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Vendetta pubblica: Il carcere in Italia

«Lasciamoli marcire in carcere!»: dietro questo slogan – che tanto piace a parte dell’opinione pubblica e a certi politici in cerca di facili consensi – c’è la negazione del nostro Stato di diritto. Sì, perché secondo la Costituzione italiana la pena deve prima di tutto rieducare: chi è in prigione è parte della nostra comunità e i detenuti, prima o poi, comunque escono. D’altra parte i dati statistici lo dimostrano: in Italia la recidiva degli ex detenuti è record – sette su dieci tornano a delinquere – ma la percentuale precipita all’uno per cento per l’esigua minoranza di chi in carcere ha potuto lavorare. Evidentemente c’è bisogno di andare esattamente in direzione contraria alla ‘vendetta pubblica’. Un saggio lucido e necessario su un tema scottante e divisivo.

Schiavi del clic: Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo?

Le profezie sulla “fine del lavoro” risalgono all’alba della civiltà industriale. Anche oggi c’è un’opinione diffusa sulla rivoluzione tecnologica, ed è che l’intelligenza artificiale sostituirà gli uomini, cancellando il lavoro come lo conosciamo. Un’idea del tutto infondata. Le nostre inquietudini sono un sintomo della vera trasformazione in atto: non una scomparsa del lavoro, ma la sua digitalizzazione. Con un’inchiesta sul nuovo capitalismo delle piattaforme, Antonio Casilli getta luce sulla manodopera dell’economia contemporanea: centinaia di migliaia di schiavi del clic vengono reclutati in Asia, in Africa e in America Latina per leggere e filtrare commenti, classificare le informazioni e aiutare gli algoritmi ad apprendere. È una rivoluzione che ci riguarda da vicino, molto più di quanto vorremmo vedere, perché trasfigura il lavoro in un gesto semplice, frammentario e pagato sempre meno o perfino nulla, quando a compierlo sono addirittura i consumatori. Casilli esplora le strategie e le regole del nuovo taylorismo, nel quale Amazon, Facebook, Uber e Google sono gli attori principali grazie alla capacità di sfruttare i propri utenti inducendo gesti produttivi non remunerati. Servono tutti gli strumenti della sociologia e della scienza politica, del diritto e dell’informatica per smascherare le logiche economiche della società plasmata dalle piattaforme digitali. Per la prima volta, con questo libro riusciamo a immaginarne il superamento: la posta in gioco della nostra epoca è la lotta per il riconoscimento del lavoro di chi fa funzionare le macchine senza diritti e, spesso, senza consapevolezza. Siamo tutti lavoratori digitali e abbiamo bisogno di una nuova coscienza di classe.

Ricco prima delle 8. Cambia la tua routine quotidiana per raggiungere il successo

«”Il buongiorno si vede dal mattino” è una sacrosanta verità: ma è difficile che tu possa vederlo se sei già in ritardo e in affanno ancora prima di alzarti. Oggi tutti noi viviamo intrappolati in vite dai ritmi frenetici. Siamo stressati, frustrati, spesso soffriamo di insonnia e di disturbi digestivi, ma non facciamo nulla per cambiare. Perché? Semplice: perché ci sembra di non avere alternative. Le ore di una giornata sono solo 24 e nella nostra testa comanda la convinzione che non c’è altro modo per gestire il poco tempo a nostra disposizione se non andando più veloci, sempre più veloci. Sto per svelarti che un’alternativa c’è, ed è a portata di mano, anche della tua: cambiare la tua routine del mattino. Prima di creare la mia routine del mattino mi sentivo come te: scarico, sotto tono, perennemente in apprensione, soverchiato da un’agenda troppo piena e impossibilitato a fare ciò che davvero avrebbe dato significato alla mia vita. Tutto è cambiato anteponendo la sveglia di un paio d’ore e cominciando la giornata con una breve meditazione, qualche esercizio fisico e una doccia fredda: cose semplici che però mi hanno letteralmente cambiato la vita. Dopo aver fatto resistenza per mesi all’idea di svegliarmi presto, quando finalmente ho deciso di provare o ho potuto godere da subito di benefici straordinari, quali essere più connesso con le mie aspirazioni di lungo termine, più focalizzato, più lucido, più consapevole delle mie scelte, più sereno e più energico. Come se non bastasse, sono riuscito a guadagnare un’ora e mezza di tempo in cui il telefono non squilla e nessuno bussa alla mia porta, esperienze che non vivevo ormai da decenni. Con “Ricco prima delle 8” voglio suggerire anche a te di cambiare la routine mattutina per aiutarti a prendere in mano l’orologio della tua giornata e della tua vita, e far sì che ogni giorno sia un buon giorno». **

Perché le nazioni falliscono

Per la scienza sociale è la madre di tutte le domande: perché ci sono paesi che diventano ricchi e paesi che restano poveri? Per quale ragione nel mondo convivono prosperità e indigenza? Alcuni si soffermano sul clima e sulla geografia. Ma il caso del Botswana, che cresce a ritmi vertiginosi mentre paesi africani vicini, come Zimbabwe, Congo e Sierra Leone, subiscono miserie e violenze, smentisce questa interpretazione. Altri chiamano in causa la cultura. Ma allora come si spiegano le enormi differenze tra il Nord e il Sud della Corea? E che dire di Nogales, Arizona, che ha un reddito pro capite tre volte più alto di Nogales, Sonora, città gemella messicana? Le origini di prosperità e povertà risiedono nelle istituzioni politiche ed economiche che le nazioni si danno. Ce lo dimostrano Daron Acemoglu e James A. Robinson, accompagnandoci in un emozionante viaggio nella storia universale, di civiltà in civiltà, di rivoluzione in rivoluzione. Dall’Impero romano alla Venezia medievale, dagli inca e i maya, distrutti dal colonialismo spagnolo, al devastante impatto della tratta degli schiavi sull’Africa tribale, dalla Cina assolutista delle dinastie Ming e Qing al nuovo assolutismo di Mao Zedong, dall’Impero ottomano alle autocrazie mediorientali, le élite dominanti preferiscono difendere i propri privilegi ed estrarre risorse dalla società che avviare un percorso di benessere per tutti. La crescita economica sovverte lo status quo, e per questo è temuta e ostacolata da chi detiene il potere. Ma alcuni paesi sanno cogliere le opportunità della storia: la nascita di sistemi politici inclusivi e pluralisti diffonde la crescita economica a ogni latitudine. L’Inghilterra della rivoluzione industriale, la Francia rivoluzionaria e napoleonica, la nascita della democrazia negli Stati Uniti e, in tempi più recenti, il Brasile di Lula, dimostrano che si può prendere la strada dell’emancipazione politica e sociale. Nell’epoca in cui si assiste al tracollo di molti paesi e alla travolgente ascesa di altri, «Perché le nazioni falliscono» propone una teoria brillante, di rara profondità storica, che cambia il nostro modo di vedere il mondo. E, rifuggendo ogni conformismo, mette in discussione le certezze superficiali: siamo sicuri che la crescita della Cina sia inarrestabile?

Neoliberismo e manipolazione di massa. Storia di una bocconiana redenta

“Neoliberismo e manipolazione di massa” è rivolto a tutti coloro che vogliano affrontare un percorso di disvelamento delle menzogne che si celano dietro l’attuale modello socio-economico. Rinnegando gli insegnamenti dell’Università Bocconi, dove si è formata, l’autrice guida i lettori attraverso il proprio cammino di comprensione dell’inganno neoliberista. Il libro introduce la storia della psicologia delle folle, partendo dall’opera di Le Bon, studiata e amata dai grandi dittatori del ‘900, e di Bernays, nipote di Freud e inventore dell’ingegneria del consenso, fino allo sviluppo del capitalismo consumistico. Poste le premesse sociologiche e storico-culturali, viene analizzato lo sviluppo del pensiero economico liberista prima e neoliberista poi, inteso come una degenerazione del primo. Il testo, che arriva ai giorni nostri, adotta un registro divulgativo e accessibile a tutti, con approfondimenti sia di carattere economico che filosofico, ma sempre estraneo a tecnicismi e sofismi accademici. Dopo aver condotto il lettore attraverso un cammino conoscitivo e introspettivo, l’autrice propone le proprie soluzioni per operare un cambiamento reale, a livello individuale e collettivo.

La nuova civiltà digitale

siamo entrati nella nuova era della civiltà digitale e stiamo imparando, anche in modo drammatico, come «usarla». La rivoluzione della data economy investe e investirà profondamente la nostra stessa cultura e cambierà – non sempre in meglio – i nostri modi di lavorare, informarci, studiare, muoverci, produrre beni e servizi, creare nuove opere, vendere, comprare, coltivare relazioni personali. Ma non possiamo arrenderci di fronte allo straniamento che si prova tra boom del commercio online e chiusura dei negozi, robotizzazione e caduta dei posti di lavoro, trionfo dei social network e «fine della privacy». La sfida è reagire e «vivere» il cambio dei modelli di vita, di lavoro, di socialità. Mettere la tecnologia al nostro servizio senza esserne sopraffatti, imparare ad affrontare la novità come in passato abbiamo fatto con le altre grandi rivoluzioni scientifiche dalla comparsa delle macchine a vapore, del treno, dell’elettricità, dell’automobile. E per farlo occorre mettere in campo proposte e correttivi concreti che gli autori avanzano in queste pagi- ne ricche di esempi e dati. Un pamphlet provocatorio e costruttivo al tempo stesso su come affrontare la più grande discontinuità nella storia recente dell’uomo.

Investitori digitali. Rendite passive per speculatori attivi

“Investitori digitali” è una guida semplice ma completa che suggerisce come strutturare sistemi di rendite passive attraverso il trading online, le startup, il crowdfunding, le criptovalute, l’e-commerce. Un mondo che non premia i “don chisciotte”, non ricompensa i buoni intenti né ripaga necessariamente l’audacia: servono studio, immaginazione, coraggio, esperienza. una ricetta che dosa attentamente passato e futuro. Anni di esperienza alle spalle hanno reso Maxx Mereghetti e Antonio Vida due degli investitori digitali di maggior successo. Con questo libro mettono a fuoco vantaggi, possibilità e rischi del mondo ipercompetitivo – ma anche iperdemocratico – degli investimenti digitali. Nel digitale c’è spazio per tutti, è uno straordinario trampolino per chi vuole cambiare vita e dedicarsi full time agli investimenti digitali e per chi vuole semplicemente arrotondare e portarsi a casa un extraguadagno; per chi è alla ricerca di un investimento sul futuro e per chi invece ha un’idea disruptive ma non ha il denaro per realizzarla. La possibilità di partecipare attivamente ai business del futuro non è solo gratificante ed emozionante, porta con sé anche grande sicurezza in tempi di incertezza.

Il potere delle parole e della PNL (Sleight of Mouth)

Robert Dilts esamina il potere delle parole di figure storiche come Abraham Lincoln, Hitler, Gandhi, Socrate e Gesù. I suoi studi intensi rivelano come alcuni modelli linguistici possano influenzare profondamente la vita delle persone. Una risorsa importante per chi utilizza il linguaggio come strumento di lavoro. Un libro straordinario sul reale impatto delle parole.

Get in the game

Get in the Game è una storia di crescita. Crescita di una splendida ventenne che da start up è diventata una delle aziende top performer in Europa da ventotto trimestri consecutivi. Crescita di un ragazzo che è diventato grande in simbiosi con questa organizzazione, a cui deve molto. Crescita della consapevolezza che non dobbiamo per forza essere sportivi professionisti ma che ognuno può essere atleta. E, come atleti, farsi trovare pronti, per giocare la propria partita in una squadra che deve sapersi rinnovare ogni giorno.Alberto Calcagno, ripercorrendo la sua esperienza personale e professionale, ci rivela l’importanza del saper mettersi continuamente in gioco, per vincere le sfide del mondo globale, ancor di più nella situazione attuale, che ha richiesto una profonda trasformazione mentale e dei modelli di relazione e organizzazione del lavoro.L’AUTORE DEVOLVE I PROVENTI DI QUESTO LIBRO PER SOSTENERE ATTIVITÀ DI WELFARE DEI DIPENDENTI FASTWEB.

Draghi, falchi e colombe. L’euro e l’Italia 2011-2019

Il libro ricostruisce gli otto anni di Mario Draghi alla guida della Banca centrale europea (Bce). Otto anni sempre sotto i riflettori, decisivi per l’economia dell’Europa e dell’Italia. Mario Draghi ha innovato la politica monetaria, ha portato l’Europa nel mondo dei tassi negativi e ha gestito con grande abilità il board della Bce, sempre diviso tra falchi e colombe sulla condotta ottimale da tenere. È stato un mago delle parole e, come gli altri banchieri centrali, si trova ora a un bivio epocale: quali devono essere i nuovi obiettivi della politica monetaria? Quali i nuovi strumenti attivabili dopo le stagioni dei bazooka e dell’inondazione di liquidità? Occorre rendere ordinaria la politica monetaria straordinaria di questi, oppure provare a rinormalizzare gli interventi su tassi e liquidità? Ed ancora: quale è il consuntivo e quali sono le prospettive per l’Italia di avere l’Euro come valuta? Più in generale, in gioco c’è lo stesso destino della fiducia nella moneta e della reputazione dei banchieri centrali. È anche questa l’eredità che Draghi lascia a Christine Lagarde alla guida della Banca centrale europea.

Combattere la povertà: L’Italia dalla Social card al Covid-19

Il connubio tra lo sfondamento dei confini tradizionali della povertà e il peggioramento della situazione di chi ne sta al di sopra ha prodotto la diffusa percezione che vaste aree della società, prima considerate al sicuro, non lo siano più. A partire dalla crisi economica cominciata nel 2008, la povertà è cresciuta enormemente in Italia ed è arrivata a toccare anche parti della società mai a rischio in precedenza. Un quadro che le pesanti conseguenze del Covid-19 rendono ancor più drammatico e preoccupante. Per lunghi decenni la politica italiana si era ostinatamente disinteressata dei più deboli. Mai si era andati oltre soluzioni residuali, come la Social card introdotta all’inizio della crisi. Poi lo scenario è cambiato: sono arrivati attenzione, fondi, rilievo politico e relative tensioni. Gli esiti sono stati l’introduzione del Reddito d’inclusione (Rei), la prima misura nazionale contro la povertà, e la sua sostituzione con il Reddito di cittadinanza. Il successivo irrompere del Covid-19 ha reso necessario predisporre ulteriori risposte. Cristiano Gori, studioso e ‘lobbista dei poveri’, è stato testimone diretto della definizione dei nuovi interventi di contrasto alla povertà. In questo libro guida il lettore in un viaggio lungo il percorso riformatore di anni insieme tormentati e fondativi per il nostro welfare.

Cambiare rotta: Più giustizia sociale per il rilancio dell’Italia

“Le disuguaglianze sono una scelta”. Sono il frutto della svolta a 180 gradi che cultura politica e politiche, di ogni parte, compiono fra anni Settanta e Ottanta. Della subalternità culturale alla forma mentis neoliberale. Certo che globalizzazione e tecnologia digitale hanno scosso il sistema. Ma anziché tentare di indirizzare questi processi, l’azione pubblica li ha abbandonati alle scelte di pochi. Si deve e si può cambiare rotta. Ecco come. Con contributi di Sabina De Luca, Massimo Florio, Elena Granaglia, Vincenzo Manco, Anna Lisa Mandorino, Andrea Morniroli, Andrea Roventini