Non Se Ne Può Più

Dal “cioè” degli anni Settanta all'”attimino” degli Ottanta sino ai più recenti “piuttosto che” e “quant’altro”; dalle frasi che si leggono sulle magliette ai più logori stereotipi della chiacchiera politica, la scienza tormentologica che qui viene evocata, se non fondata, non intende esorcizzare, censurare o addirittura cancellare i tormentoni, ma solo convincerci della necessità di non lasciarci ipnotizzare dalla loro seduzione. Se in passato è stato possibile dire che l’autore di questo libro ama studiare “l’allegria delle parole”, oggi occorre aggiungere che solo una sfumatura separa l’allegria dall’allergia. I “tormentoni” sono parole e altre espressioni allergogene e urticanti che usiamo meccanicamente, perché sono state di moda, perché sembravano azzeccate, spiritose, prestigiose, necessarie, così come i più appiccicosi motivetti promossi dalle radio d’estate. Il vaccino non c’è. E se “deprecarli è vano; classificarli è improbo; ignorarli è impossibile”, i tormentoni vanno tuttavia conosciuti e manipolati perché è solo così che si può sperare, infine, di superarli.

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