Sulla paura: fragilità, aggressività, potere

“Provo a spiegare in poche parole perché ho scritto questo libro, così lontano dalle mie presunte competenze culturali. L’ho scritto perché mi sentivo come un granello di sabbia in balia del vento. Alla mia età, avevo paura di non resistere. Ma prima di cedere volevo capire perché spesso nella mia vita avevo avuto paura e mi ero chiesto che cosa fosse e da dove venisse la mia paura. E volevo capire le ragioni non solo della mia paura, ma anche della paura degli altri. E avrei voluto sapere se la paura era un’emozione soltanto umana o se invece riguardava anche gli altri esseri viventi. E desideravo infine comprendere perché così spesso la paura mi rendeva aggressivo e perché l’aggressività mia e la prepotenza degli altri erano strettamente intrecciate. Mi domandavo, in sostanza, qual era il rapporto fra la paura, l’aggressività e la violenza scatenata dai miei simili nel corso dei millenni”. Un libro per capire dove e quando nasce la paura, se la lotta per l’esistenza comporta sempre e comunque scontro e conflittualità, qual è il posto occupato nella politica dal governo della paura e dell’insicurezza degli uomini, e infine il ruolo della paura nel mondo globalizzato, con le sue guerre e la diffusione in ogni angolo della terra di una crescente precarietà e sopraffazione dei pochi sui molti. Ma lo sguardo di Danilo Zolo non è di rassegnazione, di resa, bensì di “pessimismo attivo”: ci insegna che fino all’ultimo non bisogna rinunciare a lottare contro la follia umana.

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