Cicerone. La parola e la politica

Protagonista e tragica vittima dell’ultima fase della crisi dello stato repubblicano, Cicerone è il massimo oratore politico e giudiziario e prosatore di Roma. Lo stile dei suoi discorsi e delle sue opere teoriche è stato il modello da seguire per gli antichi e per i moderni, strumento fondamentale per comprendere quell’interessante fenomeno politico e sociale di Roma antica che è stata l’oratoria. Con Cicerone e la sua sistematica rilettura della filosofia greca arriva per la prima volta a Roma la raffinatezza della cultura ellenica e l’oratore la inserisce a buon diritto nel quadro di un più ampio progetto civile di agire pubblico per il benessere della società. Passione pubblica, elaborazione concettuale, esperienza personale sono inestricabili nella personalità di Cicerone e ne fanno una sorta di prototipo del moderno intellettuale europeo. In queste pagine il lettore ritrova la summa del trentennale percorso di studi ciceroniani di Emanuele Narducci, che – come scrive Mario Citroni nella Prefazione – “propone, attraverso l’ampio racconto biografico, una ricostruzione compiuta del personaggio Cicerone, in cui si integrano inscindibilmente l’uomo politico, l’oratore, il filosofo, l’intellettuale, lo scrittore. E poiché in ciascuno di questi aspetti egli è stato una figura centrale, un punto di riferimento, un modello, il libro offre anche, attraverso la biografia, un quadro sociale, politico e culturale di una fase cruciale della storia”.
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