Eva futura

Quando nel 1866 esce Eva futura non si alza nessuna voce né a difenderlo né a combatterlo, eppure questo romanzo può essere letto come un’anticipazione tra le più originali e audaci della nostra attuale civiltà. Allora solo Mallarmé, Huysmans e Baudelaire capirono il genio dello scrittore francese mentre oggi Villiers de l’Isle-Adam è considerato uno dei più importanti narratori francesi. Ecco la storia: il giovane Lord Ewald ama e disprezza una donna bellissima e stolta. Non stupida ma irrimediabilmente mediocre. Una donna che sembrerebbe ideale per la maggior parte dei suoi contemporanei, ma che a lui ha tolto ogni forza di vivere. Thomas Alva Edison (quando il libro uscì, il famoso inventore era in vita) gli offre come soluzione un meraviglioso automa che egli riveste di un corpo identico a quello della donna amata infondendole una nuova intelligenza. A poco a poco i confini che separano la creatura vivente dalla macchina diventano sempre più labili e incerti, e alla fine non è più la macchina che appare terrificante ma l’uomo e i suoi limiti. Villiers de l’Isle-Adam è nato in Bretagna nel 1838 ed è morto poverissimo a Parigi nel 1889. Tra le sue opere ricordiamo: Racconti crudeli (1883), Tribulat Bonhomet (1887), Axël (dramma, 1890).

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