti a far sì che il pericolo di una dittatura si realizzi concretamente: distruggere la libertà; impoverire la lingua; abolire la verità; sopprimere la storia; negare la natura; propagare l’odio; aspirare all’Impero. Ciascun comandamento viene poi analizzato in dettaglio nelle sue implicazioni, che l’autore definisce «principi», trentatré in tutto; a titolo di esempio, *Praticare una lingua nuova* , *Usare un linguaggio a doppia valenza* , *Distruggere parole* , *Piegare la lingua all’oralità* , *Parlare una lingua unica* , *Eliminare i classici* sono i principi del «comandamento» *Impoverire la lingua*.
Attraverso un’argomentazione lucida, mai pessimista ma brillante, rapida e inarrestabile, Onfray dipinge il ritratto di un’epoca, la nostra, che sembra aver smarrito ogni saldo riferimento e procede senza apparenti ostacoli verso la dittatura prossima ventura.

Salvini e/o Mussolini

Salvini e/o Mussolini

La Lega e il suo leader, Matteo Salvini, sono nientemeno il ritorno del fascismo e del suo capo, Benito Mussolini? Una parte dell’opinione pubblica è convinta di sì. In particolare la Sinistra – che per l’autore rappresenta il nucleo identificativo dell’italiano irreggimentato nei riflessi condizionati – fa infatti del Carroccio e del Capitano, che l’ha portato a diventare il primo partito, il pericolo Numero Uno della società civile. Così, prendendo spunto da un titolo di Ezra Pound – Jefferson e/o Mussolini – dove il poeta racconta in parallelo il presidente degli Stati Uniti e il Duce, la penna raffinata di Pietrangelo Buttafuoco – collaboratore del Fatto quotidiano – raffronta i due personaggi. Sotto il segno del populismo escono fuori dei ritratti formidabili, che sciolgono ogni dubbio su analogie e somiglianze. “Come fare il confronto tra Rita Hayworth e non so chi, laddove Mussolini è la femme fatale hollywoodiana e Salvini è – al più – una Elettra Lamborghini, calzante come esempio perché quest’ultima è un’irresistibile influencer”. **

Mafie e pandemia

Molti magistrati hanno lanciato l’allarme: la crisi economica che si sta già scatenando a causa della pandemia potrebbe favorire le mafie. Molti affari, dalla droga alle estorsioni, si sono fermati anche per la criminalità organizzata, che però può avvantaggiarsi di straordinarie riserve di liquidità. Se lo Stato non sarà in grado di supportare le imprese e i cittadini in difficoltà, per camorra, ‘ndrangheta e Cosa nostra si apriranno opportunità sconfinate, in termini economici ma soprattutto di potere sociale. Solo se la crisi del Coronavirus ci insegnerà il valore delle regole, e a rifiutare la logica del profitto a ogni costo, potremo sviluppare i giusti anticorpi anche contro le mafie.

Lo scisma americano

La «bomba» esplode nella notte del 25 agosto 2018, quando l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti pubblica una «testimonianza» senza precedenti contro Francesco, spingendosi a reclamarne persino le dimissioni. Di fatto, quello dell’alto prelato è un vero *pronunciamiento* , un tentativo di colpo di stato nei confronti del pontefice «venuto dalla fine del mondo».
Nicolas Senèze, vaticanista del quotidiano francese «La Croix», parte da questo fallito golpe per ricostruire la trama di intrighi e veleni che vede protagonista quel variegato fronte della destra cristiana americana impegnata a combattere le riforme avviate da Bergoglio e il suo desiderio di una Chiesa più evangelica e vicina ai poveri. Da Steve Bannon, lo stratega di Donald Trump, a Tim Busch, il fondatore del Napa Institute, la galassia formata da esponenti integralisti cattolici, movimenti pro-vita, lobby delle armi, negazionisti del cambiamento climatico e potenti quanto oscuri gruppi finanziari si sta mobilitando in forze contro papa Francesco. Il pontefice che si batte contro il capitalismo neoliberista, che si oppone alla pena di morte e alla libera circolazione delle armi, il papa «marxista» che condanna l’«idolatria del denaro», che dialoga con la Cina e contribuisce alla normalizzazione dei rapporti tra Stati Uniti e Cuba, è considerato da una influente e attiva frangia del cattolicesimo americano – come pure dai sovranisti di casa nostra – il principale responsabile dell’attuale debolezza dei cattolici, vittime mute della secolarizzazione della società e del relativismo culturale. Un papa, quindi, da sfiduciare, da intimorire, da allontanare dal soglio di san Pietro, anche a costo di promuovere un drammatico scisma all’interno della Chiesa.
Agli attacchi provenienti da oltreoceano, scrive Senèze, Francesco ha scelto di non rispondere. O meglio: ha optato per un «silenzio disorientante». Ma i suoi avversari, seppur non siano riusciti, questa volta, nell’intento di rovesciarlo, si stanno già preparando per il post-Francesco, sperando di pesare sul conclave che sceglierà il prossimo papa.

La Democrazia Del Sorteggio

La crescita recente di settori dove viene applicato il sorteggio è andata di pari passo con il declino della responsabilità politica, innanzitutto perché l’attenzione verso l’ *audience* rende i politici timorosi di scontentare con le loro decisioni una parte della popolazione; e poi perché la democrazia elettorale, partigiana e associata alla discrezionalità di giudizio, non riscuote piú fiducia. In un contesto segnato da esigenze di contrasto alla corruzione, questo calo di fiducia investe anche i livelli professionali e amministrativi, cui vengono sottratti spazi di autonoma decisione, a favore di comportamenti vincolati o di soluzioni affidate, appunto, a sorteggi. Il declino di legittimità morale dei partiti sembra poter essere interrotto grazie al sorteggio: il caso viene accettato come condizione di imparzialità e rigenerazione della politica.

Il mostro cinese

Perché il regime cinese ha mentito e nascosto il Coronavirus che ha messo in pericolo la salute e l’economia del mondo intero?
Perché il governo italiano ha reagito prima sottovalutando il pericolo poi mettendoci tutti agli arresti domiciliari?
E ora, povera Italia?

Il cerchio e l’ellisse: I fondamenti dello Stato costituzionale

L’ordine costituzionale non può avere padroni. È pertanto in pericolo ogni volta che qualcuno pretenda di appropriarsene.
Uno dei più autorevoli storici del costituzionalismo indica con chiarezza le basi costituzionali su cui si fonda la nostra democrazia. **

Il Buongoverno

Come è possibile, si chiedeva Paul Klee a proposito degli italiani, che una «marmaglia miserabile» sia stata l’artefice del Rinascimento? Ancora oggi l’Italia è piena di paradossi. Le regioni del Nord hanno un grado di sviluppo paragonabile a quello delle nazioni europee più avanzate, mentre il Mezzogiorno non riesce a stare al passo. Gli italiani, malgrado un’allarmante disaffezione nei confronti della politica, garantiscono sempre un’alta percentuale di votanti a ogni elezione. Pur vivendo una sostanziale «pace sociale», l’Italia è percorsa dalla paura. Contraddizioni che affondano le radici nella storia, e che nella perdurante crisi delle istituzioni sembrano trovare la linfa per perpetuarsi.
Sabino Cassese scrive che sono proprio le istituzioni a dettare le regole del gioco, ed è dal loro stato di salute che dipende la corretta gestione della Repubblica, vale a dire il buongoverno. Il nostro attuale assetto istituzionale soffre di alcuni difetti – l’indebolimento dei partiti come organizzazioni sociali, il deperimento del Parlamento, il corto respiro della politica – che hanno rimodellato non solo l’architettura dello Stato, la sua amministrazione e la sua burocrazia, ma anche la politica, l’economia, il costume e la morale pubblica. Il Paese è attraversato da correnti populistiche e da pulsioni autoritarie, insofferente nei confronti delle élite, illuso dalla democrazia digitale, vittima di paure imposte più dalla narrazione dei fatti che dai fatti stessi, rancoroso e scoraggiato, intimorito dalla globalizzazione.
Eppure – ricorda Cassese – alle ombre si accompagnano le luci: l’essere parte dell’Unione europea, il civismo e il volontariato sempre più diffusi, le innumerevoli iniziative sociali, la sensibilità nei riguardi delle comunità, l’attenzione – sia pure passiva – per la politica, la Costituzione con la sua ricchezza ancora inespressa.
Contraddizioni di un Paese attraversato da un profondo malessere, ma che nei momenti più difficili ha trovato l’energia e la vitalità necessarie per aprirsi alla speranza.
Sabino Cassese è professore alla School of Government della Luiss e alla Católica Global School of Law di Lisbona. È stato professore nelle università di Urbino, di Napoli, di Roma e nella Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha inoltre insegnato alla Law School della New York University e al Master of Public Affairs dell’Institut d’études politiques di Parigi. È stato ministro della Funzione pubblica nel governo Ciampi e giudice della Corte costituzionale. Tra le sue opere più recenti ricordiamo *Governare gli italiani. Storia dello Stato* (2014), *Dentro la Corte. Diario di un giudice costituzionale* (2015), *Territori e potere. Un nuovo ruolo per gli Stati?* (2016), *La democrazia e i suoi limiti* (2017) e *La svolta* (2019).

Educazione ecologica

La crisi ecologica è una delle emergenze del nostro tempo. Per affrontarla adeguatamente bisogna dare vita a un complessivo rinnovamento culturale, che chiama in causa con forza anche i processi educativi. È quanto mai urgente diffondere una pedagogia e una filosofia dell’educazione che aiutino i cittadini di domani ad affrontare questioni non più prorogabili. Se la scienza è stata al servizio di una tecnologia che ha prodotto – oltre a numerosi benefici – esiti negativi sugli ecosistemi, quali presupposti vanno cambiati? Una cultura che ha elevato il consumo a paradigma del vivere, a quali valori alternativi deve attingere? Disponiamo di un’etica capace di orientare correttamente la relazione con il mondo naturale? Questo manuale è uno strumento indispensabile per una filosofia della formazione che disegni stili autenticamente ecologici di abitare il mondo. **

Disuguaglianza. Che cosa si può fare

Disuguaglianza. Che cosa si può fare

La disuguaglianza è uno dei problemi più urgenti con cui ci confrontiamo oggi. Conosciamo la dimensione del problema, il discorso su un 99% contrapposto all’1% fa ormai parte del dibattito pubblico, ma poco si è discusso di che cosa si possa fare al riguardo, a parte disperare. Secondo l’illustre economista Anthony Atkinson, possiamo fare molto più di quanto immaginano gli scettici. Il punto non è semplicemente che i ricchi stanno diventando più ricchi, ma che non riusciamo a contrastare la povertà e che la rapida trasformazione dell’economia sta lasciando indietro la maggioranza delle persone. Se si vuole ridurre la disuguaglianza, non bastano le proposte di nuove tasse sui più abbienti per finanziare programmi già esistenti. Occorrono idee originali. Atkinson raccomanda politiche innovative in cinque campi: la tecnologia, l’occupazione, i sistemi di sicurezza sociale, la condivisione del capitale e la tassazione. E difende la validità di tali politiche a fronte degli usuali argomenti contrari e delle scuse addotte per l’inazione, ossia che un simile intervento farà contrarre l’economia, che la globalizzazione rende impossibile agire e che i costi per metterle in atto sono troppo alti. Più che un semplice programma per il cambiamento, questo libro è una voce di speranza e di consapevole ottimismo sulle possibilità dell’azione politica. Prefazione di Chiara Saraceno.

Educazione ecologica

La crisi ecologica è una delle emergenze del nostro tempo. Per affrontarla adeguatamente bisogna dare vita a un complessivo rinnovamento culturale, che chiama in causa con forza anche i processi educativi. È quanto mai urgente diffondere una pedagogia e una filosofia dell’educazione che aiutino i cittadini di domani ad affrontare questioni non più prorogabili. Se la scienza è stata al servizio di una tecnologia che ha prodotto – oltre a numerosi benefici – esiti negativi sugli ecosistemi, quali presupposti vanno cambiati? Una cultura che ha elevato il consumo a paradigma del vivere, a quali valori alternativi deve attingere? Disponiamo di un’etica capace di orientare correttamente la relazione con il mondo naturale? Questo manuale è uno strumento indispensabile per una filosofia della formazione che disegni stili autenticamente ecologici di abitare il mondo. **

Disuguaglianza. Che cosa si può fare

Disuguaglianza. Che cosa si può fare

La disuguaglianza è uno dei problemi più urgenti con cui ci confrontiamo oggi. Conosciamo la dimensione del problema, il discorso su un 99% contrapposto all’1% fa ormai parte del dibattito pubblico, ma poco si è discusso di che cosa si possa fare al riguardo, a parte disperare. Secondo l’illustre economista Anthony Atkinson, possiamo fare molto più di quanto immaginano gli scettici. Il punto non è semplicemente che i ricchi stanno diventando più ricchi, ma che non riusciamo a contrastare la povertà e che la rapida trasformazione dell’economia sta lasciando indietro la maggioranza delle persone. Se si vuole ridurre la disuguaglianza, non bastano le proposte di nuove tasse sui più abbienti per finanziare programmi già esistenti. Occorrono idee originali. Atkinson raccomanda politiche innovative in cinque campi: la tecnologia, l’occupazione, i sistemi di sicurezza sociale, la condivisione del capitale e la tassazione. E difende la validità di tali politiche a fronte degli usuali argomenti contrari e delle scuse addotte per l’inazione, ossia che un simile intervento farà contrarre l’economia, che la globalizzazione rende impossibile agire e che i costi per metterle in atto sono troppo alti. Più che un semplice programma per il cambiamento, questo libro è una voce di speranza e di consapevole ottimismo sulle possibilità dell’azione politica. Prefazione di Chiara Saraceno.