La foresta di Duncton

Nel cuore della Vecchia Inghilterra si estende la vasta e misteriosa Foresta di Duncton. Nelle sue viscere, in uno sterminato labirinto di gallerie, si svolge la vita della complessa e multiforme società delle talpe, nelle cui vicende è simboleggiata l’eterna lotta tra il Bene e il Male, che da sempre assilla l’umanità intera. Le talpe della Foresta sono di varia estrazione e origine. Ci sono gli aggressivi Occidentali, gli indipendenti Orientali, ribelli a ogni autorità, i riservati e deboli Paludesi. Nonostante le differenze, essi fanno tutti parte del vecchio, e una volta glorioso, Sistema delle Talpe, e sono tutti tiranneggiati attualmente da una, tanto potente quanto ottusa, il cui nome, Mandrake di Siabod, è una maledizione per coloro stessi che lo pronunciano. La radice del Male che serpeggia nella Foresta non ha però origine soltanto nella protervia di Mandrake, ma soprattutto nel crescente disinteresse che la società delle talpe manifesta per le tradizioni e i riti di un tempo, specialmente quelli riguardanti la Settima Pietra Immobile, fondamento e simbolo del vecchio ordine. Sacra e misteriosa, essa è ormai perduta per il popolo delle talpe, che ignora persino il luogo in cui si erge. La salvezza consiste nel ritrovarla; ed è alla sua ricerca che parte il giovane Felce, sorretto dall’amore di Rebecca, figlia di Mandrake, e aiutato da Boswell, lo scriba di Uffington: un viaggio epico e fantastico, che riecheggia vagamente quello di Lancillotto alla conquista del Santo Graal. Mirabile allegoria della storia e del destino dell’intero genere umano, La Foresta di Duncton è un grandioso romanzo che esplora la natura stessa di sentimenti quali l’amore e l’odio, e di concetti come la libertà e la schiavitù, presentandosi con tutte le qualità di un moderno classico. 

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