Accadde una notte

Che cosa succederebbe se quattro autrici fossero invitate a scrivere ognuna un romanzo breve per un’antologia e tutte e quattro partissero da un identico impianto narrativo iniziale? Un disastro, direte. E se invece questo fosse voluto? Se le quattro scrittrici avessero acconsentito fin dal principio a usare un certo schema comune e poi avessero proceduto sviluppando le loro storie senza più consultarsi? Una follia, vero? Tutti i romanzi risulterebbero fondamentalmente uguali. Ma sarebbe proprio così? Da anni sono convinta che l’immaginazione, la voce, lo stile e la visione della vita di ciascuna autrice garantirebbero in ogni caso una storia del tutto unica e originale, indipendentemente dalla base comune di partenza. Mi interessava mettere alla prova questa mia teoria, ma fino a poco tempo fa non ero riuscita a coinvolgere nessuno in questo esperimento. Poi un giorno, durante un giro promozionale a cui partecipavo con numerosi altri autori, ho accennato en passant quest’idea a Candice Hern e a Jacquie D’Alessandro, che ne sono state immediatamente entusiaste, e per tutto il lungo tragitto in autobus da Chicago a Detroit non abbiamo fatto che parlare di questo. Eravamo decise a provare. Ma eravamo anche convinte che fosse necessario avere con noi una quarta collaboratrice. Candice aveva per caso con sé l’indirizzo e-mail di Stephanie Laurens, e dal momento che il suo nome era il primo della lista che avevamo stilato, le abbiamo scritto, ricevendo quasi istantaneamente la sua adesione, nonostante la differenza di fuso orario tra Detroit e la località dove abita lei, in Australia. Anche i nostri agenti sono stati entusiasti dell’idea, e così pure la casa editrice Avon. Ecco com’è nata quest’antologia di quattro romanzi brevi con la stessa trama! A voi il giudizio. Vi sembrano così simili che dopo averne letto uno è come se li aveste letti tutti? O risultano così diversi e affascinanti come le quattro stagioni in cui sono ambientati? Il canovaccio della trama è questo: un uomo e una donna che da dieci anni non si vedevano né avevano sentito parlare l’uno dell’altra s’incontrano nuovamente in una locanda, nella quale si trovano ad alloggiare per un periodo di ventiquattro ore. Per far sì che l’esperimento risultasse valido non abbiamo discusso minimamente delle rispettive storie mentre le scrivevamo. L’unico vincolo imposto preventivamente era di utilizzare ognuna una stagione dell’anno diversa, dal momento che le stagioni sono quattro come lo eravamo noi. E adesso gustatevi questi quattro romanzi brevi molto diversi tra loro… anche se per certi versi si tratta dello stesso romanzo. Giusto? O sbagliato? Mary Balog

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