Bocciolo di rosa

“Sotto queste calde coperte sto ripercorrendo la mia vita (…). Sono la figlia e l’alunna linguacciuta e scontrosa (…) sono la sorella cattiva e insidiosa (…). Ma prima di tutto sono l’amante, sono la passionaria. Sono l’amante del bello, del brutto, del soffice, del duro». Con queste parole da lolita spregiudicata si presenta ai lettori la protagonista di Bocciolo di rosa, il romanzo che esce in questi giorni nella collana Pizzo nero dell’editore Borelli a firma Melissa Panarello. Il nome Melissa vi ricorda qualcosa? Cancellate il cognome, lasciando solo l’iniziale, ed ecco saltar fuori Melissa P. Proprio lei. E Bocciolo di rosa è la versione originale di 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire, il suo best-seller erotico da centinaia di migliaia di copie, pubblicato dalla Fazi nel 2003. Più esplicito e narrativamente più vigoroso, pur con certe inevitabili immaturità di stile, Bocciolo di rosa, resoconto delle esperienze erotiche di un’adolescente, scritto in forma di fiction romanzesca anziché di diario come 100 colpi di spazzola, il testo arrivò sulla scrivania di Gian Franco Borelli nel maggio 2002, quando Melissa Panarello, non ancora Melissa P., aveva solo 16 anni. «In questo romanzo» perorava l’autrice in una speranzosa email all’editore «ho cercato di spiegare come la vita di una sedicenne possa essere affascinante e attraente dal punto di vista sessuale». A frenare l’eros cartaceo di Melissa, ancora minorenne, s’interpose la madre: «Restammo d’accordo che avremmo firmato il contratto quando la ragazza avrebbe compiuto 18 anni» racconta Borelli. Ma poi l’editore non ebbe più notizie, finché il libro uscì dalla Fazi, con un titolo diverso e fortemente rimaneggiato nel testo. Adesso Borelli s’è deciso a pubblicare l’originale così come gli era stato affidato dall’autrice, convinto che il Bocciolo di Melissa Panarello sia più fragrante e genuino degli artefatti colpi di spazzola imposti dall’editing a Melissa P. E lei, cosa ne penserà? «Quando in 100 colpi trovo scritto “un eccitante pizzo nero in contrasto con la mia pelle bianca”» sorride l’editore «mi sembra un riferimento scherzoso proprio alla collana Pizzo nero. Un buon auspicio». Soprattutto se dal Bocciolo matureranno le belle royalty d’antan.

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