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Questa Non È Un’esercitazione

Questo libro parla di una ribellione: una ribellione in corso.
Extinction Rebellion è infatti un movimento attivista globale che sta ispirando un’intera generazione ad agire sull’attuale quanto tragica crisi climatica che sta investendo il nostro pianeta. Una crisi che non ha precedenti nella storia e minaccia di compromettere irrimediabilmente gli ecosistemi e il futuro delle prossime generazioni.
In tutto il mondo la biodiversità è a rischio. L’inquinamento dei mari e la tossicità dell’aria superano ogni limite fissato dalla legge. Nessuno può più permettersi di sminuire, negare o lasciare insolute le crisi ecologiche. D’ora in avanti saremo costretti ad affrontare sempre più incendi indomabili, fenomeni metereologici estremi, carestie e siccità.
Ognuno di noi ha il dovere di agire. Questa è la nostra ultima possibilità di fare qualcosa.
La nostra ultima possibilità di salvare il mondo così come lo conosciamo. Non abbiamo un pianeta di riserva.
Queste pagine forniscono informazioni, fatti, spunti di riflessione e consigli. Insegnano come diventare parte del movimento di Extinction Rebellion e sono al tempo stesso un manifesto che ci scuote dalla letargia collettiva e ci invita a essere parte attiva della storia futura del pianeta, sottolineando l’importanza di agire ora, prima che sia troppo tardi.
Perché questa non è un’esercitazione.

La scimmia Yoga: Ti spiega come essere felice e in forma con lo yoga

Con il suo approccio nuovo, gioioso, semplice ma efficace, questo libro rivoluziona una delle discipline più antiche del mondo, partendo dal presupposto che lo Yoga è di tutti e per tutti, e che si può intenderlo anche come un percorso giocoso, una buona “ginnastica” che rassoda, distende e armonizza il corpo e, cosa magnifica, anche la mente. Organizzato come un vero corso, con una serie di sequenze che possono essere praticate singolarmente o insieme, “La Scimmia Yoga” entra nel vivo della pratica offrendo consigli e soluzioni per affrontare la giornata con più energia e buon umore, per essere belli, oltre che brillanti; per ritrovare il sorriso e la vitalità e, perché no, anche la gioia ristoratrice di un buon sonno. Questo libro è a tutti gli effetti un invito a ritrovare la serenità interiore e la forma esteriore! **

L’umanità in pericolo. Facciamo qualcosa subito

Per anni, le élite politiche e finanziarie hanno nascosto la verità. Senza una drastica riduzione delle emissioni di CO2, entro il 2100 fino al 75% degli abitanti del pianeta potrebbe essere annientata da ondate di calore. Cambiare non è solo auspicabile, spiega Fred Vargas, ma necessario. Dobbiamo modificare la nostra dieta per incidere sempre meno sul cambiamento climatico; ridurre drasticamente la produzione di rifiuti e passare all’energia pulita. Lavorando insieme, riflettendo e immaginando soluzioni, l’umanità può ancora cambiare rotta e salvare sé stessa e il pianeta.

L’Ombra Del Nemico

Il fantasma nero di Daesh ha seminato il terrore nel mondo mostrandosi incomprensibile e sempre pronto a rigenerarsi. Marta Serafini racconta i cinque anni che separano l’ascesa del califfo Abu Bakr Al Baghdadi a capo del sedicente Stato islamico dalla sua recente uccisione, portando il lettore sul campo, sotto le bombe, tra le macerie di città annientate e di un’umanità abbandonata dalle autorità internazionali.
Dagli attentati in Europa ai campi dei rifugiati in Medio Oriente, dalle navi di salvataggio delle ong ai centri di detenzione per i bambini soldato del jihad: per comprendere la guerra globale occorre considerare ogni tessera del mosaico, capire come in Afghanistan il commercio di stupefacenti rimpolpi le casse dell’Isis o come nei centri europei nuovi programmi cerchino di strappare i giovani al richiamo della violenza.
In ogni incontro, in ogni analisi, l’autrice cerca di dare voce a chi non ce l’ha, alle donne massacrate, ai bambini senza futuro, alle vittime su cui i riflettori dei media si sono spenti da tempo. Senza dimenticare che, per comprendere davvero, bisogna ascoltare anche chi è considerato carnefice, come i minori arruolati dall’Isis o le giovani donne occidentali pronte a lasciare tutto per combattere in Siria.
Un viaggio nella storia dall’Europa al Medio Oriente e ritorno: tra racconti, testimonianze e ritratti da cui emerge un’appassionata ricerca in presa diretta che aiuta a capire come si è trasformata la minaccia terroristica. E come siamo cambiati noi. **

Il Giudice E Lo Storico

Il 12 dicembre 1969 scoppia la bomba di piazza Fontana a Milano. Il ferroviere anarchico Pino Pinelli è convocato in Questura per accertamenti e dopo tre notti il suo corpo vola dalla finestra dell’ufficio del commissario Luigi Calabresi, contro cui Lotta Continua inizia una violenta campagna. Nel 1972 Calabresi viene ucciso a colpi di pistola sotto casa. Sedici anni dopo un ex operaio della Fiat, già militante di Lotta Continua, Leonardo Marino, si costituisce e confessa al sostituto procuratore Ferdinando Pomarici di aver preso parte all’omicidio Calabresi chiamando come corresponsabili Giorgio Pietrostefani, Adriano Sofri e, come esecutore materiale, Ovidio Bompressi. Inizia così l’odissea dei processi.
«Questo libro era stato scritto quindici anni fa per influire sull’esito del processo d’appello, smontando in maniera argomentata le presunte prove addotte contro Adriano Sofri. Nel frattempo egli è stato condannato definitivamente; ma le argomentazioni volte a dimostrare la sua innocenza restano. Io credo che molti lettori, arrivati alla fine di questo libro,rimarranno sbalorditi vedendo su quali fondamenti – fradici, per non dire inesistenti – si sia arrivati a un giudizio di colpevolezza.»
(dalla *Prefazione* )

I Terroristi Della Porta Accanto

**Una storia del terrorismo nero: Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, dai NAR all’ergastolo per la strage di Bologna
Una gioventù bruciata negli scontri di piazza, nelle rapine, negli omicidi.**
La storia di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, dalla militanza nei NAR – la più agguerrita formazione del terrorismo nero – agli ergastoli, fino alle polemiche per la condanna quali responsabili della strage di Bologna del 2 agosto 1980, è un paradigma di una generazione che ha segnato la storia del nostro Paese e uno spaccato sulla realtà della destra eversiva italiana. Tra inchiesta e indagine psicologica, giornalismo investigativo e ricostruzione di un’epoca, *I terroristi della porta accanto* scandisce la cronaca nei ritmi serrati della contemporaneità, in un racconto sospeso tra la drammaticità del passato e il dolore del presente. Ma soprattutto, l’indagine rigorosa e la verifica dei documenti processuali ripropongono tutti i dubbi suscitati dalla sentenza per l’eccidio di Bologna e gli interrogativi ancora irrisolti sul crimine dell’Italia repubblicana.
Il libro è aggiornato e rivisto fino al giugno del 2020.
**Chi c’era davvero dietro la strage di Bologna del 2 agosto 1980?
Dopo quaranta anni, il libro inchiesta che racconta i depistaggi, le indagini e i processi fino alle ultimissime rivelazioni**
«La prima cosa che colpisce in Valerio Fioravanti è la freddezza nei suoi occhi: paiono senza vita. O forse è la facile suggestione di quel che scrivono su di lui, e che mal si aggiusta su quel viso da bambino cresciuto. Francesca Mambro ha un aspetto più nervoso, si capisce che è una donna di temperamento, che si è sempre aperta la strada da sola; eppure, da qualche parte, la sua apparente carica di aggressività sembra alludere ad un’incertezza, ad una fragilità nascosta. Con lei, Fioravanti è gentile, premuroso, l’aiuta a togliersi il cappotto, le prende i pacchi. È, in tutto e per tutto, il bravo ragazzo di buona famiglia. Il ragazzo della porta accanto.»
**Piero A. Corsini**
Giornalista professionista, in RAI del 1986. Con Giovanni Minoli, ha lavorato tra l’altro a *Mixer* , *Format* , *Un posto al sole* , *La Storia siamo noi* , *Rai Storia* , e ha scritto i volumi *Eroi come noi* e *Quella maledetta estate*. Suoi articoli sono stati pubblicati su «Epoca», «L’Europeo» ed «Esquire». Docente di Storia Contemporanea, Storia del Giornalismo, Reportage Televisivo e Inchiesta Giornalistica, ha inoltre pubblicato *Lo sbirro. Vita e indagini di Umberto Improta*. **

Communion. Una storia vera

Questa è la storia del tentativo di un uomo di affrontare uno sconvolgente assalto dall’ignoto. È una storia vera, tanto vera che sono in grado di raccontarla nei minimi particolari. Secondo tutte le apparenze ho avuto un complesso incontro personale con esseri intelligenti non umani. Ma chi sono e da dove sono venuti? Esistono davvero gli oggetti volanti non identificati, gli UFO? E si tratta di folletti maligni, di demoni… o di visitatori alieni?

Breve Storia Dell’emigrazione Italiana in Svizzera

«Nel Mondiale giocato in Brasile nel 2014, la Svizzera è stata la nazionale più cosmopolita. Paradossalmente, la nazionale elvetica è diventata la più internazionale del mondo, proprio qualche mese dopo il 9 febbraio del 2014. Quando, per una manciata di voti, passò, per la prima volta nella sua lunga e travagliata storia di impulsi anti-stranieri, l’iniziativa contro l’immigrazione di massa che fece tremare le cancellerie di mezza Europa e funse da modello per i fautori della Brexit». In fatto di migrazione, la Svizzera rappresenta un caso emblematico e, insieme, un modello ricco di paradossi. Nel 2014, quando per una manciata di voti passò l’iniziativa contro l’immigrazione di massa, la Svizzera espresse anche la nazionale più cosmopolita del Mondiale in Brasile. È il paese europeo che nel secolo scorso ha conosciuto il tasso d’immigrazione più alto del continente, assorbendo quasi la metà dell’emigrazione italiana del secondo dopoguerra. In settant’anni ha raddoppiato la sua popolazione, passando da quattro milioni agli oltre otto odierni, e la migrazione è al centro del dibattito da sempre. Nel 1948, per la prima volta nella sua storia, la Svizzera firmò un accordo di reclutamento di manodopera straniera, che divenne un modello per i successivi e cambiò per sempre la sua storia e quella del suo principale fornitore di donne e uomini, l’Italia. Paese dal quale, a partire dai trafori dell’Ottocento e per un secolo, sono giunti oltre cinque milioni di persone, la metà solo nel secondo dopoguerra. Ancora oggi, quella in Svizzera è la terza comunità italiana nel mondo. Concepita come temporanea, dopo qualche decennio divenne stanziale e rappresentò il carburante per la crescita e l’espansione dell’economia elvetica. Nessun paese europeo registrò performance così favorevoli e allo stesso tempo un così alto numero di morti bianche, che raggiunsero l’apice con la tragedia di Mattmark. Assopitosi il decennio delle tensioni xenofobe, all’inizio degli anni ottanta venne accantonata una possibile soluzione per migliorare le condizioni di chi contribuiva al progresso e al benessere del paese. Sono ormai lontani gli anni delle baracche, del «non si fitta agli italiani» o dei trentamila bambini clandestini. A tutt’oggi, la Svizzera è l’unico paese al mondo, oltre all’Italia, in cui l’italiano è lingua ufficiale. E l’italianità, pur tra alti e bassi, è riconosciuta, ricercata, apprezzata. Da un decennio si registra la ripresa di una nuova mobilità italiana: alle professioni specializzate si è unito il crescente numero di frontalieri e di chi è alla ricerca di un lavoro qualsiasi. Il rischio è che si ripropongano le questioni di un passato ricco di suggestioni e contraddizioni, che fanno della migrazione italiana in Svizzera un unicum senza precedenti.

Autonomia Operaia

Dall’autodifesa all’affermarsi della guerriglia nella metropoli, il movimento Autonomo degli anni settanta italiani viene teorizzato e analizzato nella sua specifica componente operaia di massa. Un’anomalia spiegabile solo attraverso l’egemonia che la figura dell’operaio massa impose all’intero Movimento italiano mettendo al centro il nodo del potere politico. Ma la “questione del potere” non può che chiamare in causa la “questione militare”. Se il “politico” presuppone sempre la messa in forma della guerra, la “questione militare” non può essere altro che parte costitutiva del “politico” medesimo.
Ed è questo il tema che il testo si è assunto il compito di descrivere e analizzare affrontando uno spettro storico che, dalle giornate del luglio genovese del 1960, passando per gli eventi del G8 del 2001, arriva fino ai giorni nostri. **

Anatomia dell’irrequietezza

Per i lettori che conoscono e amano Bruce Chatwin “Anatomia dell’irrequietezza” diventerà una sorta di breviario, per quelli che hanno meno familiarità con l’opera del grande vagabondo sarà un’introduzione alle sue esperienze e alle sue idee, un viaggio con Chatwin alla scoperta di Chatwin. Forse mai come in certe parti di questo libro – soprattutto nelle notizie autobiografiche e nella memorabile lettera al suo editore Tom Maschler – Chatwin è stato prossimo a rivelare che cosa stava al fondo del suo essere e della sua inquietudine di uccello migratore, devoto per istinto alla «alternativa nomade». Ma perché il nomadismo può proporsi come alternativa alla cosiddetta civiltà? Le risposte si delineano di pagina in pagina attraverso scritti che abbracciano vent’anni di una vita breve, intensa, errabonda, dal 1968 al 1987, e rispecchiano le varie incarnazioni di Chatwin: esperto d’arte e archeologo, giornalista, esploratore e narratore. Sono racconti brevi, storie e schizzi di viaggio (dall’amata Patagonia alla Toscana, dall’Africa a Capri), ritratti (Konrad Lorenz, Axel Munthe, Curzio Malaparte); e anche abbozzi di un libro-sogno sul nomadismo al quale Chatwin lavorò a più riprese e che poi abbandonò ritenendolo «impubblicabile». Doveva essere, quel libro, un atto di fede: «Il nomade rinuncia; medita in solitudine; abbandona i rituali collettivi e non si cura dei procedimenti razionali dell’istruzione o della cultura. È un uomo di fede». E insieme un’autoanalisi, che gli permettesse di rispondere a una domanda elementare: «Perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto, insopportabile dopo due?». Anatomia dell’irrequietezza viene pubblicato in Inghilterra simultaneamente all’edizione italiana (1996).

Questa Non È Propaganda

La censura è morta, viva la censura. Da quando quella del KGB costringeva Igor e Liana Pomerantsev, lui giornalista e lei documentarista, a lasciare la Russia insieme al figlio Peter, di acqua sotto i ponti ne è passata. Del KGB si parla solo nei film di spionaggio, il regime è caduto e la guerra fredda è finita: il modello democratico occidentale ha vinto a colpi di libera informazione. O forse no? La pluralità di voci che oggi si leva dai social media sembra il frutto maturo della vera democrazia: ciascuno può esprimere il proprio pensiero senza subire né censure né propaganda, descrivendo la realtà come appare agli occhi di chiunque. La stessa esistenza di questa pluralità però cancella l’idea di una realtà univoca e valida per tutti. “Censura tramite rumore” la chiama Pomerantsev, una vera tattica comunicativa: si inondano i social di una tale quantità di fake news che anche i contenuti verificabili si riducono a una delle tante versioni possibili e perdono il loro valore di verità. Dalle Filippine alla Cina, passando per Russia, America Latina, Gran Bretagna e Finlandia, Pomerantsev intreccia la propria storia con quella delle mutazioni subite dall’informazione mostrandoci che abbondanza e mancanza di fonti possono essere la faccia della stessa propaganda, ma soprattutto che non sempre la pluralità di opinioni significa democrazia.

In Cammino

**CAMMINARE**
**UN GESTO CHE SEMBRA SCONTATO,** **MA CHE CI FA SCOPRIRE** **UN MONDO FUORI E DENTRO DI NOI**
Camminare è il motore dell’umore, del benessere, della felicità. Ci riavvicina a noi stessi, crea concentrazione e spazio dentro di noi. Camminare è un piacere e un’arte. Camminare in montagna, certo, ma anche sulle falesie in riva al mare, sulle coste e sulle dorsali di isole come la Sardegna, la Corsica, la Réunion. O ancora, su fino alla vetta in Val Senales, dove il camminatore più antico che conosciamo da vicino ha aspettato 5300 anni per dirci chi era. Camminare perfino in città, dove i passi sfidano geometrie urbane e vincendo il confronto scoprono ciò che da un finestrino non si vede. E camminare nel mondo virtuale, senza muovere un passo ma alla ricerca dell’emozione del movimento. Camminare in tanti modi diversi, insomma, ascoltando le storie che ogni sentiero racconta a chi ha la pazienza di usare i piedi e la mente. Un libro che ci accompagna alla scoperta di un gesto che sembra scontato, ma che ci fa scoprire un mondo fuori e dentro di noi.