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La spiaggia più lontana

La pace che sembra tornata nel mondo di Earthsea dopo la riconquista da parte di Ged della metà mancante dell’anello magico di Erreth-Akbe è di nuovo in pericolo. Arren, giovane principe di Enland, discendente di Morred e della più antica casata di Earthsea, si reca personalmente all’isola di Roke per avvertire l’ormai maturo, e famoso in tutto il mondo, Arcimago Ged, che la magia va scomparendo in tutte le terre del nord e non solo… Nessuno sa il perché, ma gli antichi incantesimi non funzionano più ed i maghi vanno perdendo la conoscenza della “lingua antica” che era alla base della loro forza. Così, per scoprire da dove provenga questa minaccia che allarga con tanta rapidità la sua sfera di influenza, Ged ed Arren, l’uomo saggio e il ragazzo inesperto partono per un viaggio che sarà una vera e propria odissea: un lungo vagabondare che li porterà ad affrontare percoli di ogni genere, fino a giungere all’ultima spiaggia, a Selidor, l’isola all’estremità del mondo, dove risiedono i draghi, ed ancora più oltre, in un luogo desolato da cui nessuno ha mai fatto ritorno…

La Notte Della Svastica

Prima del Racconto dell’ancella di Margaret Atwood, prima di Philip K. Dick, c’era La notte della svastica. Pubblicato nel 1937 racconta una storia che era ancora tutta da scrivere proiettandoci in un mondo in cui i nazisti hanno vinto e creato un impero, la donna è ridotta ad una macchina finalizzata a procreare soldati, memoria e identità personali demoni da distruggere.

La Madre

No conozco personaje más limpio que una madre, ni corazón con más capacidad de amar que el corazón de una madre. En estas palabras se resume toda la justificación sentimental que llevó a Maksím Gorki a convertir a Pelagia Nílovna Vlásova en una de las protagonistas más universales de la literatura rusa. Una protagonista con su trasunto de carne y hueso: la ciudadana Anna Kirílovna Zalómova, madre del obrero metalúrgico Piotr Zalómov, arrestado por la policía zarista mientras participaba el 1 de mayo de 1902 en la primera manifestación obrera que se celebraba en Sórmovo, una pequeña población de la región de Ivánovo, en el centro de la Rusia europea. La madre es el relato pormenorizado de cómo una víctima, Pelagia, una vieja de cuarenta años, una mujer apaleada por su marido y embrutecida por el trabajo doméstico, un ser simple, ignorante y resignado a su sino (porque su alma, como ella misma reconoce, estaba claveteada como una vieja casa condenada al derribo), es capaz de romper los dos lastres psicológicos que la atan a su condición de paria social -el miedo y la resignación- y convertirse en una combatiente por la libertad, en un sujeto activo de la Historia.

La macchina si ferma e altri racconti

L’umanità vive rinchiusa in un mondo sotterraneo; ciascun individuo è imbozzolato nella propria cavità (una sorta di ritorno allo stato prenatale) assolutamente autosufficiente e dotata di ogni comfort tecnologico: a tutto provvede la Macchina, purché si rispetti il divieto di uscire sulla superficie terrestre. Questa la tonalità del racconto che dà titolo alla nostra raccolta. E ancora: un picnic messo a soqquadro dall’inopinato manifestarsi del dio Pan; deliziose fanciulle che si mutano in alberi; una linea di omnibus che assicura il regolare collegamento con il Cielo… Conosciuto soprattutto per i suoi romanzi, Edward Morgan Forster è anche autore di una serie di racconti “fantastici”, apparsi su riviste letterarie tra il 1904 e il 1911 e poi pubblicati nelle raccolte The Celestial Omnibus (1911) e The Eternal Moment (1928). Frutto di un serrato dialogo tra lirismo e realismo che esplora in maniera sorprendente le mille declinazioni dell’immaginario, dalla fantascienza al soprannaturale, sono narrazioni da cui spira il profumo di un’intera epoca. Ambientate in Italia, in Grecia, nella solo apparentemente sonnolenta Inghilterra o negli abissali alveari umani di un futuro che in parte è già presente, le storie illuminano sotto una luce inedita i temi cari allo scrittore: il contrasto tra la libertà del paganesimo e le restrizioni della “civiltà”; il puro e innocente piacere dei sensi di contro alle rigide regole sociali. Con grazia, Forster conduce il lettore in un’inquieta Terra dei Sogni che suscita insieme brividi, sorrisi e profonde riflessioni. Ciò che emerge dalle situazioni descritte è la ferma fede dello scrittore nei valori della libertà, dell’autorealizzazione e dell’onestà spirituale.

La gelosia

Più che un vero e proprio racconto, di cui si cercherebbe vanamente la trama, il romanzo di Robbe-Grillet è una giustapposizione di scene e di descrizioni centrate sulla psicologia della voce narrante, un marito ossessivamente geloso che sorveglia la moglie. E attorno a pochissimi elementi, spesso anche comuni, ruota tutta la vicenda che dimostra come grazie a un’adeguata tecnica narrativa si possano raggiungere altissimi effetti di suspence e di allucinazione anche attraverso situazioni di assoluta semplicità. **

L’eterno marito

“‘L’eterno marito’ è la storia di Pavel Pàvlovièc Trusockij, un notabile di provincia che dopo la morte della moglie parte per Pietroburgo allo scopo di ritrovarne gli amanti. Il racconto mette pienamente in luce il fascino che esercita sui protagonisti dostoevskijani l’individuo che li umilia sessualmente. Per capire questo masochismo bisogna dimenticare il bagaglio medico che abitualmente lo oscura al nostro sguardo e leggere, molto semplicemente, ‘L’eterno marito’. In Trusockij non vi è un desiderio di umiliazione nel senso consueto del termine. L’umiliazione costituisce, piuttosto, una esperienza così terribile che inchioda il masochista all’uomo che gliel’ha inflitta o a coloro che gli somigliano.” (René Girard)

Il mago di Lublino

Formidabile personaggio Yasha Mazur, so­prannominato il Mago di Lublino: illusionista, saltimbanco, ipnotizzatore, capace di liberarsi da qualunque corda e di aprire qualunque serratura – ma anche minaccia­to dalla noia, malato di irrequietezza, sem­pre affamato di «nuovi trucchi e nuovi a­mori». E, come altre figure magistralmen­te tratteggiate da Singer, combattuto fra insaziabili appetiti carnali e nostalgia de­gli antichi riti della sua religione. Di don­ne, oltre alla moglie che lo aspetta pazien­temente nella casa di Lublino, Yasha ne ha almeno tre o quattro, e di una di loro, una vedova cattolica, è innamorato al punto di volersi convertire per sposarla (ma gli pia­ce parecchio anche la figlia: certo, ha solo quattordici anni, ma basta che cresca un po’…). Con lei vorrebbe partire per l’Ita­lia, che in questo scorcio del diciannovesi­mo secolo sembra potergli offrire tutte le opportunità che non avrà mai nel suo pae­se. E tuttavia non sa decidersi, i dubbi lo tormentano «come uno sciame di locu­ste». Finché un giorno non accadrà qualcosa – qualcosa di terribile – che indurrà il Mago di Lublino a intraprendere un cam­mino che non avrebbe mai immaginato di percorrere.

Il mago di Earthsea

Nel mondo incantato di Terramare, fatto di arcipelaghi e di acque sconfinate, un ragazzo si mette in viaggio verso l’isola di Roke e la sua Scuola di maghi, dove apprenderà le parole per sconfiggere creature favolose, guarire i malati, governare gli elementi, piegare gli uomini e la natura al proprio volere. La madre l’ha chiamato Duny, Sparviero è il soprannome con cui lo conoscono al villaggio, Ged il nome segreto da rivelare solo agli amici fidati. E di amici Ged ne avrà certo bisogno, per affrontare i mille volti del Male e superare indenne il lungo, avventuroso apprendistato che lo condurrà all’isola di Pendor, custodita da un terribile drago e, infine, all’estremo limite del mondo, ai margini dell’Oceano Aperto. Sarà là che il giovane dovrà misurarsi con l’Ombra e con la parte più oscura della propria anima…

Il Maestro E Margherita

Prefazione di Mauro Martini
Traduzione di Salvatore Arcella
Edizione integrale
Satana in persona, giunto a Mosca sotto le spoglie di un mago insieme con un bizzarro corteo di aiutanti, sconvolge la pigra routine della capitale sovietica. Alle tragicomiche sventure di piccoli funzionari e mediocri burocrati della vita e dell’arte, fa da contrappunto la storia d’amore tra uno scrittore, il maestro appunto, e Margherita, la sua inquieta e tenera amante. Pubblicato per la prima volta sulla rivista «Moskva» solo nel 1967, questo romanzo eccezionale, ironico, poetico, originalissimo ebbe subito un grande successo, conquistandosi a pieno diritto un posto tra i classici della letteratura del Novecento.
«Vieni con me, lettore! Chi ti ha detto che non esiste sulla terra un amore vero, fedele, eterno? Venga tagliata la ripugnante lingua al mentitore! Vieni con me, mio lettore, soltanto con me, e ti mostrerò questo amore!»
Michail A. Bulgakov
nacque nel 1891 a Kiev, dove si laureò in medicina. Dopo la rivoluzione si stabilì a Mosca, collaborando con dei giornali e dedicandosi all’attività letteraria. Nel 1925 la rivista «Rossija» cominciò la pubblicazione del suo primo romanzo, La guardia bianca, presto interrotta. I rapporti dello scrittore con il potere non furono facili e durante gli anni di Stalin le sue opere furono proibite. Bulgakov morì nel 1940. La maggior parte di ciò che scrisse, tra cui Il maestro e Margherita, fu pubblicata soltanto dopo il 1965.

Il diario della bicicletta e altri racconti

Appaiono qui per la prima volta in traduzione italiana tre degli shōhin – un genere originale della letteratura giapponese moderna che si colloca in un territorio indefinito tra la novella e il saggio, caratterizzato da una notevole libertà di stile – di Natsume Sōseki: Il diario della bicicletta, Il fringuello di Giava e La lettera. Molto diversi tra loro, per stile e per contenuto, sono stati composti in momenti differenti della vita dello scrittore e, forse anche per questo, esprimono compiutamente la ricchezza di toni e la grande originalità della sua voce. Ad accomunarli è, come sempre in Sōseki, la forte componente autobiografica che, oltre a fornire l’argomento e la vicenda oggetto della narrazione, conferisce a situazioni e persone una grande intensità emotiva. Non sono mai i fatti narrati a essere particolari, ma è lo sguardo lucido e tuttavia compassionevole del narratore a farne dei piccoli gioielli, ricreando perfettamente atmosfere ed emozioni. Molto divertente è Il diario della bicicletta, che racconta le peripezie affrontate dall’Autore quando decide di prendere lezioni di bicicletta, per di più nell’ostile e incomprensibile mondo inglese. A prevalere nel secondo racconto è invece una certa malinconia: il delicato rapporto con un fringuello di Giava evoca nel narratore il ricordo di una donna, dalla quale si era sentito attratto ma che non poteva corrisponderlo, essendo stata da poco promessa in matrimonio. Molto curiosa è infine la vicenda del terzo racconto, in cui una misteriosa lettera, riemergendo per caso nel cassetto di un albergo, svela un retroscena inaspettato.

Teatro

I quattro capolavori di Cechov furono scritti nell’arco di nove anni, dal 1895 al 1904. Sono anni risolutivi per la storia del teatro contemporaneo: “Il gabbiano”, “Zio Vanja”, “Tre sorelle”, “Il giardino dei ciliegi” sono infatti testi di una modernità assoluta. Commedie, più che drammi, dall’intreccio pressoché inesistente, in cui le passioni e le emozioni sono vissute nell’interiorità, e i personaggi sembrano preda di un sortilegio di estraniazione che li rende incapaci di comunicare. Il teatro cechoviano anticipa insomma i motivi fondamentali della drammaturgia moderna (e, nel contempo, la crisi esistenziale dell’uomo contemporaneo): la perdita dei valori e di una fede, il rimpianto per un passato inattingibile, l’attesa di qualcosa di indefinito, l’allusione a ciò che è ineluttabilmente accaduto, il vuoto, il silenzio.

Prima gli idioti

Prima gli idioti, pubblicato originariamente nel 1963, è, dopo Il barile magico, la raccolta che confermò l’eccezionale talento di Bernard Malamud nella forma della short story. Alcuni dei racconti che contiene sono a tutt’oggi considerati fra i suoi capolavori. Un uccello ebreo che parla (in yiddish!) e deve sfuggire alle insidie di un persecutore, una prostituta inutilmente redenta, un professore scampato all’Olocausto che cerca di imparare l’inglese, un bottegaio messo alle strette dall’apertura di un moderno supermercato, una giovane vedova sedotta e abbandonata nella Roma del dopoguerra, un padre in miseria che tenta di racimolare i soldi necessari a mandare il figlio incontro a una sorte migliore in California: in bilico fra realismo amaro e sprazzi di pura surrealtà, i racconti di Malamud sono, in fondo, parabole morali senza tempo che superano la dimensione della letteratura ebrea americana – alla quale pure appartengono – e raccontano il dolore e la speranza di ogni essere umano.Con un saggio inedito dell’autore.

Nelle rovine della mente

Quando Herald Childe decise di continuare la ricerca di sua moglie, scomparsanella casa del conte Igescu in circostanze misteriose, non avrebbe mai immaginato di ripercorrere un’avventura ancora più sconvolgente. Abbandonatal’idea di sapere a quale razza appartenevano i seguaci del conte, l’investigatore privato Childe si lascia catturare dalla macabra curiosità che lo attanaglia e dal fascino irresistibile della bellissima Vivienne e decide di seguirla fino nella sua camera da letto. Ma un tenebroso mistero avvolge questasplendida creatura: si ciba di sesso. Childe è in preda al panico ma ildesiderio di scoprire cosa si cela dietro a queste creature e la brama dirivedere sua moglie lo spingono ad affrontare la verità.

La maturità del 1953

Siamo nel 1953 e in una cittadina della Germania dell’Est si avvicina l’esame di maturità per undici ragazzi del Liceo Gustav Adolf. Tra le difficoltà scolastiche, quelle legate all’ingresso nell’età adulta e i primi amori si fa strada una questione più grande: la libertà. La libertà di leggere i libri proibiti, di portare pantaloni che vengono dall’Ovest e anche di poter aderire o meno a un’associazione religiosa. In questo microcosmo scolastico, tra la noia della routine quotidiana e la gioia delle escursioni in barca a vela, si denunciano già i limiti di un progetto socialista che risulta forzato, e la pesantezza delle conseguenze subite da chi, con disarmante semplicità, prova a essere fedele a se stesso e ai propri ideali. Con questo suo primo romanzo Uwe Johnson ci regala una testimonianza della DDR otto anni prima della costruzione del Muro, ma ci pone anche di fronte a temi importanti come il rapporto tra educazione, libertà, religione, tra società e vita privata.

La fiera della vanità

Straordinario quadro satirico dell’Inghilterra vittoriana, il romanzo rappresenta, in modo sottilmente complesso, le colpe di una società che premia solo l’ipocrisia. Scrittore aspro e amaro, Thackeray plasma magistralmente le figure emblematiche delle protagoniste, l’astuta arrivista Becky Sharp e la virtuosa quanto ingenua e insipida Amelia Sedley e le contorna di uno stuolo di riusciti personaggi, tutti ugualmente vivi perché tutti profondamente umani.

Il profeta

Profondamente radicata nella temperie novecentesca, Il profeta è l’opera più letta e conosciuta di Kahlil Gibran. Un piccolo classico della modernità, una guida laica – seppur intrisa di spiritualità – ai grandi temi della vita, un breviario con cui affrontare le domande senza tempo e senza spazio alle quali l’autore cerca di dare una propria, personalissima risposta. Nei sermoni che Almustafa, alter ego dell’autore, pronuncia davanti al popolo di Orfalese, Gibran ha saputo condensare in immagini liriche e fulminee sentenze un nucleo tematico incentrato sul superamento di ogni dualismo tra Oriente e Occidente, oratore e uditore, umano e divino.