Nella moltitudine delle cose: Convegno internazionale su Giovanni Boccaccio a 700 anni dalla nascita

Nell’ottobre del 2013 l’Istituto Italiano di Cultura in Danimarca e la Sezione di Italianistica del Dipartimento di Anglistica, Germanistica e Romanistica dell’Università di Copenaghen si sono fatti promotori di uno dei più ampi convegni tenuti in Scandinavia fra quelli dedicati esclusivamente alla figura e all’opera di Giovanni Boccaccio. L’occasione è stata, ovviamente, la celebrazione del settecentesimo anniversario della nascita dello scrittore di Certaldo ed il riscontro del pubblico e degli aderenti all’iniziativa è stato superiore alle stesse aspettative degli organizzatori, dato che nella giornata di studi sono stati presentati quasi trenta interventi da parte di studiosi, docenti e ricercatori provenienti da ben otto Paesi diversi, che hanno toccato molteplici aspetti della produzione letteraria dell’opera di Boccaccio e la sua fortuna nella storia della cultura. Il Convegno si è onorato inoltre della presenza di due Key-note speaker di straordinario prestigio, come Roberta Morosini (Wake Forest University, USA), autrice di monografie e studi fra i più acuti e raffinati della recente critica boccacciana e Marianne Pade (Direttrice dell’Accademia di Danimarca a Roma), una fra le più illustri studiose nordeuropee dell’Umanesimo europeo e italiano.
Il titolo dato all’evento, “Nella moltitudine delle cose”, è tratto, come è noto, dalla conclusione del Decameron (“Conviene nella moltitudine delle cose diverse qualità di cose trovarsi”) ed ha voluto sottolineare anche la straordinaria e poliedrica architettura di temi, colori e suggestioni che ha costruito Boccaccio nella sua lunga e appassionata attività di narratore in prosa e in versi, un’attività che ha contribuito a tramandare un’immagine dinamica, realistica e multiforme di una società in trasformazione come quella europea del Trecento. Copenaghen capitale europea dunque, città che già nella sua storia e nel suo stesso nome porta con sé l’idea del commercio, dello scambio e del contatto con il diverso ed il molteplice, ha ospitato per un giorno uno scrittore che, per contenuto e fortuna della sua opera, può senz’altro essere definito come uno fra i più europei della storia letteraria italiana e che proprio nella sua opera in cui convivono retaggi feudali e frenesia mercantile, ha raccontato e descritto uno dei passaggi epocali della storia del nostro continente e cioè quello che ci ha condotto dal Medioevo all’Età Moderna.
La molteplicità richiamata nel titolo della giornata di studi ha avuto fortunatamente un felice riscontro anche nella molteplicità dei temi affrontati dagli intervenuti: è stato infatti possibile organizzare una serie di sessioni che hanno presentato indagini su temi specifici della scrittura boccacciana come approfondimenti tematici (“Boccaccio e il desiderio”, “Boccaccio tra presente e passato”, “Spazi e oggetti nel Decameron”), studi sulla lingua, sulle fonti classiche e medievali e sulla tradizione editoriale e manoscritta o anche importanti ricerche sulle ricezioni boccacciane nelle arti e nella tradizione letteraria italiana ed europea. È importante sottolineare anche che ben un quarto dei relatori intervenuti provengono da atenei o istituzioni culturali scandinave, a testimonianza del fatto che, persino in un argomento così complesso e apparentemente distante per un contesto nordeuropeo come la filologia e la critica boccacciana, l’italianistica scandinava gode di ottima salute.
Questa breve introduzione al volume che raccoglie gli Atti del Convegno rappresenta l’occasione migliore per ringraziare i docenti e collaboratori della sezione di italianistica dell’Università di Copenaghen che ha ospitato l’evento sposando sin da subito l’entusiasmo per la sua organizzazione, ma anche per esprimere sincera riconoscenza a tutti i relatori intervenuti che, a proprie spese e anche da oltreoceano, hanno raggiunto Copenaghen per partecipare al Convegno.
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### Sinossi
Nell’ottobre del 2013 l’Istituto Italiano di Cultura in Danimarca e la Sezione di Italianistica del Dipartimento di Anglistica, Germanistica e Romanistica dell’Università di Copenaghen si sono fatti promotori di uno dei più ampi convegni tenuti in Scandinavia fra quelli dedicati esclusivamente alla figura e all’opera di Giovanni Boccaccio. L’occasione è stata, ovviamente, la celebrazione del settecentesimo anniversario della nascita dello scrittore di Certaldo ed il riscontro del pubblico e degli aderenti all’iniziativa è stato superiore alle stesse aspettative degli organizzatori, dato che nella giornata di studi sono stati presentati quasi trenta interventi da parte di studiosi, docenti e ricercatori provenienti da ben otto Paesi diversi, che hanno toccato molteplici aspetti della produzione letteraria dell’opera di Boccaccio e la sua fortuna nella storia della cultura. Il Convegno si è onorato inoltre della presenza di due Key-note speaker di straordinario prestigio, come Roberta Morosini (Wake Forest University, USA), autrice di monografie e studi fra i più acuti e raffinati della recente critica boccacciana e Marianne Pade (Direttrice dell’Accademia di Danimarca a Roma), una fra le più illustri studiose nordeuropee dell’Umanesimo europeo e italiano.
Il titolo dato all’evento, “Nella moltitudine delle cose”, è tratto, come è noto, dalla conclusione del Decameron (“Conviene nella moltitudine delle cose diverse qualità di cose trovarsi”) ed ha voluto sottolineare anche la straordinaria e poliedrica architettura di temi, colori e suggestioni che ha costruito Boccaccio nella sua lunga e appassionata attività di narratore in prosa e in versi, un’attività che ha contribuito a tramandare un’immagine dinamica, realistica e multiforme di una società in trasformazione come quella europea del Trecento. Copenaghen capitale europea dunque, città che già nella sua storia e nel suo stesso nome porta con sé l’idea del commercio, dello scambio e del contatto con il diverso ed il molteplice, ha ospitato per un giorno uno scrittore che, per contenuto e fortuna della sua opera, può senz’altro essere definito come uno fra i più europei della storia letteraria italiana e che proprio nella sua opera in cui convivono retaggi feudali e frenesia mercantile, ha raccontato e descritto uno dei passaggi epocali della storia del nostro continente e cioè quello che ci ha condotto dal Medioevo all’Età Moderna.
La molteplicità richiamata nel titolo della giornata di studi ha avuto fortunatamente un felice riscontro anche nella molteplicità dei temi affrontati dagli intervenuti: è stato infatti possibile organizzare una serie di sessioni che hanno presentato indagini su temi specifici della scrittura boccacciana come approfondimenti tematici (“Boccaccio e il desiderio”, “Boccaccio tra presente e passato”, “Spazi e oggetti nel Decameron”), studi sulla lingua, sulle fonti classiche e medievali e sulla tradizione editoriale e manoscritta o anche importanti ricerche sulle ricezioni boccacciane nelle arti e nella tradizione letteraria italiana ed europea. È importante sottolineare anche che ben un quarto dei relatori intervenuti provengono da atenei o istituzioni culturali scandinave, a testimonianza del fatto che, persino in un argomento così complesso e apparentemente distante per un contesto nordeuropeo come la filologia e la critica boccacciana, l’italianistica scandinava gode di ottima salute.
Questa breve introduzione al volume che raccoglie gli Atti del Convegno rappresenta l’occasione migliore per ringraziare i docenti e collaboratori della sezione di italianistica dell’Università di Copenaghen che ha ospitato l’evento sposando sin da subito l’entusiasmo per la sua organizzazione, ma anche per esprimere sincera riconoscenza a tutti i relatori intervenuti che, a proprie spese e anche da oltreoceano, hanno raggiunto Copenaghen per partecipare al Convegno.

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