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La Bellezza Come Metodo

“Il ricercatore, nel suo sforzo di esprimere matematicamente le leggi fondamentali della Natura, deve mirare soprattutto alla bellezza.” Così scrive il grande fisico teorico Paul Dirac, le cui riflessioni sono raccolte qui per la prima volta. Il principio di bellezza matematica svolge secondo Dirac una duplice funzione. Nel contesto della scoperta, la bellezza determina la direzione della ricerca, nel contesto della giustificazione – ed è questa la tesi più forte –, la bellezza è la qualità che permette di giudicare una teoria, più ancora dell’accordo con le osservazioni. Nella sua scienza, Dirac usò con impareggiabile efficacia il criterio di bellezza come un modo per trovare la verità. **

L’Effetto Lucifero

Cosa fa sì che i buoni diventino cattivi? Philip Zimbardo, noto come l’ideatore dell’Esperimento carcerario di Stanford, racconta qui per la prima volta la storia di questo studio. A un gruppo di studenti furono attribuiti a caso i ruoli di “guardia” e “detenuto” in un ambiente carcerario simulato. Dopo una settimana lo studio fu interrotto perché quei normalissimi studenti si erano trasformati in guardie brutali e in detenuti emotivamente distrutti. Zimbardo descrive come certe dinamiche di gruppo possano trasformare in mostri uomini e donne perbene e ci permette di comprendere meglio fenomeni di estrema crudeltà, dalla disonestà delle multinazionali a come soldati americani prima degni di stima siano giunti a perpetrare torture su detenuti iracheni ad Abu Ghraib.

Il Senso Delle Cose

Questo libro propone una nuova chiave interpretativa per leggere, e superare, la contrapposizione tra idealismo e realismo. Al centro c’è il modo nel quale avviene la conoscenza umana, il rapporto tra l’io e il mondo, campo d’indagine della fenomenologia che non può, e non deve, rimanere chiuso all’interno dei confini della disciplina. Obiettivo della ricerca è allora anche confrontarsi con l’interesse per il realismo che caratterizza il dibattito contemporaneo, nell’intento di scardinarne gli automatismi e i pregiudizi. Angela Ales Bello rileva come alla base della controversia tra realismo e idealismo ci siano spesso equivoci di natura semantica e, risalendo alle origini della fenomenologia moderna, mette in discussione l’interpretazione del concetto husserliano di idealismo trascendentale. Lungo questa strada – disinnescando gli estremi di un idealismo acritico e di un realismo ingenuo – la filosofa giunge a proporre un “realismo trascendentale”, orizzonte di un’unità dinamica che abbraccia il processo conoscitivo e che fonda la correlazione, non la subordinazione, di soggetto e oggetto. L’indagine di questa reciprocità oltrepassa così i confini dell’ambito gnoseologico, e conduce alle domande fondamentali sul senso ultimo delle cose e sulla loro origine.

Baruch L’Infernale

Amsterdam, 1648. La Spagna firma l’atto di pace con le Sette Province Unite dell’Olanda, ed è l’evento con cui si apre questo piccolo racconto teatrale incentrato sulla figura rivoluzionaria di Baruch Spinoza. Come Giordano Bruno e Tommaso Campanella, Spinoza è la mente radicale che rovescia il senso comune e i fondamenti della cultura del suo tempo: spoglia di ogni carattere sacro la Bibbia, mostrando in maniera inoppugnabile la natura laica di quell’insieme di testi, scritti in tempi diversi e importanti solo per il messaggio etico di cui sono espressione (motivo per cui verrà espulso dalla comunità ebraica di Amsterdam). In più, è convinto che la democrazia sia la forma più equa e più felice di organizzazione sociale, e che può realizzarsi solo tra individui liberi, perciò annuncia la necessità di una società egalitaria, l’unica che può assicurare la serenità e la pace. Abolendo l’idea di un Dio che giudica e condanna, infine, lo identifica con la Natura di cui tutti gli esseri viventi sono parte inscindibile (l’uomo così come la stella e il moscerino). E questa Natura sacralizzata di Spinoza è oggi anche la nostra, perché mostra come la Terra, ferita e sconvolta dal nostro operato, trascina nel suo corso anche la sorte delle società umane.

Libertà E Potere Non Vanno in Coppia

Un’intervista a Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir a cura di Tano D’Amico, Gabriele Giunchi, Gad Lerner, Luigi Manconi e Guido Viale per Lotta Continua quotidiano, Settembre 1977, Roma. In un’ampia conversazione con alcuni militanti di Lotta Continua. Jean Paul Sartre risponde alle polemiche in cui è stato coinvolto negli ultimi mesi ed espone gli approdi recenti della sua riflessione teorica, culturale, politica. L’appello degli intellettuali francesi, la tendenza autoritaria degli Stati europei, l’eurocomunismo, il dissenso nell’Est, la funzione degli intellettuali, la libertà e il potere nei movimenti degli ultimi anni, il marxismo oggi. Un messaggio ai giovani che andranno a Bologna.

La rivoluzione permanente

L’opera è stata scritta da Trotskij nel 1929 in polemica con le “nuove teorie” della burocrazia stalinista, insediatasi a Mosca, i cui i primi esiti drammatici erano la sconfitta della rivoluzione cinese del 1925-27. I cardini di quella polemica erano rappresentati dalla critica alla “teoria del socialismo in un paese solo” e la “teoria delle due tappe”. La prima consisteva nell’affermazione secondo la quale il socialismo poteva consolidarsi in Urss a prescindere dallo sviluppo di rivoluzioni in altri paesi; la seconda, riproponendo la posizione menscevica nel dibattito di inizio secolo con i bolscevichi, sosteneva la necessità per i partiti comunisti di assecondare lo sviluppo del capitalismo e della democrazia borghese e di rimandare a una seconda imprecisata fase la lotta per il socialismo. Questa posizione ebbe la sua applicazione nella rivoluziuone cinese, dove il movimento operaio e popolare, sotto la direzione comunista, assecondò il movimento borghese di liberazione nazionale e lo sostenne con i suoi strumenti: scioperi, insurrezioni, mobilitazioni di piazza. La borghesia, spaventata da tanto protagonismo che, a prescindere dalla posizione comunista, poteva minacciare il controllo sul movimento rivoluzionario, represse nel sangue con migliaia di morti la classe operaia e i contadini.

Il significato dell’esistenza umana

Uno dei maggiori biologi viventi affronta le domande più ambiziose che l’uomo, unica specie animale capace di riflettere su di sé e sul senso della propria vita, si pone da sempre. Oggi, ci dice Edward Wilson, gli enormi progressi fatti dalla scienza ci offrono gli strumenti concettuali per inquadrare in un discorso credibile fenomeni come la religione, la fede in un’entità sovrannaturale, l’idea di una finalità e la presenza di altre forme di vita nell’universo. La spiegazione di tutti questi aspetti, che rimandano al più generale significato dell’esistenza umana, secondo Wilson risiede nella storia biologica ed evolutiva dell’uomo: quell’epopea, cominciata con i primi passi mossi da Homo Sapiens nell’Africa orientale duecentomila anni fa, in grado di gettare luce sul motivo per cui su questo pianeta esiste una specie come la nostra. **

Il principio responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologica

Il dibattito intorno alla nostra responsabilità verso le generazioni future si è fatto in questi anni sempre più fitto e interessante, man mano che svanivano le certezze sul modello di sviluppo fondato sull’asservimento tecnologico della natura e l'”euforia del sogno faustiano” della modernità lasciava il posto a una visione della storia disincantata e perplessa – quando non disperante e apocalittica. L’uomo è diventato per la natura più pericoloso di quanto un tempo la natura lo fosse per lui, mentre alle tante fratture sociali che ostacolano il cammino verso un’umanità unificata si è venuta ad aggiungere la contraddizione antagonistica tra il mondo di oggi e il mondo di domani. Muovendo da questa diagnosi, Hans Jonas cerca in questo lavoro di andare alle radici filosofiche del problema della responsabilità, che non concerne soltanto la sopravvivenza, ma l’unità della specie e la dignità della sua esistenza. Tra il “principio speranza” di Ernst Bloch e il “principio disperazione” di Günther Anders, il “principio responsabilità” dà voce a una via di mezzo, nel tentativo di coniugare in un modello unitario etica universalistica e realismo politico. **

Fatti E Norme

«Vorrei richiamare l’attenzione su alcuni aspetti di quella sostanza normativa della democrazia che dobbiamo oggi difendere dalle tendenze che vorrebbero trasformarla in una semplice maschera costituzionale dei meccanismi di mercato. Si tratta infatti di capire che cosa noi vogliamo salvare e recuperare nella costellazione posnazionale di una società mondiale in via di formazione».Dalla Prefazione di Jürgen HabermasUna delle opere principali del grande filosofo tedesco, una grande sintesi sul rapporto tra etica, morale e diritto, arricchita da una sua Prefazione inedita.

Devi cambiare la tua vita

“Devi cambiare la tua vita!”: così intimava al poeta la voce che Rilke udì al museo del Louvre agli inizi del Novecento. Politica e religione ci hanno tentato per secoli, ma oggi l’una è in crisi mentre l’altra sembra cavalcare prepotentemente i nuovi fondamentalismi. In quest’ampia indagine sulla natura umana Peter Sloterdijk confuta che a ritornare sia il sentimento religioso. Semmai è presente in ogni piega della nostra società il disagio etico suscitato dalla constatazione che “così non possiamo più andare avanti” e che, dunque, ogni persona debba seriamente lavorare su se stessa per essere e rimanere all’altezza delle sfide del nostro mondo. Dopotutto, cosa accomuna un pizzaiolo e uno yogi, un sacerdote e una modella, un economista e una biologa se non il continuo esercizio teso a migliorare il proprio “rendimento”? Non si tratta solo del successo sulla scena pubblica, bensì di una elevazione che continuamente slitta dal piano fisico a quello spirituale e dal piano individuale a quello planetario. Al tempo degli antichi Greci era l’obiettivo della saggezza; oggi che tale parola sembra desueta non perde il suo mordente la stessa “pericolosa” pratica della filosofia. **

Utopia E Disincanto

Utopia e disincanto raccoglie un’ampia scelta della produzione saggistica di Claudio Magris tra il 1974 e il 1998. È un itinerario che percorre territori ben conosciuti dai lettori de Il mito absburgico, Lontano da dove, Itaca e oltre, Dietro le parole e L’anello di Clarisse, ma attraversa anche zone nuove e inesplorate. Il lettore incontrerà scritti di ampio respiro, che analizzano la nostra attuale condizione umana e storica (quali la svolta di fine secolo, il ruolo dell’intellettuale, la frontiera e l’identità, il libero arbitrio), ma anche fulminei commenti alle bizzarrie della Grande Storia o della cronaca spicciola, riscoperte di libri dimenticati e incontri con destini randagi. I grandi scrittori hanno ovviamente un ruolo centrale: incontriamo Borges e Jünger, Goethe e Hugo, Mann e Dostoevskij, Nievo e Hesse, Broch e Andrić, Tagore e Primo Levi. Ma ci sono pure i libri di viaggio e d’avventura (come i romanzi di Stevenson e Sealsfield) e le opere di «non scrittori», di marginali della letteratura come il lappone Turi, lo sciamano groenlandese Qippingi o l’anonimo poeta amazzonico che canta l’ultimo viaggio di una canoa. Non mancano, infine, alcune riflessioni sull’attualità, a volte su problemi di rilevanza morale e politica, a volte su situazioni quotidiane affrontate con passione e ironia. Il filo rosso che unifica i vari saggi, inseguito nelle pagine della letteratura e nel frastagliato e contraddittorio mondo della vita, è il nesso tra utopia e disincanto. Magris ci invita a confrontarci con la crisi dei grandi sistemi di valori e dei progetti di ordinare il mondo. Ci pone di fronte alla realtà togliendoci l’illusione di riscattarla una volta per tutte, ma non la disillusa e caparbia speranza di correggerla. Si tratta, insomma, di vivere nella consapevolezza che la bacinella del barbiere non è l’elmo di Mambrino, come credeva don Chisciotte, ma che senza la ricerca di don Chisciotte il mondo è incompleto.

Palazzo Yacoubian

“Il più sensazionale e controverso bestseller del mondo arabo” Corriere della SeraCostruito negli anni trenta da un miliardario armeno, Palazzo Yacoubian contiene in sé tutto ciò che l’Egitto era ed è diventato da quando l’edificio è sorto in uno dei viali del centro. Dal devoto e ortodosso figlio del portiere, che vuole entrare in polizia ma che finirà invece a ingrossare le già folte milizie islamiste, alla sua fidanzata, vittima delle angherie dei padroni; dai poveri, che vivono sul tetto dell’edificio e sognano una vita più agiata, al gaudente signore aristocratico poco timorato di Dio e nostalgico dei tempi di re Faruk; dall’intellettuale gay con la passione per gli uomini nubiani, che vive i suoi amori proibiti neanche troppo clandestinamente, all’uomo d’affari senza scrupoli del pianterreno che vuole entrare in politica. Ciascuno di questi personaggi si ritroverà a compiere delle scelte: quale ne sia l’esito, sarà il lettore a deciderlo. In Palazzo Yacoubian al-Aswani racconta magistralmente le piccole storie private, le violenze e le gioie di un Egitto plurale, poco conosciuto e lontano da ogni stereotipo.

L’idea di giustizia da Platone a Rawls

Attraverso una accurata selezione di testi classici, introdotti e discussi, la ricostruzione di un tema che corre lungo tutto l’arco della riflessione in filosofia, politica e morale.

Estetica della musica

Questo sintetico profilo definisce dapprima ambiti e oggetti di indagine dell’estetica musicale; poi presenta una breve storia del pensiero musicale dall’antichità ai giorni nostri. Questa edizione aggiornata offre preziosi spunti per ulteriori approfondimenti, in particolare sui rapporti tra natura e cultura nella musica e sulla fruizione dei nuovi linguaggi del nostro tempo.

Dieci Pensieri Sulla Politica

Politica, democrazia, responsabilità, mito, opera, parola, male, occidente, comunità e violenza: sono parole chiave della tradizione filosofica e politica occidentale sulle quali Roberto Esposito sviluppa qui le proprie riflessioni. Ciascuno di questi termini forti viene sottoposto a un’attenta analisi volta a mostrarne la stratificazione di senso e a illustrarne l’attuale costellazione di significati. Grazie alla contaminazione fra linguaggi assai diversi – letteratura, estetica, teologia, filosofia, antropologia – e all’interrogazione di alcuni fra i maggiori pensatori del ‘900, da Heidegger a Bataille, da Weber ad Hannah Arendt, l’autore fornisce un contributo di grande finezza nel ridefinire la mappa concettuale della modernità.

Di Nessuna Chiesa

Uno spettro si aggira per l’Europa: il relativismo, cioè il dogma che non c’è nessun dogma. Molti ne hanno paura ma chi vuole combatterlo non dovrebbe conoscerlo meglio? Dichiarare che esso comporta una più o meno quieta accettazione di qualsiasi teoria o costellazione di valori significa restare alla superficie delle cose. Come riconoscono i suoi più intelligenti avversari, il relativismo ha una componente fattuale: teorie, metodi e pratiche si sono rivelati efficaci in ambiti circoscritti. Ciò significa che teorie, metodi e pratiche vadano posti tutti sullo stesso piano? Nient’affatto. Piuttosto, là dove abbiamo buone ragioni per credere nella verità di una teoria, non possiamo escludere in linea di principio che si possano trovare argomenti per teorie rivali. È da tale possibilità che le nostre idee traggono forza e consistenza.

Breviario

Di Sören Kierkegaard (Copenaghen 1813-1855), filosofo e scrittore tra i più geniali della storia del pensiero, critico delle culture dominanti il suo tempo, precursore dell’esistenzialismo, Max Bense ha scelto alcuni dei testi seminali per il pensiero moderno: l’Estetico e l’Etico, il pensatore astratto e quello concreto, la critica del tempo e del cristianesimo, la “scelta”. In antitesi a Hegel: l’individuo non è quel che è, ma ciò che sceglie di essere. **

Utopia E Disincanto

Utopia e disincanto raccoglie un’ampia scelta della produzione saggistica di Claudio Magris tra il 1974 e il 1998. È un itinerario che percorre territori ben conosciuti dai lettori de Il mito absburgico, Lontano da dove, Itaca e oltre, Dietro le parole e L’anello di Clarisse, ma attraversa anche zone nuove e inesplorate. Il lettore incontrerà scritti di ampio respiro, che analizzano la nostra attuale condizione umana e storica (quali la svolta di fine secolo, il ruolo dell’intellettuale, la frontiera e l’identità, il libero arbitrio), ma anche fulminei commenti alle bizzarrie della Grande Storia o della cronaca spicciola, riscoperte di libri dimenticati e incontri con destini randagi. I grandi scrittori hanno ovviamente un ruolo centrale: incontriamo Borges e Jünger, Goethe e Hugo, Mann e Dostoevskij, Nievo e Hesse, Broch e Andrić, Tagore e Primo Levi. Ma ci sono pure i libri di viaggio e d’avventura (come i romanzi di Stevenson e Sealsfield) e le opere di «non scrittori», di marginali della letteratura come il lappone Turi, lo sciamano groenlandese Qippingi o l’anonimo poeta amazzonico che canta l’ultimo viaggio di una canoa. Non mancano, infine, alcune riflessioni sull’attualità, a volte su problemi di rilevanza morale e politica, a volte su situazioni quotidiane affrontate con passione e ironia. Il filo rosso che unifica i vari saggi, inseguito nelle pagine della letteratura e nel frastagliato e contraddittorio mondo della vita, è il nesso tra utopia e disincanto. Magris ci invita a confrontarci con la crisi dei grandi sistemi di valori e dei progetti di ordinare il mondo. Ci pone di fronte alla realtà togliendoci l’illusione di riscattarla una volta per tutte, ma non la disillusa e caparbia speranza di correggerla. Si tratta, insomma, di vivere nella consapevolezza che la bacinella del barbiere non è l’elmo di Mambrino, come credeva don Chisciotte, ma che senza la ricerca di don Chisciotte il mondo è incompleto.

Palazzo Yacoubian

“Il più sensazionale e controverso bestseller del mondo arabo” Corriere della SeraCostruito negli anni trenta da un miliardario armeno, Palazzo Yacoubian contiene in sé tutto ciò che l’Egitto era ed è diventato da quando l’edificio è sorto in uno dei viali del centro. Dal devoto e ortodosso figlio del portiere, che vuole entrare in polizia ma che finirà invece a ingrossare le già folte milizie islamiste, alla sua fidanzata, vittima delle angherie dei padroni; dai poveri, che vivono sul tetto dell’edificio e sognano una vita più agiata, al gaudente signore aristocratico poco timorato di Dio e nostalgico dei tempi di re Faruk; dall’intellettuale gay con la passione per gli uomini nubiani, che vive i suoi amori proibiti neanche troppo clandestinamente, all’uomo d’affari senza scrupoli del pianterreno che vuole entrare in politica. Ciascuno di questi personaggi si ritroverà a compiere delle scelte: quale ne sia l’esito, sarà il lettore a deciderlo. In Palazzo Yacoubian al-Aswani racconta magistralmente le piccole storie private, le violenze e le gioie di un Egitto plurale, poco conosciuto e lontano da ogni stereotipo.

L’idea di giustizia da Platone a Rawls

Attraverso una accurata selezione di testi classici, introdotti e discussi, la ricostruzione di un tema che corre lungo tutto l’arco della riflessione in filosofia, politica e morale.

Estetica della musica

Questo sintetico profilo definisce dapprima ambiti e oggetti di indagine dell’estetica musicale; poi presenta una breve storia del pensiero musicale dall’antichità ai giorni nostri. Questa edizione aggiornata offre preziosi spunti per ulteriori approfondimenti, in particolare sui rapporti tra natura e cultura nella musica e sulla fruizione dei nuovi linguaggi del nostro tempo.

Dieci Pensieri Sulla Politica

Politica, democrazia, responsabilità, mito, opera, parola, male, occidente, comunità e violenza: sono parole chiave della tradizione filosofica e politica occidentale sulle quali Roberto Esposito sviluppa qui le proprie riflessioni. Ciascuno di questi termini forti viene sottoposto a un’attenta analisi volta a mostrarne la stratificazione di senso e a illustrarne l’attuale costellazione di significati. Grazie alla contaminazione fra linguaggi assai diversi – letteratura, estetica, teologia, filosofia, antropologia – e all’interrogazione di alcuni fra i maggiori pensatori del ‘900, da Heidegger a Bataille, da Weber ad Hannah Arendt, l’autore fornisce un contributo di grande finezza nel ridefinire la mappa concettuale della modernità.

Di Nessuna Chiesa

Uno spettro si aggira per l’Europa: il relativismo, cioè il dogma che non c’è nessun dogma. Molti ne hanno paura ma chi vuole combatterlo non dovrebbe conoscerlo meglio? Dichiarare che esso comporta una più o meno quieta accettazione di qualsiasi teoria o costellazione di valori significa restare alla superficie delle cose. Come riconoscono i suoi più intelligenti avversari, il relativismo ha una componente fattuale: teorie, metodi e pratiche si sono rivelati efficaci in ambiti circoscritti. Ciò significa che teorie, metodi e pratiche vadano posti tutti sullo stesso piano? Nient’affatto. Piuttosto, là dove abbiamo buone ragioni per credere nella verità di una teoria, non possiamo escludere in linea di principio che si possano trovare argomenti per teorie rivali. È da tale possibilità che le nostre idee traggono forza e consistenza.

Breviario

Di Sören Kierkegaard (Copenaghen 1813-1855), filosofo e scrittore tra i più geniali della storia del pensiero, critico delle culture dominanti il suo tempo, precursore dell’esistenzialismo, Max Bense ha scelto alcuni dei testi seminali per il pensiero moderno: l’Estetico e l’Etico, il pensatore astratto e quello concreto, la critica del tempo e del cristianesimo, la “scelta”. In antitesi a Hegel: l’individuo non è quel che è, ma ciò che sceglie di essere. **

Utopia E Disincanto

Utopia e disincanto raccoglie un’ampia scelta della produzione saggistica di Claudio Magris tra il 1974 e il 1998. È un itinerario che percorre territori ben conosciuti dai lettori de Il mito absburgico, Lontano da dove, Itaca e oltre, Dietro le parole e L’anello di Clarisse, ma attraversa anche zone nuove e inesplorate. Il lettore incontrerà scritti di ampio respiro, che analizzano la nostra attuale condizione umana e storica (quali la svolta di fine secolo, il ruolo dell’intellettuale, la frontiera e l’identità, il libero arbitrio), ma anche fulminei commenti alle bizzarrie della Grande Storia o della cronaca spicciola, riscoperte di libri dimenticati e incontri con destini randagi. I grandi scrittori hanno ovviamente un ruolo centrale: incontriamo Borges e Jünger, Goethe e Hugo, Mann e Dostoevskij, Nievo e Hesse, Broch e Andrić, Tagore e Primo Levi. Ma ci sono pure i libri di viaggio e d’avventura (come i romanzi di Stevenson e Sealsfield) e le opere di «non scrittori», di marginali della letteratura come il lappone Turi, lo sciamano groenlandese Qippingi o l’anonimo poeta amazzonico che canta l’ultimo viaggio di una canoa. Non mancano, infine, alcune riflessioni sull’attualità, a volte su problemi di rilevanza morale e politica, a volte su situazioni quotidiane affrontate con passione e ironia. Il filo rosso che unifica i vari saggi, inseguito nelle pagine della letteratura e nel frastagliato e contraddittorio mondo della vita, è il nesso tra utopia e disincanto. Magris ci invita a confrontarci con la crisi dei grandi sistemi di valori e dei progetti di ordinare il mondo. Ci pone di fronte alla realtà togliendoci l’illusione di riscattarla una volta per tutte, ma non la disillusa e caparbia speranza di correggerla. Si tratta, insomma, di vivere nella consapevolezza che la bacinella del barbiere non è l’elmo di Mambrino, come credeva don Chisciotte, ma che senza la ricerca di don Chisciotte il mondo è incompleto.

Breviario

Di Sören Kierkegaard (Copenaghen 1813-1855), filosofo e scrittore tra i più geniali della storia del pensiero, critico delle culture dominanti il suo tempo, precursore dell’esistenzialismo, Max Bense ha scelto alcuni dei testi seminali per il pensiero moderno: l’Estetico e l’Etico, il pensatore astratto e quello concreto, la critica del tempo e del cristianesimo, la “scelta”. In antitesi a Hegel: l’individuo non è quel che è, ma ciò che sceglie di essere. **

Breviario

Di Sören Kierkegaard (Copenaghen 1813-1855), filosofo e scrittore tra i più geniali della storia del pensiero, critico delle culture dominanti il suo tempo, precursore dell’esistenzialismo, Max Bense ha scelto alcuni dei testi seminali per il pensiero moderno: l’Estetico e l’Etico, il pensatore astratto e quello concreto, la critica del tempo e del cristianesimo, la “scelta”. In antitesi a Hegel: l’individuo non è quel che è, ma ciò che sceglie di essere. **

Breviario

Di Sören Kierkegaard (Copenaghen 1813-1855), filosofo e scrittore tra i più geniali della storia del pensiero, critico delle culture dominanti il suo tempo, precursore dell’esistenzialismo, Max Bense ha scelto alcuni dei testi seminali per il pensiero moderno: l’Estetico e l’Etico, il pensatore astratto e quello concreto, la critica del tempo e del cristianesimo, la “scelta”. In antitesi a Hegel: l’individuo non è quel che è, ma ciò che sceglie di essere. **