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Vita oscura e luminosa di Dino Campana, poeta

La parabola tormentata di Dino Campana, le luci e le ombre della vita breve e intensa di un aedo speciale raccontata con una scrittura rigorosa che non vuole rinunciare alla poesia della narrazione.Dino Campana si muove tra incomprensioni familiari, rapporti difficili con l’ambiente circostante, antagonismi veri e propri con la società letteraria del tempo e le autorità di pubblica sicurezza. Intanto, mentre viaggia in continuazione, sperimentando ogni sorta di mestieri, cerca il senso del mondo e di se stesso nella poesia: quella che legge, a cominciare dall’amatissimo Walt Whitman, e quella che scrive, affidando la giustificazione della propria vita alle potenti visioni e alla straordinaria musicalità dei *Canti Orfici*.Gianni Turchetta ci porta per mano alla scoperta di una figura-chiave per capire la poesia italiana del Novecento, e di un uomo di sensibilità profonda e ondivaga, che lo ha portato, tra peregrinazioni fuori e dentro di sé, alla solitudine e alla pazzia, ma soprattutto a lasciarci un capolavoro che non smette di parlarci e di emozionarci. **

Victims

Quando il corpo mutilato di un uomo viene trovato in un fienile a nord di Stoccolma, l’ispettore capo Carl Edson e la sua squadra si preparano per quella che – nonostante l’insolita e atroce crudeltà verso la vittima – sembrerebbe un’indagine per omicidio abbastanza semplice. Questa sensazione, però, dura molto poco: avvicinandosi al corpo, si rendono conto che l’uomo è ancora vivo. Ma anche questo, sfortunatamente, dura molto poco: trasportata d’urgenza in ospedale, la vittima muore in circostanze misteriose. Forse il killer è tornato a finire il lavoro? Sulla scena del crimine accorre prima di tutti gli altri colleghi Alexandra Bengtsson, tenace giornalista di cronaca nera, a caccia di notizie. Ed è proprio lei a fare una curiosa scoperta: un mazzo di chiavi che potrebbe essere collegato all’assassino e che la trascina al centro delle indagini. Mentre la polizia dà la caccia all’artefice del crimine, nuovi cadaveri vengono rinvenuti in circostanze analoghe al primo. Il team investigativo ora sa che il caso è tutt’altro che di routine e che è solo questione di tempo prima che il killer colpisca di nuovo, in modi sempre più efferati. Resta da capire, e in fretta, qual è lo schema che collega le vittime e chi le ha prese di mira. Carl e Alexandra sono risucchiati nel vortice delle indagini che porteranno alla luce un passato oscuro e violento, ponendo una domanda alla quale sembra impossibile rispondere: chi è la vittima e chi è davvero il criminale?
Una storia aspra e serrata in cui non sarà semplice decidere da che parte schierarsi.

Vacanza Tedesca

Venturi scrisse questi tre racconti tra l’ottobre del 1957 e il febbraio del 1958, in un momento di transizione per il nostro Paese, a cavallo tra la guerra appena finita, ma i cui veleni circolavano ancora, e gli anni del boom economico in cui tutto sarebbe sembrato possibile.
I tre protagonisti maschili incarnano perfettamente le tensioni di quel periodo: un medico tedesco che decide di ritornare, insieme alla compagna, nel paesino sugli Appennini dove aveva combattuto con il suo plotone di S.S. e dove era morto il suo migliore amico; un arrivista che segue il corteo funebre di un vecchio conoscente che a differenza di lui non aveva voluto arricchirsi a tutti i costi, morendo in povertà; un accompagnatore di signore straniere, insofferente e annoiato, che cerca una via di fuga nella sua prossima preda e finisce per sfogare su di lei le sue frustrazioni e il suo malessere. In una prosa nitida e asciutta, Venturi mette in scena tre personaggi mossi da sentimenti contrastanti di colpa e rivalsa, tre espressioni differenti della violenza e della miseria morale del dopoguerra.

Un’incredibile Luna Di Miele

Edward è convinto che se non fosse nato al tempo degli aeroplani, dei motori e dei telegrafi, sarebbe stato un cavaliere errante, o almeno un “simpatico scudiero”; invece, bloccato nell’arida vita dell’ingegnere, è rassegnato a trovare l’avventura solo nelle favole. Finché non gli capitano per le mani i soldi di un’eredità e finalmente, con al seguito l’esuberante cane Charles, può partire alla scoperta del mondo. Presto fa la conoscenza di una ragazza pura e idealista quanto lui, e se ne innamora all’istante. Riesce addirittura a persuaderla a scappare di casa, dalla zia tirannica con cui vive, per celebrare un matrimonio clandestino. Ha così inizio una bizzarra “luna di miele” in incognito, con i due fuggitivi che si fingono fratello e sorella, tra i verdi orizzonti del Kent. Pubblicato per la prima volta nel 1916 e inedito in Italia, Un’incredibile luna di miele è un romanzo di tensione e dolcezza, una storia per adulti che ha tutto l’incanto dei racconti per ragazzi che hanno reso celebre l’autrice. **

Un Uomo Sfortunato

Chi ha già avuto l’occasione di leggere un libro di Samanta Schweblin conosce bene le atmosfere quotidiane eppure dense di una sottile inquietudine che popolano le sue storie, e che l’autrice argentina sa ricreare con una precisione millimetrica e una prosa sempre elegante. Chi non ha mai letto nulla di suo, resterà affascinato dai personaggi che dopo poche righe sembra di conoscere da sempre, dai silenzi che spesso pesano più di intere pagine, dallo sguardo affilato con cui questa scrittrice racconta il mondo. *Un uomo sfortunato* è una mostra di tutto questo: due racconti che si leggono in un soffio, eppure riecheggiano a lungo dopo la lettura, e difficilmente si dimenticano. «Quaranta centimetri quadrati» e «Un uomo sfortunato» sono tratti in anteprima dal volume *Sette case vuote* , di prossima pubblicazione per edizioni SUR.

Un debito di sangue

Per più di un anno, Sebastian Costas ha cercato di scoprire la verità dietro l’omicidio della sua ex moglie e di suo figlio. Nonostante le prove dicano il contrario, infatti, è convinto che il secondo marito della donna, un poliziotto, abbia commesso entrambi i delitti e che poi abbia inscenato la sua stessa morte, così segue le sue tracce fino a Sacramento. Ed è qui che conosce Jane Burke, un’investigatrice privata. Jane è stata sposata con un serial killer e da cinque anni sta tentando di ricostruire la propria vita. Sebastian potrebbe essere l’occasione giusta per ritrovare la felicità… Ma anche l’uomo che stanno cercando è sulle loro tracce. Per lui è una battaglia personale, che è deciso a vincere. Costi quel che costi. Brenda Novak ci regala un’avventura mozzafiato, un intrigante gioco di specchi, in cui preda e cacciatore si confondono, fino all’ultimo respiro.

Tra le braccia del ribelle

*Inghilterra, 873*
Fiera e coraggiosa, Ansithe sta proteggendo con astuti stratagemmi le sorelle e il castello dal momento in cui il padre è stato preso in ostaggio dai danesi. Quando riesce a catturare il vichingo Moir Mimirson, che ha tentato di attaccarli, decide di ottenere dal suo clan un riscatto che le permetterà di pagare quello del genitore. Ma mentre nemici sconosciuti intervengono per ostacolare lo scambio, mettendo a rischio la vita della sua gente, Ansithe trova supporto e conforto proprio tra le braccia di Moir, che da prigioniero si trasforma presto in alleato e infine in amante. Come fidarsi, però, della sua lealtà, delle sue parole… e soprattutto dei suoi baci?

The Heat (eLit)

*Qual è il prezzo di una passione travolgente?*
Brooklyn sta danzando sinuosa attorno a un palo di lap dance quando Aamir, ex generale dell’esercito di Takei, la vede la prima volta. Poco dopo sono insieme nel privé di un club di Miami, ma nessuno dei due è preparato a un incontro tanto intenso e carico di passione. La razionalità, la paura di iniziare una relazione e un passato doloroso vengono spazzati via dal contatto dei loro corpi, che sembrano parlare un linguaggio esclusivo e si incendiano nello stare insieme. Quando un errore di valutazione mette Brooklyn in pericolo, Aamir e il figlio Shad sono pronti a tutto per salvarla, anche a cedere il club esclusivo The Pleasure…

Tewje Il Lattaio

« *Fate che il mio nome sia ricordato con il riso o non ricordatelo affatto.* »
**Sholem Aleichem**
**Forse il romanzo più celebre della moderna letteratura yiddish. Il capolavoro dal quale fu tratto il film *Il violinista sul tetto*.**
*Tewje der Milchiker* fu pubblicato originariamente nel 1894. Con la sua scrittura rapida e ironica, il libro godette di un immenso successo e valse al suo autore l’appellativo di «Mark Twain ebreo». Attraverso i dialoghi e le citazioni bibliche sconclusionate che Tewje riversa a getto continuo, prende qui direttamente forma la vita della Shtetl, anche se quel mondo è già in sentore di declino. Devono ancora arrivare i peggiori pogrom, e ancora neppure si profila all’orizzonte la spazzata finale nazista, che cancellerà per sempre un’intera cultura, ma la modernità ha già iniziato a incrinare la vita degli ebrei dell’est. Aleichem percepisce la decadenza e la esemplifica profeticamente e magistralmente nei destini delle cinque figlie di Tewje, che rappresentano cinque destini diversi di quel mondo. La prima, Zeitel, rappresenta la fragile continuità, Hodel, la seconda, si sposa per amore con lo studente Pfefferl, del quale segue il destino quando verrà imprigionato come attivista comunista dalla polizia zarista; in questo matrimonio risuona l’eco della rivoluzione,
alla quale molti ebrei si consacreranno. Chave scappa con Kvedike, un *goi* , un non ebreo; in un drammatico incontro con suo padre chiederà il suo perdono, ma non lo avrà: la via della conversione è imperdonabile, per Tewje come per Sholem Aleichem. Sprinze si innamora di Aronshik, industriale ebreo integrato nel sistema dei gentili, ma la famiglia rifiuta di mescolarsi con il misero mondo di Tewje e Sprinze si ucciderà gettandosi nel fiume; lo scontro tra i poveri ebrei della Shtetl e la nascente borghesia ebraica di città è tutto in quel suicidio. Beilke, infine, sposa senza amarlo il ricco imprenditore edile Pedozour, solo per ottenere il denaro necessario al vecchio e stanco Tewje per pagare il biglietto del vapore che da Odessa lo condurrà in Terra Santa, in un moto di sionismo a sua volta profetico.

Storia dei simboli matematici

La storia dei numeri e dei simboli matematici accompagna e incrementa l’arco della vicenda umana. È una saga epica, costruita dalla specie attraverso crolli di intere civiltà e progressi che sarebbero leggendari, se non fossero documentati. Con gli operatori matematici il genere umano solca i cieli e si avventura nello spazio cosmico, e allo stesso modo affronta il quotidiano sul pianeta. Affabulante e limpido nell’esposizione, Joseph Mazur, tra i più importanti studiosi e divulgatori della matematica, attraversa una storia di storie che lascia affascinati: dalla fondazione dei numeri su tavolette a scrittura cuneiforme a Babilonia quattro millenni or sono, all’invenzione dello «zero» nell’India arcaica, per arrivare alla rivoluzione europea, passando attraverso culture perdute come quelle inca e maya. Matematici, fi losofi , mercanti, maghi – una folla sterminata contribuisce a un ciclo mitico che ha per protagonisti la somma, la sottrazione, la moltiplicazione, la divisione, l’identità, le radici quadrate, il pi greco, le potenze. La forza dei simboli, liberati nella storia universale, muta la comprensione del mondo e la percezione dello spazio e del tempo – e proprio su questi aspetti, in cui si intrecciano mente e realtà, l’analisi di Mazur risulta illuminante, carica di intuizioni, stupefazione e rigore, e capace di svelare associazioni e labirinti inconsci con cui viviamo la realtà d’ogni giorno. **

Storia dei Re Magi

a cura di massimo oldoni. libro delle gesta e delle traslazioni dei tre re-Nuovo-Brossura illustrata–17x 12, 193 pp. **

Senza ritorno

Per Irene Ochoa le violenze del marito Marcos sono diventate una routine infernale. Per sopravvivere alle mura della casa di Pamplona, sempre più soffocanti, vede un’unica soluzione, quella estrema. Un mercoledì sera Marcos rientra più ubriaco del solito e si addormenta sul letto; il suo corpo verrà estratto ore dopo tra le macerie fumanti dell’incendio. Irene ha inscenato un perfetto incidente domestico, ma c’è qualcosa che sfugge al suo controllo: quella stessa notte conosce David Vázquez, l’ispettore messo a capo delle indagini, e scivola in una relazione con lui tanto appassionata quanto pericolosa. Per tenersi stretti sia il nuovo amante sia la libertà, Irene dovrà sbarazzarsi di chiunque possa collegarla all’incendio. David, mentre il quartiere di Gorraiz è ancora sotto shock per l’incidente, si trova invece alle prese con il caso più difficile della sua carriera: una serie di omicidi brutali tra i pellegrini del Cammino di Santiago. Senza ritorno è l’esordio incalzante con cui arriva in Italia una delle autrici più intelligenti e complesse del nuovo noir spagnolo, primo capitolo della trilogia crime di David Vázquez.

RAPPRESENTAZIONE DELLO SPAZIO

La rappresentazione dello spazio coincide con le nostre possibilità di orientarsi e di conoscere il mondo che abitiamo. È un problema antico, che non si riferisce alla sola filosofia, ma riflette visioni di varia natura, dalle geometrie alla fisica sino alle arti figurative. In questo libro si cerca di offrire una descrizione di come, nel pensiero filosofico e artistico della modernità, si disegna un percorso che attraversa alcuni nodi della teoria dell’immagine, della forma, della mimesis. La storia delle immagini artistiche ha incarnato tale percorso: prima di un discorso sul valore delle opere, le rappresentazioni dell’arte sono un modo per raccontare il rapporto con il mondo che viviamo, con le qualità che al primo sguardo, e nella quotidianità, non sempre riusciamo ad afferrare. Sono mezzi per interrogare la relazione tra realtà e illusione, tra verità e apparenza, tra visibile e invisibile. Lo spazio diviene così “simbolo”, spazio allusivo per significati in esso radicati, ma che, attraverso quelle sue porzioni che sono le opere artistiche, lo trascendono. Illustrare modi per rappresentare lo spazio, e gli spazi simbolici che lo foderano, non è dunque un discorso teorico: da un lato è umile esercizio dello sguardo, dall’altro orgoglioso ricordo per non dimenticare le domande principali sul nostro condiviso mondo della vita. **

Racconti brevi e straordinari

Secondo una leggenda, un dio dell’Indostan chiese a un altro dio di cedergli una delle sue 14.516 mo­gli. «Prenditi quella che trovi libera» fu la benevola risposta. Ma in tutti i 14.516 palazzi la moglie giace­va col suo signore, che «si era sdoppiato 14.516 vol­te» affinché ciascuna credesse di essere la favorita. La fonte di questo «racconto breve e straordinario», un libro apparso a Goa nel 1887, è in realtà il­lusoria. E grazie a Bioy Casares sappiamo come so­no andate le cose: «Domani compro il libro dove l’ho letta» gli aveva detto Borges riferendosi alla leggenda. E Bioy: «No, raccontiamola noi e attribuia­mola a un autore qualsiasi» – nella fattispecie, un gesuita portoghese. Così, con estro sfrenato e gio­coso, hanno lavorato i due appassionati antologisti: ritagliando brani da una sbalorditiva molteplicità di opere (dal taoista «Trattato del Vuoto Perfetto» a Max Ja­cob), ricorrendo ad amene falsificazioni, inventan­do spudorati lemmi bibliografici e apocrifi: come le «Memorie di un bibliotecario» di Francisco Acevedo, a­lias Borges, o la magnifica «Storia dei due re e dei due labirinti», sempre di Borges malgrado la depistante attribuzione. Senza peritarsi di manipolare le fonti: in un’iscrizione che evoca la verginità di Iside, un semplice «(finora)» aggiunge al referto di Plutar­co una maliziosa connotazione: «nessun mortale (finora) ha sollevato il mio velo». Ma l’obiettivo è uno solo: mostrare come un’antologia di vertigino­sa varietà possa racchiudere «l’essenziale di ciò che è narrazione» – vale a dire uno dei grandi piaceri che la letteratura può offrire.

Questa Non È Propaganda

La censura è morta, viva la censura. Da quando quella del KGB costringeva Igor e Liana Pomerantsev, lui giornalista e lei documentarista, a lasciare la Russia insieme al figlio Peter, di acqua sotto i ponti ne è passata. Del KGB si parla solo nei film di spionaggio, il regime è caduto e la guerra fredda è finita: il modello democratico occidentale ha vinto a colpi di libera informazione. O forse no? La pluralità di voci che oggi si leva dai social media sembra il frutto maturo della vera democrazia: ciascuno può esprimere il proprio pensiero senza subire né censure né propaganda, descrivendo la realtà come appare agli occhi di chiunque. La stessa esistenza di questa pluralità però cancella l’idea di una realtà univoca e valida per tutti. “Censura tramite rumore” la chiama Pomerantsev, una vera tattica comunicativa: si inondano i social di una tale quantità di fake news che anche i contenuti verificabili si riducono a una delle tante versioni possibili e perdono il loro valore di verità. Dalle Filippine alla Cina, passando per Russia, America Latina, Gran Bretagna e Finlandia, Pomerantsev intreccia la propria storia con quella delle mutazioni subite dall’informazione mostrandoci che abbondanza e mancanza di fonti possono essere la faccia della stessa propaganda, ma soprattutto che non sempre la pluralità di opinioni significa democrazia.

Pandeconomia. Le alternative possibili

Con il Coronavirus e la pandeconomia che ne è derivata siamo di fronte a un bivio: riprendere la vecchia strada, con tutto quello che ne consegue in termini di disuguaglianze sociali, inquinamento e distruzione dell’ecosistema, o procedere verso un’equonomia, ovvero la ricerca di un equilibrio tra uomo e habitat, fondato sull’equità, sugli insegnamenti e i valori positivi che questa crisi ha fatto emergere.

Oltre Orwell. Il gemello digitale

Il coronavirus sta velocizzando la mutazione tecnologica e sta rendendo il dibattito sui gemelli digitali più che mai urgente. Il gemello digitale è la nostra vita riprodotta e raccontata dai dati; un “altro noi” che si fa strada grazie al mondo degli assistenti virtuali, che incarna tutte le facoltà umane e le trasforma in un tutt’uno, rendendoci «trasparenti». Saremo capaci di gestire questi strumenti per il bene di tutti, o finiremo per delegare loro poteri considerevoli, perdendo le capacità che ci rendono esseri umani, come l’intelletto, il giudizio, l’immaginazione? L’unico modo per non farci sopraffare è riuscire a riappropriarci della gestione dei nostri dati, pretendendo garanzie politiche e giuridiche più elaborate di quelle già esistenti. Dobbiamo essere noi a costruire il nostro gemello prima che lo facciano altri. Prefazione di Roberto Saracco.

Non Mi Toccare

«La notte del mio compleanno nel 2004 ho dormito in macchina, dopo che per l’ennesima volta lui mi aveva picchiata. Aspettavo che se ne andasse di casa per sempre. Nel parcheggio, due uomini ubriachi si sono avvicinati alla mia auto. Ciò che è successo dopo è l’incubo che ho portato in dote per quindici anni, durante i quali mi sono vergognata molto e data la responsabilità di tutto. Questa è la storia di una violenza ma anche dell’amore che è riuscito a vincerla, la storia della terapia dell’orrore che ho messo in atto per rivivere quella violenza ancora e ancora, nel corpo e nella mente, per riuscire finalmente a sopportarla. È la storia dell’uomo che mi ha presa con sé e mi ha salvata. Pochissime persone la conoscono. Ora vorrei che qualcuno leggesse di me, di come si muore e di come si nasce. Di come si resiste, di come si può persino ricominciare a sorridere». **

Miti E Leggende Del Giappone. Fiori, Giardini E Alberi

Se si considerano l’arte e la letteratura giapponesi – dalle stampe dell’ukiyo-e alla poesia haiku, dai motivi ornamentali sulle stoffe dei kimono ai drammi del teatro Nō –, i fiori e gli alberi sono tra i soggetti più rappresentati. La natura vegetale è infatti un elemento centrale della cultura del Paese del Sol Levante, e in questo breve volume Frederick Hadland Davis ci racconta i miti e le leggende che a essa si ispirano. Scopriremo la toccante storia del crisantemo bianco, o quella magica e suggestiva del fiore di loto. O, ancora, la vicenda tenera e commovente del pino, l’albero dell’amore eterno, e i tanti aneddoti di spiriti e creature silvestri che popolano l’immaginario collettivo giapponese.

Marlene

CRACOVIA, dicembre 2012. A 97 anni, il volto invecchiato ma lo sguardo ancora indomito, Marlene è ormai una leggenda vivente. Nel suo passato ha avuto molti nomi e molte identità: la star del cinema Greta Jakob, la spia Marlene Kalten, l’aristocratica Anna von Dürkheim. E altrettanti sono stati gli appellativi che la stampa internazionale ha creato per lei: l’ultima diva, la sposa nazista, la Maledetta. Ma chi è veramente Marlene? Quali segreti nasconde? Da anni vive lontano dai riflettori e non concede interviste, ma adesso è giunto il momento di tornare a quella terribile estate di guerra e rivelare a tutti la sua vera storia.
MONACO DI BAVIERA, luglio 1944. Sopravvissuta a un raid della contraerea americana, che ha ridotto la città a un cumulo di macerie, Marlene ha perso le tracce della sua amica e compagna di lotta Deborah, ma è ancora determinata a combattere l’orrore nazista. Così, travestita da infermiera, si confonde tra un gruppo di crocerossine e sale a bordo di un treno per la Polonia, nella speranza di unirsi alla Resistenza. Non sa che quel viaggio la porterà dritta nelle mani di un vecchio nemico, e infine su un altro convoglio diretto in uno dei luoghi più infernali mai creati dall’uomo: Auschwitz. Ma il destino ha ancora in serbo un’ultima sfida per Marlene: compiere un attentato che potrebbe eliminare le più alte cariche del Reich, a patto di condannare a morte l’uomo che ama…
Una grande storia d’amore, un affascinante affresco storico e un romanzo ad altissima tensione.

Manoscritti economico-filosofici del 1844

I “Manoscritti economico-filosofici del 1844” sono forse il più famoso tra i testi inediti di Karl Marx. Fin dalla loro pubblicazione, quasi un secolo fa, questi quaderni sono stati al centro di un dibattito appassionato e violento tra gli interpreti di tutto il mondo, che ha finito per trasformare questi appunti a lungo sconosciuti in un classico della filosofia, dell’economia, della teoria politica, della sociologia. Come uno spartiacque, i “Manoscritti” segnano infatti il passaggio dal periodo giovanile a quello della maturità di Marx, coronato dalla stesura de “Il capitale”. Qui parla di economia politica e filosofia, alienazione e lavoro, Hegel e dialettica, proprietà privata e comunismo. Diversamente dalle traduzioni ancora oggi in commercio e risalenti ormai a settant’anni fa, questa edizione si basa sulla versione più recente e scientificamente verificata dei manoscritti marxiani (MEGA2), fornendo così al lettore un testo all’altezza della ricerca internazionale in materia. A questo aggiunge inoltre – sempre distinguendosi rispetto alle vecchie edizioni italiane – la traduzione di nuove pagine marxiane, le cosiddette “Note su James Mill”, che forniscono una chiara risposta alla domanda sollevata dai celebri passi di Marx sull’alienazione del lavoro: cosa significa lavorare e produrre in modo umano?

Love

Grandi amici fin dall’adolescenza, Davy e Joe hanno ormai quasi sessant’anni e si vedono di rado. Le loro vite hanno preso strade diverse, letteralmente: Davy infatti vive in Inghilterra da molto tempo e torna a Dublino solo per far visita all’anziano padre, mentre Joe è rimasto nella sua città d’origine. Ma questa sera il loro incontro ha un sapore particolare, e insieme alla birra scorrono ricordi e segreti mai confessati… Davy ha ritrovato Jessica, la «ragazza con il violoncello» di cui i due amici poco più che ventenni si erano invaghiti, e per lei ha lasciato la famiglia. Pinta dopo pinta, pub dopo pub, nel corso di una lunga conversazione in cui il passato si intreccia al presente, anche Joe si confida: l’amore per sua moglie Faye, così disinibita e ribelle, ha suscitato nel padre, che per il figlio avrebbe voluto un altro destino, una sottile ma costante disapprovazione; quel padre che forse, ora, lascerà molte domande senza risposta… Questa serata segnerà la fine dell’amicizia di Davy e Joe? O sarà l’occasione per parlare sinceramente del loro rapporto, di quello che è stato, di quello che può ancora essere? Con una straordinaria abilità narrativa e una capacità unica di coinvolgere il lettore, Roddy Doyle riesce a raccontare con ironia e commozione anche le pieghe più recondite e buie dell’esistenza. E a celebrare l’amore in tutte le sue forme, anche quelle che non credevamo potessero esistere.

Le Sabbie Di Marte

Classico romanzo di “fanta-scienza”, per usare un neologismo abbastanza efficace, Le sabbie di Marte descrive il viaggio inaugurale dell’astronave “Ares” – prima nave di linea regolare fra i pianeti – e le lotte di un gruppo di pionieri del XXI secolo per colonizzare le rosse distese desertiche del pianeta Marte. E’ una lotta affascinante e paurosa su un mondo in agonia dove non esiste quasi più traccia di vegetazione e l’aria è così povera di ossigeno da essere praticamente irrespirabile. Ma la fine del romanzo darà al lettore la più straordinaria – e la meno impossibile – delle sorprese…Le sabbie di Marte è un autentico capolavoro della narrativa a sfondo scientifico e fantastico. Non per nulla il suo autore, Arthur C. Clarke, è un noto scienziato, membro della British Astronomical Association e presidente della Società Interplanetaria Britannica.
(source: MondoUrania.com)

Le Piante Tintorie

Una guida per conoscere l’affascinante mondo dei colori naturali ottenuti da fiori, foglie, frutti, cortecce e radici e utilizzabili per tingere la lana, il cotone, la seta e altri tipi di tessuti. Il volume, riccamente illustrato, è suddiviso in due parti. La prima, dopo una breve storia delle tecniche tintorie, descrive le basi teoriche del colore, delle sostanze coloranti e della loro applicazione alle fibre. Seguono una trattazione sulle caratteristiche delle fibre tessili, indicazioni sulle tecniche e le attrezzature utili per usare i materiali tintori e una breve guida dei termini botanici. La seconda parte del libro, suddivisa in schede illustrate e organizzate in ordine alfabetico, presenta le piante tintorie tipiche italiane ed europee, senza trascurare le più importanti diffuse nel mondo. Per ogni pianta, oltre alla descrizione , vengono indicati il periodo di fioritura e raccolta, le parti usate, i principi tintori, i colori ottenuti, le fibre da utilizzare e i metodi di tintura più adatti. A completamento della scheda sono presenti curiosità su altri usi della pianta.

La Via

Prefazione di Mauro Ceruti Conflitti etnici e religiosi, convulsioni economiche, degradazione della biosfera, crisi della modernità. Andiamo verso una serie di catastrofi? È quel che sembra probabile se non riusciamo a cambiare strada. Edgar Morin pone qui la sfida di una “via” di salvezza che potrebbe delinearsi dal congiungersi di una miriade di vie riformatrici: riforma del pensiero, dell’educazione, della famiglia, del lavoro, dell’alimentazione, del modo di consumare… Una metamorfosi ancora più stupefacente di quella che ha segnato il passaggio dalle società arcaiche di cacciatori-raccoglitori alle società storiche.

La torre di Scarhaven

Il noto attore inglese Bennett Oliver calca i palcoscenici da oltre trent’anni e, come ogni grande personaggio del mondo dello spettacolo, ha un suo metodo per riprendersi dalle fatiche delle estenuanti tournée. La domenica, quando la compagnia si trasferisce da una città a un’altra, Oliver approfitta del tempo libero per visitare siti storici o bellezze paesaggistiche dei dintorni prima di riunirsi ai colleghi la mattina dopo. Sennonché un lunedì l’attore non si presenta alle prove, un fatto straordinario per un uomo noto per la sua puntualità e professionalità; inoltre pare che nessuno l’abbia visto da oltre ventiquattr’ore, compreso il personale dell’hotel dove avrebbe dovuto soggiornare. Il suo impresario e il commediografo Richard Copplestone, che aveva un appuntamento con lui quella stessa mattina, si mettono subito sulle sue tracce per cercare di scoprire cosa gli sia accaduto. Le loro ricerche li conducono a Scarhaven, un tranquillo villaggio di pescatori sulla costa del mare del Nord dominato dalla torre di un’antica fortezza normanna e noto per la cosiddetta “Gola del Diavolo”, una profonda voragine che, secondo la leggenda, inghiotte chiunque abbia la sventura di cascarci dentro… Pubblicato originariamente nel 1920, La torre di Scarhaven è un mystery avventuroso e intrigante.